INTER NOS Band, Italy






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Le "news" del passato, a partire dall'aggiornamento più recente.




Siamo arrivati a novembre: ecco l’aggiornamento di Ognissanti, in verità più “da giorno dei Morti”, considerato il clima umido e piovoso.
Il tifone (tale era, di fatto) di fine ottobre è passato senza procurare troppi danni, almeno qui a San Michele al Tagliamento (VE); anche stavolta il fiume Tagliamento è rimasto entro gli argini, salvo qualche prevedibilissima esondazione in zona golenale. Come di consueto in caso di forte scirocco, la spiaggia di Bibione è stata devastata, e suppongo che ora ci siano tonnellate di materiale da rimuovere.
Non si può continuare ad assistere inerti, confidando unicamente nella buona sorte: servono interventi radicali e urgenti sul fiume Tagliamento, prima che madre natura decida di punirci. Dighe, casse di espansione, canali scolmatori? Non sono un ingegnere, ignoro quale sia la soluzione migliore: chi di dovere, si interessi una buona volta della questione. Spero di essere lontano dal fiume, nel giorno “certus an, incertus quando” in cui la catastrofe giungerà. Dum Romae consùlitur... (Tito Livio, Storie, XXI, 7, 1).

Sabato 8 dicembre 2018, per quanto ci è stato comunicato, si terrà l’edizione annuale del concerto “Spagu Day” in memoria di Denis “Spagu” Ambrosio, già cantante del gruppo death metal SEPOLCRAL e gestore, per alcuni anni, del bar Memphis Belle a Latisana (UD). Eravamo stati invitati a suonare, ma quel giorno ci sono altri impegni inderogabili, e perciò abbiamo rinunciato. Ringraziamo gli organizzatori per la chiamata, augurandoci che si ricordino di noi in futuro, e che evitino, per i concerti, l’8 dicembre e giorni vicini. Per chi può andare: appuntamento a Varmo (UD), località Canùssio, presso gli impianti sportivi, con inizio presumibile alle ore 20, cioè lo stesso luogo e lo stesso orario del 2017.

Nel 2018, a San Michele al Tagliamento, su 5 bar, 3 hanno cambiato gestione: il Bar Naviglio nei primi mesi dell’anno, il Bar Plaza in estate, e il Bar Italia in ottobre. In tutti questi locali siamo stati a suonare, in epoche più o meno recenti; quanto a svolgimento di concerti, da tempo quei luoghi stanno segnando il passo: vedremo se, con le nuove gestioni, la situazione migliorerà.

In assenza di notizie significative, ritengo che, a parte gli addobbi natalizi che in dicembre, prima o poi, compariranno nella prima pagina del sito, il prossimo aggiornamento verrà inserito a fine dicembre 2018, con lo scarno resoconto annuale dell’attività del gruppo.

(Aggiornamento del 1° novembre 2018, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 13 ottobre 2018 si è svolta, a Portogruaro (VE), località Giussago, area festeggiamenti di Via Serrai, la manifestazione “Redvolution 101”, con eventi sportivi al pomeriggio ed eventi musicali (concerto + DJ Set) alla sera. Il luogo è lo stesso della manifestazione “Redvolution 2017”, tenutasi 18 novembre 2017, a cui, pure, avevamo partecipato; stavolta, essendo ottobre e non novembre come nel 2017, la temperatura è più mite, e gli orari della manifestazione sono consoni ad un pubblico che, per ragioni di età, non è avvezzo a fare tardi (qualcuno ha detto “vecchi”? Occhio, e anche orecchio… ci sento ancora bene).
La parte musicale vede, contrariamente alle previsioni della vigilia, gli INTER NOS in coda alla scaletta. All’inizio c’è un DJ Set, che ricomparirà nell’intervallo tra un gruppo e l’altro, e anche alla fine della serata. Suona per primo JECKO (voce e chitarra acustica); per secondi, il duo COSMIC LOSERS (voce e chitarra acustica), in pratica i residui dei COSMIC LOVERS che hanno suonato al “RedVolution 2017”; per terzi, noi INTER NOS. I brani suonati sono stati: Miraggio, Prima del tempo, L’ora do, Tacere, Essere senziente, Piccolo G., Terre, Voltare pagina, Magia, 1999,5, Sospesi, Abbandono.
Esibizione più che sufficiente, una volta tanto; di certo abbiamo suonato meglio rispetto al concerto del 7 luglio 2018 a Latisana (UD). Sono abbastanza soddisfatto.
Una calda accoglienza, e il ritrovo di parecchie persone a noi note, sono altri aspetti meritevoli di menzione.
Se devo trovare un punto negativo, peraltro non nuovo, è l’affluenza di pubblico assai bassa rispetto alle previsioni degli organizzatori. Ne avevo già trattato in occasione del “Redvolution 2017”, e mi ripeto: considerato lo scopo di certe manifestazioni, si dovrebbero accantonare personalismi e antipatie, mettendo in primo piano il conseguimento di un fine comune; invece, ogni gruppetto segue la propria strada, che non porterà da nessuna parte, per nessuno. Così, in pratica, ho risposto ieri ad un ragazzo che ci ha posto delle domande, concludendo che “chi ha orecchie per intendere, intenda, e gli altri… in camper”.
Ringraziamo nuovamente, e ci diamo appuntamento ad una prossima occasione.

Soltanto a fine settembre ho scoperto che il 30 giugno e il 1° luglio 2018 si è svolto a Travesio (PN) un festival Heavy Metal, denominato MetalTrave, alla sua prima edizione.
La mia mancata conoscenza dell’evento conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che ormai io sono “fuori dal mondo”: vent’anni fa, avrei saputo la data del festival con un mese di anticipo sullo svolgimento, e non con due mesi di ritardo.
Mi pongo però, a parziale mia discolpa, una domanda. Non è che, forse, attualmente c’è una grave carenza a livello di mezzi di informazione? In passato, in Friuli, c’erano due siti web che pubblicavano date di concerti, “Rocknotes” e “Musicologi”; ora, “Rocknotes” si occupa solo dell’attività del suo curatore, mentre “Musicologi” pubblica le date dei concerti quando gli pare: quelle dei nostri due ultimi concerti (7 luglio 2018 e 13 ottobre 2018), sebbene siano state comunicate, non sono apparse.
La pubblicità, oggi, si riduce a creare l’evento su Facebook o a inviare locandine con WhatsApp; a sapere delle date dei concerti sono, in definitiva, soltanto gli amici dei musicisti.
A questo punto, posso ben dire che si stava meglio quando si stava peggio: negli anni ‘80, a Pordenone, si mettevano una decina di volantini nei “posti giusti”, e tutti i potenziali spettatori sapevano che si doveva andare in quei posti per conoscere eventuali novità.
Se i tempi, oggi, vanno così… lasciamoli andare.

Anche agli artisti famosi capitano concerti negativi, per non dire di peggio; ne sa qualcosa Antonello Venditti, in occasione dello spettacolo all’Arena di Verona del 23 settembre 2018; lui dice che è stato il peggior concerto della sua vita: se lo dice il diretto interessato, probabilmente sarà vero. Cercate in giro nel Web, troverete parecchi articoli sull’evento.

(Aggiornamento del 14 ottobre 2018, ad opera di Claudio F.)


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Nulla da segnalare, per quanto riguarda gli INTER NOS.
Alcune notizie relative a gruppi con cui siamo in contatto:
- i ROADKILL, di Udine, assieme ai quali abbiamo suonato a Latisana (UD) il 7 luglio 2018, dovrebbero pubblicare un CD entro breve tempo.
- i SETTORE NOVE, di San Michele al Tagliamento (VE), sono in pausa.
- gli JUGLANS REGIA, della provincia di Firenze, hanno ripreso a suonare dopo anni di sosta.

Anche a San Michele al Tagliamento accadono episodi movimentati nei bar: il più recente è avvenuto lunedì 17 settembre 2018, durante una serata di karaoke. Sono apparsi articoli sui giornali locali. Se volete fare una piccola ricerca su Internet, probabilmente troverete qualcosa. Io non c’ero… almeno mi sarei fatto quattro risate.

Un lutto. Il 27 agosto 2018, all’età di 65 anni, ci ha lasciato Claudio Canali, già cantante del gruppo hard prog BIGLIETTO PER L’INFERNO; dopo l’album d’esordio del 1974 egli abbandonò l’attività musicale, ebbe varie vicissitudini, e infine nel 1999 diventò frate (Fra Claudio), stabilendosi in un convento in Toscana.

(Aggiornamento del 22 settembre 2018, ad opera di Claudio F.)


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Domani, domenica 26 agosto 2018, avremmo dovuto suonare alle "Spartachiadi 2018" di Concordia Sagittaria (VE), ma oggi ci è stato comunicato che, a seguito di non meglio precisate pressioni politiche, i gestori del Parco Collodi (ove si sarebbe dovuto tenere l'evento) hanno negato l'autorizzazione alla manifestazione.
Per maggiori dettagli: https://www.facebook.com/Collettivo-Stella-Rossa-Nordest-745877035527030/

Un gruppo death metal di San Michele al Tagliamento (VE), gli INHUMAN HUNTERS, i cui componenti hanno vent’anni o anche meno, ha pubblicato all’inizio del corrente mese di agosto il proprio CD d’esordio, intitolato “Inhuman Hunters”. Pagina Facebook, per gli interessati: https://it-it.facebook.com/InhumanHunters.

Da: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/13/centri-sociali-occupati-cassazione-no-allo-sgombero-se-il-comune-tollera-le-loro-attivita/4557691/
Centri sociali occupati, Cassazione: “No allo sgombero se il comune tollera le loro attività”
I supremi giudici hanno infatti detto no agli sgomberi degli edifici pubblici diventati sede di centri sociali che per anni hanno portato avanti le loro iniziative con "l'acquiescenza" del proprietario dell’immobile, che spesso è il comune, "ingenerando" nelle persone che occupano "il convincimento" della "legittimità dell’occupazione" -
di F. Q. - 13 agosto 2018
Se il comune tollera l’occupazione, i centri sociali non devono essere sgomberati. Lo ha deciso la Cassazione dando ragione al ricorso del centro Tempo Rosso di Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta. Gli animatori nell’ex macello comunale sono da venti anni impegnati nella lotta all’inquinamento della terra dei fuochi, la più grande discarica abusiva d’Europa. I supremi giudici hanno infatti detto no agli sgomberi degli edifici pubblici diventati sede di centri sociali che per anni hanno portato avanti le loro iniziative con “l’acquiescenza” del proprietario dell’immobile, che spesso è il comune, “ingenerando” nelle persone che occupano “il convincimento” della “legittimità dell’occupazione“, anche “attraverso atti positivi come il pagamento dell’utenza relativa al consumo di energia elettrica”.
Con queste motivazioni gli ermellini hanno respinto la richiesta di sequestro di Tempo Rosso presentata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e ha confermato l’archiviazione delle accuse tra le quali quella di occupazione abusiva per dieci attivisti, otto uomini e due donne. Ad avviso della seconda sezione penale della Suprema Corte, merita conferma l’ordinanza con la quale il tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo scorso cinque marzo aveva respinto la richiesta di sequestro del Tempo Rosso avanzata dal PM che aveva aperto un fascicolo nei confronti di dieci attivisti accusandoli di occupazione abusiva, imbrattamento per via dei murales, omissione di lavori in edificio pericolante. Per il tribunale campano, dato che gli indagati erano dei bambini quando venti anni fa altre persone diedero vita all’occupazione dell’ex macello, “il comune aveva prestato ventennale acquiescenza alla occupazione, sostanzialmente legittimandola, e impedendo la configurazione del reato” di occupazione abusiva.
Quanto ai murales, per il tribunale, si tratta di realizzazioni che non rientrano “nel concetto di imbrattamento” e poi non si sapeva nemmeno chi li aveva dipinti. Nessuna prova inoltre che l’ex macello fosse pericolante, e “in ogni caso – ha affermato il tribunale con il ‘placet’ degli ‘ermellini’ – non sarebbe spettato agli indagati porvi rimedio ma, semmai, al comune proprietario dell’immobile”. Alla Suprema Corte – con la sentenza 38483 depositata il dieci agosto – non è rimasto che dichiarare “infondato” il ricorso della procura di Santa Maria Capua Vetere, affermando che il reclamo “è del tutto generico e non configura alcuna violazione di legge”.

(Aggiornamento del 25 agosto 2018, ad opera di Claudio F.)


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Quest’anno, probabilmente, diserterò.
Cosa mai intendo dire con questa frase sibillina, è presto spiegato.
Già avevo espresso le mie perplessità sulla circostanza che, in certi periodi dell’anno, molteplici eventi musicali si accavallino, a fronte di altri periodi dell’anno in cui, al contrario, non c’è praticamente un “beneamato”; pertanto, come dicevo ad alcune persone e come forse scrivevo anche nel sito, mi vedo costretto a scegliere, possibilmente in modo da accontentare un po’ tutti; e così avevo fatto negli ultimi anni.
Per l’inizio di agosto 2018, la mia scelta l’avevo fatta: tuttavia, alcune situazioni personali vecchie e nuove, ma soprattutto alcune scoperte recenti, mi hanno fatto rivedere radicalmente i progetti.
Salterà, quasi certamente, la trasferta più lunga e più lontana, giacché il prezzo del biglietto nel corso degli anni sta lievitando a dismisura, e quest’anno, con le spese annesse, andrei “fuori budget”; peccato.
Ripiegherò su eventi più vicini a me (primo criterio), e senza dubbio su quelli più economici (secondo criterio), a prescindere dall’interesse verso i singoli artisti, dalla conoscenza o meno di costoro, o dal genere musicale proposto.
Nella peggiore delle ipotesi, me ne starò a casetta, andrò a nanna presto e mi farò qualche salutare dormita rigenerante: cosa che, dopo 11 mesi di lavoro (che si protrarrà anche in agosto, già ci sono avvisaglie), ritengo di meritarmi, e di cui ho sicuramente bisogno.

(Aggiornamento del 23 luglio 2018, ad opera di Claudio F.)

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Sabato 7 luglio 2018 abbiamo suonato a Latisana (UD), presso la Locanda Alla Stazione, con i ROADKILL di Udine. Locandina: clicca qui. Terza esibizione, per noi, alla Locanda: stavolta si sceglie di suonare nel cortile interno anziché sotto il tendone “fronte strada”, ma purtroppo la scelta non si rivela azzeccata. Si sperava nel bel tempo, ma invece, in prossimità delle ore 21, il cielo comincia ad annuvolarsi minacciosamente. Alle 21,15 non si può più attendere, anche perché alle ore 23 si deve smettere. Alla presenza dei 3 componenti dei ROADKILL, della fidanzata del loro bassista, e di ben 3, diconsi 3 spettatori, iniziamo. La scaletta prevedeva 15 brani ma, considerate le circostanze, la riduciamo drasticamente; vengono eseguite Prima del tempo, L’ora do, Tacere, Essere senziente, Piccolo G., Ingannare, Terre, Magia, Sospesi, Miraggio, Abbandono. Mi accorgo ben presto che il potente faro da 500 Watt, nostro recente acquisto per i palchi bui, illumina anche troppo, ma è situato in una posizione infelice: vedo male il manico del basso, e proprio non vedo i puntini sul lato superiore del manico, pertanto tiro spesso ad indovinare le note, ed i risultati si sentono. Arriviamo faticosamente alle ore 22. Nel frattempo sono giunte altre persone, ma, escludendo gli “addetti ai lavori” sopra indicati, si arriva a stento alla decina di unità.
I ROADKILL propongono un rock vivace, a volte con influssi blues, a volte con momenti più oscuri e riflessivi. Inizia ormai a gocciolare, e in lontananza verso ovest appaiono preoccupanti bagliori. I ROADKILL continuano, fino a che la rottura di una corda della chitarra e la pioggia crescente consigliano, anche per non rimanere fulminati, di chiudere lo spettacolo. Grandi corse per smontare il tutto e per caricare (a casaccio) nelle auto le varie attrezzature, prima che si bagnino; vedremo nei prossimi giorni, se per errore abbiamo preso qualcosa ai ROADKILL e/o viceversa.
Commento personale. Ci sono solo due cose buone, in questa serata; la prima, è che dopo svariati anni è stato da noi proposto dal vivo un brano nuovo, L’ora do; la seconda, è il trattamento professionale, come di consueto, da parte di Andrea Ravanello, ovunque siamo stati a suonare nei vari locali da lui gestiti nel corso degli anni, e anche stavolta lo ringraziamo pubblicamente.
Per i restanti profili: mi domando sempre più spesso se valga la pena continuare in questa maniera. A quanto sento, è “magra” un po’ per tutti, specie per chi suona brani propri, tuttavia certe situazioni mi rimangono inspiegabili: all’Osteria da Omero a Ronchis (UD), il 2 settembre 2017, mi aspettavo quattro gatti, e invece sono arrivate 50 persone o forse più, qualcuno da oltre 50 km di distanza; alla Locanda, il 7 luglio 2018, mi aspettavo parecchie persone, e invece sono arrivati poco più di quattro gatti.
In definitiva: serata non certo memorabile; archiviamo in fretta, e speriamo in bene per la prossima esibizione, dove e quando sarà.

Le bufale non hanno fine e, personalmente, mi infastidiscono ancor di più se sono di stampo razzista e xenofobo, seguendo la deriva attualmente imperante nel Patrio stivale.
Gira da qualche giorno su Internet una foto del concerto tenuto dai Pink Floyd a Venezia nel luglio del 1989, con la marea umana di spettatori ivi presenti; questa foto viene spacciata, da qualche simpaticone, per un’immagine di un imprecisato porto libico da cui migliaia di persone, ovviamente tutti clandestini brutti, sporchi e cattivi, sarebbero in procinto di imbarcarsi verso l’Italia. Vergogna! E qualcuno anche ci crede, a queste sparate. Povera Italia, e poveri italiani ignoranti.

(Aggiornamento del 08 luglio 2018, ad opera di Claudio F.)


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Veniamo a sapere che è stato pubblicato un libro, intitolato “Rock Progressivo Italiano 1980 – 2013”, autore Massimo Salari, Arcana Editrice, in cui c’è una biografia degli INTER NOS. Ringraziamo l’autore per la citazione. Fotocopiamo la pagina e la mettiamo in archivio per farla vedere ai posteri.

Nel 2017 c’erano stati svariati tormentoni musicali, più o meno insopportabili, ma non abominevoli.
Nel 2018 pare esploso il genere TRAP, di cui ignoravo completamente l’esistenza e di cui non sentivo la mancanza, e che a me provoca dolori di pancia con effetti lassativi; scopro, purtroppo per le mie orecchie e non solo per quelle (vedi sopra), fenomeni paranormali come Sfera Ebbasta e Young Signorino.
Una volta gli INTER NOS “coverizzavano” i brani ridicoli del momento, come quello dei Gazosa “www mi piaci tu”: ma con questi capolavori dei trappers non ce la faccio, si oltrepassa la mia capacità di sopportazione, e non mi fanno sorridere, mi fanno proprio ...
Starò diventando vecchio bacucco, ma questa “manifestazione sonora” che qualcuno include nella musica mi è totalmente indigesta e spero proprio di non imbattermici più, neanche per sbaglio; vana illusione, temo.
Se poi a voi il TRAP piace (ma allora mi chiedo come facciate ad ascoltare anche gli INTER NOS), contenti voi.

Notizie dal web. Il 21 maggio 2018 Claudio Golinelli, bassista di Vasco Rossi, è stato ricoverato in ospedale a Udine per un malore. Non suonerà nel concerto di Vasco previsto a Lignano Sabbiadoro (UD) il 27 maggio 2018, e neanche in alcune date successive. Auguri al bravo bassista per una pronta guarigione e un immediato ritorno sui palchi.

(Aggiornamento del 24 maggio 2018, ad opera di Claudio F.)


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Stiamo programmando un concerto, per luglio, ma la concorrenza nell’estremo NordEst è agguerritissima, per ogni fine settimana estivo.

Talvolta accade che muoia un artista, a me del tutto sconosciuto, che poi scopro essere stato l’autore di brani onnipresenti in radio e televisioni. Mi è accaduto con tale Avicii, svedese, produttore ed esecutore di musica dance, deceduto a 28 anni in Oman, il 21 aprile 2018. Un brano, di cui non conoscevo né titolo né autore, ma che ho ascoltato decine di volte, era la sua “Wake me up”. Come dico, l’ho scoperto solo dopo la sua morte. Ah, povero me, sono proprio fuori dal mondo...

Ritenendo di essere utile, segnalo l’esistenza di un “vademecum” applicato dal Tribunale di Pordenone, in caso di processi penali per guida in stato di ebbrezza.
Nel documento non è contemplata l’ipotesi più lieve, cioè tra 0,5 e 0,8 g/l di alcool nel sangue: infatti in tal caso è prevista una sanzione amministrativa, e non penale.
Dove leggete LL.PP. significa “lavori di pubblica utilità” (se vengono chiesti dall’interessato; non è un obbligo), in sostituzione della pena pecuniaria. Ce n’è abbastanza per diventare astemi, come mi diceva qualcuno. Buona lettura. Link: http://www.sportelloinformaticopn.it/circolari/wp-content/uploads/sites/2/2018/03/img20180328_11313641.pdf.

Qualche mio pensiero in libertà, su vari argomenti.
a) non ne posso più di vedere, in televisione, pubblicità di medicinali per il buon funzionamento della prostata. I liquidi in eccesso devono esser liberi di uscire copiosamente, senza per questo che i padroni del vapore mi insinuino il dubbio di essere malato.
b) mi infastidiscono anche le pubblicità televisive in cui si sente il suono di un campanello, che guarda caso ha il suono uguale a quello di casa mia; e non capisco mai se è qualcuno che sta suonando a me, o se è la pubblicità in televisione.
c) restando alla televisione: mi sono ultrastufato di vedere, ovunque, programmi “culinari” competitivi (Masterchef etc.) o meno. Persecuzione alimentare!
d) per quale misterioso motivo, nelle celebrazioni del 25 aprile, viene suonata “La leggenda del Piave”, brano che si riferisce alla prima guerra mondiale?

Frasi, da un brani recente: “Fischia l’orecchio, infuria l’acufene”, “se arriva Larsen, te lo devi tenere”, “hai voluto il rock, ora tienilo fino alla fine” (CAPAREZZA, da Larsen). Geniale.

(Aggiornamento del 29 aprile 2018, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento del Venerdì Santo. Senza aspettare il decorso della Santa Pasqua e l’arrivo di aprile, contrariamente a quanto avevo annunciato nel precedente intervento, inserisco senza indugio qualche notizia meritevole di segnalazione.

Sono recentemente mancati alcuni personaggi pubblici: il cronista Luigi Necco, il presentatore Fabrizio Frizzi, l’allenatore di calcio Emiliano Mondonico. Buon viaggio.

I CHRONIC HATE, gruppo brutal death metal di Bibione (VE), hanno pubblicato un nuovo CD; si intitola “The worst form of life”. La presentazione è stata effettuata sabato 24 marzo 2018 presso il negozio di dischi Discorama di Pordenone; inoltre, il gruppo terrà un concerto a Cordenons (PN), al Rock Town, il 12 maggio 2018, in cui verranno suonati i brani del nuovo lavoro. Tenete d’occhio la loro pagina Facebook. Approfitto per ringraziarli: nelle pagine del booklet hanno salutato gli INTER NOS.

Vicende musicali friulane. A quanto pare, anche nel 2018 le manifestazioni Summer Music a Lonca di Codroipo e Pietrasonica a Osoppo si terranno in contemporanea. “Continuiamo così, facciamoci del male”, come diceva il regista-attore Nanni Moretti.

Un paio di storie italiane.

Da: https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/foto-classe-scuola-1.3786474
Addio cara vecchia foto di classe
A Borgo Borgo San Lorenzo la dirigente scolastica vieta riprese e riproduzioni fotografiche all'interno degli istituti

Borgo San Lorenzo (Firenze), 14 marzo 2018 – Addio cara vecchia foto di classe. Se fino a qualche anno fa aspettare l'arrivo del fotografo per il tradizionale scatto di fine anno era sinonimo di attesa trepidante, adesso, complici burocrazia e cavilli delle normative sulla privacy, è arrivato il momento di salutare questa consolidata usanza.
A Borgo Borgo San Lorenzo la dirigente scolastica, Patrizia Nappa, ha già preso provvedimenti in questo senso e in una circolare ha spiegato che “in relazione alla normativa sula privacy, per tutelare l'immagine dei minori, sarà vietata qualsiasi riproduzione fotografica in ambito scolastico, compresa la foto di classe”. La burocrazia ha vinto sulla tradizione. E sui ricordi.

Da: http://www.ilgiornale.it/news/milano/niente-festa-pap-non-urtare-famiglie-gay-1507052.html
"Niente Festa del papà per non urtare famiglie gay"
La denuncia di Riccardo De Corato, capogruppo regionale di Fratelli d'Italia ed ex vicesindaco di Milano - Redazione - Mar, 20/03/2018 – 09:33

Il politicamente corretto colpisce ancora? Secondo Riccardo De Corato, capogruppo regionale di Fratelli d'Italia ed ex vicesindaco di Milano non tutte le scuole materne di Milano avrebbero celebrato la Festa del Papà. «Ci sono arrivate - riferisce De Corato - segnalazioni sugli asili di via Corsica e via Anfossi, nei quali la ricorrenza sarebbe stata sospesa per rispetto alle famiglie gay. L'ex vicesindaco chiede all'amministrazione comunale «se queste voci sono vere» e «in caso affermativo - avverte - sarebbe una vergogna». «Mi auguro che tutti i bambini nelle scuola di Milano - ha detto ieri De Corato - oggi stiano preparando lavoretti da portare ai papà o canzoncine da cantare in famiglia. Mi auguro che i diritti dei bambini non siano stati calpestati in nome dei diritti Lgtb. Noi, nel giorno di San Giuseppe, ricordiamo in modo chiaro che le famiglie sono composte da un padre e una madre, non da «genitore 1» e «genitore 2». «La famiglia tradizionale è sempre più trascurata - ha detto ancora il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia - e per questo vogliamo essere certi che almeno nelle scuole sia rimasta salda la Festa del Papà». Alla vigilia della festa, parlando del caso che poi ha più dettagliatamente commentato ieri, ha avvertito che «iniziative come quella della scuola milanese rischiano di demonizzarla e cancellarla progressivamente. Infine ha garantito «che anche nei prossimi 5 anni, le politiche di Regione Lombardia ribadiranno la centralità della famiglia composta da uomo e donna».

Ora, una storia straniera.

Da http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/03/17/romania-e-vivo-ma-per-la-legge-e-morto_05b315c0-6992-49c8-91b9-524680a5af5f.html
Romania: è vivo, ma per la legge è morto
Perse sue tracce da anni, fa appello contro decisione e lo perde

(ANSA) - BUCAREST, 17 MAR - Un tribunale romeno ha pronunciato una sentenza dal sapore kafkiano, quando ha decretato che un uomo fatto dichiarare defunto dalla moglie, essendo invece vivo e vegeto, è legalmente morto, pur avendo questi fatto causa per dimostrare il contrario.     Un portavoce del tribunale ha spiegato che Constantin Reliu, 63 anni, ha perso la sua causa presso la corte di Vasului, perché ha presentato appello contro la sentenza che lo dava per morto troppo tardi. L'uomo non può presentare ulteriori appelli, è stato detto.     Secondo i giornali locali, la moglie di Reliu aveva perso i contatti con il marito dopo che l'uomo era andato a lavorare in Turchia nel 1992. Non avendo ricevuto notizie per anni, la donna aveva chiesto ed ottenuto un certificato di morte nel 2016. Ma qualche mese fa le autorità turche hanno scoperto casualmente che Reliu non aveva un visto valido e lo hanno espulso dal paese. Quando suo malgrado è tornato in Romania, ha scoperto di essere legalmente morto.

Un’osservazione vagamente provocatoria: ogni giorno è una “giornata mondiale” di qualcosa. C’è perfino un calendario: http://www.sparklingcode.net/giornatamondiale/#sthash.u8LLWdhB.dpbs, in modo da non dimenticarsene nemmeno una. Ma sarà mai possibile? Come scrivevo in altre occasioni, riprendendo un detto, “il troppo stroppia”: se c’è UNA giornata mondiale di una certa cosa, questa data acquisisce importanza; se invece ci sono 365 giornate mondiali, e per giunta in taluni giorni gli eventi si cumulano, l’intero sistema ci rimette, e il tutto si riduce ad uno sterile elenco di ricorrenze.

Buona Pasqua, e attenzione ai pesci.

(Aggiornamento del 30 marzo 2018, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento di marzo 2018; non credo che ce ne saranno altri prima di Pasqua, perciò approfitto per fare gli auguri.

Domenica 11 marzo 2018 abbiamo fatto una sessione di prove. Il brano in fase di composizione, dal titolo provvisorio L’ora do, sta prendendo forma, e potrebbe essere suonato dal vivo già al primo concerto utile (quando?).

Alquanto distrattamente, e solo perché non avevo altro di meglio da fare, ho seguito Sanremo 2018, in verità più ascoltando i brani su Youtube nei giorni successivi, che la diretta televisiva. Noia pressoché totale riguardo i big o presunti tali; qualche spunto interessante dai giovani: Mudimbi, Mirkoeilcane, e Lorenzo Baglioni.

Tramite un servizio sul TG3 del Friuli Venezia Giulia, siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di una web radio in Carnia; si chiama Radio Tausia, è gestita da giovani sotto i vent’anni; trasmette da Tàusia, una frazione del comune di Treppo Ligosullo (UD), in mezzo ai monti. Li ho contattati; ho chiesto se erano interessati a ricevere i brani degli INTER NOS per eventuale programmazione; mi hanno risposto positivamente, purché i brani non fossero depositati alla SIAE; i nostri brani non lo sono, e pertanto il 14/02/2018 ho spedito i brani del CD “Produzione Propria” a mezzo email. Spero che i brani piacciano loro, e che vengano trasmessi. Per informazioni sulla webradio, visitate il sito https://www.spreaker.com/user/radiotausia. In ogni caso, complimenti per l’iniziativa, soprattutto perché viene messa in atto da giovani, per giunta in un luogo assolutamente isolato, anche se molto bello (almeno a vedere le fotografie).

La società Gibson, produttrice di strumenti musicali, rischia il fallimento.
Link: http://www.rollingstone.it/musica/news-musica/gibson-rischia-la-bancarotta/2018-02-19/#Part1.

Per i giuristi.
Ordinanza della Cassazione Civile: “Opere musicali: diritto di sincronizzazione e di riproduzione non coincidono” - Cassazione Civile, sez. I, ordinanza 12/12/2017 n° 29811. Il testo è al link http://www.altalex.com/documents/news/2018/02/15/opere-musicali-diritto-di-sincronizzazione-e-di-riproduzione-non-coincidono.
Di interesse “generale” è quest’altra sentenza. Link: http://www.altalex.com/documents/news/2017/11/24/attivita-illecita-obbligo-dichiarare-redditi. “Dichiarazione dei redditi va presentata anche da chi svolge attività illecita”. Cassazione penale, sez. III, sentenza 22/11/2017 n° 53137.

(Aggiornamento del 12 marzo 2018, ad opera di Claudio F.)


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Primo aggiornamento dell’anno 2018. Nessun evento particolarmente importante da segnalare, a parte, se proprio lo si vuole menzionare, che ho registrato in maniera molto grezza le parti di voce e basso per un possibile nuovo brano degli INTER NOS, che è in lista d’attesa da almeno un anno.
Quanto a concerti, a parte le onnipresenti cover/tribute bands, entro l’ipotetico cerchio tracciabile a 15 Km da San Michele al Tagliamento (Portogruaro, San Vito al Tagliamento, San Giorgio di Nogaro, Bibione) praticamente nulla si muove; forse più a nord, a Pordenone e Udine, sono messi meglio, ma ho i miei dubbi: nel gennaio 2018 era stato trasmesso un servizio su RAI TRE FVG in cui alcuni studenti universitari di fuori città qualificavano Pordenone “Una città noiosa e senza stimoli né culturali né ricreativi”, in definitiva la già arcinota PordeNOIA.

(Aggiornamento del 02 febbraio 2018, ad opera di Claudio F.)


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Arriva l’ultimo aggiornamento dell’anno, stavolta non il 31 dicembre; di sabato (30 dicembre 2017) e di domenica (31 dicembre 2017) non arrivano lettere: pertanto, ormai, quel che è fatto, è fatto.

Anche quest’anno si scrive, sui giornali, di “stangate” per l’anno successivo; ecco un esempio, del 4 dicembre 2017: “Una stangata da 30 miliardi è nascosta nella manovra”, da http://www.ilgiornale.it/news/politica/stangata-30-miliardi-nascosta-nella-manovra-1470189.html; un altro, del 29 dicembre 2017: “Stangata di Capodanno, aumentano gas, luce e autostrade”, da http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/12/29/gas-e-luce-aumento-del-5-53-a-gennaio_ca4f2512-ddff-429a-8e6d-7fcbe6bd7f55.html. Avevo già commentato questo ciclico andazzo nel dicembre 2016, ma la storia si ripete. Matematicamente, qualcosa non mi torna: il 90% della popolazione dovrebbe vivere sotto i ponti, se fosse vera questa interminabile sequenza annuale di stangate; non vedo tutta questa folla di senzatetto. Sarò diventato cieco.

Un episodio simpatico. Io, mio fratello Paolo, la sua compagna Francesca e il figlioletto Andrea, sabato 16/12/2017, eravamo andati a mangiare una pizza in un locale di Pordenone, prima di andare a vedere il concerto de LE ORME che si sarebbero esibite poco più tardi in un posto nelle vicinanze. Ci sediamo, e vediamo, seduti a un tavolo dall’altra parte del locale, i tre componenti de LE ORME. Non andiamo a disturbarli. Chiediamo a una cameriera (o alla titolare; non so chi fosse quella persona) se si era accorta della presenza dei musicisti; risposta: “Sì, abbiamo visto, sono i NOMADI”. Pare che questo scambio di gruppo sia stato manifestato anche ai diretti interessati. Chissà se a Michi Dei Rossi si saranno drizzati i capelli, o se abbia fatto i debiti scongiuri.

Il giorno di Natale guardavo col piccolo Andrea, in realtà assai distrattamente, il DVD dello Zecchino d’Oro 2017. Sono rimasto colpito dal testo di un brano, “Gualtiero dei mestieri”, forse non adatto ai bambini, ma molto attuale in momenti di crisi per mancanza di lavoro, checché qualcuno parli di “ripresa in atto” (dove? Per chi è già ricco, probabilmente sì); link: https://www.youtube.com/watch?v=L9BsEBmqMtA.

Rapporto scarnissimo, per l’attività del gruppo INTER NOS nel 2017: due concerti, qualche scambio di materiale, qualche vago progetto per il futuro, e poco altro.
In questo sito, a dicembre ho fatto una revisione dei links: quelli che non si sono aperti, sono stati rimossi; in verità, ci sarebbe da fare una gran ripulita, nell’elenco, di pagine Myspace o Facebook, e anche di siti ufficiali, riguardanti gruppi musicali presumibilmente ormai inattivi o con cui non abbiamo più contatti da anni, ma rimando sempre l’operazione.
Tornando a noi: come ripeto da parecchi anni a questa parte, su questo sito o privatamente, ci sono cose più importanti e sicuramente meno gradevoli di cui occuparsi rispetto allo “strimpellamento amatoriale”, ragion per cui la musica passa in secondo e anche in terzo piano.
Il basso elettrico giace malinconicamente all’interno della custodia, dal giorno dell’ultimo concerto (18 novembre 2017).
Personalmente, non ho né tempo, né entusiasmo, né voglia di fare: lo si nota anche dagli addobbi natalizi in prima pagina del sito, assai ridotti rispetto al dicembre 2016. Si tira a campare, nel grigiore quotidiano costellato, tanto per gradire, di problemi e rompimenti d’ogni sorta; “muore la pecora, muore l’agnello, muoiono il bue e l’asinello” eccetera, e se non conoscete la filastrocca, cercatela sul web.
Ringraziamo quei musicisti e “addetti ai lavori” che ancora si ricordano di noi, e magari ci invitano a suonare nei concerti che loro organizzano o in cui loro suonano.
Il resoconto dell’attività INTER NOS nel 2017 finisce qui; altro da riferire su argomenti vari ed eventuali, forse, ci sarebbe, ma non abbastanza importante da meritare tempo per la scrittura, e presumibilmente di scarso interesse per i lettori.

Vi saluto con due segnalazioni giuridiche.
– Una sentenza; lo spettacolo blasfemo (o, quantomeno, considerato tale da uno spettatore) non dà diritto al risarcimento del danno. Cassazione Civile, sez. I, sentenza 23/03/2017 n° 7468. Link: http://www.altalex.com/documents/news/2017/03/24/spettacolo-blasfemo-non-da-diritto-al-risarcimento-del-danno?utm_source=Altalex&utm_medium=Referral&utm_campaign=Box-leggi-anche.
- Un nuovo provvedimento legislativo (se ne sentiva la mancanza?); LEGGE 22 novembre 2017, n. 175 - Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia. (17G00189). Link:  http://www.altalex.com/documents/leggi/2017/09/21/codice-dello-spettacolo.

Mi sono dilungato troppo, e perciò ora chiudo. Buona fine 2017, buon inizio e proseguimento del 2018.

(Aggiornamento del 30 dicembre 2017, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 18 novembre 2017 si è svolta la manifestazione musicale RedVolution, presso l’area festeggiamenti di Via Serrai a Giussago, in Comune di Portogruaro (VE). Locandina: Redvolution.
Suonano, nell’ordine, i COSMIC LOVERS, i NOT FOR RENT e gli INTER NOS.
I COSMIC LOVERS propongono rock talvolta energico, ma più spesso melodico. I NOT FOR RENT suonano hardcore melodico, o perlomeno così viene definito.
Si parte, come di consueto, in ritardo, e si procede in ritardo per tutta la sera. La temperatura è assai bassa, ben sotto i 10 C°. L’area festeggiamenti di Giussago è coperta, ma non ci sono barriere ai lati della tettoia: perciò si rimane a “temperatura ambiente”, sorseggiando di tanto in tanto qualche bicchiere di vin brulé. Vista la situazione, si propone di accelerare i tempi, in modo da chiudere il concerto entro mezzanotte.
I primi due gruppi suonano circa 40 minuti ciascuno. Dopo 20 secondi del primo brano, si rompe una corda del basso dei NOT FOR RENT; preso al bassista Siso il mio basso. Lui se la cava egregiamente, considerando che il mio Ibanez non è agevolissimo da suonare, specie per brani veloci come quelli dei NOT FOR RENT.
Alle 23,20, o forse anche dopo, iniziamo noi INTER NOS. La scaletta originariamente redatta viene rivoluzionata in corso d’opera, e infine i brani eseguiti, più o meno dignitosamente, sono i seguenti: Miraggio, Tacere, Essere senziente, Piccolo G., Terre, Magia, 1999,5, Sospesi, Abbandono con, in coda, alcune strofe del brano Stalingrado degli STORMY SIX, recentemente ripreso dalla BANDA BASSOTTI. Durante l'esecuzione di Essere Senziente se ne va l'energia elettrica e si rimane al buio per due minuti.
Poco dopo la mezzanotte, smettiamo; tuttavia i ragazzi del Collettivo Stella Rossa NordEst, organizzatori dell’evento, ci chiedono se possiamo accompagnarli nell’esecuzione di alcune canzoni adatte al contesto in cui ci troviamo: ben venga, e così si rimane sul palco ancora per una decina di minuti, ad accompagnare un coro un po’ sgangherato, ma senza dubbio appassionato.
Arriva ormai quasi mezzanotte e mezza: siamo rimasti veramente in pochi, qualcuno (i vicini?) già almeno un’ora prima aveva chiamato i Carabinieri, il freddo e l’umidità si intensificano, e perciò, stavolta effettivamente, si chiude.
Una serata divertente, in definitiva. Ringraziamo il Collettivo Stella Rossa NordEst per averci chiamato a suonare, i COSMIC LOVERS, i NOT FOR RENT con cui abbiamo fatto qualche scambio di materiale, e tutti i presenti; nei momenti di massimo afflusso si è raggiunto il centinaio di spettatori: tuttavia, se devo essere sincero, mi aspettavo di più, considerando qual era lo scopo dell’iniziativa. E qui, mi taccio.

Il 18 novembre 2017 è mancato Malcom Young, chitarrista degli AC/DC. Vi risparmio la biografia e i commenti su chi è stato, troverete decine di pagine in Internet sull’argomento.

A proposito di frasi funeste: ne ho sentita una recentemente, sul fatto che non sempre sono i vecchi ad andarsene. “A mórin pì pitìns chi clòcis” (muoiono più pulcini che chiocce).

Ultima cosa, cambiando totalmente argomento. Una sentenza interessante, per chi ha un blog su Internet.
Da: http://www.altalex.com/documents/news/2017/09/29/blog-non-testata-giornalistica
Blog non è equiparabile alla testata editoriale telematica
TAR, Lazio, sez. III, sentenza 20/09/2017 n° 9841
Al fine di distinguere tra una testata giornalistica telematica e altre forme di manifestazione del pensiero presenti in rete, quali forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list e social network, occorre avere riguardo ad alcuni parametri di tipo ontologico o strutturale e ad altri di tipo teleologico (ovvero attinente agli scopi della pubblicazione). In particolare il blog non è comparabile alla testata giornalistica telematica per la carenza del carattere qualificante della periodicità.
La sez. terza del TAR Lazio con la sentenza n. 9841 del 20 settembre 2017 nel giudicare in merito ad un ricorso del Codacons contro il Corecom Lazio, Agcom e Roma Capitale affronta la tematica della natura giuridica del blog, già oggetto di precedenti contenziosi dinanzi alla giurisdizione civile e penale, dove spesso si è cercato di assimilare il blog alla testata telematica editoriale. Anche il Codacons sostiene questa tesi denunziando la violazione dell’art. 3 bis del decreto legislativo n. 63 del 2012, di cui afferma l’applicabilità anche ai “blog”, con richiesta di sollevare la questione di legittimità costituzionale di tale norma alla luce degli articoli 3, 11 e 117 Cost. (primo motivo), nonché la violazione dei principi comunitari di eguaglianza e non discriminazione (secondo motivo).
Di diverso avviso è il TAR Lazio che respinge il ricorso dell’associazione negando proprio l’equiparabilità dei blog alle testate telematiche. Difatti come già più volte affermato dalla Corte di Cassazione (prevalentemente in sede penale, ai fini della sussistenza del reato di diffamazione a mezzo stampa) per distinguere tra una testata giornalistica telematica e altre forme di manifestazione del pensiero presenti in rete, quali forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list e social network, occorre avere riguardo ad alcuni parametri di tipo ontologico o strutturale e ad altri di tipo teleologico (ovvero attinente agli scopi della pubblicazione).
In particolare, “la struttura è "costituita dalla "testata", che è l'elemento che lo identifica, e dalla periodicità regolare delle pubblicazioni (quotidiano, settimanale, mensile), mentre "la finalità si concretizza nella raccolta, nel commento e nell'analisi critica di notizie legate all'attualità (cronaca, economia, costume, politica) e dirette al pubblico, perché ne abbia conoscenza e ne assuma consapevolezza nella libera formazione della propria opinione” (Cassazione penale, sez. V, 25/02/2016, n. 12536).
E, in questo quadro, il sito qualificabile come vera e propria testata giornalistica è soggetto ad una serie di adempimenti (quali l'obbligo di registrazione e la guida ad opera di un direttore responsabile, giornalista professionista o pubblicista) funzionali, da un lato a individuare le responsabilità (civili, penali, amministrative) collegate alle pubblicazioni, e, d’altro lato, a rendere operative le corrispondenti garanzie costituzionali".
In particolare, tale giurisprudenza qualifica il “blog” "una sorta di agenda personale aperta e presente in rete, contenente diversi argomenti ordinati cronologicamente".
Nel caso di specie, è possibile ravvisare nel sito in questione il requisito di carattere teleologico, in quanto, dalla documentazione in atti, emerge la finalità di divulgare e scambiare informazioni e commenti delle attuali condizioni sociali e politiche in cui versa la Città di Roma. Ma non è certo possibile individuare il requisito strutturale legato alla periodicità delle pubblicazioni, ed alla loro stessa “necessarietà”; nel senso che esse bene potrebbero cessare in qualsiasi momento, anche perché non effettuate da persone professionalmente qualificate per l’attività pubblicistica né da un soggetto strutturato come testata giornalistica.
  Così che al sito in questione non è attinente la tutela costituzionale assicurata dal comma terzo dell'art. 21 Cost. alla stampa. Essa, infatti, secondo l’insegnamento della S. C., si applica al giornale o al periodico pubblicato, in via esclusiva o meno, con mezzo telematico, quando possieda i medesimi tratti caratterizzanti del giornale o periodico tradizionale su supporto cartaceo e quindi sia caratterizzato da una testata, diffuso o aggiornato con regolarità, organizzato in una struttura con un direttore responsabile, una redazione e un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, finalizzata all'attività professionale di informazione diretta al pubblico, cioè di raccolta, commento e divulgazione di notizie di attualità e di informazioni da parte di soggetti professionalmente qualificati (Cassazione civile sez. un. 18 novembre 2016 n. 23469).
Di conseguenza le prospettate questioni di legittimità costituzionale sollevate dall’associazione ricorrente si presentano manifestamente infondate proprio a causa della non comparabilità della testata giornalistica strutturata come tale rispetto ad un semplice e spontaneo “blog” presente sulla rete internet, quale risulta essere quello in esame.
La detta non comparabilità deriva proprio dal carattere – qualificante - della periodicità, che risulta assente per il “blog”, e che è, invece, dato imprescindibile, anche secondo la su riportata norma regolamentare, per ottenere l’iscrizione nel Registro degli Operatori di telecomunicazioni.
(Altalex, 15 novembre 2017. Nota di Michele Iaselli)

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
Sezione Terza
Sentenza 20 settembre 2017, n. 9841
sul ricorso numero di registro generale 9284 del 2016, proposto da: 
Codacons, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Carlo Rienzi e Gino Giuliano, con domicilio eletto presso l’Ufficio legale nazionale Codacons in Roma, v.le Mazzini, 73, come da procura in atti; 
contro
Corecom Lazio, Consiglio Regionale del Lazio, Fieg - Federazione Italiana Editori Giornali, Facebook, Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Lazio, blog “Roma Fa Schifo” in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore non costituiti in giudizio;
Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale Dello Stato, presso cui è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
Roma Capitale, in persona del Sindacop.t., rappresentata e difesa dall'avvocato Fiammetta Lorenzetti, con domicilio eletto presso l’Avvocatura Comunale in Roma, via Tempio di Giove 21, come da procura in atti; 
per l'annullamento
della nota del 1.06.2016 con la quale è stato affermato che il sito www.romafaschifo.com non è soggetto agli obblighi di iscrizione al ROC di cui alla delibera 666/08/cons dell’Agcom nonché per l’accertamento del silenzio inadempimento sul monitoraggio dell'attività del blog di cui sopra
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Agcom e di Roma Capitale;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 luglio 2017 il consigliere Achille Sinatra e uditi per le parti i difensori l'Avv. G. Villani in sostituzione dell'Avv. C. Rienzi e l'Avvocato dello Stato G. Galluzzo;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. – Con il ricorso in esame, spedito a notifica il 28-29 luglio 2016, notificato il 2 agosto 2016 e depositato il 10 agosto 2016, l’Associazione CODACONS chiede l’annullamento della nota del CORECOM del Lazio datata 1° giugno 2016, recante la risposta all’istanza dell’Associazione volta a conoscere le generalità del proprietario del sito internet denominato “www.romafaschifo.com”.
Mediante detta nota il CORECOM ha reso noto che il sito in questione non risulta iscritto nel Registro degli Operatori della Comunicazione istituito dalla deliberazione n. 666/08/CONS dell’Agcom, e che non è tenuto al rispetto dei relativi obblighi.
2. – Con due motivi di ricorso il CODACONS denunzia la violazione dell’art. 3 bis del decreto legislativo n. 63 del 2012, di cui afferma l’applicabilità anche ai “blog”, con richiesta di sollevare la questione di legittimità costituzionale di tale norma alla luce degli articoli 3, 11 e 117 Cost. (primo motivo), nonchè la violazione dei principi comunitari di eguaglianza e non discriminazione (secondo motivo).
Con il terzo motivo, inoltre, il CODACONS chiede l’accertamento del silenzio inadempimento che l’Autorità Garante delle Comunicazioni, la Federazione Italiana Editori di Giornali e la Polizia Postale avrebbero illegittimamente serbato sulle istanze della ricorrente datate 3 maggio 2016 e 10 maggio 2016, con le quali l’Associazione invitava e diffidava “le Autorità indicate in epigrafe a monitorare l’attività del suddetto blog e, tenendo conto del rilievo e dell’influenza che questo ha assunto negli ultimi anni presso la collettività, verificare che esso assuma e mantengano (sic) quei profili di trasparenza e indipendenza tali da assicurare un buon servizio alla Città di Roma”.
3. – Con ordinanza n. 10929\16 del 4 novembre 2016 il Collegio, ritenuto che, ai sensi dell’art. 32 comma primo c.p.a., in caso di cumulo di azioni da trattare con riti diversi occorra seguire il rito ordinario, ha disposto la cancellazione del ricorso dal ruolo della camera di consiglio e la sua iscrizione nel ruolo ordinario.
4. - L’Agcom ed il CORECOM, evocati in giudizio, si sono costituiti, resistendo al ricorso con memoria, nella quale hanno evidenziato che la vicenda oggetto del presente giudizio è scaturita da un esposto indirizzato dal CODACONS alla Polizia Postale, contenente il medesimo quesito poi rivolto anche al CORECOM, e che, in quella circostanza, era stata condotta una istruttoria dalla quale era emerso che “www.romafaschifo.it” non sarebbe una testata giornalistica –come tale soggetta ai relativi obblighi-, bensì un “blog” nel quale chiunque lo desideri può esprimere la propria opinione in merito a questioni e problemi che riguardano la Città di Roma.
5. – L’Associazione ricorrente ha depositato due memorie. In particolare, nella seconda di esse, ha replicato alle affermazioni delle Amministrazioni resistenti, sostenendo che la qualità di testata giornalistica di un dato sito internet deriverebbe non già dalla denominazione che il medesimo si è attribuito (qui, ad esempio, di “blog”), bensì dall’effettiva natura dei contenuti che vi sono pubblicati. Ha poi ribadito una precedente istanza istruttoria relativa agli atti inerenti l’indagine svolta dalla Polizia Postale.
6. – In occasione della pubblica udienza del 5 luglio 2017 il ricorso è stato posto in decisione. In via preliminare, va ravvisata la astratta legitimatio ad causam della Associazione ricorrente, intesa quale titolarità del potere di promuovere un giudizio in ordine al rapporto sostanziale dedotto, secondo la prospettazione della parte. Invero, l’art. 2.3.9 dello Statuto del CODACONS, prodotto in giudizio (doc. 7 di parte ricorrente) afferma che tra gli scopi dell’Associazione vi è quello di perseguire una “migliore qualità della vita” dei cittadini consumatori “in un habitat che esalti la storia e la cultura del Paese”; nozione che certamente include a pieno titolo l’interesse generale e diffuso (che in tal modo si soggettivizza quale interesse collettivo) degli abitanti della città di Roma, ai quali è rivolto il “blog” in questione, che fornisce informazioni sulla vita politica e sociale della Capitale che il Codacons ritiene (pag. 2 del ricorso) non obiettiva.
7. – I tre motivi volti all’annullamento della nota impugnata, con le correlate questioni di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis del D.L. n. 63 del 2012 (inserito dall'articolo 1, comma 1, della L.16 luglio 2012, n. 103, in sede di conversione) che la ricorrente chiede di sollevare, sono infondati, e per comodità espositiva possono essere trattati congiuntamente. La norma in questione prevede, al primo comma, che “Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni”. A dire della ricorrente questa norma si applicherebbe anche ai “blogs”, nei casi in cui, per il loro contenuto sostanziale, essi possano essere definiti quali testate editoriali; una contraria interpretazione della norma lederebbe i principi enunciati dagli articoli 3, 11 e 117 I comma della Costituzione e gli articoli 2 e 6 del Trattato istitutivo dell’Unione Europea in punto di parità di trattamento e non discriminazione.
8. – Queste prospettazioni, rispettivamente principale e subordinata, non possono essere condivise. Non v’è infatti ragione per discostarsi dall’insegnamento della S. C. circa la nozione di testata giornalistica, dalla quale emerge che il “blog” oggetto del presente giudizio non può essere ricompreso in tale accezione. Afferma costantemente la Corte di cassazione (prevalentemente in sede penale, ai fini della sussistenza del reato di diffamazione a mezzo stampa) che, per distinguere tra una testata giornalistica telematica e altre forme di manifestazione del pensiero presenti in rete, quali forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list e social network, occorre avere riguardo ad alcuni parametri di tipo ontologico o strutturale e ad altri di tipo teleologico (ovvero attinente agli scopi della pubblicazione). In particolare, “la struttura è "costituita dalla "testata", che è l'elemento che lo identifica, e dalla periodicità regolare delle pubblicazioni (quotidiano, settimanale, mensile), mentre "la finalità si concretizza nella raccolta, nel commento e nell'analisi critica di notizie legate all'attualità (cronaca, economia, costume, politica) e dirette al pubblico, perchè ne abbia conoscenza e ne assuma consapevolezza nella libera formazione della propria opinione” (Cassazione penale, sez. V, 25/02/2016, n. 12536). E, in questo quadro, il sito qualificabile come vera e propria testata giornalistica è soggetto ad una serie di adempimenti (quali l'obbligo di registrazione e la guida ad opera di un direttore responsabile, giornalista professionista o pubblicista) funzionali, da un lato a individuare le responsabilità (civili, penali, amministrative) collegate alle pubblicazioni, e, d’altro lato, a rendere operative le corrispondenti garanzie costituzionali ". In particolare, tale giurisprudenza qualifica il “blog” "una sorta di agenda personale aperta e presente in rete, contenente diversi argomenti ordinati cronologicamente".
9. – Nel caso in esame, è possibile ravvisare nel sito in questione il requisito di carattere teleologico, in quanto, dalla documentazione in atti, emerge la finalità di divulgare e scambiare informazioni e commenti selle attuali condizioni sociali e politiche in cui versa la Città di Roma. Ma non è certo possibile individuare (anche in assenza di allegazioni di sorta sul punto da parte della ricorrente) il requisito strutturale legato alla periodicità delle pubblicazioni, ed alla loro stessa “necessarietà”; nel senso che esse bene potrebbero cessare in qualsiasi momento, anche perché non effettuate da persone professionalmente qualificate per l’attività pubblicistica né da un soggetto strutturato come testata giornalistica. Così che al sito in questione non è attinente la tutela costituzionale assicurata dal comma terzo dell'art. 21 Cost. alla stampa. Essa, infatti, secondo l’insegnamento della S. C., si applica al giornale o al periodico pubblicato, in via esclusiva o meno, con mezzo telematico, quando possieda i medesimi tratti caratterizzanti del giornale o periodico tradizionale su supporto cartaceo e quindi sia caratterizzato da una testata, diffuso o aggiornato con regolarità, organizzato in una struttura con un direttore responsabile, una redazione e un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, finalizzata all'attività professionale di informazione diretta al pubblico, cioè di raccolta, commento e divulgazione di notizie di attualità e di informazioni da parte di soggetti professionalmente qualificati (Cassazione civile sez. un. 18 novembre 2016 n. 23469). Ed invero, mentre il rispetto della normativa in materia di editoria, invocata dalla Associazione ricorrente, attiene all’esercizio del diritto di cronaca e ai suoi limiti, la pubblicazione di fatti ed opinioni su di un “blog”, anche se ricorrente nel tempo, risulta legata al più generale principio di libera manifestazione del pensiero “con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” (art. 21 primo comma Cost).
10. – A tanto consegue l’irrilevanza e la manifesta infondatezza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità comunitaria prospettate in ricorso a carico dell’art. 3-bis del decreto legge n. 63 del 2012, che il CODACONS afferma sussistenti non già sotto il profilo attivo della tutela apprestata alla libertà di espressione di cui gode la testata (o comunque il sito da cui gli autori manifestano il proprio pensiero), bensì sotto il profilo dei diritti dei destinatari dei messaggi espressi. In particolare, l’Associazione ricorrente chiede che il Collegio sollevi la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis del decreto legge n. 63 del 2012 (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni) rispetto ai parametri costituiti dall’art. 3 Cost. (per disparità di trattamento fra i “blogs”, non soggetti a registrazione in Tribunale né nel Registro Operatori di telecomunicazioni tenuto da Agcom, e le testate editoriali, che invece a tali obblighi sono soggette), nonché rispetto agli articoli 11 e 117 Cost. (in relazione agli obblighi assunti dalla Repubblica rispetto all’ordinamento dell’Unione Europea, ed in particolare rispetto agli articoli 2 e 6 del Trattato, che affermano, anch’essi, il principio di eguaglianza e parità di trattamento). Il Registro degli Operatori di telecomunicazioni, secondo il regolamento approvato dall’Agcom con deliberazione n. 666/08/Cons, per quanto qui interessa vede obbligati all’iscrizione, tra gli altri, “i soggetti esercenti l’editoria elettronica: 1) i soggetti che pubblicano in modalità elettronica testate diffuse al pubblico con periodicità quotidiana, e quelli equiparati di cui all’articolo 18, comma 1, della legge 5 agosto 1981, n. 416, che pubblicano più di dodici numeri l’anno; 2) gli altri editori che pubblicano in modalità elettronica testate con periodicità non quotidiana, ivi compresi i soggetti che gestiscono siti internet per la pubblicazione degli avvisi di vendita di cui all’art. 490 c.p.c. così come previsto dal decreto del Ministero della giustizia del 31 ottobre 2006” (art. 2, comma primo, lettera i). Tanto premesso, le prospettate questioni di legittimità costituzionale si presentano manifestamente infondate proprio a causa della (su evidenziata) non comparabilità della testata giornalistica strutturata come tale rispetto ad un semplice e spontaneo “blog” presente sulla rete internet, quale risulta essere quello in esame. La detta non comparabilità deriva proprio dal carattere -qualificante- della periodicità, che risulta assente per il “blog”, e che è, invece, dato imprescindibile, anche secondo la su riportata norma regolamentare, per ottenere l’iscrizione nel Registro.
11. – Va respinto anche il motivo che si concreta in una impugnazione del silenzio-inadempimento che sarebbe stato serbato nell’occasione dal CORECOM, in quanto la nota del 1° giugno 2016 contiene una compiuta e motivata risposta (sebbene negativa) all’istanza conoscitiva dell’Associazione ricorrente.
12. – In conclusione, il ricorso è infondato, e va respinto.
Le spese possono essere compensate, attesa la peculiarità della questione legata alla relativa novità del mezzo di diffusione oggetto dell’istanza della ricorrente.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) respinge il ricorso in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Silvio Lomazzi, Consigliere


Se non ci saranno notizie di particolare rilievo, tali da giustificare un aggiornamento, a questo punto l’appuntamento su queste pagine è nel periodo tra Natale e Capodanno per il consueto resoconto annuale, che in punto di attività musicale sarà, invero, assai scarno.

(Aggiornamento del 19 novembre 2017, ad opera di Claudio F.)


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Si profila un concerto con più gruppi, sabato 18 novembre 2017 a partire dalle ore 20, a Portogruaro (VE), Località Giussago, area festeggiamenti, al coperto. Dovrebbero esserci 4 gruppi, tra cui noi INTER NOS e i NOT FOR RENT (Hardcore), e potrebbe esserci qualche jam session. Appena sapremo qualcosa di più, inseriremo aggiornamenti.
Per il resto, ometto di riportare notizie: in realtà ce ne sarebbero, anche di carattere musicale, ma non così interessanti da meritare la pubblicazione, e comunque non riguardano strettamente la nostra attività. Potrei esprimere commenti su eventi di cronaca, ma evito, almeno per questa volta. Non vorrei che qualcuno ritenesse questo sito come “di informazione”, per il quale servirebbe la registrazione come testata giornalistica, dovrebbe essere curato da giornalisti professionisti, e bla bla bla. C'è una sentenza rassicurante: Cass. pen., sent. 10 maggio 2012 (dep. 13 giugno 2012), n. 23230, Pres. Mannino, Rel. Gentile; tuttavia il mondo è pieno di rompiglioni, pertanto evitiamo, per quanto possibile, di offrire pretesti a costoro.

(Aggiornamento del 12 ottobre 2017, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 2 settembre 2017 si è tenuto, presso l’Osteria Da Omero a Ronchis (UD), il primo concerto degli INTER NOS in quest’annata. A condividere la serata, il cantautore FABIAN RIZ, da Cormòns (GO), con il suo blues in friulano. Questa è la locandina.
Si decide di suonare all’interno del locale, e non nel parco esterno, a causa del tempo nuvoloso. Prima del concerto, cena a base di costa, polenta e salsiccia. Mentre mangiamo, arrivano con nostra sorpresa e con piacere gli ALBA CADUCA quasi al completo: una bella trasferta, dall’alto Friuli. Ci dicono che erano incerti se venire a Ronchis o andare a Pavia di Udine alla sagra dei Pirùs al concerto di Pupo, ma infine hanno scelto noi, e siamo onorati di essere stati preferiti a cotal illustre concorrente. Intanto la nazionale italiana di calcio sta disputando in Spagna una partita per le qualificazioni ai campionati mondiali, e si mette male fin da subito: Spagna in vantaggio su punizione, con colpevole lentezza di Gianluigi Buffon nei movimenti.
Mi contatta, da Cormòns, Sandro “Kavey” Drius, cantante dei MINORANZA DI UNO (già batterista degli SPACCIATORI DI MUSICA STUPEFACENTE), dicendomi che dopo lunghe ricerche reciproche, infruttuose, lui e il compaesano FABIAN RIZ si sono casualmente incontrati e stanno scendendo dalle colline verso Ronchis: ci vorrà almeno un’ora. Li attendiamo fiduciosi.
Alle ore 21,40, alla fine del primo tempo della partita di calcio Spagna-Italia (per il momento, due a zero per la Spagna; finirà tre a zero), iniziamo noi INTER NOS. Scaletta eseguita: Prima del tempo, Tacere, Essere senziente, Pifferai, Piccolo G., Terre, Voltare pagina, Magia, Viaggiatore, 1999,5, Sospesi, Miraggio, Abbandono. Inizio stentato: nei primi 10 minuti avvertiamo la tensione del rientro dopo un anno di assenza dai palchi; successivamente, si torna a livelli di esecuzione discreti, pur con le consuete invenzioni qua e là.
Dopo di noi si esibisce il Bluesman di Cormòns FABIAN RIZ, che dopo lungo peregrinare era arrivato all’Osteria Da Omero intorno alle 21,50 assieme a Sandro “Kavey” Drius. Il buon FABIAN (voce, chitarra elettrica e armonica) va avanti ad oltranza, cedendo ogni tanto la postazione a musicisti o artisti presenti, tra cui Piero “Piotre” Sangoi, un tale chiamato “Polente”, ed altri che purtroppo non conosco. Il carismatico Fabian cattura l’attenzione, con i suoi racconti poetici e visionari in friulano.
Entro mezzanotte si finisce. Tutti soddisfatti, pare.
Presenza di pubblico in media di una cinquantina di unità, con picchi più elevati: superiore a quanto si registra abitualmente ai concerti degli INTER NOS. Parecchi sono giunti da lontano, e a loro va il nostro particolare ringraziamento. Sanmichelini non pervenuti.
Se qualcuno avesse realizzato filmati o scattato fotografie, per favore ci faccia avere qualche ricordo della serata: internospienne at libero dot it.
Ringraziamo, ovviamente, il titolare dell’Osteria Da Omero, Andrea Ravanello, per la squisita ospitalità, e speriamo che ci siano ancora serate come questa, con altri gruppi: come credo di avere già scritto in passato, per quanto riguarda noi, a esibirsi troppo spesso in luoghi tra loro vicini non si ottiene il risultato di incrementare il pubblico, ma semmai il contrario; forse per altri colleghi musicisti le cose vanno diversamente, e più suonano dal vivo, più spettatori hanno: buon per loro.


Questa notizia risale al giugno 2017, ma ne sono venuto a conoscenza soltanto alcuni giorni fa. Da: http://www.trevisotoday.it/cronaca/chiusura-top-radio-intervista-nicola-zoppa-oderzo-28-giugno-2017.html
Top Radio chiude i battenti, il direttore editoriale: "E' stata un'avventura indimenticabile"
Breve intervista a Nicola Zoppa, direttore editoriale dell'emittente opitergina costretta a chiudere le trasmissioni radio nei giorni scorsi. Il sito web resterà attivo
- Alvise Wollner – 28 giugno 2017 15:03
ODERZO - La casella di posta è stracolma di tantissimi messaggi inviati da decine di ascoltatori increduli. Per molti è arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia che Top Radio avrebbe interrotto le sue trasmissioni alla fine di giugno. Troppi problemi burocratici hanno portato la storica stazione radiofonica opitergina, nata con il nome di Radio Oderzo Centrale, a cedere le sue frequenze FM al gruppo Rtl. Una decisione che il direttore editoriale Nicola Zoppa (in foto, a lato) non ha certo preso a cuor leggero. A poche ore dalla fine delle trasmissioni l'abbiamo raggiunto telefonicamente per farci spiegare cos'è accaduto nelle ore da poco trascorse. "Il mio primo ricordo a Top Radio è di sicuro quello legato alla complessità del lavoro che mi stavo accingendo a fare. Appena arrivato ho capito subito che non sarei stato solo un semplice direttore editoriale, ma un tuttofare perennemente a disposizione dell'emittente per cui avevo il piacere di lavorare. Da giovani ci siamo arrampicati sui tralicci per installare le antenne e risolvere i vari problemi tecnici e pochi minuti dopo eravamo subito pronti a tornare in cabina di regia per stabilire l'ordine delle notizie da dare". "Adesso che le trasmissioni sono terminate penso di poter dire che Top Radio ha creato il format radiofonico del futuro" afferma Zoppa con grande sicurezza. "In un panorama in cui le grandi emittenti nazionali dominano incontrastate il mercato, la scommessa vinta dalla nostra emittente è stata quella di saper raccontare il territorio come nessun'altra emittente locale ha fatto. Nati e presenti in pianta stabile a Oderzo, abbiamo deciso con gli anni di espanderci nel territorio di Pordenone fino ai confini con la zona del veneziano. Una scelta che ci ha premiati visto che abbiamo sempre cercato di bilanciare la musica con le notizie dedicate al territorio. Siamo sempre partiti dal presupposto che la radio sia lo specchio di chi la trasmette e abbiamo cercato negli anni di non dimenticare quanto sia importante valorizzare la terra in cui si opera perché sarà sempre lei a regalarti le opportunità di crescita più importanti". E a chi gli chiede notizie sul futuro di Top Radio, Zoppa risponde così: "Di sicuro non diventeremo una web radio, realtà destinate a scomparire, a mio avviso, con il passare del tempo. Si è parlato molto di ritorno in auge delle frequenze AM ma io credo ancora nella potenza dell'FM quindi se dovessimo ripartire un giorno, sarà sempre da lì. Ci sono molti miei collaboratori straordinari che stanno ancora aspettando di sapere come verranno ricollocati. Per adesso le notizie che davamo in radio si potranno trovare sul nostro sito. Il resto, come diceva una famosa canzone, lo scopriremo solo vivendo".

(Aggiornamento del 03 settembre 2017, ad opera di Claudio F.)


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Ci avviciniamo al concerto del 2 settembre 2017, all’Osteria Da Omero a Ronchis (UD), che vedrà esibirsi INTER NOS e FABIAN RIZ. Ci è stato detto, dal gestore del locale, che il coprifuoco scatterà alle ore 23, con possibilità di un piccolo sforamento: ragion per cui, siccome inizieremo noi INTER NOS, saremo pressoché puntuali sul palco alle ore 21,30 o pochissimo dopo, eventualmente riducendo la nostra scaletta.
Stiamo facendo qualche prova; finalmente c’è un nuovo brano in vista, ma prima che possa essere eseguito dal vivo passerà ancora tempo.

Sono stato a vedere il festival stoner rock Pietrasonica a Osoppo (UD) il 4 (venerdì) e il 5 (sabato) agosto, e il festival Summer Metal a Lonca di Codroipo (UD) domenica 6 agosto, saltando la serata del 5 agosto in quanto ero, per l’appunto, a Pietrasonica.
Mi pare un’annata fiacca. A Osoppo il 4 agosto c’erano, a dir tanto, un centinaio di persone, e metà bancarelle rispetto al 2016; il 5 agosto c’erano circa trecento persone, arrotondando per eccesso. A Lonca, per il 5 agosto ho sentito opinioni contrastanti riguardo la presenza di pubblico: dai “quattro gatti” alle trecento persone. Propendo per una via di mezzo al rialzo, e pertanto duecento (comunque troppo pochi), in linea con gli anni in cui non c’erano “big” stranieri a suonare. Il 6 agosto, anche a causa di un forte temporale nel pomeriggio che ha ridotto la rassegna ai soli due gruppi principali, esibitisi a partire dalle ore 22, e che ha fatto desistere più d'un potenziale spettatore dal presentarsi all'area concerti, stimo un centinaio di persone, arrotondando per eccesso.

Ai due festival ho trovato parecchi musicisti, com’era prevedibile. Ci sono interessanti progetti, ma come sempre ci si dovrà scontrare con la dura realtà, e temo che infine si concretizzerà assai poco.

(Aggiornamento del 21 agosto 2017, ad opera di Claudio F.)


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Un evento luttuoso, che ritengo doveroso segnalare nel sito. Non mi pare che nei telegiornali se ne sia parlato.
Da:
http://www.lastampa.it/2017/07/31/spettacoli/musica/morto-guido-elmi-lo-storico-produttore-di-vasco-rossi-XDlnGd0cIHjE9TQrbn8WUJ/pagina.html
Morto Guido Elmi, lo storico produttore di Vasco Rossi
Il Blasco commenta su Facebook: «Era molto stanco»
Al mega-concerto di Modena Park si aggirava nella zona ospiti intorno al mixer perché quella festa colossale almeno in parte era anche la sua, dato che con Vasco ci lavorava fin dal 1980, quando il signor Rossi era ancora lontano dal diventare il Komandante che avrebbe riempito San Siro e, secondo lo stesso Vasco Rossi, Guido Elmi «era molto stanco». Ora la notizia della morte di colui che nell’ombra, nella veste di produttore e arrangiatore, ha collaborato praticamente a tutta l’opera di Vasco, con l’eccezione del disco Liberi liberi. È stato trovato senza vita nella sua casa dove viveva da solo e pare che fosse malato.
  Nato a Bologna, aveva 69 anni e il suo nome d’arte era Steve Roger, come venne chiamata la formazione composta da musicisti del giro stretto del rocker di Zocca, lui compreso, la Steve Rogers Band: ne facevano parte Massimo Riva, che di lì a qualche anno ci avrebbe lasciato per sempre, “il gallo” Claudio Golinelli e Maurizio Solieri, entrambi presenti sul palco di Modena Park. Elmi ha legato il suo nome soprattutto a Vasco, ma nel corso della sua carriera ha prodotto anche dischi di Alberto Fortis e dei bolognesi Skiantos, tutto un altro versante rispetto al “provincial-rock” del Blasco nazionale, a testimoniare una sensibilità e una visione che riusciva ad abbracciare anche fenomeni lontanissimi dal mainstream.
    Il Blasco lo ha ricordato con un breve commento pieno di dolore sulla sua pagina Facebook: «Guido se ne è andato improvvisamente... era molto stanco. Io sono molto triste. Una consolazione è che ha fatto in tempo a partecipare, vivere e vedere la grande festa di Modena Park! Wiva Guido!».

(Aggiornamento del 1° agosto 2017, ad opera di Claudio F.)


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Come avrete notato alla voce “concerti”, sabato 2 settembre 2017 suoneremo a Ronchis (UD), Osteria Da Omero, Via San Mauro 2. Primo concerto dell’anno per gli INTER NOS. A condividere la serata musicale con noi ci sarà il cantautore di Cormòns (GO) FABIAN RIZ, blues furlàn. Se c’è bel tempo, il concerto si terrà all’aperto nel giardino del locale.

Rimango in tema. Non molti colleghi musicisti, con cui siamo in abituale contatto, ci avvertono quando tengono concerti: ormai la pubblicità dello spettacolo consiste nell’inserire un annuncio sul sito web o sulla pagina Facebook del gruppo, e nient’altro.
Dieci anni fa avevo tempo e voglia di guardare settimanalmente le pagine web di tutti i gruppi e di tutti i locali che conosco, ma ora non più.
Che si riprenda la buona abitudine, da noi conservata, di mandare quantomeno una email o un sms di avviso come si faceva in passato, e possibilmente con un anticipo di almeno una settimana.
Per quanto riguarda me personalmente: in mancanza di avvisi, pur avendo per ipotesi appreso di un certo evento “per altre vie”, mi sentirò ben legittimato a disertarlo in quanto, ufficialmente, nulla sapevo. Sto diventando prezioso? Pazienza...

Una scoperta recentissima: cercate su Google “death metal sottotitolato”, appariranno links a video di brani death metal con simpatici sottotitoli in italiano.

Da:
http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/tuffi_canale_venezia_turisti_richiesta_danni_brugnaro-2582453.html
Nell’articolo, oltre al fatto principale, si legge anche questo:
“La Giunta comunale, nel corso del pomeriggio del 25 luglio, ha approvato una delibera che sancisce l'aumento delle sanzioni per tutta una serie di violazioni ai regolamenti e alle ordinanza comunali. Le tariffe, che fino a ieri erano quantificate mediamente in 50 euro, sono state innalzate fino a 450 euro per le infrazioni più gravi. In particolare, ad esempio, sarà sanzionato con 200 euro chi passeggia per la città a torso nudo, con 400 euro i writers che imbrattano i monumenti, con 450 euro chi nuota nei canali e nei rii, con 400 euro gli artisti di strada che cantano o suonano senza autorizzazione, con 400 euro i mendicanti che ostacolano la pubblica via e, ancora, con 400 euro, chi abbandona rifiuti in giro per la città, sia d'acqua che di terraferma”.
Gli artisti di strada sono considerati, anziché una gradevole presenza, dei “gravi trasgressori”, e ben che vada devono essere considerati come dei limoni da spremere, manco raccogliessero milioni di euro al giorno nel cappello che mettono davanti a sé esibendosi lungo una calle; se non pagano la gabella al Comune, devono essere puniti come gli incivili che insozzano la città con le immondizie, e come i molestissimi mendicanti (esponenti del racket delle elemosine) che a Venezia ormai si trovano a ogni piè sospinto. Complimenti, caro sindaco, cara giunta e cari consiglieri.

Altra novità: a Trieste, tutti a nanna presto. Sonàr? No se pol!
Da:
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/07/26/news/nuova-stretta-sulla-movida-a-trieste-stop-alla-musica-alle-22-30-1.15659785
Nuova stretta sulla movida a Trieste: stop alla musica alle 22.30
La giunta approva la proposta leghista che anticipa di mezz’ora il limite per i locali. Nei festivi volume a zero alle 23.30. La Fipe: «Assurdo in una città turistica»
- di Gianpaolo Sarti – 26/07/2017
TRIESTE - Tutti a nanna alle dieci e mezzo di sera. Con il bacetto della buonanotte dei leghisti, s’intende, che dopo le battaglie contro i profughi, i mendicanti e i barboni, hanno deciso di dichiarare guerra anche ai musicisti e ai dj (di casa nostra) inaugurando l’era del Grande sonno sulla città: da adesso in poi, oltre quell’ora, non si potrà più fare musica all’esterno dei locali.
Cos’è accaduto? In Consiglio comunale, alle prese con il voto sul tanto discusso regolamento sulla movida, quello che è costato un anno abbondante di sudore all’assessore al Commercio Lorenzo Giorgi, è passato pure un emendamento che porta la firma del consigliere padano Michele Claudio. Testuale: «L’attività musicale, svolta all’esterno del pubblico esercizio o del locale di pubblico spettacolo, è consentita da domenica a giovedì fino alle 22.30 (non più le 23, ndr). Nelle giornate di venerdì, sabato e prefestivi infrasettimanali tale attività è consentita fino alle 23.30 (non più le 24.00, ndr)». Tutti a casa mezz’ora prima.
L’emendamento del leghista è stato fatto proprio dalla giunta Dipiazza; una mossa che ha innescato la dura presa di posizione della Fipe di Trieste, la Federazione italiana pubblici esercizi. «In una città turistica far chiudere la musica alle 22.30 e alla 23.30 nel fine settimana, rinunciando invece ad incidere su azioni di controllo mirate e efficaci, ha dell’assurdo», attacca il presidente Bruno Vesnaver. «Il provvedimento non comporterà alcun giovamento per i cittadini che abitano vicino a esercenti che poco professionalmente non rispettano le regole.
Il colpo di coda della Lega e del sindaco hanno vanificato un anno di lavoro dell’assessore Giorgi, della Commissione e il proficuo confronto tra esercenti e comitati dei cittadini». Ancora: «L’orario non è mai stato un problema mentre è stata sempre evidenziata l’esigenza di una maggior presenza delle forze di polizia, di controlli e di strumenti che attestino in modo tecnico e non a orecchio le violazioni. Il messaggio è ben chiaro - rincara la Fipe - questa continua ad essere la città del ‘no se pol’».
Imbarazzo in maggioranza. Everest Bertoli di Fi, l’unico a prendere parola, commenta il caso con una battuta: «Non posso che suggerire una bella trasmissione, la ‘Buonanotte con le favole’ di Rai YoYo che va in onda alle dieci e mezzo…non aggiungo altro».
Polemiche dall’opposizione. Il gruppo Pd: «La misura di fatto va a scaricare le colpe anche sulla maggioranza degli esercenti che fin qui hanno rispettato le regole e che magari hanno investito per poter proseguire con l’offerta di intrattenimento musicale». Sulla stessa linea Roberto De Gioia (Verdi-Psi): «Le novità adottate stravolgono completamente quelle che sono sempre state le abitudini dell'intrattenimento musicale cittadino».
L’assessore Giorgi, che non si aspettava la zampata degli alleati leghisti, si mantiene comunque morbido: «Le modifiche al regolamento sono una delibera di competenza del Consiglio. L'assessorato, dialogando e collaborando con Fipe, esercenti, comitati e cittadini, ha confezionato delle proposte che rendevano più equo tale strumento», spiega. «Proposte concordate affinché ci sia una maggiore tollerabilità fra i due diritti: quello del lavoro e quello del riposo. Il Consiglio comunale (sovrano), con l'unico scopo di provare ad apportare ulteriori miglioramenti – prosegue– ha formulato una serie di emendamenti che hanno modificato alcuni importanti parametri della proposta. Continuerò a lavorare assieme alle categorie e ai cittadini per modificare tale strumento con l'unico fine di migliorare il più possibile la situazione reale legata alla movida». Tra gli altri emendamenti votati, spunta il divieto di trascinare sul suolo pubblico, a sera tarda, i contenitori di rifiuti come i sacchi neri pieni di bottiglie: fanno rumore e rovinano il pavimento. Il divieto di distribuire bottiglie e bicchieri di vetro all’esterno dei locali, dopo la mezzanotte, è stato esteso anche agli esercizi artigianali. Kebabbari inclusi.

(Aggiornamento del 28 luglio 2017, ad opera di Claudio F.)


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Pressoché assoluta mancanza di notizie, e conseguente mancato aggiornamento del sito; ormai si guarda all’autunno, giacché quei pochissimi progetti estivi, a quanto pare, sono svaniti nel nulla.
L’unico che poteva concretizzarsi a breve, è stato da noi declinato. Come forse ricorderete, avevamo chiesto di partecipare ad un concorso musicale a Latisana (UD). Oggi, 27 giugno, ci è stata comunicata la nostra ammissione; la data dell’esibizione sarà il 30 giugno, cioè fra 3 giorni. In quasi trent’anni che suono dal vivo non ci era mai pervenuta, per un concorso musicale, una chiamata con preavviso così stretto; a mio modestissimo parere c’era tutto il tempo per ascoltare il materiale dei gruppi e avvertire i prescelti con un anticipo dignitoso. Abbiamo rinunciato, in quanto non abbiamo tempo per fare prove da qui alla data del concerto e non ci va di fare figure da cioccolatai.
Ognuno faccia i commenti che vuole, i miei li potete ben immaginare.


Nel sito web www.rocknotes.it è apparso il seguente annuncio.

ATTENZIONE !!!!
www.rocknotes.it 
CHIUDE DEFINITIVAMENTE 
la sua attività il 31 luglio 2017.
Entro questa data saranno progressivamente cancellati  tutti i contenuti e le pagine che compongono il sito ad eccezione della home page.
  Da questo momento non saranno più prese in considerazione mail o altre comunicazioni riguardanti date di concerti, annunci, notizie o altro.
Resta attivo e a disposizione degli iscritti, che potranno continuare a pubblicare post inerenti, il gruppo Facebook  https://www.facebook.com/groups/253954317975525/ .
  Chiunque volesse vedere pubblicato sulla home page un suo messaggio   (ricordo, considerazione, saluto) potrà inviare una mail (firmata) all'indirizzo info@rocknotes.it entro il 31 luglio 2017. 
Il dominio rocknotes.it sarà destinato ad altro utilizzo a partire da agosto/settembre 2017. 
Grazie a tutti.
Louis Armato


(Aggiornamento del 27 giugno 2017, ad opera di Claudio F.)


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Se ne va a 47 anni Roberto Còncina, più conosciuto come Robert Miles. Anche se la “dance” non è il mio genere, la canzone Children, con quel suo velo di malinconia, mi piaceva, e il tipo mi dava l’impressione di essere una persona seria e competente nel suo campo. Buon viaggio...
...(ma perché quando la ascolto, già allora, e ancor più ora, mi vengono le lacrime?)...

Da: http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2017/05/10/news/addio_a_robert_miles_re_della_trance_italiana-165075798/
È morto Robert Miles, con il brano ‘Children’ diventò il re della Trance
Il dj e produttore italiano è scomparso a 47 anni a Ibiza, dove risiedeva da tempo, a causa di un tumore. Nel 1996 il brano fu un successo internazionale da 5 milioni di copie
- Pubblicato il 10 maggio 2017
Nel 1996 la sua Children diventò un successo internazionale, con oltre 5 milioni di copie vendute nel mondo, uno dei più grandi successi di quella parte della dance music che prende il nome di trance. Il brano, che mescolava elementi di trance a una base ambient, era schizzato in vetta alle classifiche di vendita di tutta Europa diventando il numero uno in ben 12 paesi europei, conquistando il disco d’oro e di platino.
L'autore di quella hit, Robert Miles, alias Roberto Concina, dj e produttore svizzero di nascita ma di origini italiane, è morto stanotte a 47 anni a causa di un cancro. Fu l’album di debutto Dreamland a imporlo sulla scena dance mondiale, vendendo 1 milione di copie in Europa e oltre 500 mila tra Stati Uniti e Canada, e ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il Brit Award, ancora oggi l’unico italiano ad averne ottenuto uno. Nella sua carriera ha prodotto musica sempre sperimentando nuove sonorità e, nel segno della sperimentazione, nel febbraio 2013 aveva dato vita alla stazione radio Open Lab, ascoltabile sulla frequenza 106.4 FM a Ibiza e Formentera: era dedicata alla musica indie, elettronica, alternativa, ambient, chill out e soul, sue principali passioni.
Robert Miles era nato in Svizzera da una coppia di emigranti italiani ma era cresciuto in Friuli: in provincia di Udine, a Fagagna, piccolo centro di seimila anime, dove comincia a studiare pianoforte, era tornato tornato a vivere da bambino. In principio comincia a lavorare in una radio amatoriale, poi debutta come deejay con il suo primo pseudonimo Roberto Milani fino alla fama, che lo porta dapprima a trasferirsi a Londra, poi a Los Angeles, dunque a Berlino e per ultimo a Ibiza, dove risiedeva e dov’è morto. Con il suo lavoro di dj si era imposto granzie al suo blend di elettronica, pubblicando sei dischi e ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui dischi d'oro e di platino, un World Music Award e un Brit Award diventando l'unico italiano a conquistarlo.
Il suo primo disco, Dreamland, nel 1996, aveva venduto un milione e mezzo di copie tra Europa e Stati Uniti, ma era stato soprattutto il singolo estratto Children a stregare il grande pubblico. L'ultimo cd, Thirteen, risaliva al 2011.
“La tragica notizia della scomparsa di un grande talento e artista del nostro tempo, mi rende incredulo e sconvolto. Con lui se ne va anche una parte della mia vita di produttore artista” ha scritto il suo amico e collega Joe T Vannelli.
Mario Fargetta su Twitter ha ricordato: “Sono stato il primo a suonare la tua Children a Radio Deejay. Non riesco ancora a crederci. Robert Miles R.I.P.”.

(Aggiornamento del 10 maggio 2017, ad opera di Claudio F.)


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L’attività degli INTER NOS riprende. Abbiamo chiesto di partecipare ad un concorso musicale che si terrà a Latisana (UD) in giugno e luglio; se ci saranno sviluppi, vi daremo notizie in questo sito.

Un amico batterista, in aprile, mi aveva chiesto se ero disponibile a creare con lui un gruppo cover a solo scopo di lucro, per suonare durante l’estate in un chiosco a Bibione (VE); l’ingaggio era pressoché sicuro, anche perché, a suo dire, era stato proprio il gestore del chiosco a fargli la proposta. Per me, turandomi il naso e le orecchie, e pensando solo al tornaconto economico, si poteva anche fare. Nonostante annunci su siti, oltre a email e richieste dirette a potenziali soggetti interessati (nelle vicinanze, ma anche no...), non abbiamo reperito né un cantante né un chitarrista per completare la formazione: perciò a questo punto, giunti a maggio ed essendo ormai troppo tardi per imbastire un repertorio di almeno due ore da proporre a partire da luglio, abbiamo lasciato perdere.
Non si venga a dire che mancano possibilità di lavorare (perché questo era, effettivamente, un lavoro) quando poi, al momento di impegnarsi, nessuno si presenta.

(Aggiornamento del 07 maggio 2017, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 22 aprile 2017 si è svolto al Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE) il concerto per il trentennale del gruppo hard progressive rock POLIPHONIX (Stefano Tracanelli: voce, chitarra elettrica, flauto, sax; Marco Tracanelli, tastiere; Claudio Faggion: basso elettrico, voce; Paolo Faggion: batteria). Paolo, per l’occasione, ha suonato la batteria acustica anziché le percussioni elettroniche, comunque presenti per la proposizione di alcuni effetti sonori. A Stefano il compito di cantare i brani, salvo Major e Ingannare che, come all’epoca dell’attività del gruppo, sono stati cantati da Claudio.
La scaletta: Osservazioni in una città vuota, Antartide, Foglie gialle, Maltempo, Prigioniero, La canzone del fiammiferaio, Naviganti, Recuàrs, Ispirazione cinese, Major, Ingannare, Fotofobia, 23 agosto 1987, A te che mi disprezzi e, per concludere, Sguardo verso il cielo (LE ORME) e nuovamente Osservazioni in una città vuota.
Circa 90 minuti di esibizione; nonostante le numerose imprecisioni, e del resto non ci si poteva aspettare miracoli, l’esecuzione è stata dignitosa, considerate le incertezze emerse nelle prove e, confesso, le mie perplessità sulla buona riuscita. Abbiamo limitato i danni, come si suol dire.
Un doveroso ringraziamento va al Bar Italia, e a quanti hanno in qualche modo collaborato prestandoci materiale.
Poiché l’unica testimonianza in nostro possesso, riguardo l’evento, è una registrazione audio incompleta e di qualità mediocre, chi avesse realizzato foto e filmati è pregato di mandarceli a internospienne at libero dot it; ringraziamo fin d’ora.
Spettatori presenti: una trentina, come di consuetudine al Bar Italia. L’evento era stato annunciato con due mesi d’anticipo, anche con comunicazione a mezzo email a singoli soggetti, in modo che i potenziali spettatori maggiormente interessati, e cioè chi ci aveva seguito negli anni ‘90, potessero organizzarsi; tuttavia vi è stata la diserzione pressoché totale di quanti erano, in definitiva, i destinatari di questo concerto commemorativo: ringraziamo particolarmente, pertanto, quelle pochissime persone, da contare sulle dita di una mano, che ci conoscevano e ci seguivano fin dagli esordi, e che non sono volute mancare neppure stavolta. Quanto agli altri spettatori, che non avevano mai sentito dal vivo i POLIPHONIX ma conoscevano uno o più dei componenti per le rispettive attività musicali successive: speriamo che abbiano gradito questa apparizione dal vivo dopo 7 anni dall’ultima, che era avvenuta anch’essa al Bar Italia.
Nonostante le dichiarazioni possibiliste su un prossimo concerto per i 35 anni di attività od oltre, mi domando quale senso avrebbe. Quelli che hanno conosciuto i POLIPHONIX all’epoca della loro attività, per la maggior parte hanno disertato l’evento, come appena scritto; gli altri spettatori presenti il 22 aprile, credo che abbiano scarsissimo interesse a risentire in futuro un gruppo musicale del trapassato remoto che riemerge come un gufo dalle tenebre ogni “tot” anni proponendo sempre i medesimi brani. Tanto vale che ce la cantiamo e ce l’ascoltiamo tra noi, nella taverna di casa Tracanelli dove abbiamo fatto le prove per questo concerto. Sinceramente mi resta, di questa storia, l’amaro in bocca: mi aspettavo un maggior riscontro, è inutile negarlo.
Come non avevo proposto io il ritorno del trentennale, così non sarò io a caldeggiare l’eventuale concerto per il trentacinquennale, sempre che ci si arrivi tutti al 2022 (non si sa mai). Il messaggio è chiaro: è arrivato il momento di levarsi definitivamente dai piedi. Per quanto mi riguarda, la storia dei POLIPHONIX, in modo invero assai mesto, può tranquillamente chiudersi qui, e spero che gli altri compagni d’avventura la pensino alla stessa maniera.


Due segnalazioni.

Da: http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/04/06/news/g8_bolzaneto_genova-162342157/
G8 di Genova, violenze a Bolzaneto: il governo ammette le sue colpe
La Corte Europea dei Diritti Umani prende atto della risoluzione amichevole tra le parti. Roma verserà 45 mila euro ciascuno a sei cittadini vittime di abusi - di ALBERTO PUPPO

Da:
http://www.codacons.it/articoli/bagarini_nella_rete_arrivano_le_multe_296608.html
Venerdì, 14 aprile 2017
Bagarini nella Rete - Arrivano le multe - L'Antitrust sanziona TicketOne e altre 4 società per 1,7 milioni


(Aggiornamento del 24 aprile 2017, ad opera di Claudio F.)


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Due dipartite importanti. In ordine cronologico:
1) il 22 marzo 2017 se ne va Tomas Milian, attore; aveva 84 anni; trovò notorietà col personaggio “Er Monnezza”.
2) il 23 marzo 2017 se ne va Felice “Cino” Tortorella, presentatore televisivo; aveva 89 anni; divenne famoso per essere stato il Mago Zurlì dello Zecchino d’Oro.
Di ambedue, troverete ampie biografie nel web.

Come accennavo nel precedente aggiornamento, riguardo al fatto che su Internet si comprano i “mi piace”, gli iscritti e le visualizzazioni, ecco qua un simpatico video che spiega il meccanismo:
https://www.youtube.com/watch?v=XZc5e7r46F4.
Nello stesso canale trovate altri video: uno, in particolare, a proposito della Tivù odierna, che non piaceva neanche al Mago Zurlì. I giovani non seguono più la televisione, e questa, entro qualche decennio, se non si aggiorna è destinata a scomparire. Chissà… link:
https://www.youtube.com/watch?v=b4q8T3edC6U.

Sono rimasto indietro, riguardo le tariffe postali. Ho spedito una misera lettera di un foglio ad un corrispondente statunitense, ed ho pagato la bellezza di € 3,70: una vergogna. A questo punto, o azzero la corrispondenza cartacea con l’estero, o limito le spedizioni a una volta all’anno, a dicembre, e a pochissimi destinatari: così ne approfitterò per fare il resoconto annuale e gli auguri natalizi.

(Aggiornamento del 05 aprile 2017, ad opera di Claudio F.)


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Avevo deciso di aspettare un po’ prima di inserire un aggiornamento, considerata la mancanza di notizie degne di pubblicazione; prevedevo di farlo oggi, domenica 19 marzo 2017.
Al telegiornale del mattino viene data questa triste notizia: la morte di Chuck Berry.
Da: http://www.repubblica.it/spettacoli/2017/03/18/news/addio_a_chuck_berry_pioniere_del_rock-160879289/
"La mia voce è andata, i miei polmoni non funzionano più bene, non ci vedo molto. Ma voglio ancora fare musica". Aveva detto così pochi mesi fa Chuck Berry, in ottobre, quando aveva compiuto novant'anni. Era nel suo stile, era il suo modo di vivere, era il suo modo di intendere il rock'n'roll. E il suo stile, il suo suono, le sue parole, hanno contribuito a cambiare in maniera radicale la musica popolare alla metà del secolo scorso. Musica che dopo l'avvento di Chuck Berry, di Elvis Presley, di Little Richard, di Jerry Lee Lewis, non è stata più la stessa. Berry, uno dei grandi padri fondatori del rock'n'roll è morto, ieri, a Saint Louis, la città che lo aveva visto nascere nel 1926. E per il mondo della musica è davvero un grande, immenso, lutto. Perché senza Chuck Berry non avremmo avuto gran parte della musica popolare dagli anni Cinquanta ad oggi, non avremmo avuto il rock, quantomeno nella forma in cui fino ad oggi lo abbiamo conosciuto.
"Se volete chiamare il rock in un altro modo chiamatelo Chuck Berry", aveva detto John Lennon sottolineando come lui e una intera generazione di musicisti in tutto il mondo aveva "visto la luce" attraverso il bacino roteante di Elvis e la chitarra elettrica di Chuck Berry. E ancora di più attraverso i testi delle canzoni di Berry, che avevano per la prima volta trattato i temi e gli argomenti cari alla gioventù, ad una categoria sociale che solo pochi anni prima, non esistevano nemmeno. Parlando di musica siamo certi che Brian Wilson non avrebbe potuto scrivere gran parte dei primi e fondamentali hit dei Beach Boys, Keith Richards e i Rolling Stones non avrebbero scritto gli stessi hit, John Lennon non sarebbe stato il "working class hero" del rock inglese. Perché Chuck Berry ha costruito le fondamenta della musica popolare moderna ed è stato ma uno dei principali responsabili della rivoluzione sociale, culturale e artistica che dalla metà del Novecento ha cambiato il volto dell'occidente, usando una chiave semplice, diretta, immediata, imbattibile, quella della musica, quella del rock'n'roll.
Dei suoi novant'anni, settanta li aveva passati nella musica, nel blues, nel rock, in quella straordinaria miscela di musica bianca e nera che lui stesso aveva contribuito a creare e che, dagli anni Cinquanta aveva dominato come autore, cantante e chitarrista. Suonava e cantava da quando era bambino, ma non era un ragazzo tranquillo, di quelli cresciuti cantando nelle chiese. No, Chuck aveva frequentato le prigioni da giovanissimo e poi, una volta uscito, aveva fatto molti lavori diversi, continuando quella di musicista come seconda attività. Come nelle migliori leggende fu Muddy Waters, il re del blues, a indirizzarlo verso Leonard Chess, straordinario discografico chicagoano, che gli fece incidere il 21 maggio del 1955 il suo primo hit, Maybellene, seguito da Roll over Beethoven, Rock'n'roll music, Sweet Little Sixteen e soprattutto da Johnny B. Goode, il suo brano più famoso e importante, pietra miliare della musica popolare moderna e del rock'n'roll.
Tutto bene fino al 1959, quando Berry finì nuovamente in galera, accusato di aver fatto sesso con una minorenne. Quando ne venne fuori gli anni Sessanta avevano fatto fare un lungo giro all'orologio della musica, erano arrivati i Beatles, i Rolling Stones, e soprattutto i Beach Boys, che avevano preso la musica di Berry e l'avevano trasformata, facendola diventare beat, surf,  e poi rock. Berry inizialmente fatica a tornare al successo, nonostante scriva ancora canzoni memorabili, come You never can tell e No particular place to go. Ma saranno proprio i nuovi eroi del rock, Lennon e Richards su tutti, a riportarlo all'attenzione del pubblico giovanile, permettendo ad altri brani come My ding a ling e Memphis Tennessee di diventare dei classici, interpretati da centinaia di artisti in tutto il mondo. Berry ha continuato negli anni la sua attività di musicista, fino al 1979, e proprio di recente era tornato a realizzare un album, a novant'anni, intitolato semplicemente Chuck.
Era un uomo difficile, rabbioso, solitario, non aveva mai voluto avere una band, e anche quando altri lo avevano aiutato, come Lennon e Richards, non aveva mai abbassato la guardia, convinto com'era di essere il re, il più grande, quello che aveva aperto la porta a tutti gli altri. Ma era anche un genio assoluto, la sua musica, le sue canzoni, i riff della sua chitarra, hanno modellato parte dell'immaginario popolare degli anni Cinquanta e Sessanta, e per molti versi dovrebbero essere insegnati come l'abc ad ogni aspirante musicista in ogni parte del mondo. - di Ernesto Assante

Anch’io, ai miei esordi a fine anni ‘80 coi LITTLE WINGS, avevo suonato Johhny B. Goode, come centinaia di altri gruppi rock hanno fatto in passato, fanno tuttora e faranno in futuro.

Ciò scritto, veniamo a quanto mi ero ripromesso in origine di inserire.

Gli INTER NOS sono fermi, in quanto sono in corso le prove per il concerto del trentennale dei POLIPHONIX, e non c’è tempo per fare prove con due gruppi. Per gli INTER NOS potrebbe esserci un concerto in autunno sulla “lunga distanza”, due ore: è da anni che non lo facciamo; se questo concerto effettivamente si farà, troverete l’annuncio nel sito. Per i POLIPHONIX: il 22 aprile 2017, giorno del concerto per il trentennale, si avvicina; ormai riusciremo a fare soltanto un’altra prova, prima dell’evento. Si procede tra alti e bassi, ma un’ora di repertorio riusciremo a proporla, in un modo o nell’altro.


Mi sono pervenuti, dalla lontana Repubblica di Singapore, i numeri 11 e 12 della fanzine Abysmal Sculptures, dedicata al metal estremo; i due numeri sono pieni di nominativi di gruppi, fanzines, distribuzioni; un’interessante lettura. Ho approfittato per aggiornare la pagina con la lista delle fanzines, che da due anni era immutata. Chi volesse contattare il redattore, scriva ad Abysmal Sculptures ‘zine, Al*Fahmi, Yishun Central Post Office, P.O. Box 420, Singapore 917614. Email: thrashingbeast at yahoo dot com.

Da: https://it-it.facebook.com/permalink.php?story_fbid=524173217704556&id=173716192750262
LA TRUFFA DEI "Mi piace" SU FACEBOOK
Ho letto diversi articoli sull'argomento: "come acquistare i Mi piace su facebook".
Spesso ci sono polemiche sugli incrementi anomali dei "Mi piace" sulle pagine facebook dei cantanti. Si tratta di incrementi spesso improvvisi, anticipati e seguiti da periodi di "calma piatta" che ti lasciano perplesso.
Il caso più eclatante è stato quello di una concorrente di Amici, che nel periodo 21-23 maggio ha visto incrementare improvvisamente i suoi Mi piace da 90mila a 150mila, in tre giorni, al ritmo perfetto di 20mila Mi piace al giorno. 
Questo proprio in prossimità della finale. 
Poi si è fermata di colpo per un paio di giorni, prima di ripartire.
Il fenomeno si spiega col fatto che la Sony ha acquistato 3 pacchetti di 20mila Mi piace in prossimità della finale.
Non è l'unico caso. 
Quello che mi ha lasciato sempre perplesso è il fatto che cantanti con mezzo milione di "fans" su facebook vendano 5-10mila copie dei loro cd. 
E tutti a lamentarsi: "Siamo mezzo milione e solo in 5mila hanno comprato il cd. Vergognatevi!".
In verità i Mi piace di facebook sono facilmente acquistabili, e questo viene fatto soprattutto dalle tre Maior, Sony, Universal e Warner, che possono permetterselo.
Non è un caso che i Dear Jack, della piccola Baraonda Edizioni Musicali, abbiano solo 125mila fans, pur avendo venduto oltre 25mila copie del loro cd. 
La media del 20-25% vendite/fans è la più credibile. I fans dei Dear Jack crescono di 1000-2000 unità al giorno, e questa è una crescita plausibile.
I prezzi dei "pacchetti" sono variabili, ma abbordabili. Un esempio:
1.000 Fans Italiani –> 48€
2.000 Fans Italiani –> 92€
5.000 Fans Italiani –> 220€
10.000 Fans Italiani –> 420€
25.000 Fans Italiani –> 1.020€
25.000 Fans Internazionali –> 698€
50.000 Fans Internazionali –> 1.198€
100.000 Fans Internazionali –> 2.198€
E' evidente che per le tre Major queste sono spese ridotte.
Questi siti che vendono Mi piace (alcuni sono su Facebook, e sono certificati da Facebook stesso) sono reali e sono stati anche sperimentati con successo.
Negli anni '80 Facebook e Twitter non esistevano. Chi vendeva 25mila copie veniva licenziato. Allora le case discografiche investivano sugli artisti, non sui Mi piace di Facebook.
E neanche sul televoto di Amici.
Paolo.

(Aggiornamento del 19 marzo 2017, ad opera di Claudio F.)


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Un’altra ruberia; alcuni giorni fa ho ricevuto un plico dal mio corrispondente statunitense di lunga data, il musicista Carlo Roberto Deshouten: per la prima volta in tanti anni che ricevo pacchetti dall’estero, il postino mi ha chiesto circa 10 € di dazi doganali. Sarà il nuovo corso di Trump, o meglio “Stramp” (strambo, in friulano) come lo chiama mia mamma?
Comunque sia, questa gabella è un’altra mazzata alla libera circolazione delle idee e dell’arte.

Come avrete notato nello spazio “concerti”, c’è una notizia. In occasione del trentesimo anniversario dalla nascita, i POLIPHONIX, gruppo hard progressive rock che ha calcato i palchi dal 1991 al 1996, terranno un concerto al Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE), sabato 22 aprile 2017, dalle ore 21,30. Non sappiamo se ci saranno altri concerti per il “trentennale”: sarà già una notevole impresa riuscire a fare quello di aprile.
Finché c’è in piedi l’attività POLIPHONIX, quella concertistica degli INTER NOS rimarrà ferma: non c’è proprio tempo per due gruppi in contemporanea, né per me né per mio fratello.
Chi vuole sentire il brano Foglie gialle in versione “live” a suo tempo inserita nel CD “De-composizioni” postumo (in realtà la versione del video è stata prolungata nella parte centrale, per consentire di inserire più immagini), clicchi su https://www.youtube.com/watch?v=75Ryxf3KSOc; ringraziamo l’amico Luca Cesco e la moglie Cristina Perin per il pregevole lavoro eseguito.

(Aggiornamento del 28 gennaio 2017, ad opera di Claudio F.)


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Primo aggiornamento del 2017.
Non ci sono notizie da segnalare per quanto riguarda la nostra attività, a parte qualche ipotesi ancora assai vaga: se ci saranno sviluppi, verranno pubblicate apposite comunicazioni nel sito.
Da Monfalcone (GO) ci giunge notizia che il gruppo IL FAUNO DI MARMO (ex THE REBUS), a seguito del radicale cambio di formazione avvenuto dal 2015 in poi, ha mutato il nome in IL NUOVO FAUNO DI MARMO.
Riprendendo il discorso fatto nell’ultimo aggiornamento 2016, a proposito dei tormentoni periodici, ecco una notizia che si ripete costantemente ad ogni 1° gennaio. Incredibilmente, nonostante la crisi delle nascite, c’è sempre almeno un marmocchietto che viene alla luce a mezzanotte in punto del 1° gennaio, e si apre la gara a chi è il primo nato del nuovo anno. Ma sarà mai possibile?
Un evento luttuoso, nel mondo del giornalismo: il 18 gennaio 2017, a 87 anni, è morto Mario Poltronieri, per decenni telecronista RAI dei gran premi di formula 1. Un personaggio importante, per noi ragazzini degli anni ‘80 che seguivamo l’automobilismo. Nella Gazzetta dello Sport è scritto: “Erano anni in cui evento sportivo e voce in tv erano inscindibili. Inimmaginabili l’uno senza l’altra. Te lo confermava, anno dopo anno, la signorina buonasera fin dall’annuncio. Partita della nazionale di calcio? Telecronaca di Nando Martellini. Gran Premio di Formula 1? Telecronaca di Mario Poltronieri. Poi nello stesso annuncio veniva il regista, ma quello poteva cambiare. La voce no. Era una garanzia. Ecco, nei ricordi di generazioni di italiani – almeno quelli meno giovani - la voce della Formula 1 era lui: Mario Poltronieri, morto oggi nella sua casa di Milano a 87 anni”. Condivido.
Ciò scritto, riporto sotto un po’ di articoli vecchi e nuovi, tratti da Internet; forse alcuni li avevo già pubblicati, ma non ho né tempo né voglia di controllare. Come precisavo in passato, purtroppo le pagine “linkate” talvolta vengono rimosse, e allora il contenuto non è più accessibile: per ovviare a questo problema, copio e incollo. C’è parecchio da leggere, se volete e se potete. Buon divertimento.

Da: http://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/chiude_deposito_giordani_pordenone-2200883.html
Cala il sipario sul Deposito Giordani: la cooperativa lascia - di Valentina Silvestrini
PORDENONE - Niente da fare. Il Deposito, la sala concerti di via Prasecco, non riaprirà più i battenti alla musica dal vivo. In attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione presentato dalla difesa dopo la conferma dei sigilli da parte del Tribunale di Pordenone, l'unica cosa certa è che la Naonian Hall non riaprirà più alle esibizioni dal vivo. A confermarlo è la cooperativa Nuove Tecniche che gestiva il Deposito: «Si crea un vuoto per la città e per l'intera regione, che rimane senza uno spazio per questo tipo di concerti - conferma il presidente Fabio Dubolino -. Per noi è un grande rammarico, ma con lo stabile nell'attuale situazione, il Deposito non ha futuro. Speriamo che questo vuoto possa essere colmato in altra maniera. Noi siamo disponibili a riattivare uno spazio simile, però devono esserci condizioni condivise da tutti i partner necessari».
Il 30 gennaio è fissata l'udienza della Cassazione, il cui pronunciamento avrà effetto solo sulla cooperativa - si capirà se si tratta di violazione penale o amministrativa - ma non sull'esistenza della sala concerti, la cui riapertura sembra definitivamente tramontata. Tanto che Nuove Tecniche ha già disdettato il contratto di affitto dello stabile (proprietà di Atap) e se ne andrà ad aprile. La coop - che riunisce un'ottantina di soci - proseguirà le proprie attività nell'ambito del multimediale, sala prove, sala registrazione. Niente più concerti, se non alcuni eventi ma occasionalmente o come supporto ad agenzie di service.

  Da: http://www.barmagrande.net/le-agenzie-di-booking-e-gli-uffici-stampa-tiriamo-le-somme/
Le agenzie di booking e gli uffici stampa – Tiriamo le somme - 2013-05-18
Questo è un resoconto della nuova esperienza mediatica con uffici stampa, critica musicale, agenzie di spettacolo. A gennaio abbiamo deciso di pagare 2 agenzie stampa per curare la nostra comunicazione con siti web, giornali, tv e radio.
Appena avuto in mano il cd fisico del nuovo album “Libertà”, ci siamo attivati per pubblicizzarne l’uscita e  per far conoscere il nuovo sito internet con i social network, attraverso i quali diffondiamo gratuitamente la nostra musica. Come primo singolo abbiamo scelto la canzone “C’est la vie” sulla quale Mizuko ha realizzato un bellissimo videoclip. Spesa per gli uffici stampa: 3000 euro per 3 mesi di lavoro, moltiplicato per 2 uffici, uguale 6000 euro.
Risultati: articoli, tante interviste, passaggi in radio e tv minori, una recensione, contatti con agenzie di booking.
Abbiamo riempito la rubrica “Dicono di noi” del nostro sito con una serie di articoli e interviste.
Risultato mediatico: abbiamo 126 amici di facebook, dalla pubblicità ne saranno arrivati 10, pochi scaricamenti del disco su Jamendo, poche visite sul nostro sito web.
Ci sembra che 6000 euro siano un po’ troppi per così poco e noi non siamo miliardari.
Abbiamo l’impressione di aver buttato via questi 6000 euro. Credevamo che potessero servire per creare un po’ di interesse e che portassero del lavoro.
Ci sbagliavamo, abbiamo imparato pagando un po’ cara la nostra ignoranza, ma ci serviva saperlo.
Il lavoro degli uffici stampa costa troppo e rende poco, è utile per chi ha tanti soldi da poterselo permettere. Forse è un buon investimento a lungo termine, forse.
Crediamo anche che sia importante scegliere bene i propri collaboratori, infatti la prossima volta che ci rivolgeremo a un ufficio stampa valuteremo meglio la preparazione e la cultura di queste persone.
Abbiamo dedotto che se non sei conosciuto, non sei nessuno e anche per gli uffici stampa non sei nessuno.
Ti spingono, ma lo fanno senza crederci, con poco sforzo.
Quando ti presentano sei già bollato come “autoproduzione”, che per la maggioranza della gente è sinonimo di “prodotto minore”, quindi non oltrepassi mai la soglia di interesse.
Dopo neanche un mese di lavoro, vedendo che non succedeva un granché, abbiamo chiesto all’ufficio stampa se fosse possibile far uscire altri articoli.
Ci hanno risposto: perché, avete fatto qualcosa di nuovo?
Ci siamo chiesti che cosa potessero volere di più, dopo solo un mese di promozione: abbiamo appena fatto uscire un disco registrato in Jamaica, abbiamo un videoclip da promuovere, tante idee espresse nel nostro sito web, gli abbiamo sempre fornito tutto il materiale pronto per essere utilizzato, compresi alcuni articoli.
Non potevamo mica produrre un disco al mese o un video al mese per creare notizia. E i concerti non sono ancora partiti.
Insomma, già dall’inizio avevamo capito che avrebbero combinato poco, ma alla fine hanno combinato pochissimo.
Gli uffici stampa per campare hanno bisogno dei nostri soldini, sono quasi sicuri che pagheremo solo una volta e che poi, vedendo i risultati, smetteremo.
Ma si vive soprattutto con i tanti che pagano poco.
Siamo anche entrati nella classifica Indie.
Cosa sono le Indie?
Adesso che siamo nella classifica “Indie”, possiamo dire cosa sembrano: un contenitore per gruppi costruito per dare una parvenza di esistenza alla scena musicale italiana.
In realtà questa classifica serve a far apparire i primi in classifica in modo da non rendere troppo sfacciata la loro immissione nel mercato, fatta per opera di agenzie e uffici stampa, cioè sponsorizzata direttamente dai musicisti stessi che si comprano un posticino al sole.
Non sarebbe credibile uscire dal Mei o dal Tenco senza scalare le vette delle classifiche più attuali.
Inoltre, siccome queste Indie sembrano essere una realtà giovane e brulicante di novità, ne approfittano anche vecchi musicisti, anche loro bisognosi di rinnovare la loro visibilità.
All’interno di questa classifica quindi ci sta un insieme eterogeneo di generi, stili e soprattutto livelli di musica. E’ un parcheggio, un fine corsa spacciato da stazione centrale. Puoi trovare di tutto.
Ora siamo al 64° posto, ma aspettiamo di vedere dove saremo fra un po’, quando non rinnoveremo il contratto.
Non c’è da deprimersi, dobbiamo solo capire che le classifiche sono finte, rendiamocene conto e mettiamoci l’anima in pace.
Però la cosa interessante è che per qualcuno il lavoro degli uffici stampa e delle agenzie di booking è ininterrotto e efficientissimo.
Perché? Quanto costa una promozione del genere?
Noi lo abbiamo chiesto al responsabile di un ufficio stampa. Nella nostra mail parlavamo anche del fatto che tutti i promoter avevano dichiarato che erano pronti a lavorare per noi dal momento che fossimo diventati famosi e avessimo acquistato visibilità. Ecco la mail di risposta.
“Caro Sandro, ormai tutti i promoter rispondono così per lavarsene le mani…troppo facile! Anche noi potremmo dire “se la band non fa concerti non riusciamo a farne parlare”. Non si fa così, ma ognuno deve fare del suo….Per 3.000 euro (per me un rimborso spese) la mia agenzia sta già facendo i miracoli, ma se tu me ne dessi 10.000 i risultati non cambierebbero. Ergo: su una band emergente bisogna seminare… e poi nel tempo raccogliere. Radio e tv a livello nazionale, nel vostro caso, non hanno spazi…”
Ma allora, perché le agenzie e gli uffici stampa riescono a creare un grande impatto mediatico per alcuni artisti sconosciuti?
Ci sembra che ogni anno degli illustri sconosciuti appaiano di punto in bianco nella scena musicale. Come fanno? Noi crediamo che esistano degli accordi fra uffici stampa e alcuni musicisti o case discografiche, per cui gli artisti indipendenti da soli non possono oltrepassare la soglia dell’anonimato se non pagando cifre a tanti zeri. Ci vogliono tantissimi soldi, non tanti, tantissimi.
Le agenzie di booking, come abbiamo già detto, organizzano i concerti a chi ha già una certa fama. Dicono. Però, diciamo noi, com’è che da un anno all’altro, gente completamente sconosciuta diventa subito nota in alcuni ambienti e ha un tour organizzato?
Di punto in bianco fanno concerti, il loro nome è pubblicizzato in modo visibile e addirittura vincono diversi concorsi, partecipano a famosi festival, tutto nel giro di pochi mesi e i loro pezzi sono piazzati direttamente in vetta alle classifiche indie.
E chi li fa suonare che, a detta delle agenzie, se non si è conosciuti non ti vogliono nemmeno gratis? Com’è ‘sta storia?
E’ un sistema complicato, talmente decadente da non crederci fino all’ultimo, quando tutti gli indizi convergono e portano alla stessa identica conclusione.
Ma è così: critici impreparati, pagati dalle major, organizzatori di eventi completamente ignoranti di musica, persone incapaci di dare un giudizio personale, ma che si basano unicamente sulla fama di un artista, pronti a ricacciare nelle tenebre chi vuole emergere senza il lasciapassare di una major o di un partito politico, sempre pronti a prostrarsi ai piedi di chi ha successo. Questa gente non  sarà mai in grado di capire il valore di un artista e il lasciapassare lo aggiudicano solo a chi paga (tanti soldi) o a chi ha dietro qualcuno di importante con il quale loro collaborano da anni.
Ma anche nel caso che fossero onesti e sinceri, resta il fatto che viviamo in un periodo nel quale gli eventi cambiano e le cose si complicano. Ci sono meno soldi per le manifestazioni, si vendono solo i gruppi pubblicizzati dalla tv, i promoter non hanno cultura.
Nascono sul web dei siti che offrono concerti alle band, non pagati o solo per le spese. Quindi c’è poco da fare, dobbiamo arrangiarci da soli.
Per alcuni “addetti ai lavori”, il disco Libertà – con i suoi grandi ospiti internazionali, l’investimento fuori dal comune di lavoro e denaro, i nostri ideali – è soltanto una perdita di tempo, un inutile e ingenuissimo tentativo di mascherare i nostri limiti.
Perché noi saremo solo dei dilettanti, finché qualcuno di importante non dirà il contrario e il coro delle pecore ripeterà: “E’ vero, è vero, sono dei geni! “.
Questa è la realtà in cui viviamo.
Noi raccontiamo il nostro punto di vista perché crediamo che finché i musicisti non capiranno la realtà in cui vivono, cercheranno sempre soluzioni sbagliate, crederanno a persone che gli raccontano quello che fa comodo a loro e non riusciranno mai a venire a capo del problema che è di trasformare la nostra musica autoprodotta in un lavoro retribuito.
Noi pensiamo di aver fatto un capolavoro, di essere andati in Jamaica e di aver trovato delle persone che ci hanno rispettato lavorando con impegno.
Per altri invece, il nostro lavoro è un innocuo dischetto, pieno di musicisti perché i jamaicani ci hanno voluto spremere tutti i soldi in un modo o nell’altro.
Ma non tutti la pensano così.
Alcuni musicisti, scrittori ed esperti in musica ci hanno fatto i più grandi complimenti, hanno trovato il lavoro veramente valido.
Se non si ha un forte senso della realtà, rischiamo davvero di cadere preda dello sconforto o del risentimento.
E’ improbabile trovare consensi, soprattutto fra i promoter. Queste persone hanno bisogno di andare a colpo sicuro.
Non possiamo nemmeno volergliene. Devono pensare al loro guadagno.
Siamo noi che dobbiamo costruirci l’immagine del gruppo di successo, poi troveremo tutti i consensi che ci serviranno per poter lavorare e chi ci gestirà le date.
Ma per rimettere in piedi la nostra attività concertistica – il che vuol dire formare un gruppo e trovare le date dei concerti – non possiamo aspettare di diventare famosi.
Abbiamo appena rifatto la sala prove che è molto bella e accogliente, ora stiamo formando la band.
Una band nasce dal suono di gruppo, preparando le canzoni, gli arrangiamenti, vedendo il repertorio crescere, suonando per il piacere di suonare.
Preparato un repertorio soddisfacente potremo andare a suonare, anche se non è facile trovare da soli le date dei concerti e coinvolgere i musicisti.
Abbiamo bisogno di suonare come abbiamo bisogno di farci il pane e lavorare nell’orto.
Abbiamo anche pensato, una volta avviato il gruppo, di trasmettere le sessioni di prova tramite internet. Chissà, forse lo faremo.
Intanto ricordiamo la frase di Morin:  Credere nell’improbabile e sperare nell’insperato.


Da: https://noisey.vice.com/it/article/concerti-italiani-estero
Lo strano mondo dei concerti italiani all'estero - Elia Alovisi, Apr 29 2016, 10:56am
“L'Italia è uno dei pochi paesi europei a non avere un apparato istituzionale che promuova la nostra musica all'estero. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti” - Ligabue, senza Photoshop, seduto sulla Royal Albert Hall.
Sfida: ditemi almeno dieci artisti e/o gruppi italiani che siano effettivamente famosi all'estero. Diciamo, che possano fare sold out in un club di media grandezza, 700 posti, in una grande capitale europea. Avete trenta secondi. Via.
...
Avete detto Afterhours? Verdena? Marlene Kuntz? 99 Posse? Sud Sound System? Vinicio Capossela? Caparezza? Canzoniere Grecanico Salentino? Mi sa che avete detto bene. Sono tutti esempi di artisti nati nella Penisola che, all'estero, fanno vendere biglietti. "Ma Elia", dice il vostro bambino interiore un editor di Noisey a scelta, pestando i piedi e mettendo su il nuovo LP collaborativo tra i Boris e Merzbow, "fanno tutti cagare!" Be', magari sì, fanno cagare. A voi. E chissà, forse anche a me. Ma non a un sacco di altra gente, che riempie i loro concerti a Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, Barcellona. "Povero coglione", ribattete in questo fantastico dialogo che sto usando come espediente narrativo per introdurre l'articolo, "ma tanto a vedere le band italiane all'estero ci vanno solo gli italiani!" E anche qua, nella maggior parte dei casi, non avete affatto torto. Ad esempio: secondo statistiche ufficiali, nel Regno Unito vivono più di 200.000 italiani ufficialmente registrati—tra cui l'autore di questo pezzo, che sta a Londra. Unendo le persone non registrate al totale, si arriva facilmente al mezzo milione di esseri umani, creando un bacino di potenziale utenza non indifferente per un promoter di concerti. I macro-ragionamenti che possono scaturire da questo fatto sono due. 1) "Che figo, anche chi vive lontano da casa può andare a sentire la buona musica italian. E il tour è pure un'occasione per i gruppi di confrontarsi con nuove realtà, conoscere nuove persone, magari iniziare ad aprirsi nuove porte. Bene così, ragazzi." e 2) "È una farloccata clamorosa: una band italiana che suona di fronte a un pubblico di italiani espatriati è solo un'espressione della triste provincialità che abbiamo nel sangue, non un segnale di successo dell'esportazione. È per cose come queste che la musica italiana resta derivativa e non riesce ad essere qualitativamente figa e competitiva a livello internazionale".
Ora: è questione di punti di vista, e per oggi sospendiamo il giudizio. Siamo qui riuniti, anzi, per cercare di capire quali siano i motivi di questa polarizzazione dell'opinione riguardo al concetto dell' italiano all'estero, ugualmente preso per il culo e glorificato ogni volta che lo si tira fuori—durante le conversazioni che facciamo all'aperitivo o in articoli sui siti del cazzo per gli italiani a Londra.
"Quando organizziamo il tour di un gruppo italiano non dovremmo guardare la cartina dell'Italia ma dell'Europa", mi spiega Attilio Perissinotti, ex-Virus Promotion, ora patron di BPM Concerti e—per l'estero—TIJ Events. "A Parigi ci sono 200.000 italiani. A Londra ce ne sono 500.000. È più probabile che Il Teatro degli Orrori faccia sold out qua che in Friuli, no?" Da un punto di vista meramente economico, non fa una piega. Attilio ha iniziato a organizzare concerti all'estero quasi per sbaglio, nel 2008, per divertirsi e togliersi uno sfizio: "Avevo preso il Barfly, a Camden, per due giorni. Un martedì e un mercoledì. Ho fatto tre gruppi e tre gruppi, e l'ho chiamato The Italian Job."
"C'erano i Casino Royale, i Tre Allegri, gli Hormonauts — che andavano fortissimo, soprattutto all'estero, dato che avevano un cantante scozzese." Il risultato furono 200 persone a sera, un locale stracolmo e, qualche giorno dopo, una telefonata dal management di Vinicio Capossela. "In quel periodo, un promoter estero non avrebbe organizzato un suo concerto neanche con una pistola puntata contro", mi dice. Di fronte al Barfly c'era un altro locale oggi defunto, il Dingwalls: Attilio pagò qualche centinaio di sterline, prese il locale, e organizzò la cosa. Sold out, 600 persone. Poi una chiamata dall'entourage di Ligabue: due date al KOKO, altri due successi. "Ma non sarà mica che mi sono trovato un nuovo business?", mi racconta Attilio sorridendo.
Aprire una società nel Regno Unito non è affatto complesso, e fu così che nacque TIJ Events. Inizialmente, mi spiega Attilio, c'era il pensiero di allargare gli affari: non solo concerti ma magari una distribuzione, un'etichetta. "Poi ho detto, ma chi la compra 'sta roba? Solo gli italiani. Facciamo solo i concerti, và. E in effetti è vero: facciamo concerti per gli italiani. Ma che male c'è? Ovvio che se Larsen suona a Cafe OTO di fronte a 150 inglesi sono felice, ma questi sono concerti di comunità. Uno dice, "Perché Caparezza fa sold out a Londra?" Perché ci sono 1350 pugliesi che vogliono andare a vederlo, semplicemente. Gli spagnoli fanno la stessa, cosa, come anche i polacchi."
Come capita, però, che alcuni artisti riescano effettivamente a sviluppare un seguito oltre confine? Un esempio è il sopracitato Capossela, che ha trovato una chiave nella percezione del suo prodotto come world music: così come noi possiamo trattare i Songhoy Blues in questa chiave, MOJO può dargli il disco del mese e un centro culturale di prim'ordine come il Barbican Centre può prendersi bene e presentarlo sotto una chiave internazionalista. In questa diversità percettiva sta, anche, l'effettiva possibilità di costruzione di una propria dimensione extra-italiana.
I risvolti positivi degli eventi che organizza, mi dice, sono tanti. Da un lato, c'è il classico ma sempre valido angolo della crescita artistica e mentale dei musicisti coinvolti. Ad esempio "un gruppo inglese che suona al Garage di Islington prende l'incasso, non un cachet fisso. Questo, da noi, quasi non esiste." C'è inoltre un discorso di tempistiche e di professionalità: "Scommetto che vai più a concerti dal lunedì al giovedì che nel weekend", mi dice. Glielo confermo. "Perché da noi si suona solo il venerdì e il sabato, a partire dalle undici e mezza, mezzanotte. E quindi le band italiane non sono generalmente abituate a fare anche solo cinque concerti di fila, mentre un gruppo inglese ne fa anche trenta in trenta giorni. Poi, iniziare un concerto alle sette e mezza da noi è improponibile. Anche se lo fai iniziare alle nove e mezza la gente arriva incazzata. Però se ne va felice, perché ha tempo di tornare a casa a un orario umano."
A questo si affianca anche una diversità nei ruoli della promozione musicale: "I locali, qua, non sono promoter. Affittano la sala, non fanno concerti. La Union Chapel costa 2200 sterline, per dire. Che sembra una cifra alta, ma non lo è. Impianto, audio, luci, tecnici, sicurezza, cassa: è tutto compreso nel prezzo."
L'approccio di Attilio è quindi sul lato propositivo dello spettro: anche se ammette candidamente di non essere fan di parte della musica che promuove, e che il rock cantato in italiano non lo ha quasi mai convinto, TIJ fa comunità: offre agli espatriati la possibilità di un breve ritorno alle origini, accoglie un bisogno di italianità e lo soddisfa in un'ottica imprenditoriale. Ma lo fa affiancandoci un'enorme lucidità sullo stato di cose della musica italiana in un contesto europeo, declinato nella diversificazione delle proprie promozioni.
"Io sono stato uno dei primi italiani a girare le fiere di settore in Europa", mi spiega Attilio, descrivendo un mondo ambivalente. Eventi come il [defunto, nda] PopKomm di Berlino, il PrimaveraPro di Barcellona, l'Eurosonic di Groeningen o il MAMA di Parigi sono convention in cui gli addetti ai lavori del settore musicale si incontrano con l'obiettivo esplicito di fare rete. Ovviamente non solo solo le agenzie di booking a presentare i propri stand: sono anche, e soprattutto, i vari Music Export Office europei. Ma che cos'è un Music Export Office?
Detto terra terra: un Music Export Office è un ufficio statale che aiuta i gruppi della propria nazione a suonare oltre confine. Ce ne sono una caterva: quello islandese è grossissimo, così come quello austriaco, tedesco , francese, scandinavo. In Spagna ce ne sono tre: uno centrale, uno in Catalogna e uno in Galizia. Tutti si ritrovano ogni anno in fiere internazionali, in cui avvengono scambi di artisti, si instaurano collaborazioni, vengono fatti affari. Attilio mi racconta di avere organizzato concerti in festival europei per un sacco di artisti italiani in occasioni simili, e come controparte mi porta la testimonianza di uno stand della RAI con annesso concerto dei semi-inesportabili Baustelle a suonare dal vivo e di un epico baraccone della SIAE ("Presente il classico stand da ricchi?") snobbato da tutti in quanto privo di informazioni effettive sulla promozione di artisti nostrani. E stop, perché in Italia un Music Export Office non è mai esistito.
Almeno, non è mai esistito a livello nazionale: se consideriamo le regioni, dobbiamo allora necessariamente parlare dell'esperienza di Puglia Sounds. "Fondamentalmente l'obiettivo è quello di creare azioni di sviluppo del sistema musicale pugliese", mi spiega Antonio Princigalli, coordinatore del progetto, unica realtà italiana di derivazione pubblica atta esclusivamente alla promozione internazionale di un nostro prodotto musicale. "Consideriamo la musica come una filiera complessa fatta di festival, artisti, case discografiche, imprese", mi dice. Si parla di "valore culturale", ma anche di "valenza imprenditoriale": la musica pugliese come comparto produttivo, insomma. E in quest'ottica, l'esportazione diventa fondamentale.
C'è una preoccupazione legittima che potrebbe venirvi in mente, a questo punto: dato che siamo un paese in cui il ministro della cultura fa gli shoutout a Zalone, chi garantisce che un'agenzia del genere non ricopra di soldi, boh, La scapigliatura? (Fine del dissing, sorry).
Qua ritorna il caro vecchio valore della tolleranza: per quanto sia sano e giusto spingere per una cultura, e quindi anche musica e critica, italiana come struttura effettivamente tesa ad un arricchimento dei propri fruitori, nessuno può effettivamente decidere in cosa questo arricchimento consista. Quindi, per quanto potrebbe piacervi, non potrete mai imporre alla gente di non ascoltarsi più la roba di Garrincha, i canti degli alpini o la pizzica dub. E, ugualmente, nessuno impedirebbe a questi di prendersi soldi statali per suonare all'estero: questo non significa però che chi davvero ha un'attrattiva e un pubblico internazionale (un Donato Dozzy, un Teho Teardo) non possa effettivamente goderne lo stesso.
Mi spiego meglio: così come i Marlene Kuntz suoneranno sempre di fronte a un pubblico quasi interamente italiano, anche in Norvegia ci sarà una band alt-rock famosa che canta in norvegese e quindi con zero possibilità di sviluppare un pubblico estero. Il trick, qua, sta nel modo in cui un Music Export Office (teoricamente) funziona. Antonio me lo racconta nel dettaglio: "Da un lato lavoriamo sulla mobilità artistica, creando relazioni con festival, operatori, associazioni internazionali, creando una situazione a chilometro zero". In poche parole, Puglia Sounds finanzia i viaggi – ma non con la benda sugli occhi. "Noi non entriamo nel mercato, il mercato si deve fare per conto proprio. Se, anche in virtù delle nostre sollecitazioni, il festival X ritiene utile e interessante programmare artisti pugliesi, questo li sceglie e noi contribuiamo perché la cosa accada". Un'altra via percorribile sono i bandi pubblici: "Chiediamo agli operatori, alle agenzie italiane ed internazionali che tipo di programmazione di artisti pugliesi intendono fare nei 6 mesi successivi. Loro ci mandano le loro proposte, in cui non ci dicono semplicemente 'Vogliamo fare 6 date della band x nel luogo y'. Ci devono dire come intendono fare promozione, in quali luoghi, se i musicisti ci sono già stati, quali sono i risultati e le evoluzioni di questi gruppi in questi singoli paesi". A valutare l'efficacia della proposta è poi una commissione dedicata, e solo dopo parte il sostegno economico.
A quanto mi dice Antonio, i musicisti che dati alla mano – e quindi oggettivamente – hanno più saputo capitalizzare sulle opportunità causate dal loro essere pugliesi sono il Canzoniere Grecanico Salentino (che, zitti zitti quatti quatti, fanno tour americani con biglietti a 15/20 dollari in locali sul migliaio di posti e si beccano le rece sul Guardian, i Kalàscima, i musicisti jazz Nicola Conte e Gianluca Petrella – e Populous. Morale: possono anche farvi cagare la musica tradizionale, la taranta e il jazz, ma se comunque vi prende bene la musica del caro Andrea Mangia (come, personale opinione, dovrebbe essere) ci guadagnate comunque. Perché proprio loro, però? "Usano linguaggi indubbiamente più internazionali", dice Antonio, "Vale molto quanto sei capace di creare opportunità." Non molto diversamente dalle logiche del lavoro culturale contemporaneo: se riesci a conoscere gente e continui a proporti, se sei bravo e con un po' di culo, magari ce la fai anche a lavorare con qualcosa che ti piace. Non è solo meritocrazia, ma nella musica il merito è – fortunatamente o meno – soggettivo.
"Quanti concerti di Bregovic, o dei Daft Punk, hanno solo pubblico serbo o francese?", mi chiede Antonio quando gli chiedo della nazionalità delle persone che si presentano ai concerti che Puglia Sounds sponsorizza. "Non c'è niente di male se faccio 50 date all'estero e queste sono piene di cittadini italiani. E se sono a Londra è probabile che mi porti il mio amico di casa o di studi che è inglese, pakistano o altro. Ma se io esporto il vino pugliese, che lo comprino gli italiani o che lo comprino i locali, qual è la differenza?" Da un punto di vista imprenditoriale e di guadagno nazionale, nessuno. Da un punto di vista artistico, forse qualcosa cambia: ma, penso, non tanto da minare il senso dell'iniziativa Puglia Sounds. D'altro canto, un prodotto identitario come può essere quello del Canzoniere Grecanico Salentino avrà sempre e comunque la sua audience, fatta di pugliesi e gente interessata alla world music, ovunque si trovi nel mondo, che ci piaccia o no.
Resta che l'assenza di un Music Export Office danneggia la musica italiana in toto anche solo perché ci abitua a lavorare in modo diverso rispetto allo standard europeo. In un contesto privo di risorse, il cambiamento sta nella volontà del singolo, o dei singoli, di raggiungerlo – e anche da un po' di casualità, che non fa mai male. Ed esempi virtuosi ci sono: abbiamo quindi parlato con un paio di soggetti italiani che non si pongono come obiettivo i-concerti-per-gli-italiani-all-estero, ma la pura promozione di artisti italiani in un contesto internazionale. Nello specifico Club to Club, tramite il progetto the Italian New Wave, e due agenti indipendenti stazionati a Berlino, Anita Richelli ed Ercole Gentile.
"Conoscendo il sistema italiano, e il sistema-musica italiano, non ho molta fiducia sull'utilizzo meritocratico di eventuali fondi", mi dice Guido Savini di Club To Club al telefono, direttamente da un affollato bus torinese – "Chiaramente fa sempre ridere dover dire a un olandese che, in Italia, non ne abbiamo." Gli ho appena chiesto che cosa succederebbe secondo lui se esistesse un Music Export Office italiano, e la sua opinione non è delle più speranzose. Ma lo è senza particolari lamentele, anzi: "Ovviamente parliamo con un sacco di altri festival con l'obiettivo di portare a suonarci artisti italiani, e a un certo punto negli scambi di mail arriva sempre la domanda: 'Ok ottimo, riuscite a trovare dei fondi?' E ogni volta dobbiamo spiegare che siamo l'unico paese in cui questi fondi non esistono. In questo momento li stiamo mettendo noi."
E C2C fa bene a sentirsi il cuor leggero, dato che è una delle pochissime realtà di organizzazione eventi effettivamente internazionale del belpaese. Nello specifico, Guido si occupa del progetto The Italian New Wave (su cui abbiamo appena pubblicato un documentario, piattaforma di promozione dedicata a musicisti elettronici italiani.) "Perché C2C sia quello che vuole essere per la scena italiana, deve per forza pensare al territorio nazionale" mi spiega Guido. Il nome dell'iniziativa viene da un tweet di James Holden che, durante un set di Vaghe Stelle all'edizione 2010 del festival, commentò con un "Qualcosa sta succedendo in Italia: l'Italian New Wave". E quello fu il punto di partenza di un lavoro costante di promozione, fatto con criterio. Un'esperienza che può servire da esempio perfetto per dimostrare la realtà dietro al luogo comune per cui noi italiani, quando siamo senza risorse, ci sbattiamo e magari qualcosa di (molto) bello lo tiriamo fuori comunque. "Ogni anno il festival porta giornalisti da tutto il mondo a Torino, e una domanda fissa è 'Parlateci dei vostri artisti locali'. Un sacco di loro, se escono, escono su canali molto underground e non vengono promossi sul territorio nazionale. Abbiamo quindi pensato di promuoverli sia all'estero che in Italia". Come? Come funziona nel mondo dei media contemporanei, tramite contatti stretti negli anni. A forza di proporre eventi e di invitare artisti sempre un po' più famosi, C2C è riuscita a stipulare accordi di promozione con realtà coi controcoglioni: "A dicembre 2014 è stata fatta uscire una compilation su Bleep [piattaforma di proprietà Warp Records, nda], con una serie di inediti degli artisti della scena, che è stata poi seguita da una stessa iniziativa per la Germania e la Polonia." Inoltre, da anni C2C organizza eventi a Londra interfacciandosi con realtà locali come il Field Day Festival, inizialmente affiancando artisti e internazionali culminando, l'anno scorso, con uno showcase di Ninos Du Brasil, Vaghe Stelle e Not Waving sponsorizzato da un centro culturale prestigiosissimo come il Barbican. Risultato? Ce lo dice Guido: "Il Guardian è venuto al festival e, invece di fare la recensione del concerto di Thom Yorke, ha fatto un pezzo proprio sugli artisti italiani".
Contatti, dicevamo: oltre a quelli ricavati per via digitale e/o organizzativa, chiedo a Guido che cosa ne pensa degli eventi di networking per gli addetti ai lavori di cui abbiamo parlato sopra. La sua opinione è che questi non siano il punto focale della questione: "Sì, siamo sottorappresentati. Ma lo siamo il giusto per quanto possa essere rilevante il mercato italiano." D'altro canto un promoter, che "acquista contenuti musicali e li porta nel proprio paese", deve stare attento a non impelagarsi in situazioni rischiose per fare bene il suo lavoro: e allora un'Italia disabituata al modus operandi europeo si trova inevitabilmente messa da parte. Il contributo di realtà come Club to Club diventa quindi fondamentale per tenerci all'interno di un'ideale mappa della cultura europea: "Negli anni siamo riusciti a metterci al livello dei più grandi festival. Abbiamo agenzie che ci scrivono e ci danno la priorità per certe proposte. Di rimando, noi proponiamo artisti italiani. È questo il nostro gioco." L'elettronica di casa nostra ringrazia, e chissà cosa sarebbe successo se, 15 anni fa, altre realtà concentrate su altre forme musicali avessero preso forma sul nostro territorio.
Quando trattano artisti italiani, Anita Richelli ed Ercole Gentile organizzano un concerto ogni due, tre mesi. Entrambi vivono a Berlino e sono semi-indipendenti nelle loro attività: Anita lavora come agente all'interno della tedesca Paper & Iron Booking, che le lascia libertà di selezione riguardo agli artisti che promuove; Ercole, invece, procede in modo indipendente e, tra i suoi vari progetti, gestisce anche le date tedesche di qualche gruppo nostrano. Lei ha lavorato con Any Other, C+C = Maxigross, His Clancyness, Be Forest e Iosonouncane; lui con Verdena, Dente, Zen Circus, Paolo Benvegnù, Lo Stato Sociale e molti altri. Nel primo caso, nomi più particolari – nel secondo, realtà più assimilabili alle logiche concerti-per-espatriati che abbiamo trattato con Attilio di TIJ. Entrambi, mi pare, sono esempi di come la promozione della musica italiana all'estero ricada sulle spalle di singoli, e di come le reti di collaborazione nascano esclusivamente dall'iniziativa personale.
Ercole, ad esempio, mi parla di una nascente partnership tra locali gestiti da italiani tra Berlino, Parigi e Bruxelles: "Organizzando cose simili e con uno stesso target è a favore di tutti riuscire a dare agli artisti l'opportunità di fare più date possibili per cercare di ammortizzare i costi." Chiaramente questo è fattibile principalmente per proposte in cui non serve un grosso palco, e quindi cantautori. Quando si ampliano le dimensioni dei locali, la situazione è simile a quella londinese: "Spessissimo andiamo a biglietti e non a cachet fisso. È come se facessimo una coproduzione direttamente con la band. A fine serata, tolte un tot di spese, si divide l'utile tra l'organizzazione e il gruppo". Perché questo abbia senso è necessario un lavoro preparatorio sotto forma di una promozione locale, che a volte Ercole gestisce personalmente e ha visto avere maggior riscontro di pubblico con gruppi come Calibro 35, Mellow Mood e Julie's Haircut – proposte non legate ad un cantato in italiano e quindi probabilisticamente più adatte all'esportazione, ma anche supportate da un efficace lavoro di ufficio stampa locale e nato dalle stesse band. Ma la lingua del cantato, secondo Anita, non è fondamentale quando si parla di esportazione musicale: "L'internazionalità del progetto non esiste, non è legata al prodotto musicale di un artista ma al suo modo di ragionare. Tutti i gruppi italiani che stanno avendo un po' di successo all'estero ci hanno investito tanto tempo andando a suonare in giro, o hanno gente che ha investito su di loro mettendoci uffici stampa e voglia di portarli ai festival importanti". Se questo non accade è per una generale disabitudine a logiche organizzative estere: scrivere a un locale tedesco non porterà nulla a una band italiana, mentre un contatto con una band, un promoter o un collettivo locale porterà con sé sicuramente più probabilità di collaborazione – confermando quello che ci diceva Attilio Perissinotti su Londra.
"Mi dispiace che ci sia pochissimo scambio tra zone limitrofe, e per l'Italia parlo di Svizzera, sud della Germania, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia e Macedonia", enumera Anita. "Quando mi metto a lavorare con un promoter austriaco, questo magari conosce benissimo i miei amici e conoscenti di Belgrado, ma neanche un italiano. Non è che ho statistiche alla mano, ma in questo ambiente ci si conosce tutti. E quindi è un po' triste." La stessa distanza si percepisce agli eventi di settore: Anita mi parla poi del MENT, un semi-neonato incontro a Lubiana, cinque ore di macchina da Milano: "Le uniche due italiane eravamo io e Katia di Estragon, che aveva partecipato un anno prima con i Joycut. Io quest'anno ho portato gli Any Other. Se sei del settore è una figata: conosci tantissima gente che lavora nei locali, nei booking, nei festival. Per una band deve essere invece un'opportunità, una scusa per promuovere un tour, un disco, trovare qualcuno che ti faccia suonare. Non è che un festival ti svolta la vita."
In effetti, a pensarci, un'azione di spinta mediatica efficace è oggi molto importante per aumentare la probabilità dell'effettivo successo di un musicista. Pensiamo a Courtney Barnett, passata nel giro di un paio di EP a un esordio lodato in toto dall'intera stampa internazionale: "Dietro a lei c'è stato sicuramente un lavoro colossale di ufficio stampa", mi dice Anita. Si apre quindi un altro versante della questione: quanto è importante il lavoro di un'etichetta e di un ufficio stampa nel creare richiesta per una proposta musicale italiana? Gli esempi europei non mancano: dalla Spagna vengono le Hinds, passate per Mom + Pop, Burger Records e Lucky Number, e i Mourn su Captured Tracks. I tedeschi Notwist sono usciti su City Slang, lo svedese The Tallest Man On Earth su Dead Oceans: tutte label fortemente internazionali e a stretto contatto con i grandi tastemaker americani alla Pitchfork e Stereogum.
"Se fossi un'etichetta internazionale, che band italiana andrei a scritturare?", chiede giustamente Anita senza sapersi dare una risposta. E continua: "Torno a dire, se fai il concerto per gli italiani a Berlino solo per gli italiani a Berlino e non cerchi di fare contatti, entrare in nuovi contesti, nessuna etichetta ti troverà mai." E quindi la capacità di aggancio, la buona conoscenza dell'inglese, l'apertura a una socialità internazionale diventa motivo di merito ed effettiva porta d'ingresso ad un'audience iper-italiana. Basta chiederlo a band più piccole, che spesso fanno emo, HC, punk o math rock, abituate a fare tour in giro per il mondo con la semplice forza della collaborazione: ricordo i Verme in tour Inghilterra con i Well Wisher, ad esempio, o le numerosissime sortite estere dei Valerian Swing culminate nella partecipazione ad ArcTanGent – festival maximo per chiunque ascolti le cose un po' con le chitarrine tecniche un po' con le melodie un po' col casino un po' con le grida.
Tutti i ragionamenti che abbiamo fatto finora vanno idealmente accompagnati da una certa onestà intellettuale da parte di tutte le persone coinvolte nel processo. In particolare, mi riferisco a quegli artisti la cui italianità è ragione principale del proprio successo di pubblico. Ma, prima che diate fuoco alle torce e tiriate fuori i picconi in una crociata contro eventuali sboroni internazionali, mi sembra corretto dire che la situazione non è, a mio avviso, affatto tragica. Mi spiego.
Se la band dei vostri amici sfigati che pensano ancora che il primo dei Killers sia un'influenza legittima da avere nel 2016 suonasse gratis allo Shacklewell Arms perché il loro batterista conosce la sorella del tizio che organizza i concerti lì e, tornata, si mettesse a scrivere sul suo Facebook (672 like) cose tipo "Thank you London! We had really fun! All our new fans are amazing!" [nda: scritto male apposta] potete tranquillamente incazzarvi. Ma facendo un po' di ricerche sugli internets (che, come è sempre giusto ricordare, non sono altro che una serie di tubi), vi renderete conto che eventuali proclami entusiastici riguardo ad eventi simili sono mediamente limitati a testate la cui influenza culturale è (o è stata) praticamente inesistente.
Prendiamo questa recensione di Rockit dell'esordio degli Afterhours a Londra, organizzato da Attilio nel 2007. È un'opinione decisamente positiva, ma contiene frasi come "il numero di inglesi presenti impallidisce di fronte alla rappresentanza italiana" e "L'impressione è un po' di aver visto un concerto ad Anghiari". Questo pezzo di Indie for Bunnies sui Verdena del 2008 è praticamente un post da blog adolescenziale, e lo prenderò ad esempio di numerosissimi "articoli" su concerti di italiani all'estero la cui importanza culturale e influenza mediale è tranquillamente trascurabile dato che sono scritti con 'sta fascinazione per il nulla cosmico da gente che a Londra ci va per farsi le foto al Binario 9 ¾ a King's Cross, mangiare il Fish & Chips a Leicester Square e magari fermarsi a fare una fotina a Berwick Street e una al negozio delle M&M's (autore dell'articolo qua sopra: sono sicuro che tu sia cresciuto da allora, non prenderla male se oggi ti ho usato per rappresentare il male).
La cosa cambia quando si parla di media generalisti? Leggermente, ma non abbastanza da gridare alle mani nei capelli. La sezione "cultura" della Repubblica o del Corriere non sono certo paragonabili a quelle del Guardian, e non credo che nessuna persona sotto i 40 anni con un minimo di sale in testa si sia mai detta "Oh, vediamo quali nuovi album da ascoltare mi propone il Corriere". Che questo sia un problema è indubbio; ma penso che, allo stato attuale delle cose, un'evoluzione in senso effettivamente critico delle terze pagine dei nostri quotidiani e settimanali sia un'utopia – almeno finché un po' di 'sta gente non se ne andrà in pensione dalla vita.
Intanto, se Repubblica fa un'intervista a Caparezza sull'estero è normale aspettarsi una sua narrazione innocua e positiva, ma non mi pare che da nessuna parte – se non con qualche soffice auspicio – si parli di un suo effettivo pubblico estero. "Sono in milleduecento al Koko di Camden Town [...] Tutti paganti, non tutti italiani." O ancora, "Sa che lì sotto [...] ci sono un venti per cento di inglesi, un trenta di varie nazionalità e un cinquanta di italiani in fuga dallo stivale." Parliamo anche di pop: TV Sorrisi e Canzoni fa un bell'intervistone al Liga sul suo concerto alla Royal Albert Hall, ma lui liquida la domanda sul pubblico con un generico e onesto "Naturalmente la maggior parte dei presenti sono italiani ma, grazie a Internet, sono sempre di più quelli che ci seguono anche da altre parti d'Europa". Insomma, niente di trascendentale.
La situazione che abbiamo delineato è in continua evoluzione, e piena tanto di punti problematici quanto di spunti virtuosi da cui imparare. Resta necessaria la presa di coscienza del nostro posto all'interno del contesto europeo: così come le generazioni passate hanno bloccato lo sviluppo di una promozione culturale degna di questo nome tramite decenni di Fininvest, magna magna ed agglomerati editoriali monopolisti, oggi la musica italiana cerca di sopravvivere in un contesto nazionale complesso e, spesso, scoraggiante. La ricerca di una finestra di salvezza nell'estero è quindi più che ragionevole, anzi: può essere la chiave per riuscire, piano piano, a poter ridurre sempre più la distanza che ci ha sempre tenuti qualche anno indietro rispetto a quello che succedeva oltreoceano, oltremanica e oltralpe. Ma è un gesto da fare con criterio – altrimenti possiamo continuare ad accontentarci di questo: (…).

Infine, vi segnalo l’articolo “Come organizzare la musica per il ricevimento del matrimonio”.
Vedere
http://www.marcoegabriele.com/wp-content/uploads/2013/12/manuale_della_musica_per_ricevimenti.pdf.

(Aggiornamento del 20 gennaio 2017, ad opera di Claudio F.)


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Ogni mese di dicembre, nella seconda quindicina, scrivo e riscrivo il testo di quello che sarà l’ultimo aggiornamento dell’anno in corso, apportando modifiche fino al momento della pubblicazione sul sito: puntualmente, anche stavolta è andata così.
Ci sarebbero tante cose da scrivere, ma sono poche quelle che vale veramente la pena di menzionare e lasciare ai posteri sul web come eredità di questo declinante 2016.
Prima di cominciare, riferisco una notizia che potrebbe essere di interesse per qualcuno. Il 24 dicembre, a Fossalta di Portogruaro (VE) la “Messa di Mezzanotte” non si tiene a mezzanotte come dovrebbe essere secondo il nome, bensì alle ore 21, e così alle ore 22 ognuno è libero di andarsene ai propri impegni; ottimo orario, per me che ormai faccio rarissimamente “notolada”, andando invece a letto come le galline e alzandomi come il gallo.
Due eventi luttuosi, nel giorno di Natale: a) un incidente aereo nel Mar Nero si è portato via molti componenti del Coro dell’Armata Rossa; b) George Michael, 53 anni, è stato trovato morto nel suo appartamento a causa di un infarto. Fece parte degli Wham!, ricordati ogni anno nel periodo natalizio per l’onnipresente canzoncina Last Christmas, e poi ebbe una fortunata carriera solista.
Mi tolgo qualche sassolino dalla scarpa.
Un fatto si ripete, o quantomeno pare che si ripeta, ogni anno; vi riporto alcuni esempi tratti da internet.
- Codacons: l’aumento dei prezzi nel 2013 dell’1,2% vale in media per una famiglia di tre persone 419 Euro.
- Codacons: Da aumenti tariffe stangata da 324 euro a famiglia nel 2014.
- Stangata sull'auto nel 2015: denuncia del Codacons.
- Prezzi: Codacons, nel 2016 stangata da 551 euro a famiglia.
- Tariffe, nel 2017 stangata di 986 euro a famiglia secondo il Codacons.

C’è qualcosa che non mi torna nei conti. Non è matematicamente possibile che ogni anno i prezzi aumentino in misura così elevata: gran parte degli italiani (e soprattutto degli immigrati) vivrebbe sotto i ponti. Allora, o gli stipendi aumentano in quantità superiore ai presunti aumenti dei prezzi, oppure si tratta di allarmismo ingiustificato. Non capisco lo scopo di questo periodico “dare i numeri”, peraltro tutti da verificare; o meglio, lo immagino, e, come diceva il “gobbo”, a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina.
Altro fatto, stavolta recentissimo: la presunta proliferazione della meningite, come si strombazza sui massmedia da almeno un mese a questa parte; stamattina, al telegiornale, dicevano che in Italia si verificano 900 casi di meningococco all’anno. Non so se siano pochi o tanti, non sono un medico. Quello che non capisco è, come scritto sopra, il motivo per cui si parla di questo argomento con tanta insistenza soltanto da un mese in qua, mentre in passato, a parità di “emergenza”, io non ne avevo mai sentito parlare.
Attendiamo il primo tormentone del 2017, chissà quale sarà.
Veniamo a vicende più personali.
Per l’attività musicale, il resoconto è presto fatto: due concerti; una decina di prove; una cinquantina di CD mandati a locali, clubs, associazioni culturali, con richiesta di concerti senza ottenere, finora, alcuna concreta proposta. I nominativi si trovano nell’apposita pagina.
È inutile elencare la lista dei buoni propositi, così come è inutile dilungarsi sull’argomento, in quanto il mio pensiero è noto: si procede a ritmo ridotto, facendo quel tanto o, per meglio dire, quel poco indispensabile per non fermarsi totalmente. Superati gli “anta” di età, gli “enti” di carriera INTER NOS, avendo ben altro di più importante a cui pensare e di cui occuparsi rispetto allo strimpellamento amatoriale, già il fatto di essere ancora tra i gruppi attivi è un risultato dignitoso, specie se si propongono composizioni proprie.
Quanto a me personalmente, non ho molta voglia di raccontare i fattacci miei sul web; e nemmeno capisco questa smania altrui di raccontare i fatti propri su Facebook o altrove, lasciandoli a disposizione di chiunque voglia strumentalizzare testi e foto a proprio piacimento, spesso a danno dei pubblicanti e dei pubblicati; ma “che ne sanno i duemila”, nativi digitali, di tutto questo. Fucilatemi pure, metaforicamente parlando, ma il tormentone “Vorrei ma non posto”, altra “hit” di quest’anno al pari di quella poc’anzi citata, ha un testo che non è così stupido come potrebbe sembrare ad un ascolto superficiale (E come faranno i figli a prenderci sul serio con le prove che negli anni abbiamo lasciato su Facebook; Papà che ogni weekend era ubriaco perso e mamma che lanciava il reggiseno a ogni concerto).
Ad ogni modo, qualche riflessione sui “fatti miei” non può mancare: del resto, già ne ho pubblicate in passato, e qualcuna in più non porterà danni irreparabili.
Un anno con più infamia che lode, onestamente. Dense nebbie, oscurità persistente e navigazione a vista, in mancanza di meglio e sperando di non naufragare sbattendo su qualche scoglio semisommerso; conseguente impossibilità di elaborare progetti a medio-lunga scadenza, e necessità di vivere alla giornata o poco oltre.
Come vedete, non sto svelando segreti sconvolgenti: credo che metà della popolazione italiana si trovi nella medesima situazione.
Salute, che probabilmente è la cosa più importante: senza scendere in dettagli, nel 2016 ho percepito distintamente il peso della vecchiaia avanzante, e questo anno solare vale per 5 in termini di acciacchi, con inesorabile tendenza al peggioramento, temo.
Come è consuetudine da qualche anno in qua, intendo recarmi al “Te Deum” nel tardo pomeriggio, ringraziando anche stavolta per essere tra i presenti e non, invece, tra i menzionati. Qualcuno, tra amici, parenti o conoscenti, ci ha lasciato: in alcuni casi la dipartita era prevedibile, in altri casi no.
Manca circa mezza giornata e poi, salvo eventi imprevedibili e toccandomi le sfere più preziose, pure per quest’anno l’avrò scampata. Ma non avevo scritto qualcosa del genere anche l’anno scorso, l’anno prima e quello precedente? Sono ripetitivo, lo so.
Se avete letto fino a qui, vi faccio i complimenti per la pazienza; ora, davvero, vi saluto.
Una sveglia adeguata per il 1° gennaio: riprendendo quanto scritto poco sopra, ecco il canto del gallo, ma su base musicale heavy metal. Link: http://componenteinstabile.blogspot.it/2013/04/cancelliamo-gli-stereotipi-il-gallo-non.html.
Buona fine 2016, buon principio 2017, “tenetevi da conto” e fate i bravi.

(Aggiornamento del 31 dicembre 2016, ad opera di Claudio F.)


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Anche Greg Lake se n’è andato.
Da http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2016/12/08/news/e_morto_greg_lake-153700927/:
"Siamo affranti nel dover diffondere questo annuncio di Stewart Young: 'Ieri, 7 dicembre, ho perso il mio migliore amico dopo una lunga e ostinata battaglia contro il cancro. Greg Lake rimarrà eternamente nel mio cuore, dove è sempre stato. La sua famiglia sarà grata a chi rispetterà la propria privacy in questo momento di dolore". Il messaggio è stato scritto dal manager degli Emerson, Lake and Palmer, Stewart Young, per salutare Gregory Stuart 'Greg' Lake, cantante, bassista, chitarrista, paroliere, produttore e molto altro: in poche parole, l'anima di uno dei gruppi prog rock britannici più noti.
Dopo Keith Emerson, morto suicida pochi mesi fa, l'epopea del progressive perde un altro dei suoi eroi leggendari. Greg Lake aveva 69 anni e, dopo alcune esperienze minori con band come Shame, Shy Limbs e Gods, aveva fatto parte della prima formazione dei King Crimson. Poi l'esperienza trionfale con Keith Emerson e Carl Palmer, forse il più celebre e fortunato tra i supergruppi della storia del rock.
Bassista, cantante e produttore, Lake univa tecnica e creatività. Era amico fin da ragazzo di Robert Fripp ed entrò a far parte della prima formazione dei King Crimson, diventando parte fondamentale del rivoluzionario progetto dello stesso Fripp. Le sue parti vocali e il suo basso contribuirono in maniera sostanziale al successo dell'album In the court of the crimson king, uno dei dischi più innovativi di tutti gli anni 60.
L'esperienza con Fripp durò circa un anno, anche se, su richiesta del suo vecchio amico, partecipò alle registrazioni del secondo album dei Crimson, In the wake of Poseidon. Ma proprio durante un tour conobbe Keith Emerson, leader dei Nice, e con lui e il batterista Carl Palmer, a sua volta reduce da una importante esperienza con gli Atomic Rooster, mise in piedi il progetto EL&P. Una band strabordante, capace di esordire al Festival di Wight del 1970, una sorta di Woodstock europea (c'erano Jimi Hendrix, gli Who, Miles Davis, Jethro Tull, Joni Mitchell, Leonard Cohen, Donovan e tanti altri), e di stupire i 600.000 presenti con adattamenti rock di composizioni sinfoniche, in particolare quelle di Modest Musorgskij e della sua suite Pictures at an exhibition.
L'omonimo album di debutto di EL&P mise in luce l'incontenibile virtuosismo di Keith Emerson, ma il successo della band era strettamente legato anche all'abilità di produttore e compositore di Lake, che regalò al disco due perle acustiche come Take a pebble e la celebre Lucky man. La sua voce lirica e intensa regalava colori e sfumature al suono maestoso del gruppo, fornendo un contributo decisivo alla scalata al successo di un trio che ha dominato le scene per almeno un lustro. "Eravamo espressivi e potenti da un lato, dinamici e romantici dall'altro", ha raccontato qualche anno fa il bassista riavvolgendo il nastro di una carriera folgorante e leggendaria, fatti di stadi pieni, pellicce e jet privati.
Una parabola che divise il pubblico: EL&P erano amati od odiati. Simbolo di un'epoca di musica barocca ed eccessiva o profeti del verbo del rock sinfonico. "Non ci siamo mai sentiti presuntuosi - aveva raccontato - cercavamo solo di ottenere il meglio da noi stessi. La musica è il frutto emotivo di un contratto non scritto tra persone. È importante avere una visione. ELP sposava l'artigianato con le emozioni".
Dopo il boom dell'esordio, EL&P pubblicarono altri dischi di enorme successo: Tarkus, Pictures at an exhibition (accompagnato da un celebre film-concerto), Trilogy, Brain salad surgery scalarono le classifiche accompagnati da tour mondiali maestosi, spettacolari, pirotecnici. Poi i moog e le tastiere iniziarono a cedere il passo ai furori chitarristici del punk, le pellicce furono sostituite dai giubbotti di pelle e il progressive divenne un totem da abbattere. Nel 1980, dopo 40 milioni di dischi venduti, gli EL&P decisero di separarsi e Lake continuò come solista con gli album Greg Lake e Manouvres. Poi prese parte al tour degli Asia e collaborò con Bob Dylan, prima di rimettersi in pista con Keith Emerson nel progetto Emerson, Lake & Powell, con Cozy Powell alla batteria al posto di Carl Palmer.
All'inizio degli anni Novanta si impegnò a fondo in cause umanitarie (è di questo periodo la registrazione del brano Daddy in favore del National Center for Missing Exploited Children), prima di riportare in vita una versione sbiadita degli EL&P.  Poi un tour con Ringo Starr, la partecipazione a uno show in favore della ricerca sul cancro nel 2003, la collaborazione con gli Who per il singolo Real good looking boy nel 2004, un tour insieme a una band di giovanissimi, una nuova serie di concerti con Keith Emerson nel 2010, e ancora un tour antologico intitolato Songs of a lifetime.
Negli ultimi mesi, in pieno revival progressive, aveva partecipato attivamente alla realizzazione delle ristampe degli album classici degli EL&P. "Il nostro faro-guida era la bellezza - aveva raccontato - esattamente l'opposto dei nostri giorni, che hanno dimenticato che cosa sia la parola 'artigiano'. Molti produttori non hanno idea di cosa sia la musica. Imparano qualche trucco da studio d'incisione e si lanciano su Internet". Nel suo sito personale aveva scritto: "The greatest music is made for love, not for money".
"E' con grande tristezza che devo dire addio al mio amico e compagno di band Greg Lake". Così il batterista Carl Palmer, ultimo superstite del leggendario trio Emerson, Lake and Palmer, saluta oggi il collega scomparso. La notizia della sua morte è "particolarmente dura per noi", scrive Palmer in un messaggio citato dall'agenzia britannica Pa. Ma - aggiunge - "la morte è vita, come Greg cantava alla fine di Pictures At An Exhibition e la sua musica vivrà per sempre, così come lui vivrà nei cuori di coloro che lo hanno amato".
Carl Palmer ricorda poi "la voce e il talento di Greg" e "i molti memorabili concerti eseguiti insieme negli anni '70": fra i quali spicca nella memoria degli appassionati l'esordio indimenticabile al Festival dell'Isola di Wight che, come mai prima d'allora - rievoca la Pa -, trasformò un'esibizione rock in uno show teatrale.

(Aggiornamento del 11 dicembre 2016, ad opera di Claudio F.)


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Da: http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/11/27/news/malore-durante-lo-show-a-tavagnacco-muore-chitarrista-1.14477175
Malore durante lo show a Tavagnacco, muore il chitarrista degli Abbashow
Tragedia sabato notte nel locale "Al Gallone". Alberto Bertapelle componente del noto gruppo si è accasciato ed è morto. Vani i tentativi di soccorso di alcuni infermieri presenti nel locale
- di Davide Vicedomini - 27 novembre 2016
TAVAGNACCO. Si stava esibendo davanti a centinaia di persone quando all’improvviso ha accusato un malore e si è accasciato.
Alberto Bertapelle, noto chitarrista del gruppo Abbashow, non ce l’ha fatta. È morto all’interno del locale “Al Gallone” durante lo spettacolo. La tragedia è avvenuta sabato notte verso le 23.30. Alberto, insieme ad altri cinque componenti del gruppo e al figlio Tommaso, addetto alle luci, aveva iniziato il concerto da circa 45 minuti.
A un certo punto ha cominciato a barcollare e poi è crollato sul palco.
Tra i clienti del ristorante e birreria c’erano anche quattro infermieri e un cardiochirurgo dell’ospedale Santa Maria Misericordia di Udine che hanno cercato di prestargli i primi soccorsi con un massaggio cardiaco attraverso l’utilizzo di un defibrillatore.
Dopo meno di dieci minuti è arrivata anche un’ambulanza. Per l’uomo, le cui condizioni erano già critiche dall’inizio, non c’è stato nulla da fare. L’uomo è spirato un’ora più tardi. Il magistrato ha già disposto il nulla osta per il trasporto della salma a Venezia.
La notizia si è subito diffusa negli ambienti musicali nazionali, tanto che il suo profilo Facebook sin dalla notte ha ospitato moltissimi messaggi di cordoglio e tantissimi ricordi.
Alberto Bertapelle, 58 anni, era nato a Ceggia, comune della provincia di Venezia, ed era un volto noto nella musica italiana. Fin dall’età di 13 anni ha suonato in moltissime bands della zona sia come chitarrista che come tastierista, avendo deciso di studiare, oltre alla chitarra, sempre da autodidatta, il pianoforte. Ha aperto i concerti di Pierangelo Bertoli, Ivan Graziani e altri cantautori.
Nel 93/94 ha lavorato negli studi della Media Records, poi ha aperto un proprio studio di registrazione dove ha iniziato a produrre musica propria. Ha lavorato per la Great Dane records, per la quale ha pubblicato una decina di dischi, e per molte altre etichette passando poi alla Danceworks dove ne ha pubblicate una trentina.
Con la Emi di Londra, con il nome d’arte di Brainbug, ha raggiunto il successo con la canzone Nightmare, top Ten in Inghilterra, negli Usa e in molti altri Stati, vincendo anche un “Word Music Conference International Award” a Miami e un disco d’oro in Australia. Sempre come Brainbug è entrato nelle classifiche inglesi e americane anche con altri brani, ha fatto 2 tour negli Usa, uno in Australia, alcuni in Inghilterra e in molti altri stati europei. All’apice del successo ha collaborato con Boy George e Sinead O’Connor.
Di recente aveva aperto un’accademia musicale, la Help Music Academy, dove insegnava sound engineering, e uno studio di registrazione a Cessalto. La sala prove era molto frequentata da musicisti e Dj.
Si era anche cimentato con successo nel campo della produzione artistica con due gruppi gli “80 Zone” e i “90 Zone” e soprattutto con lo spettacolo degli “Abbashow”, la prima tribute band degli Abba in Italia . Un tour itinerante, quello del gruppo, con cento tappe programmate in tutta Italia nell’arco di un anno, tra i quali spiccano l’”Alcatraz” di Milano, il “Live Club” di Milano, il “Fuori Orario” di Parma, la “Capannina” di Forte dei Marmi, Piazza San Marco per la chiusura del Carnevale di Venezia 2009 e per l’apertura di quello del 2013, Notte delle Stelle in occasione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino 2011.
Numerose anche le partecipazioni in televisione: “Stella Gemella” condotta da Lorella Cuccarini e in onda in diretta in prima serata su Canale 5, Nientology su DeeJay Tv, inoltre Rtsi Svizzera, Canale Italia.
«Avevamo preso accordi lo scorso anno - spiega Alessandro Acutis, socio titolare della birreria “Al Gallone” - per una loro ospitata, ma poi non si era fatto più nulla. Nei giorni scorsi avevano raggiunto l’accordo e doveva essere il primo di tre appuntamenti».
«Il nostro è un vero e proprio spettacolo - spiega in lacrime, Debora Conforti, cantante e coproduttrice marketing del gruppo - fatto anche di cambi di costumi. Abbiamo creato insieme questo sogno che ci ha portato in giro per tutta Italia. Alberto era una persona riservata, ma quando si apriva era simpatica, gioiosa, ti dava l’anima».
Bertapelle lascia la moglie Joanna, e i figli Tommaso, Stephany e Alexandra. Non è ancora stata decisa la data del funerale.

(Aggiornamento del 28 novembre 2016, ad opera di Claudio F.)


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Notizie dagli amici udinesi DER LEONE HAS SEPT CABEÇAS, stoner rock: esce dal gruppo Leonardo Ferrandino, batterista, unico membro originario superstite. Per quanto ne so, ora Piotre passa dalla chitarra alla batteria, Bruno resta alla chitarra, Marco resta al basso. In bocca al lupo, anzi al leone, a Leo e ai restanti Leoni.

Notizie “da noi”, ora. Nel 2017 ricorrerà il trentennale dalla nascita dei POLIPHONIX: la “formazione tipo” è stata Stefano Tracanelli (chitarra, voce, flauto), Marco Tracanelli (tastiere), Claudio Faggion (basso, voce), Paolo Faggion (batteria). Stiamo meditando di celebrare l’evento con un concerto, da tenersi nella primavera 2017; io direi che un solo concerto sarebbe sufficiente, ma la maggioranza del gruppo vuole farne almeno due. Alcune settimane fa abbiamo fatto una prova: considerando che da 6 anni non si suonava assieme, il risultato non è stato malvagio, e si può solo migliorare.

Quanto agli INTER NOS: continua da parte mia la spedizione di lettere e CDR (non CD originali, che sono a tiratura limitata e vanno usati con parsimonia) a locali, associazioni e chi più ne ha più ne metta, al fine di trovare date per il 2017; per ora i riscontri sono inesistenti, ma non è una novità. Già ho espresso più volte il mio pensiero, è inutile ripetersi. Vorrà dire che ci limiteremo a uno o due concerti all’anno, a San Michele al Tagliamento (VE) o vicinanze.

(Aggiornamento del 18 novembre 2016, ad opera di Claudio F.)


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Da: http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2016/10/13/news/addio-ad-alberto-fortuni-chitarrista-del-nuovo-fronte-1.14244514
Quotidiano IL MATTINO di Padova, 13 ottobre 2016.
Addio ad Alberto Fortuni, chitarrista del Nuovo Fronte – Cover band di Vasco Rossi, con tantissimi fans in tutto il Veneto
MESTRE. "Oggi alle ore 12:40 il grande cuore di Alberto ha cessato di battere. Ci ha lasciato serenamente sapendo di essere amato da tutti noi. E' stato forte fino all'ultimo". Con questo messaggio, pubblicato sulla pagina facebook ufficiale del gruppo, gli amici hanno dato la notizia della morte di Alberto Fortuni, 58 anni, chitarrista del Nuovo Fronte, una nota cover band delle canzoni di Vasco Rossi che in questi anni si è esibita in molti locali del Veneto e del Veneziano.
La Tribute Band è nata nel 1999 dalla passione di un gruppo di amici per le canzoni di Vasco Rossi. Alberto Fortuni ne era il chitarrista. Gli altri membri del gruppo sono Davide Truccolo (tastiere, programmazioni e cori), Aldo Guerri (Voce), Uccio Rizzo (batteria) e Vladimiro Dimatore (basso).
Centinaia i commenti di amici e fan sulla pagina facebook in cui viene ricordato come un bravo musicista, e con un grande carisma.
Alberto, originario di Marocco di Mogliano, abitava a Mogliano con la moglie. Da tempo malato, lascia anche due bambini, di 8 e 3 anni.


Una notizia più lieta: sto preparando alcune grafiche “a tema” in previsione delle feste natalizie, da inserire nella homepage; in giro per Internet ci sono delle creazioni molto gradevoli da osservare, e io ne approfitterò per prelevarle ed abbellire il nostro sito.

(Aggiornamento del 25 ottobre 2016, ad opera di Claudio F.)


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Dovrebbero essere stati risolti, salvo più accurata verifica, i problemi che affliggevano il basso Ibanez e l’amplificatore Behringer; altri componenti del mio "set" mostrano i segni dell’età, ma non è questo il periodo giusto, economicamente parlando (ma quando mai lo sarà?), per interventi superflui.

Giunge voce che il 31 ottobre 2016, alla sera, i The Brusarja (hardcore in dialetto veneto) suoneranno a Portogruaro (VE), Osteria Re Di Denari.

Lo dicevo, io: prima o poi, per fare un concerto, saranno i gruppi a pagare, e non più ad essere pagati (come logica vorrebbe); ecco qua, proprio nelle mie zone.

Rivedendo la pagina con le news del passato, ho notato che parecchi links non funzionano: le pagine a cui il collegamento rinviava sono state rimosse. Il fatto è indipendente dalla nostra volontà; chi ha intenzione di approfondire le ricerche (in realtà, credo ben pochi), dovranno reperire da sé le informazioni non più direttamente raggiungibili.
Per il futuro, col rischio creare aggiornamenti lunghi e noiosi, sarò costretto a pubblicare il testo integrale delle notizie a cui il link rimanda; leggerete di qui a poco qualche esempio.

Probabilmente ricordate la vicenda, segnalata non solo in questo sito, del musicista professionista Marco Fusi, multato dal Vigili Urbani di Bordighera (IM) perché suonava in un sottopassaggio. La vicenda si è risolta con l’annullamento del verbale, come si legge nell’articolo giornalistico che riporto.
Da: http://www.riviera24.it/2016/07/bordighera-risolto-il-caso-del-musicista-fusi-multa-archiviata-e-concerto-gratis-228265/
Bordighera, risolto il caso del musicista Fusi: multa archiviata e concerto gratis
Era stato multato a marzo per aver improvvisato un concerto nel sottopassaggio della stazione ferroviaria
- di Alice Spagnolo - 04 luglio 2016 - 13:31
Bordighera. Si risolve con un concerto gratuito la vicenda del musicista Marco Fusi. Era stato multato a marzo per aver improvvisato un concerto nel sottopassaggio della stazione ferroviaria.
Dopo incontri in comune con il sindaco Giacomo Pallanca e un’interrogazione presentata al Parlamento europeo, si è risolta in modo bonario la vicenda che ha visto protagonista il musicista di fama internazionale Marco Fusi.
Multato dalla polizia municipale per aver violato un regio decreto – non più in vigore – esibendosi per strada, al noto clarinettista è stata data ragione: la polizia ha archiviato la multa di 2000 euro comminata. “Il Sindaco mi ha chiesto la disponibilità a tenere un concerto a titolo gratuito nella città”, commenta Fusi, “Richiesta a cui ho acconsentito con piacere. Sono molto soddisfatto di tale esito, che reputo sia un’evidente manifestazione di buon senso da parte di tutti i soggetti coinvolti”.
La storia del musicista multato aveva fatto scalpore, varcando i confini nazionali e bollando Bordighera come una città poco tollerante nei confronti degli artisti. Ma così non è. Lo stesso sindaco Pallanca lancia un appello alla Comunità Europea: “Manca una regolamentazione sugli artisti di strada”, ha dichiarato, “Vogliamo lanciare un messaggio importante all’Europa affinché intervenga e si attivi a creare una nuova regolamentazione inerenti gli artisti di strada. Il problema non è solo italiano, ma europeo. Dopo il caso del maestro Fusi, Bordighera si vuole fare promotrice di questa richiesta”.

Un’altra notizia, simpatica, di diverso genere.
Da: http://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com/2016/09/27/piacere-pietro-miao-pietro-il-gatto-salvato-a-amatrice-ricevuto-al-senato-da-grasso/?refresh_ce=1
“Piacere, Pietro”. “Miao, Pietro”: il gatto salvato ad Amatrice ricevuto da Grasso in Senato
“Piacere, Pietro”. “Miao, Pietro”. Potrebbe essere iniziato così, stamattina, l’incontro tra Pietro Grasso, presidente del Senato, e il gatto Pietro da Amatrice, Rieti, reduce da un salvataggio dopo 16 giorni sotto le macerie del terremoto. Pietro il gatto è stato ospite oggi a Palazzo Madama insieme all’Enpa, a testimonianza dello splendido lavoro svolto dopo il sisma dalla onlus di Protezione animali. A quanto riferito, è anche il primo gatto a essere ricevuto in pompa magna dalla seconda carica dello Stato. La sua storia è ormai nota (l’abbiamo raccontata qui e qui su 24zampe): quando il tetto della casa di Amatrice della padrona di Pietro crolla alle 3.36 della notte del 24 agosto, il gatto riesce probabilmente a rifugiarsi sotto il letto, mentre per la signora purtroppo non c’è nulla da fare. Nei giorni seguenti, i Vigili del fuoco recuperano la salma ma di Pietro non si accorgono. Solo 16 giorni dopo il sisma, quando accompagnano i familiari a cercare alcuni oggetti dalla casa crollata, i Vvff sentono miagolare in mezzo alle macerie: è Pietro, malconcio ma vivo. Salvato e affidato all’Enpa, viene curato per una frattura alla mandibola, già operata con successo, e per un edema cerebrale che ne limita la vista, per il quale segue una terapia farmacologica. Ora vive a Roma, con Sabina (con lui nella foto ieri a Roma, vicino al Senato), che ha perso la mamma nel sisma e trovato un gatto di cui prendersi cura mentre è convalescente. Molte lettrici di 24zampe si sono appassionate alla storia di questo gatto così tenace, capace di sopravvivere per due settimane e mezzo bevendo acqua piovana e mangiando le proprie feci, come hanno constatato i volontari dell’Enpa che lo hanno preso in custodia dopo il salvataggio. Sono state queste appassionate “gattofile” che hanno chiesto a 24zampe di indagare la vita del gatto, di prendere più informazioni possibili su di lui: “Ha dieci anni, ma la sua vita è stata tutta in salita – racconta così Sabina -: mia mamma lo raccolse dalla strada ancora cucciolo perché una persona poco per bene lo aveva picchiato con un bastone e gli aveva rotto le zampine anteriori… solo perché il micio aveva fatto le orme sul parabrezza della sua macchina. E’ temprato…”. E anche fortunato, soprattutto per aver trovato una mamma, prima, e una figlia, poi, come loro. 

Rimanendo in argomento “terremoto Centro Italia”, ecco la solita burocrazia italiota che fa ridere il mondo e fa piangere chi già ha grossi problemi, aggiungendogliene altri.
Da: http://www.giornalettismo.com/archives/2167434/terremoto-amatrice-case-donate/
Le case donate tolte ai terremotati perché sono abusive
Per i terremotati non è possibile vivere nelle case donate perché le norme non lo consentono

Diverse abitazioni regalate ai terremotati di Amatrice sono state tolte perché ritenute abusive dalle autorità. Non è uno scherzo, e neppure una forzatura burocratica. La normativa consente di ospitare sui proprio terreni strutture temporanee come roulotte o camper, ma per quelle fisse è necessaria una deroga che cambi il piano regolatore comunale. Sulla Stampa di oggi un articolo di Flavia Amabile racconta un triste paradosso vissuto da diversi terremotati in Italia centrale. La generosità di molti italiani ha consentito a diverse persone colpite dal terremoto di poter ricevere case da installare nei pressi delle proprie abitazioni ora inagibili. L’articolo de La Stampa cita il caso di Antonio Guerrini, che ha ricevuto una casetta ma l’ha dovuta rimuovere dal proprio giardino dopo l’arrivo di un tecnico comunale che gli ha dovuto contestare un abuso edilizio. Per lo stesso motivo 18 case in legno che Anas avrebbe voluto donare sono per ora bloccate. La colpa, se così si può dire, è nella normativa italiana, che impone che all’interno dei luoghi di residenza non siano installate strutture permanenti. Numerosi terremotati sono rimasti ad Amatrice e Accumoli vivendo nelle tende, invece che lasciare i loro comuni di residenza ed essere ospitati in strutture d’accoglienza organizzate dallo Stato. Per questo motivo sarebbe necessario permettere loro di vivere in strutture più comode e confortevoli, specie ora che le temperature fredde si avvicinano. Sulla Stampa si rimarca però come le case temporanee potrebbero essere installate solo se fossero approvate varianti al piano regolatore dei comuni interessati. Grazie a questa deroga l’abuso edilizio verrebbe automaticamente sanato.

(Aggiornamento del 09 ottobre 2016, ad opera di Claudio F.)


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Era mia intenzione aspettare il mese di settembre per effettuare un aggiornamento, non essendoci notizie particolarmente significative da comunicare per quanto riguarda la nostra attività; però, un grave evento di cronaca mi ha fatto anticipare i tempi. Come certamente sapete, il 24 agosto 2016 si sono verificate numerose scosse di terremoto in Centro Italia, con morti, feriti ed ingenti danni materiali. Sono state istituite raccolte di denaro da devolvere alle popolazioni colpite. Nella Home page ci sono alcuni riferimenti. Si invita a verificare personalmente le notizie, visionando le pagine web di volta in volta indicate, e speriamo che il denaro vada effettivamente a chi ha bisogno.

Chi abita in Friuli Venezia Giulia e Veneto orientale avrà certamente notato il gran numero di eventi musicali in zona, specie per quanto riguarda la musica “non radiofonica”; fortunatamente, in buona parte dei casi si tratta di eventi ad ingresso gratuito. Compatibilmente col poco tempo libero e con le risorse economiche limitate, sto cercando di seguirne il più possibile, e mi ritengo soddisfatto di quanto ho visto e sentito.

Riguardo al Festival Pietrasonica (stoner rock) svoltosi a Osoppo (UD) il 5 e 6 agosto 2016, a cui ho presenziato, ecco un episodio di cronaca nera. Nella notte tra il 6 e il 7 agosto avevo visto una pattuglia dei Carabinieri, poi leggendo il giornale ho scoperto il motivo della presenza.
Da: http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/08/07/news/professionisti-derubati-a-un-concerto-i-carabinieri-arrestano-il-ladro-1.13929925
Professionisti derubati a un concerto, i carabinieri arrestano il ladro
Osoppo, nei guai un triestino di 26 anni. Denunciato un complice. Avevano rubato zaini e auto nel campeggio del parco delle ex colonie nel corso del festival Pietra Sonica
- di Laura Pigani – 07 agosto 2016
OSOPPO - Hanno rubato gli zaini a due professionisti udinesi, impegnati ad ascoltare i concerti proposti nell’ambito del festival Pietra Sonica, nel parco delle ex colonie di Osoppo, poi si sono impossessati dell’auto di uno dei due e l’hanno sfasciata completamente prima di essere fermati dai carabinieri.
I protagonisti sono due giovani residenti a Trieste: uno è stato arrestato – Andrea Spangher, operaio di 26 anni – per furto e danneggiamento, mentre l’amico e complice – E.L, 25enne aiuto cuoco di origini croate –, è stato denunciato a piede libero. Questa mattina, in tribunale a Udine, è prevista la convalida dell’arresto e il processo per direttissima.
L’episodio è accaduto sabato sera, durante l’ultima giornata dedicata alla musica psicadelica e stoner rock che si è svolto nel parco delle ex colonie, dove si sono esibiti band provenienti dall’Italia e da diversi paesi d’Europa per un pubblico ormai consolidato e internazionale.
Nell’area verde era stata predisposta una zona campeggio dove chi veniva ad ascoltare i concerti poteva allestire la propria tenda e fermarsi la notte. Così avevano fatto anche due professionisti di Udine, un architetto e un artigiano, i quali avevano preparato la propria tenda e sistemato all’interno gli zaini.
Sabato sera, approfittando di un momento di distrazione dei due amici, Spangher e il complice hanno preso gli zaini contenenti i portafogli (con alcune decine di euro), documenti vari ed effetti personali (tra cui occhiali da sole). I due hanno poi rubato l’auto di uno dei friulani, una Alfa Romeo 147, che è poi stata trovata poco distante, in un altro parcheggio, pesantemente danneggiata.
L’allarme è scattato poco dopo il furto e i derubati hanno avvisato la security del festival, che ha quindi richiesto l’intervento dei carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari del Norm di Tolmezzo, che hanno avviato le indagini che hanno portato all’arresto di Spangher e alla denuncia del venticinquenne aiuto cuoco.
Gli accertamenti dell’Arma hanno portato anche al ritrovamento dell’Alfa Romeo, che i due triestini avevano utilizzato per la fuga e con la quale avevano avuto un incidente (dopo aver perso il controllo dell’auto erano andati a sbattere contro un cippo, ma è tutto ancora in corso di verifica) sembra senza il coinvolgimento di altre auto o persone.
I militari stanno verificando se vi siano stati furti compiuti ai danni di altri campeggiatori ed eventualmente imputabili ai due triestini. Non si escludono ulteriori sviluppi.
Il Norm della compagnia di Tolmezzo anche sabato sera era impegnato in controlli finalizzati alla prevenzione e alla repressione di reati contro il patrimonio. Verifiche indispensabili per limitare furti e danneggiamenti in occasioni di sagre, concerti ed eventi che si realizzano con maggiore frequenza durante il periodo estivo.

Come l’anno scorso: dopo la chiusura della discoteca Kursaal di Lignano Sabbiadoro (UD) per due settimane a partire dal 23 luglio 2016, ecco un altro episodio.
Da: http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/08/06/news/decibel-alti-impianto-sequestrato-1.13927576
Decibel alti, impianto sequestrato
Al Life Caffè: consolle mixer amplificata diversa da quella certificata
- 06 agosto 2016
LIGNANO SABBIADORO. Troppo rumore, dopo tutte le proteste che sono partite dai titolari degli hotel vicini e dai privati cittadini per il Life Caffè di Lignano Sabbiadoro in via Tolmezzo è scattato il sequestro preventivo dell’impianto di diffusione sonora. A notificare il decreto ieri pomeriggio ad Adriano Bianchin, titolare e gestore del locale, è stato il personale della Divisione amministrativa della Questura di Udine assieme al Comando di polizia locale.
Il provvedimento è stato emesso ai sensi dell’articolo 659 del Codice penale. Contestata l’ipotesi di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone. Da qualche tempo, residenti ed esercenti segnalavano come dal locale venisse prodotta musica ad alto volume fino a tarda notte a tal punto da produrre molestie ai residenti e ai clienti degli alberghi. A seguito di ripetute lamentele, pattuglie della Polizia e della Municipale effettuavano alcuni sopralluoghi in occasione dei quali venivano verificate che l’impianto esistente nel locale non era rispondente alla Viac, in quanto era dotato di una consolle mixer amplificata diversa da quella certificata e priva del dispositivo di limitazione del volume sonoro. Veniva, inoltre, trovata sul posto una cassa acustica al momento non utilizzata priva del dispositivo di limitazione del volume sonoro non prevista dalla Viac. L’attività di gestione di un bar-caffè non è quantificabile come mestiere rumoroso per propria natura, lo diviene per le modalità illegittime con le quali viene esercitata. Da qui il sequestro disposto dal Gip del Tribunale di Udine, Daniele Faleschini Barnaba, su richiesta del pm Maria Caterina Pace. (a.c.)

In luglio, più per “completismo” che per reale convinzione di ottenere riscontro, ho spedito una ventina di richieste per concerti a locali, da effettuarsi in autunno od oltre. Non sono particolarmente ottimista sull’esito di questa ennesima campagna promozionale; tuttavia, se non è il gruppo che si impegna nella promozione, non sarà certamente il locale a farsi avanti: la proporziono gruppi-locali è di dieci a uno.

Oggi, casualmente, ho scoperto che è il nono compleanno di questo sito web. Grazie per averci seguito, anche da tempi anteriori quando queste stesse pagine erano su “supereva”. Continuate a guardare il sito www.internosrock.it, ogni tanto (non spessissimo, in verità) qualche aggiornamento viene inserito.

(Aggiornamento del 25 agosto 2016, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 16 luglio 2016 abbiamo suonato a Latisana (UD), presso la Locanda alla Stazione. Questa è la locandina.
Arriviamo sul posto alle 17,30, montiamo l’impianto e i nostri strumenti. Alle 19 arrivano i TILDA’S WAVE che posizionano il loro materiale. Verso le 20,30 mangiamo una pastasciutta all’amatriciana. Alle 21, orario previsto per l’inizio, il pubblico è pressoché inesistente, pertanto ritardiamo di 15 minuti; alle 21,15 la situazione è di poco migliore, ma ormai non si può più aspettare, ed eseguiamo i brani nel seguente ordine: Prima del tempo, Tacere, Essere senziente, Pifferai, Piccolo G., Terre, Voltare pagina, Magia, 1999,5, Sospesi, Miraggio, Abbandono.
Alle ore 22 terminiamo e, dopo un rapido cambio-palco, iniziano i TILDA’S WAVE con il loro stoner rock strumentale, che suonano fino all’orario stabilito. Nel frattempo è arrivata un po’ di gente, ma complessivamente non si superano le 30 unità: chissà, gli assenti saranno tutti andati a vedere Max Pezzali a Majano.
Ringraziamo la Locanda Alla Stazione per l’ospitalità, i TILDA’S WAVE per la collaborazione, e il pubblico per la presenza.


Da: http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/07/13/news/black-out-improvviso-al-summer-festival-e-stato-boicottato-1.13810607?ref=fbfnv
Black out improvviso al Summer Festival di Mirano. «È stato boicottato» - 13 luglio 2016
La denuncia ai carabinieri del patròn Paolo Favaretto: «Qualcuno ha volutamente staccato la corrente elettrica» - di Alessandro Ragazzo
MIRANO. Sabotato il Mirano Summer Festival. La denuncia contro ignoti è stata presentata ai carabinieri dal patròn Paolo Favaretto, riferendosi a venerdì scorso, quando la corrente è saltata all’improvviso. E non è saltata in un momento qualunque ma nel bel mezzo del concerto dei Rumatera, che aveva attirato diverse migliaia di persone, complice anche la serata dedicata al primo anniversario dal tornado della Riviera del Brenta con la presenza di sindaci e politici della zona.
Ma ecco come sono andati i fatti. Attorno alle 23.30, all’interno degli impianti sportivi la musica e le luci si sono improvvisamente spente e si è pensato a un possibile guasto o black-out elettrico. Ai militari, Favaretto ha raccontato di aver fatto tutti gli accertamenti del caso e di aver trovato l’interruttore generale staccato, mentre le recinzioni provvisorie erano state abbattute. Quella del campo da rugby era stata alzata, forse per consentire il passaggio dei malintenzionati. Nell’arco di pochi minuti il concerto è ripreso e anche i danni alla rete sono stati riparati nelle ore successive.
Dunque si sta facendo strada l’ipotesi che quello stacco di corrente sia stato volontario, attuato da qualcuno. Ma perché? L’episodio preoccupa gli organizzatori, a pochi giorni dall’arrivo degli Stadio, con il concerto in programma venerdì e considerato l’evento principale di questa estate.
Lo stesso Favaretto, nella testimonianza agli inquirenti, ha precisato di non avere un’idea precisa su chi possa essere il responsabile e non esclude di costituirsi parte civile in ogni grado di procedimento. Nel frattempo i militari faranno le loro indagini per capire cosa sia avvenuto lo scorso fine settimana.
Chiusa questa vicenda, da oggi riprenderanno i concerti. Si partirà con le atmosfere dei Pink Floyd riproposte nel tributo dei Pink Sonic in una tappa del loro tour europeo, e domani torneranno i Velvet Dress con i brani degli U2. Venerdì arriveranno gli Stadio, vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo, che presenteranno dal vivo i brani inediti tratti dall’ultimo album “Miss Nostalgia” e i successi di più di trent’anni di carriera. Sarà uno spettacolo anche la scenografia, con le sculture luminose di Marco Lodola. Per l’occasione l’accesso all’area del Summer Festival sarà riservata solo ai possessori del biglietto, anche per accedere agli stand gastronomici. Ingresso unico (20 euro più 3 di prevendita) oppure il giorno del concerto a 23 euro.

(Aggiornamento del 18 luglio 2016, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 25 giugno 2016 ero stato a Pordenone, in Via Udine, ad una delle giornate del festival organizzato dalla sala prove Tune Music Lab. Gruppi interessanti, parecchia gente alla sera (ma i proverbiali 4 gatti nel pomeriggio), ritrovo con persone che non vedevo da parecchio tempo. Mi riprometto anche di visitare le sale prova e, perché no, di farci una prova con gli INTER NOS. Sito: http://www.tunemusiclab.com/sale-prova-pordenone/.

Se ben ricordo, il 30 luglio 2016 presso il bar “Da Capota” a Castello di Brussa, Caorle (VE), verrà presentato dal vivo il nuovo CD dei THE BRUSARJA. Farò in modo di presenziare.

Ennesimo estremo saluto ad un personaggio noto, ma stavolta non è un musicista bensì un attore. Non mi intendo granché di cinema, però ci sono dei film che guardo sempre volentieri: tra questi, quelli di Don Camillo e Peppone (Fernandèl e Gino Cervi), e quelli di Bud Spender e Terence Hill. Ecco, il grande e grosso Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, se n’è andato qualche giorno fa (Napoli, 31 ottobre 1929 – Roma, 27 giugno 2016). Da bambino, con la scuola, ero andato a vedere il film “Altrimenti ci arrabbiamo”, e da allora ho sempre seguito i film dei due simpatici personaggi. Stento a credere che fosse stato anche nuotatore di livello olimpico, eppure, così fu. Buon viaggio, Bud.

(Aggiornamento del 02 luglio 2016, ad opera di Claudio F.)


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Mi è arrivata una email in cui si parla di una futura “Legge sulla musica dal vivo”. Sinceramente, mi sembrava che in Italia ci fossero problemi più urgenti da risolvere; e poi, oltre che ad esserci sempre meno concerti dal vivo (almeno per i gruppi che propongono musica propria), a quei pochi spettacoli sono presenti quasi più suonatori che spettatori. Non credo che una legge possa cambiare questo andazzo. Staremo a vedere.

Legge sulla Musica dal Vivo: raccolto l’appello. Il Disegno di Legge a prima firma dell’On. Roberto Rampi e sottoscritto da altri 16 Deputati del PD rappresenta un’ottima base di partenza per colmare un gap normativo che non ha eguali in Europa
  Roma – 16/06/2016. ASSOMUSICA, l’Associazione Italiana degli organizzatori e produttori di Spettacoli Musica dal vivo, esprime convinto apprezzamento per la Proposta di Legge “Delega al Governo, per la disciplina delle attività musicali contemporanee popolari dal vivo” (AC 3842) firmata da 17 deputati del Partito Democratico.
“Assomusica accoglie con grande soddisfazione la presentazione alla Camera dei Deputati della Proposta di legge Delega al Governo”, dichiara il presidente Vincenzo Spera, “e ringrazia, per la determinazione e l’iniziativa, gli Onorevoli Rampi, Arlotti, Ascani, Blazina, Bonaccorsi, Carocci, Cominelli, D'Ottavio, Gribaudo, Malisani, Malpezzi, Manzi, Narduolo, Pini, Raciti, Sgambato, Tentori, che, dopo anni di discussioni, si sono fatti promotori di una proposta condivisibile, lodevole nei contenuti e negli intenti, per disciplinare in maniera organica e puntuale le molteplici esigenze di un settore importante per il nostro Paese, come quello della musica popolare contemporanea, prevedendo anche un fondo per la promozione di questa filiera creativa, importante per la Cultura e per l’economia nazionale. Ancor più, sono grato personalmente per la menzione della nostra Associazione nel testo della Proposta di Legge riportando anche le analisi e le cifre delle nostre indagini di settore. Vorrei cosi condividere questo risultato con gli oltre duemila sostenitori, tra artisti e addetti ai lavori, dell’appello per una legge sulla musica, che lanciammo alcune settimane fa (http://www.assomusica.org/it/appello.html#.V2ASUI6R2eI). Mi preme inoltre qui ribadire l’importanza del lavoro comune svolto in questi ultimi due anni a stretto contatto con Parlamentari di entrambe le Camere e, soprattutto, del lavoro di elaborazione e proposte elaborate insieme ad Anci, Arci, Patto per la Musica, Rete dei Festival, l’industria discografica tutta e operatori dell’intera filiera live”.
Il Disegno di Legge intende disciplinare con compiutezza il settore delle attività musicali contemporanee popolari dal vivo, con l’obiettivo di conferire un assetto organico e razionale al settore e di prevedere un suo rilancio, tenuto conto della sua importanza strategica nell'ambito delle attività artistiche e culturali del Paese. E’ ora auspicio di ASSOMUSICA che il Governo possa fare tesoro di queste proposte e previsioni legislative quando partirà l'esame del DDL sullo spettacolo dal vivo, atteso per le prossime settimane in Parlamento.
“Siamo convinti che una Legge Quadro sulla Musica sia non più rinviabile per colmare definitivamente un gap normativo e culturale che non ha eguali in Europa. E’ il last call per il nostro Paese e ritengo che, con la collaborazione di tutti, questa volta possiamo farcela”, conclude il presidente Spera.
  Daniele Mignardi Promopressagency per Assomusica
info@danielemignardi.it  - Tel. 06.32651758

(Aggiornamento del 20 giugno 2016, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento pressoché superfluo, con il preminente scopo di levare un po’ di “robe vecchie” dalla pagina delle news.

Sul sito web del Comune di Portogruaro (VE) si legge che anche quest’anno, in quella località, si terranno concerti in occasione della Festa della Musica, che si svolgerà martedì 21 giugno 2016 dalle 20 alle 24. Nella pagina Facebook della Festa Della Musica di Portogruaro c’è ancora scritto che “ci saranno novità”; io le stavo aspettando su quella pagina, potevo mettermi ben tranquillo in vana attesa. I termini per proporre la propria candidatura scadono il 13 giugno 2016, ma ormai è troppo tardi per noi: non riusciamo a fare prove prima del 21 giugno e dunque anche stavolta passiamo la mano. Ci resta il concerto del 16 luglio 2016 a Latisana (UD).

Siccome mi sto cibando di vipere e scorpioni in questo periodo, ve ne racconto un’altra. Per puro caso ho scoperto che un gruppo abruzzese, con cui avevamo avuto stretti rapporti negli anni ‘90 e poi loro non han più mantenuto i contatti, dopo un periodo di pausa è ritornato in attività e nel 2014 ha pubblicato un nuovo CD. Buon pro faccia loro, e a tutti quelli che a un certo punto, senza apparente motivo, non si fanno più sentire.

(Aggiornamento del 04 giugno 2016, ad opera di Claudio F.)


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Prima o poi doveva succedere: Pordenoia trionfa. Per fortuna il 23 aprile i Death DTA hanno suonato.

Da http://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/deposito_giordani_pordenone_sigilli_polizia_locale_musica-1691070.html
Deposito Giordani, i vigili mettono i sigilli: cartellone musicale a rischio - Domenica 24 Aprile 2016, 17:12
PORDENONE - Musica troppo alta, proteste, petizioni ed esposti dei residenti. Una storia che continuava ormai da qualche anno. Le indagini e gli accertamenti - l’inchiesta era partita lo scorso anno - hanno portato la Polizia comunale a porre sotto sequestro preventivo il Deposito Giordani. Sugli ingressi della sala da concerti di via Prasecco - a ridosso della Pontebbana - gli agenti della Municipale hanno posto i sigilli. "Stop", da adesso non si suonerà più. Almeno fino a quando - chiariti tutti gli aspetti dell’indagine - l’autorità giudiziaria non disporrà il dissequestro.
Intanto, la società che gestisce il locale (da un quindicennio propone un’offerta musicale di alta qualità richiamando anche artisti internazionali e pubblico anche da Slovenia e Croazia, oltre che dal Veneto) e organizza gli eventi musicali si trova in forte difficoltà. Già da stasera dovrà rinviare un evento (il concerto degli italiani L’Officina della camomilla) e il cartellone di maggio è a rischio. Per il 7 era in programma il concerto della nota rockband degli Motorpsyco.


Da: http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2016/04/24/news/scatta-l-inchiesta-sul-deposito-giordani-1.13354472
Pordenone, scatta l’inchiesta sul Deposito Giordani
Sabato via libera al concerto metallaro per ragioni di ordine pubblico, ma dalla domenica diventa esecutivo il sequestro. Fatali le lamentele dei vicini
PORDENONE. Articolo 659 del codice penale: disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Questo il motivo dei sigilli che ieri intorno alle 11 sono stati apposti dalla polizia municipale all’ingresso del Deposito Giordani.
L’indagine è scaturita da un esposto di alcuni residenti nel quartiere, uno in particolare, per il volume degli spettacoli e gli schiamazzi dei frequentatori della struttura al termine delle esibizioni. Bocche cucite da parte dei vigili, ed è comprensibile, sull’indagine in corso, a maggior ragione perchè ieri non è stata una giornata facile.
Era infatti in programma, in serata, il concerto dei Death, gruppo metallaro con un pubblico di 500 persone non tutte ritenute dalle forze dell'ordine tranquillissime. Al momento dei sigilli erano già arrivati gli artisti, che dovevano accedere ai camerini. Sarebbe stato necessario un presidio d’ordine per spiegare agli spettatori come mai il concerto non si sarebbe più tenuto.
Di fronte a queste difficoltà, per ragioni di ordine pubblico, le autorità hanno deciso di lasciare effettuare lo spettacolo, rinviando di qualche ora la nuova apposizione dei sigilli.
L’inchiesta è nata dopo le rilevazioni acustiche eseguite il 20 febbraio al concerto dei SoulFly. Il volume della musica, nell’occasione, sarebbe stato giudicato eccessivo. Ulteriori problemi di rispetto dell’ordine pubblico si sono aggiunti l’1 e il 2 aprile scorsi dopo i concerti dei Tre Allegri Ragazzi Morti e dei Negrita.
L’inchiesta sul Deposito Giordani, che pure è una struttura in periferia e ha spostato l’ingresso sul lato più lontano dalle case, è destinata a riaprire il dibattito sulla città della musica e quella del silenzio.

(Aggiornamento del 24 aprile 2016, ad opera di Claudio F.)


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Si prospetta un concerto per sabato 16 luglio 2016, con INTER NOS e TILDA’S WAVE, presso la Locanda Alla Stazione di Latisana (UD), Viale Stazione 42, vicinissimo alla stazione ferroviaria. Prendete nota della data.


Alcune notizie che non c’entrano con la musica; proprio non riesco a star zitto: pertanto, se volete, potete interrompere qui la lettura di questo aggiornamento.

Si parla spesso male dell’Italia, delle sue leggi e dei suoi giudici (riguardo a questi ultimi lo fa anche l’attuale capo-popolo, al pari di B.), ma qualcuno è messo ancora peggio. Leggete qui, sotto riporto l’intestazione dell’articolo.
"Detenzione disumana per Breivik", il boia di Utoya sarà risarcito.
Governo norvegese condannato per aver violato i diritti umani del terrorista. Nel 2011 uccise 77 persone per combattere il multiculturalismo.


C’è una cosa che a noi manca, e non ci serve affatto, mentre altrove invece esiste: la “KirchenSteuer”, tassa sulla religione, un contributo obbligatorio stabilito per legge in Germania (caso noto: il calciatore Luca Toni ha ricevuto una intimazione di pagamento, essendosi dichiarato cattolico); questa tassa esiste in nazioni cosiddette “civili”, come appunto Germania, ma anche Austria, Svizzera, Danimarca, e… Daesh.
Noi, per ora, ce la caviamo con l’8 per mille sulla dichiarazione dei redditi.

Sono ben lieto che il Consiglio di Stato abbia “cassato” il canone RAI inserito nella bolletta dell’elettricità; in base a qualche bizzarra teoria, infatti, l’intestatario di una utenza elettrica era anche necessariamente considerato proprietario di un apparecchio radiotelevisivo.
Non lo sono affatto, invece, per il “non esito” del referendum sulle trivelle. Ognuno pensa al proprio orticello, o a seguire le fanfaronate del capo-popolo di turno (vedi sopra) o, semplicemente, al popolo bue non gliene frega niente e i “padroni del vapore” fanno quel che a loro pare e piace.
Avvicinandosi il 25 aprile, anche quest’anno, come da parecchi in qua, mi chiedo se i partigiani avrebbero combattuto per “questa” Italia: ho i miei dubbi, ma loro non possono rispondere.

Ultimo argomento da trattare. Riporto titoli di quotidiani, su episodi simili tra loro, avvenuti pochi giorni fa. Ricordo che in passato ne erano accaduti altri.
- Milano, attraversa i binari con la musica in cuffia: Frecciarossa la investe, 19enne muore sul colpo.
- Writer morto investito da treno a Greco, ferito l'amico: la tragedia e le grida disperate.

Poveri quei macchinisti che ora dovranno passare guai a causa di questi individui, per la cui morte non piango: se la sono cercata. Direte che sono cinico, ma non m’importa.

(Aggiornamento del 21 aprile 2016, ad opera di Claudio F.)


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Metto prima le buone notizie.

Per chi fosse interessato, è disponibile il DVD con circa 30 minuti della nostra esibizione a Cormòns (GO), Circolo Arci EventualMente, del 27 febbraio 2016. Inviare 5 Euro in busta chiusa al consueto indirizzo (lo trovate in altre pagine del sito). Riceverete per posta il dischetto con copertina spartana, cioè con i titoli scritti al computer in nero su foglio bianco quadrato. Forse su Youtube o altrove c’è qualche spezzone del concerto: buona ricerca.

Pare che in Friuli quest’estate ci saranno concerti di importanti gruppi heavy metal: a Maiano (UD) gli Anthrax, il 22 luglio, gratis (ottimo); a Lignano Sabbiadoro (UD) gli Slayer, l’11 luglio, € 45 (troppo, per i miei gusti); se poi volete spostarvi a Trieste e sborsare € 75 per vedere gli Iron Maiden il 26 luglio, buon viaggio.
Per la primavera: c’erano i Necrodeath a San Donà di Piave (VE) il 2 aprile, ci saranno i Death (DTA) a Pordenone il 23 aprile.


Nel grande e multiforme mondo del rock la morìa di esponenti storici continua inesorabilmente, e si fatica a tenere il conto. Sono trascorsi poco più di tre mesi del 2016, e quest’anno vede già la dipartita di David Bowie, Glenn Frey (Eagles), Paul Kantner (Jefferson Airplane), Keith Emerson (Emerson, Lake & Palmer), senza contare altri personaggi meno famosi. Non voglio essere menagramo, ma faccio notare che l’età avanza per tutti, qualche gruppo rinvia tournée, e purtroppo c’è da aspettarsi l’allungamento della lista. Il grave problema è che, dopo i gruppi storici, c’è il nulla. Indicatemi, per favore, qualche gruppo musicale di ventenni che abbia possibilità, tra cinquant’anni, di essere menzionato come maestro in qualche genere musicale; nell’heavy metal non ne vedo, nel prog rock neppure; nel pop non lo so, ma se ci fosse me ne sarei sicuramente accorto. Come si dice un po’ qualunquisticamente, chi vivrà vedrà.


Poteva capitare anche te; o, per citare il compianto poeta friulano Federico Tavan, al podeva capitate anç a ti.
Da: http://www.riviera24.it/2016/03/marco-fusi-musicista-di-fama-internazionale-multato-a-bordighera-perche-suonava-218446/
Marco Fusi, musicista di fama internazionale multato a Bordighera perché suonava
Stava suonando nel sottopasso della stazione: "Era un'estemporanea, mi piaceva l'acustica"
-- di Alice Spagnolo - 17 marzo 2016 - 13:39
Bordighera. Si trovava nella città delle palme per caso, quando ha deciso di prendere il suo clarinetto e mettersi a suonare nel sottopasso della stazione ferroviaria. “L’acustica era eccezionale e volevo provare”. E così, intorno alle 10 di oggi, il musicista ha iniziato ad esibirsi per la gioia dei passanti. Non pensava, Marco Fusi, di vedersi scrivere una multa di oltre 2mila euro. E invece, a Bordighera, per l’arte di strada non c’è spazio.
Un diverbio con un agente della Polizia Municipale, “che mi ha chiesto se fossi iscritto nell’apposito registro che, tra l’altro, non esiste nemmeno più” e tutto è finito con una bella multa.
Quanto è avvenuto, poco lontano da Sanremo, città della musica, è davvero eccezionale. Anche perché, il protagonista della vicenda non è un musicista alle prime armi che decide di guadagnarsi la vita chiedendo l’elemosina per strada, ma un professionista stimato e apprezzato in tutta Europa: Marco Fusi.
Nato a Erba, in provincia di Lodi, 44 anni fa, Marco Fusi è autore di quattro dischi venduti in tutto il mondo. Clarinettista, compositore e arrangiatore, ha iniziato la sua attività con una propria orchestra nel 2002, reinterpretando brani della tradizione klezmer, araba, gitana e balcanica.
Apprezzato musicista, vanta collaborazioni con Moni Ovadia, Ottavia Piccolo e altri big della musica e del teatro. “A Bordighera non mi sono mai esibito, ma in zona sì, tante volte”, racconta Fusi, “Il Club Tenco di Sanremo mi ha chiamato in qualità di ospite per una rassegna a Dolceacqua, dove ho suonato con Fiorella Mannoia e Alex Britti”. Un curriculum di tutto rispetto, quello di Marco Fusi, tra l’altro autore anche di un manuale universitario: “L’aggressività umana secondo la filosofia e l’antropologia”. Un uomo, insomma, di grande cultura e preparazione, che conosce molto bene i suoi diritti: “Ogni libera espressione d’arte è sancita dalla Costituzione Italiana e dovrebbe costituire un diritto innegabile e inalienabile”, dice, “Inoltre stavo suonando in luogo lontano dal centro abitato e senza nessun amplificatore”.
Difatti a Fusi non è stato contestato nulla riguardo al volume del suono prodotto. Sul verbale della Polizia Municipale si legge: “Violazione all’articolo 121 e articolo 225 del regio decreto del 6 maggio 1940 e articolo 221 Bis/1 del regio decreto 18 giugno 1931.
“Probabilmente il poliziotto si è inalberato quando gli ho fatto notare che voleva multare me per non aver commesso nessun reato, mentre i venditori ambulanti di merce contraffatta continuavano a fare, indisturbati, avanti e indietro per il sottopassaggio”, dichiara Fusi, “Ho fatto solo valere i miei diritti: ho fatto presente che il decreto regio menzionato non è più valido, perché superato. Io giro il mondo per lavoro e una cosa del genere non mi era mai capitata da nessuna parte”.
“Ovviamente non pagherò la multa (“scesa” poi a 1032,91 euro se pagata mediante versamento entro 60 giorni). Chiamerò il mio avvocato e farò ricorso dal Giudice”, conclude, “E quando lo vincerò, chiederò i danni al Comune“.

Da: http://rivierapress.it/2016/03/18/bordighera-multa-al-musicista-comasco-sale-addirittura-a-5000-euro/
Bordighera, multa al musicista comasco sale addirittura a 5000 euro
"Abbiamo la prova che il musicista aveva messo in esposizione alcuni cd mentre suonava. Nella borsa dello strumento c'erano monetine, per noi era accattonaggio" dice Pallanca
- Da Mario Guglielmi – 18/03/2016
Il Comune di Bordighera ha deciso di aumentare sino a 5.000 euro la multa contro il musicista Marco Fusi, multato ieri con un verbale da 2.064 euro (ridotto a 1.032 euro con pagamento anticipato), perchè sorpreso a suonare il clarinetto nel sottopassaggio della stazione ferroviaria. Il Comune emetterà almeno altri due verbali contro Fusi: uno per accattonaggio e uno per la vendita di materiale audiovisivo senza autorizzazione.
A Marco Fusi, 43enne musicista comasco, che vanta collaborazioni con Moni Ovadia, Ottavia Piccolo, Alex Britti e Fiorella Mannoia e che ha inciso 4 dischi, distribuiti in 50 Paesi, ieri era stata contestata la violazione del Regio Decreto del 1931 che prevede l’iscrizione al pubblico registro degli artisti di strada per suonare all’aperto.
“Abbiamo la prova che il musicista aveva messo in esposizione alcuni cd mentre suonava. Nella borsa dello strumento c’erano monetine, per noi era accattonaggio. Ben vengano i musicisti, ma prima bisogna chiedere l’autorizzazione, che quasi mai è negata” dice Pallanca a “Primocanale”.

Da: http://www.ansa.it/liguria/notizie/2016/03/18/musicista-suona-in-strada-si-difende-palese-equivoco_582e2b8e-3bff-4439-9c6a-fad5cb53551a.html
Musicista suona in strada: si difende, palese equivoco
(ANSA) - BORDIGHERA (IMPERIA), 18 MAR - "Ma quale vendita di materiale audiovisivo sprovvisto di autorizzazione. Quei tre cd contenevano le mie basi musicali. E poi, non c'era alcun piattino per l'elemosina". Così Marco Fusi, 43 anni, il clarinettista multato perché sorpreso a suonare nel sottopasso di Bordighera, replica alle dichiarazioni del sindaco Giacomo Pallanca e alla polizia municipale, che nell'annunciare la revoca del verbale da 2.064 euro, che si basava su una legge non più in vigore, aveva fatto riferimento ad una nuova sanzione con le accuse di accattonaggio e vendita di merce senza autorizzazione. "Ma vi pare che se avessi voluto vendere dei cd musicali ne avrei messi solo tre in esposizione? - afferma Fusi -. Qui ci troviamo di fronte a un palese equivoco". Il musicista oggi ha contattato un legale per seguire la vicenda. (ANSA).

(Aggiornamento del 10 aprile 2016, ad opera di Claudio F.)


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Tragico incidente stradale, coinvolto un gruppo musicale.

Da: https://www.lastampa.it/2016/03/07/edizioni/cuneo/quattro-morti-in-un-incidente-sulla-a-CB8twVcaeuPLLfnnQK5tnO/pagina.html

Le storie dei 4 musicisti morti nello schianto sulla A21


07/03/2016 – FOSSANO
Sono tutte cuneesi le vittime dell’incidente avvenuto stanotte sulla A21, non lontano da Brescia. L’autista di un camion, risultato poi negativo al test per l’utilizzo di alcol e droga, ha «saltato» il guard rail, invadendo la corsia opposta e travolgendo il furgone su cui viaggiava un gruppo musicale di Murazzo di Fossano, il Tony Mac Music Show, specializzato in feste di piazza e matrimoni.
Le vittime sono Antonio Levrone (che oggi avrebbe compiuto quarant’anni, di Murazzo), Paolo Papini, 31 anni, chitarrista che era alla guida del furgoncino, Marco Inaudi (bassista, 39 anni, saviglianese), e Gianpaolo Giacobbe, 45 anni, batterista e dj, di Cuneo, in passato componente anche del gruppo di musica occitana Gay Saber. L’orchestra era stata impegnata in una tournee in Val di Sole, in Trentino, e ieri pomeriggio aveva suonato al Rifugio agli Orti di Marilleva. Il camion che ha travolto il loro furgoncino a nove posti, invece, sempre secondo la Polizia stradale, proveniva da Pavia e trasportava dei go kart.
La Procura di Brescia, secondo le prime informazioni, avrebbe aperto un’inchiesta (affidata al pm Lodovici) sulla dinamica e le responsabilità del tragico incidente.
Le condizioni dell’autotrasportatore (di 41 anni, originario di Frosinone, che è ancora ricoverato in ospedale sotto choc) non sono considerate gravi e non dovrebbero versare in pericolo di vita gli altri 4 feriti, di cui 2 viaggiavano sul Doblò che ha tamponato il furgoncino del gruppo musicale dopo il terribile impatto con il camion.
Le salme dei quattro musicisti cuneesi sono state composte nelle camere mortuarie degli Spedali Civili di Brescia.
LE REAZIONI NELLA GRANDA
La tragedia sta suscitando emozione e cordoglio in tutto il Cuneese. I genitori di Paolo Papini (il padre è il medico di base Massimo Papini) sono stati avvertiti solo all’alba, perché si trovavano all’estero, dove il medico era per lavoro.
Tra le prime angosciate reazioni su Facebook, quella del direttore della banda filarmonica «Il Risveglio» di Dogliani, Valerio Semprevivo che scrive: «Ho avuto l’occasione di conoscere ed apprezzare solo Paolo, di cui ricordo la professionalità e la disponibilità a collaborare con la Banda Città di Bene Vagienna. Inutile dire quanto mi rattristi questo tragico evento».
Tanti i commenti e i ricordi commossi da parte degli amici e degli appassionati di musica. Dallo staff della “Birrovia” di Cuneo: «Vi accomunava una dolcezza speciale, quella degli uomini capaci di apprezzare la bellezza autentica. La musica ci ha avvicinati, regalandoci nuovi orizzonti comuni. Oggi é solo sgomento. Da domani avremo un motivo in più per “farla grossa”, come sarebbe piaciuto a voi. Insieme a voi. Insieme a chi ha avuto la fortuna di conoscervi. Buon viaggio ragazzi».
Fabio Berardo, chitarrista dei “Window Shop for Love” di Saluzzo: “Ho avuto la fortuna e il piacere di suonare una volta sola con Marco “Mammo” Isoardi. Eravamo allo Spazio211 e ci mancava il bassista. Senza nemmeno una prova, avvisato pochi giorni prima, è salito sul palco suonando mezz’ora di scaletta come se nulla fosse. Come sapeva fare lui, facendo sembrare tutto semplice, naturale e soprattutto bello. E cosa ha voluto in cambio? “Mi potete pagare da bere per stasera?”. Questo disse, con un sorriso. Quello che più ricorderò di lui è il suo sorriso in musica”.
Cristian Barra, fondatore dei Madyon: “Vorrei non dover scrivere niente, chiudendomi in un rispettoso silenzio. L’unica cosa che avrei voglia di fare è andare in studio e distruggere tutto. Perché non è giusto. Qualcuno però mi ha fatto notare che per molte persone lontane l’unico modo per poter apprendere la notizia è questa pagina Facebook. In un tragico incidente stradale, nella notte è scomparso Paolo Papini, il mio amico, il chitarrista dei Madyon, la persona che più di tutte ha passato le sue giornate spalla-spalla con me in studio a registrare le nostre canzoni”.
Il bassista Carlo Raviola: «Ci sono giorni in cui qualunque considerazione o decisione rischia di diventare banale. Per noi che amiamo la musica e le persone che come noi la vivono quotidianamente la scelta di annullare la serata di questo giovedì al Jocasta è semplicemente un qualcosa che ci sentiamo di fare. Non saremmo in grado di agire diversamente. Ringraziamo Marco e Valter per la comprensione. La musica sa regalare immense emozioni. E noi vogliamo ricordare con gioia ed emozione quattro amici musicisti. Ma almeno per questa volta giù da un palco...».
E ancora le frasi sulla pagina Facebook del gruppo: «Sentitissime condoglianze da Gardasound, società cooperativa di musicisti. Un brivido percorre la nostra pelle e la nostra anima noi che abbiamo provato e continuiamo a sperimentare le strade di notte. Un abbraccio ai colleghi, anche se non ci conosciamo, e una vicinanza particolare in questo brutto momento».
Una ragazza scrive: «Vi sono vicina... eravamo dietro al vs pulmino...abbiamo sperato fino alla fine... Suonate il vs sound tra le corde di chi rimane con voi!!».
Le storie, testimonianze e ricordi su La Stampa Cuneo di martedì 8 marzo.

(Aggiornamento del 07 marzo 2016, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 27 febbraio 2016: primo concerto dell'anno, in quel di Cormòns (GO), Circolo ARCI EventualMente, con gli INES LEE di Piero “Piotre” Sangoi.
Partiamo da San Michele al Tagliamento (VE), con due auto; pomeriggio con cielo coperto, ventoso e molto piovoso, così come tutto l'indomani. Arriviamo a Cormòns alle 18,30; facciamo un giro per Viale Friuli e vicinanze, rimanendo sorpresi dall'elevato numero di bar in un'area tanto ristretta. Troviamo il Piotre e il cantautore locale Fabian Riz: segnaliamo loro la nostra impressione, e ce ne confermano la correttezza, tant'è vero che è stato realizzato un servizio giornalistico sull'argomento.
Allestiamo le attrezzature nel Circolo; abbiamo con noi le 2 percussioni elettroniche (la vecchia Roland bianca e la nuova Alesis nera), il microsynth, basso con effetti vari, ampli Behringer, e i due fari a led in comproprietà coi DJANGO: niente male. Attorno alle 21, cena vegana (pastasciutta con le verdure); il Piotre, prima di iniziare, ci regala due statuine del presepio raffiguranti due pecore nere, simbolo del suo programma radiofonico Piotrethon, in onda su Radio Onde Furlane (Udine) tra il 24 e il 25 dicembre, da alcuni anni a questa parte. Metto la mia pecora nella tasca del giubbotto, mio fratello Paolo mette invece la sua pecora su una delle percussioni elettroniche.
Iniziamo alle 22. Pubblico valutabile in una trentina di unità, con aumento nel corso della serata. La scaletta prevede i brani Tra noi, Miraggio, Tacere, Terre, Essere senziente, Pifferai, Piccolo G., Voltare pagina, Magia, Sospesi, Prima del tempo, 1999,5, Abbandono, Major, Occhi e voci, Stai punk. Il brano Major era degli INTER NOS (Stefano Tracanelli, Marco Tracanelli, Claudio Faggion, Paolo Faggion), il brano Stai punk era dei friulani THE RANCIDOS, e una versione era stata anche proposta dagli INES LEE; il Piotre ha cantato in Occhi e voci e in Stai punk. Esecuzione più che sufficiente. Ad un certo punto, la pecora nera di Paolo cade a terra, e da lì in poi si verificano alcuni svarioni, sapientemente camuffati in modo da farli apparire volontari. Gli INES LEE suonano per un'ora; infine, segue un set con chitarra acustica e voce, ad opera del Piotre e di una cantante di cui non ricordo il nome.
Paolo, alle 0,30, prende la via del ritorno; io sarò ospite, a Cormòns, di Alessandro “Kavey” Drius, voce dei MINORANZA DI UNO, e rimango al circolo ancora per un po'. A casa di Kavey, siccome ci è venuta fame, ci mangiamo un piatto di gnocchetti con salsa di soia, e poi, verso le 3,30 del mattino, ci corichiamo.
Partenza da Cormòns alle 10 del mattino di domenica, una sosta brevissima all'ARA PACIS di Medea (tempio in ricordo dei dispersi in guerra) e, con gran calma, arrivo a San Michele al Tagliamento a mezzogiorno; scarico gli strumenti sotto il diluvio, poi un pranzo veloce, e infine, di corsa sotto le coperte per un sonno ristoratore.
Ringraziamo il Circolo Arci EventualMente, tutte le persone che hanno reso possibile l'evento, e Kavey per l'ospitalità notturna. Se invitati, torneremo.

(Aggiornamento del 29 febbraio 2016, ad opera di Claudio F.)


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Oggi è il terzo compleanno del piccolo Andrea Faggion: auguri da zio Claudione!

Sabato 6 febbraio 2016 ero andato al Circolo ArtPort di Palazzolo dello Stella (UD). Suonava un gruppo marchigiano, i Capabrò. Oltre agli operatori dell’ArtPort, eravamo in 3 spettatori. Dopo mezz’ora di musica propria, è stata fatta una jam session a cui ho partecipato anch’io. Con mia gran soddisfazione abbiamo anche suonato un brano di Ivan Graziani, “Monnalisa”, che a me piace parecchio. Oggi ho spedito per posta ai Capabrò la produzione degli INTER NOS. Ho detto loro di contattare il Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE), per una futura data al nordest.

Potrebbe prospettarsi un concerto alla Locanda Alla Stazione di Latisana (UD), nella seconda metà di luglio, con i TILDA’S WAVE, stoner strumentale, da Lignano Sabbiadoro (UD).

Date un’occhiata alla pagina dei links, in fondo all’elenco ce n’è qualcuno nuovo.

(Aggiornamento del 13 febbraio 2016, ad opera di Claudio F.)


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Primo aggiornamento del 2016.

Si prospetta di un concerto a Cormòns (GO) per la sera di sabato 20 febbraio 2016, al Circolo Arci Eventualmente, Viale Friuli 28 presso l’ex Sala Italia. Si esibirà sicuramente qualche altro artista, oltre a noi. I dettagli saranno inseriti nella sezione concerti. Si tratta, per noi, del ritorno a Cormòns dopo ben 12 anni dalla precedente esibizione, alla rassegna Cormonauti: era il 17 settembre 2004.
Ringraziamo Alessandro Drius dei MINORANZA DI UNO e le altre persone che renderanno possibile l’evento.

Nel mese di gennaio 2016 ho ricevuto notizie da alcuni miei corrispondenti vicini e lontani.
a) Ivano Invernizzi, curatore di una piccola distribuzione, mi ha mandato due gradevoli CD, “Frames” dei Teenage Gluesniffers, hardcore melodico, e “Gigante” dei Need Her Liver, stoner/indie rock. Ringrazio per la cortesia. Chi volesse contattare Ivano Invernizzi può inviargli una lettera in Vicolo Martiri Libertà 4, 26826 Secugnago (LO).
b) Dopo quasi 6 anni di silenzio ricevo una lettera da Wan Syamsul, mio corrispondente malese, con cui mi segnala che è uscito il numero 6 della fanzine da lui curata, dal titolo “Deadhead”, dedicata principalmente all’heavy metal estremo: 152 pagine in formato A4, scritta in inglese. Il costo, purtroppo, è un po’ elevato: 23 $ (comprese spese postali), da mandare in contanti ben nascosti in busta chiusa. Purtroppo, come vado scrivendo anch’io da tempo, le tariffe postali elevatissime stanno limitando molto la possibilità di acquisti e scambi “fisici” di materiale. Il sito web per informazioni è www.afterlifeprod.com, e l’indirizzo stradale è: Wan Syamsul, Lorong Lang Tompok, Taman Sri Bintang, Kepong, 52100 Kuala Lumpur, Malaysia.

Il 9 gennaio 2016 ero andato al Circolo Culturale ArtPort di Palazzolo dello Stella (UD), per vedere il gruppo che quella sera si sarebbe esibito là; nell’annuncio, erano tali Cosmic Bloom da Parigi. Con mia sorpresa, scopro che vi suona una mia vecchia conoscenza, Manuel Baldassarre già chitarrista degli Elkann Henudo, che effettivamente da qualche anno vive a Parigi. Il gruppo propone brani atmosferici, con influenze cantautorali, folk, psichedeliche, talvolta con piglio teatrale da parte del citato Manuel Baldassarre, che recita testi su sottofondo musicale; non assomigliano a nessuno in particolare, o quantomeno io non ho riferimenti da suggerire. Chi fosse interessato, visiti il loro sito http://www.cosmicbloomband.com/.

(Aggiornamento del 25 gennaio 2016, ad opera di Claudio F.)


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Siamo arrivati all’ultimo aggiornamento dell’anno 2015.

Il giorno 28 dicembre 2015, a Los Angeles (USA), all’età di 70 anni è mancato Ian Fraser Kilmister, conosciuto come “Lemmy”, bassista/cantante del gruppo heavy metal Motörhead, a causa di un tumore molto aggressivo; non serve che vi ricordi chi era il personaggio, troverete facilmente notizie su Internet. Se non consideriamo il concerto dei Deep Purple visto da me a Udine nel 1988 (gruppo che, con tutta la buona volontà, non può essere definito “heavy metal”), i Motörhead sono stati il primo gruppo “big” heavy metal che ho visto dal vivo, nel 1989 al Palasport di Pordenone: una potenza. Da qualche parte ho letto che il miglior modo per ricordare Lemmy sarà quello di ascoltare la musica dei Motörhead e degli Hawkwind ad alto volume: nei limiti del possibile, ho provveduto.

Venendo agli INTER NOS, il sunto delle attività svolte quest’anno è: tre concerti nel raggio di 15 Km da San Michele al Tagliamento (VE), alcuni scambi di materiale, alcune lettere inviate a locali per richiesta di concerti da tenersi nel 2016, qualche nuovo contatto in agenda, qualche ipotesi di partecipazione ad eventi futuri. Anche quest’anno, da parte nostra, si è fatto quel poco che è stato possibile, e credo che per il prossimo sarà la stessa cosa.

Alcuni miei corrispondenti, nel periodo natalizio, mi hanno informato sulle loro attività: per buona parte di loro, o c’è stato l’abbandono della scena, o l’abbandono del gruppo in cui suonavano, o ben poche novità; l’unica rilevante eccezione è costituita dal gruppo folk RÊVERIE, che ha pubblicato il pregevole CD “Gnos Furlanis – Il timp dal siùm”, con testi di poeti friulani, in lingua friulana: ringrazio il chitarrista e compositore Valerio Vado per avermi consegnato una copia del lavoro.

Sabato 26 dicembre 2015 io, mio fratello Paolo e il citato Valerio Vado siamo stati a sentire i DJANGO, gruppo prog rock cover in cui mio fratello ha suonato la batteria elettronica per alcuni anni; attualmente il gruppo è costituito da 4 elementi ventenni o giù di lì. Il concerto è stato, per almeno metà del suo tempo, una jam session con i musicisti presenti: anche io, Paolo e Valerio siamo saliti sul palco. Per la parte “ufficiale” del concerto, rilevo che i DJANGO hanno dimostrato la consueta perizia esecutiva e una maggiore sicurezza sul palco rispetto a quando li avevo sentiti l’ultima volta, all’epoca con la formazione a tre elementi. Mi aspetto che, prima o poi, si dedichino alla composizione di brani propri.

Che altro aggiungere? Per quanto riguarda me personalmente, il 2015 non è sicuramente stato un anno da incorniciare, sotto qualunque profilo. Se io dicessi che sono fiducioso per il 2016 sarei bugiardo, ma mi guarderò intorno per migliorare, e per migliorarmi. Dove sia la sbandierata “ripresa”, non si sa: io non l’ho proprio vista; se qualcuno ha notizie, cortesemente perda qualche minuto del proprio prezioso tempo mandandomi una email e spiegandomi in che modo divenire anch’io partecipe di questa nuova fase di prosperità.
Nella chiesa di San Michele al Tagliamento è comparsa una cesta, destinata a contenere cibo per le mense della Caritas Diocesana; ho visto la cesta sempre vuota (sarò passato nei momenti sbagliati, forse): allora vi ho deposto qualcosa, essendo questo un periodo in cui, nonostante io non stia navigando nell’oro, posso permettermi di dare a chi ha meno di me; la ruota gira, “xe più giorni che lugànighe”, e non si sa mai cosa può accadere un domani. Presto vedrò se ci saranno state altre donazioni: nel tardo pomeriggio sarà celebrato il “Te Deum”, momento di riflessione, per me assai importante; a meno di nefaste novità da qui a poche ore, anche per quest’anno l’avrò scampata: ringrazierò per essere tra i presenti alla cerimonia, e non tra i menzionati.

Buon 2016.

(Aggiornamento del 31 dicembre 2015, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 28 novembre 2015 abbiamo suonato al Circolo Culturale ArtPort di Palazzolo dello Stella (UD) assieme ai SETTORE NOVE; era la terza volta, per noi, all’ArtPort, dunque conoscevamo già il rituale che, nel bene e nel male, si sarebbe svolto.
Alle ore 18 circa ci ritroviamo all’ArtPort per la prova volumi: provano prima i SETTORE NOVE e poi noi.
Alle ore 20, si sale fino al bar situato all’ultimo piano dell’edificio, e lì ci viene offerta una pastasciutta col sugo di pomodoro, assaggini di formaggio grana e di salame nostrano, e varie birre. In frigo c’è anche una gran torta, ma non è per noi: al pianterreno ci sarà una festa di compleanno, un diciottesimo, e la torta è dei ragazzi, che l’hanno lasciata in custodia agli animatori dell’ArtPort; nessuno dei partecipanti è sceso a farci visita durante il concerto, per quanto ne so; pazienza.
Dopo la cena scendiamo nello scantinato dell’ArtPort, attendiamo fino alle ore 22 in punto e iniziamo, nonostante la presenza di pubblico scarsissima: del resto, noi abbiamo circa 45 minuti di scaletta, i SETTORE NOVE intendono proporre gran parte del loro repertorio e dunque ne hanno per un’ora e mezza abbondante, pertanto si comincia come da orario indicato nei messaggi email.
La scaletta, in ordine non rigoroso di esecuzione, prevede i brani Tra noi, Miraggio, Tacere, Terre, Essere senziente, Pifferai, Voltare pagina, Piccolo G., Magia, 1999,5, Abbandono e un brano non inserito ufficialmente ma ripescato e riadattato al volo per l’occasione, Major dei POLIPHONIX: un omaggio doveroso, visto che tutti i componenti del quartetto (Stefano Tracanelli, Marco Tracanelli, Claudio Faggion, Paolo Faggion) erano presenti in sala e sarebbero saliti, ciascuno col proprio attuale gruppo, sul palco.
Alle ore 23 iniziano i SETTORE NOVE, con il repertorio di brani propri e di antiche covers rock e prog, proseguendo quasi fino all’una.
In conclusione, una sorta di Jam Session, con anche Paolo Faggion alla batteria, evento che in pubblico non accadeva da anni.
Si finisce oltre l’una di notte, e riportando gli strumenti in auto vediamo la brina ghiacciata sui finestrini; la temperatura segna -3 C°; fortunatamente, con raschietti antighiaccio e spray scongelante, ripristiniamo la visibilità, e dopo il caricamento degli strumenti ed i saluti finali ce ne torniamo a casa, rinviando al mattino, dopo un buon sonno ristoratore, l’ingrato compito di sistemare la strumentazione al suo posto.
Scrivevo sopra che, “nel bene e nel male”, conoscevamo il rituale. Si sono presentati i pregi e i difetti già a noi noti. Dopo aver elencato i pregi, e cioè la cordialità degli animatori dell’ArtPort ed il fatto che, fortunatamente, esistono luoghi come questo in cui possono esibirsi gruppi che propongono brani propri, sia pure senza ricevere dai gestori un compenso in denaro, indichiamo i difetti: la scarsa presenza di pubblico, non superiore alla ventina di unità, e dal punto di vista dei musicisti, soprattutto per me, il palco abbastanza buio e per giunta con luci lampeggianti; io ho sempre avuto problemi in tali condizioni ambientali, e anche stavolta, esattamente come i precedenti concerti all’ArtPort, sono ampiamente insoddisfatto di come ho suonato, non mancando di farlo notare (purtroppo sono fatto così…). Mio fratello Paolo sostiene invece che non sia andata malissimo, ed anche dagli spettatori presenti, in buona parte musicisti, sono giunti apprezzamenti. Ringraziamo per la bontà; io mi tengo le mie perplessità, e ci rivediamo ad un concerto alla luce del sole, che ci manca da almeno un paio d’anni, in modo da potermi esprimere al meglio.
Si chiude così la stagione concertistica 2015 degli INTER NOS, salvo proposte irrinunciabili ma al momento non prevedibili; a dicembre, anche per via del Natale, c’è molta “carne al fuoco” e gli eventi pubblici in programma sono numerosi, sia concerti in senso stretto, sia di altro tipo: è meglio aspettare momenti di maggiore calma, dopo l’Epifania.

Si sta ripresentando il problema relativo alle pagine Facebook dei gruppi musicali; quando vado a vederle, mi compare l’avviso “Non hai effettuato l’accesso; accedi per continuare”. Se Facebook non sistemerà la cosa, molti gruppi perderanno visibilità.

Sto preparando qualche pacchetto con regalini musicali natalizi da spedire ai miei corrispondenti, e la prossima settimana effettuerò le spedizioni; sono curioso di vedere cosa riceverò io da questi amici vicini e lontani.

Per quanto riguarda eventi musicali a dicembre nella mia zona, mi risulta per il 12 dicembre 2015 lo Spagu Day a Canussio di Varmo (UD) e una serata Jethro Tull al Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE), e qualche concerto al Circolo ArtPort di venerdì o di sabato (consultate la loro pagina web). Non c’è male.

(Aggiornamento del 29 novembre 2015, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento brevissimo.

Il 19 novembre 2015 ho verificato che le pagine Facebook dei gruppi musicali sono tornate ad essere visibili per chiunque, contrariamente a quanto avevo notato pochi giorni prima; meglio così.

Vengo a sapere che sabato 12 dicembre 2015, ore 20, a Canussio di Varmo (UD), in Via Saletti presso gli impianti sportivi, si terrà la quarta edizione dello Spagu Day, rassegna musicale in ricordo di Denis “Spagu” Ambrosio, già cantante del gruppo death metal Sepolcral e gestore della birreria Memphis Belle a Latisana (UD). Stando alla locandina, suoneranno i gruppi Psychotomy (death metal), Orkolat (metalcore/alternative metal), Mary Illusion (rock italiano), Delitto su Carta (alternative rock). Ingresso libero.

(Aggiornamento del 20 novembre 2015, ad opera di Claudio F.)


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Ringraziamo Nicola Zuliani di Codroipo (UD), già bassista del gruppo prog ESCAPISM, per avere ripristinato alla meglio le percussioni elettroniche Roland, date da noi ormai per spacciate, e per avermi spiegato un metodo per diminuire il ronzio proveniente dall’altoparlante dell’amplificatore.

A proposito di amplificatori, ecco un interessante articolo:
http://www.rockit.it/gallery/migliore-amplificatore-klonz-torino/33612-116188.

Qualche suggerimento per cercatori di musica su Internet si trova qui.

Gli interessati all’ascolto di heavy metal italiano possono scaricare la compilazione “U.M.A. Compilation 2015”, con 22 brani, dal sito HTTP://WWW.IYEZINE.COM/VV-AA-UMA-COMPILATION-2015.

La sera del 15 novembre 2015 ero stato a Camino al Tagliamento (UD), in un agriturismo, a vedere un concerto con due gruppi; nonostante la fitta nebbia, sono riuscito a trovare il posto, in mezzo ai campi, decisamente attraente; il concerto si è svolto sotto il portico di una cascina, con dei teloni tra le colonne a separare l’area concerto dall’esterno. Tra il pubblico c’erano parecchie conoscenze, e in tutto gli spettatori erano circa una cinquantina. I concerti sono organizzati dall’associazione culturale Il Gnotul. Ho lasciato ai ragazzi una copia in CDR del nostro lavoro “Produzione Propria”, vedremo cosa accadrà.

Il 16 novembre 2015 ho scoperto una cosa che sicuramente non farà felici i 2 miliardi di persone che hanno una pagina Facebook: in pratica, per vedere le pagine Facebook bisogna essere iscritti al sito. Chissà come faranno ora tutti i gruppi musicali che, come unica forma di pubblicità su Internet, hanno Facebook.

Un cambio di formazione, riguardante un complesso di nostra conoscenza. Nella pagina Facebook dei CHRONIC HATE, in data 15 ottobre 2015 (quando ancora si poteva vedere la pagina) è apparso il seguente messaggio:
Siamo spiacenti di annunciare che, dopo 7 anni di musica insieme, il nostro chitarrista Nicola ha deciso di lasciare la band, a causa dei crescenti impegni lavorativi e privati che non gli consentono di dedicare il tempo necessario al gruppo. Siamo e resteremo in ottimi rapporti con lui e gli facciamo i migliori auguri per il suo futuro, ringraziandolo per il suo apporto alla band e per le belle esperienze condivise in questi anni!! Teniamo a precisare che l'imminente produzione del nuovo disco non subirà alcun ulteriore ritardo. Da questo momento siamo alla ricerca di un secondo chitarrista. Info via mp oppure scrivete a: info@chronichate.it.

Lascio per ultimo un cenno a quanto è avvenuto a Parigi la sera di venerdì 13 novembre 2015. Evito commenti sociologici e disamine dei fatti: già ce ne sono state a centinaia, e tante altre ce ne saranno; dico soltanto che gli EAGLES OF DEATH METAL, gruppo a me totalmente sconosciuto nonostante vi suoni un componente dei Kyuss, e ciò la dice lunga sulla mia attuale conoscenza della scena “big” della musica pesante, sicuramente avrebbero preferito salire alla notorietà planetaria in altro modo. Nell’assalto armato al teatro Bataclan i musicisti del gruppo si sono salvati; è morto un ragazzo che vendeva il merchandising, oltre ad un imprecisato numero di spettatori. Dovremo anche stare attenti ad andare ai concerti, ora; o, almeno, a quelli che verranno confermati, in quanto varie tournèe europee di gruppi musicali sono state annullate. “In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore”, cantava Franco Battiato nel brano Bandiera Bianca, se non sbaglio nel 1981, riferendosi ai film dell’orrore, non a specifici episodi di vita reale; qui, invece, è tutto vero. Con fatalismo, si va avanti, sperando che simili eventi non si verifichino più, e che “chi di dovere” vigili adeguatamente su noi gente comune: ma a quanto pare non c’è da essere particolarmente ottimisti, per noi che siamo bollati come “infedeli” (rispetto a cosa, poi…).

(Aggiornamento del 16 novembre 2015, ad opera di Claudio F.)


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Novità in casa degli amici IL FAUNO DI MARMO, gruppo prog rock da Monfalcone (GO): in un messaggio pubblicato il 15 ottobre 2015 sulla pagina Facebook del gruppo, il cantante Luca Sterle annuncia che sono usciti dalla formazione il chitarrista Valerio Colella e il tastierista Franco Bonavita. È in corso la ricerca di sostituti, e rimane fermo il proposito di pubblicare un nuovo CD. In bocca al lupo.

Stavo preparando alcune lettere da mandare a locali, e visionavo le relative pagine web; purtroppo devo escludere un nominativo dalla lista di quelli da contattare, il London Calling Pub di Martignacco (UD). Nella pagina Facebook del locale si legge, in data 27 ottobre 2015, questo messaggio:
Ebbene sì... Martignacco non è immune al "virus" che sta facendo morire Udine e non solo. E' di questa mattina la notizia che il nostro pub ha arrecato "disturbo" a qualcuno, che invece di venire a chiedere delucidazioni sui nostri concerti ha preferito mettere in moto la "macchina da guerra" denominata burocrazia-forza pubblica.
Ci troviamo a dover annullare, fino a data incerta, tutti i concerti già programmati fino al mese di marzo. In un paese dove qualcuno si fa il culo per investire in qualcosa di nuovo, per i giovani e i non giovani, è giusto che siano sempre i "dinosauri" a vincere. Poi ci si lamenta se chi vuole "imprendere" (e non "delinquere") preferisce andarsene all'estero.
Bene, ne prendiamo atto. Proveremo a diventare un locale "amato" e d'eccellenza seguendo altre strade, sicuramente meno rumorose...
Buona notte a tutti, la musica sia con voi (e non con noi che non possiamo proporvela).
Stefano


(Aggiornamento del 27 ottobre 2015, ad opera di Claudio F.)


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Notizia luttuosa dal mondo della musica prog nazionale; sabato 3 ottobre 2015, nel pomeriggio, è mancato Rodolfo Maltese. Da:
http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/musica/banco_del_mutuo_soccorso_
morto_rodolfo_maltese/1602361.shtml


Banco del Mutuo Soccorso, morto a Roma Rodolfo Maltese: era malato da tempo – di Enzo Vitale
Il dolore si rinnova. Dopo la perdita di Francesco Di Giacomo, il Banco del Mutuo Soccorso piange la scomparsa di Rodolfo Maltese, il chitarrista gentleman. Per la storica band Progressive italiana un altro terribile lutto. Maltese, da tempo colpito da un male incurabile, se ne è andato sabato pomeriggio durante l’ennesimo ricovero al Policlinico Umberto I di Roma.
IL MESSAGGIO
Ci stringiamo in un silenzio raccolto, discreto, profondo - proprio come te Rudy. Il dolore è troppo, ma ti dedichiamo il sorriso che, in tanti anni, non ci hai fatto mai mancare.... E danzerai colpendo al cuore la luna.
Questo l’essenziale ricordo postato ieri sulla pagina Facebook ufficiale del gruppo a cui tanti fan si sono associati ricordando il musicista umbro.
LA CARRIERA
Rodolfo Maltese era infatti nato a Orvieto nel febbraio del 1947. Ad iniziarlo alla musica era stato il padre, grande appassionato di jazz, musica classica e canzone napoletana tradizionale. Intorno al 1956 le prime e sporadiche esibizioni musicali legate all’ambiente scolastico, come recite e saggi.
La sua passione per la musica, quindi, era sorta proprio in famiglia sin da adolescente. Suo strumento preferito la chitarra a cui se ne aggiunse, all’età di 15 anni, un altro: la tromba, dopo che frequentò un corso al Conservatorio Boccherini di Lucca. Gli esordi avvennero negli anni sessanta con i Tarli, poi divenuti Homo Sapiens. Nel '71 la formazione partecipò al Festival Pop Nuove tendenze alle Terme di Caracalla a Roma. Proprio nella capitale l'incontro decisivo con Vittorio Nocenzi. Ma nonostante l'invito di Nocenzi non entrò subito nel Banco. Lo fece l'anno dopo per la realizzazione di “Io sono nato libero” e da allora è rimasto sempre nella band.
IL RICORDO
«E' stato sicuramente l'elemento silenzioso, ma fondamentale del gruppo». Chi lo conosceva bene lo descrive ancora così:«Ma soprattutto è stato il personaggio che ha mediato tra due “colossi” come Francesco Di Giacomo e Vittorio Nocenzi. Sul palco e nella vita di tutti i giorni aveva sempre il sorriso sulle labbra. Un vero gentleman. Aveva molta cura di sé e spesso indossava la caratteristica bianca».
LA NUOVA FORMAZIONE
Dopo la perdita di Francesco Di Giacomo, Vittorio Nocenzi aveva dato vita alla nuova formazione. La nuova band è stata presentata nel maggio scorso ed erano entrati a farne parte oltre a John De Leo e Maurizio Solieri, Giacomo Voli alla voce, Margary Signorino sempre alla voce, Tiziano Ricci basso e voce, Filippo Marcheggiani chitarre, Nicola Di Già chitarre, Arnaldo Vacca percussioni, Vito Sardo batteria, Andrea Priola tromba e Stefano Monastra tromba.
LA SUA PRIMAVERA
Qualche tempo fa, in risposta ad un fan che gi faceva gli auguri per il suo compleanno aveva risposto così: «Grazie a tutti per gli auguri. La festa?...in Primavera. Tempo di rinascita. Rudy c'è. Ciao amici belli».
I funerali si terranno martedì 6 ottobre alle ore 10 presso la chiesa San Barnaba, nel centro storico di Marino (Roma).


Noi INTER NOS, il 14 maggio 2005, avevamo suonato a Roma, all’ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà; il programma prevedeva, oltre a noi, gli Ottava Reale ed il duo chitarristico acustico Rodolfo Maltese – Massimo Alvisi. Durante la cena prima del concerto, noi INTER NOS eravamo allo stesso tavolo con Maltese e Alvisi, assieme ad Alfredo Lacerenza, all’epoca bassista dei Dis/funzioni Mentali, e con poche altre persone. Ricordo Maltese come una persona cordiale, ma assai silenziosa. Ha parlato la sua chitarra, durante le prove pomeridiane e durante il concerto serale. È stato un onore e un piacere, per noi rumoristi amatori, partecipare alla stessa manifestazione musicale con professionisti di tale caratura. Buon viaggio, Rodolfo.
Giusto per restare a parlare del BANCO, anche il tastierista Vittorio Nocenzi da qualche tempo non è al massimo della forma. A fine luglio era stato colpito da emorragia cerebrale, con ricovero in ospedale; le condizioni di salute sono poi migliorate, come testimonia un messaggio postato da Nocenzi sulla propria pagina Facebook:
“Carissimi amici, le cose vanno meglio ed ho potuto leggere i vostri messaggi di sostegno. La mia forza è in cento mani e cento occhi fanno a me la guardia... non sono solo! Grazie. Ad maiora, Vittorio”.

(Aggiornamento del 04 ottobre 2015, ad opera di Claudio F.)


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Compare il primo concerto autunnale: sabato 28 novembre 2015, alla sera, a Palazzolo dello Stella (UD), Circolo ArtPort, con i Settore Nove. Proporremo i consueti 45 minuti, vedremo quali brani eseguire: non credo che ci saranno grandi novità rispetto al concerto di luglio alla Locanda alla Stazione di Latisana (UD).
In generale, non mi pare che ci siano grandi movimenti “live” per l’immediato futuro: già la stagione 2014-2015 è stata inferiore alla precedente, non vorrei che ci fosse un’ulteriore involuzione.

Ho fatto un acquisto di effetti, dopo tanto tempo: il riduttore di rumore Boss Noise Suppressor NS-2. Le prime prove fatte col vecchio basso Ibanez Quadra Lock, set di effetti con pedaliera Zoom, compressore e 2 chorus (uno dei quali preistorico), cassa Montarbo e testata Tekson non hanno dato, in verità, risultati apprezzabili; molto più efficace si è rivelato, questo effetto, utilizzando come amplificatore il combo Behringer. In alcuni dei suoni che uso, la riduzione del ronzìo è assoluta; in altri, si sente ancora qualche ronzìo in sottofondo, ma molto meno rispetto a prima. Probabilmente gli effetti e il basso sono ormai “compromessi” e nemmeno con questa cura da cavallo si ottiene una completa guarigione dalla malattia; sconsolatamente, mi viene da dire che, per quella scarsissima attività dal vivo effettuata dagli Inter Nos, questo “Noise Suppressor” basta e avanza. Se suonassimo di più e ci fossero degli incassi dignitosi, allora avrei rinnovato gli strumenti e gli accessori: ma viviamo nel mondo della dura realtà, non in quello delle fiabe.

Vengo a sapere che l’11 settembre 2015, a Pordenone, ci sono stati concerti in una decina di locali della città. La manifestazione si chiamava “Party in città”. Tutto in acustico, anche i gruppi rock; nonostante ciò, qualche cittadino ha ugualmente chiamato i vigili in quanto infastidito dal “rumore”.
Già il fatto che si sia costretti a suonare in acustico è un compromesso inaccettabile; aggiungiamoci poi la crescente intolleranza verso qualunque fonte sonora, e il desolante quadro è completo.
L’appellativo “Pordenoia” coniato pochi anni fa è sempre più attuale, e non servono certamente queste manifestazioni estemporanee, che non nascondono la coda di paglia delle istituzioni, a capovolgere la situazione. Da ragazzino pensavo che la colpa fosse di qualche “potere forte”, del “governo ladro”, del “destino cinico e baro” e così via: ora, avvicinandomi alla mezza età, mi sto sempre più convincendo che “La storia siamo noi” e, almeno in questo caso e in parecchi altri, abbiamo quello che ci meritiamo.

(Aggiornamento del 27 settembre 2015, ad opera di Claudio F.)


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Una frase da ricordare.
Dal periodico pordenonese “La Città”, luglio 2015, pagina 1: "Se gli italiani, storicamente, hanno la memoria corta, bisogna dire che i pordenonesi non ricordano a cena cos’hanno mangiato a pranzo". Nel mio caso, purtroppo è proprio vero. Sto invecchiando…

Se ne va Agosto e con esso, simbolicamente, l’estate, anche se per il cambio ufficiale di stagione mancano parecchi giorni. Quanto a “ferie”, le mie sono state più virtuali che reali, come tutti gli anni; sono riuscito, comunque, a ritagliarmi degli spazi, con incontri potenzialmente forieri di positivi sviluppi “musicali”.

Mi è pervenuto, con grande piacere, il CD d’esordio dei toscani FAKE HEALER intitolato “Two worlds”; ringrazio Massimiliano Dionigi, bassista del gruppo, per la spedizione. Si tratta di Heavy Metal classico con pregevoli arrangiamenti. Nella formazione sono presenti alcuni musicisti, tra cui il citato Massimiliano Dionigi, che fecero parte dei disciolti (almeno così pare) JUGLANS REGIA, storica formazione in bilico tra rock, prog e metal, con testi in italiano. Per gli “over 40” questo disco rappresenterà un gradevole sollievo ai padiglioni auricolari, senza però punte di nostalgia: anche il metal classico si evolve; per i più giovani, potrebbe costituire una piacevole scoperta.

Nei confronti dell’intrattenimento tira aria di caccia alle streghe, o di applicazione rigida delle regole (giuste o sbagliate che siano) secondo il famoso motto “ordine e disciplina”. Decidete voi. Per trovare esempi, è sufficiente spostarsi a Lignano Sabbiadoro (UD): dopo la discoteca Kursaal e il ristorante Befed, ecco un altro caso, come da articolo sotto riportato. Restiamo in attesa di sapere a chi toccherà la prossima volta.

Da: http://www.udinetoday.it/cronaca/stop-musica-vivo-lignano-sabbiadoro-fino-30-settembre.html
Lignano: stop alla musica dal vivo fino al 30 settembre
Stop alla musica dal vivo a Sabbiadoro per cinque locali, deciso venerdì da parte dell’amministrazione comunale di Lignano dopo aver accertato «una violazione amministrativa in tema di emissioni sonore» e dopo le proteste e segnalazioni dei giorni passati, che avevano preso di mira l'eccessivo rumore della zona segnalata. Nel provvedimento si parla di «inibizione totale allo svolgimento di concertini» e «cessazione dell'uso degli impianti di diffusione sonora con il sistema tarato alle ore 00.30 di ogni giorno». Tutto questo sarà valido fino al prossimo 30 settembre, termine del periodo estivo. I bar “nel mirino” sono quelli della zona centrale della località balneare: il Tango Cafè, il Cafè Noir, il Rigoletto, il Kiddy Chef e lo Yuppies Cafè. La protesta non è tardata ad arrivare, e come succede regolarmente negli ultimi anni è sul web che sta correndo a una velocità frenetica.

(Aggiornamento del 1° settembre 2015, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 25 luglio 2015 abbiamo suonato alla Locanda Alla Stazione di Latisana (UD), assieme ai DER LEONE HAS SEPT CABEÇAS. L’intera giornata è stata caratterizzata da temporali, dopo due settimane di caldo africano; per non correre rischi, si decide di allestire la zona concerto nello spazio antistante il locale, dal lato di Viale Stazione, in modo da poter spostare rapidamente il materiale sotto una tettoia in caso di necessità. Non ce ne sarà bisogno, nonostante inquietanti bagliori notturni nelle vicinanze.
Iniziamo noi INTER NOS alle 21,30 circa. Si tratta del primo concerto con le percussioni Alesis, con solo due prove (peraltro veloci) alle spalle. La scaletta presenta qualche variazione rispetto al passato; se ben ricordo sono state eseguite le seguenti canzoni, indicate qui in ordine casuale: Tra noi, Miraggio, Tacere, Terre, Essere senziente, Pifferai, Voltare pagina, Piccolo G., Magia, Ingannare, 1999,5. Poiché si deve terminare alle ore 23, appena dopo le 22 lasciamo il palco ai “leoni” in modo che suonino per un’ora.
Considerate le premesse nefaste di questo concerto, dovevamo solamente limitare i danni: per buona parte della prestazione ci siamo riusciti, con qualche cedimento nel finale.
I DER LEONE, dal canto loro, hanno avuto un recente spostamento di strumentisti: Marco dalle tastiere al basso, Piotre dal basso alla chitarra, mentre rimangono Bruno all’altra chitarra e Leo alla batteria; con queste variazioni e con la rinuncia alle parti vocali, un tempo affidate al Piotre, hanno proposto uno stoner rock assai gradevole, più ipnotico che ruvido; le sonorità, a mio parere, si rifanno agli antichi Black Sabbath più che ai pluricitati Kyuss fondatori del genere “stoner”, e il chitarrista Bruno concorda con me.
Presenza di pubblico valutabile intorno alla ventina di unità: una miseria, e per giunta con la totale diserzione dei sanmichelini, che non avrebbero fatto molta fatica a giungere fino a Latisana. Ho rivisto musicisti che non incontravo da tempo, e ciò mi fa piacere. Un plauso va a Valerio Vado, chitarrista del milanesi REVERIE; essendo in vacanza per alcuni giorni dalla madre a Sesto al Reghena (PN), è venuto col treno da San Vito al Tagliamento (PN) fino a Latisana e, a fine spettacolo l’ho riportato a casa io, non senza un preventivo passaggio alla stazione di San Vito per caricare in auto la bicicletta che aveva lasciato là al momento della partenza. Un carico con strumenti musicali, fari da cantiere e bicicletta non l’avevo mai fatto.
Colgo l’occasione per ringraziare Andrea Ravanello e lo staff della Locanda Alla Stazione per la professionalità e l’ospitalità.
Ora, si entra in pausa. Non sono previsti concerti; qualcosa si profila per l’autunno, ma se ne riparlerà a suo tempo.
È il momento, anche per me, di fare un po’ di ferie, giacché l’anno scorso queste sono state pressoché virtuali, e di andare a vedere qualche manifestazione musicale in giro: l’offerta, per fortuna, non manca.

(Aggiornamento del 26 luglio 2015, ad opera di Claudio F.)


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Quarto aggiornamento in undici giorni: se non è un record, poco ci manca.
Ancora novità per il concerto a Latisana del 25 luglio prossimo. I SETTORE NOVE, per causa di forza maggiore, non possono suonare; rimasti gli INTER NOS da soli e per di più con problemi tecnici (guasto alle percussioni elettroniche “storiche”), al posto dei SETTORE NOVE abbiamo convocato in tutta fretta i DER LEONE HAS SEPT CABEÇAS, gruppo stoner rock della provincia di Udine, con cui avevamo già condiviso il palco in qualche occasione in passato. L’evento è stato salvato, noi faremo mezz’ora alla meno peggio, e la parte del leone la faranno… i DER LEONE; li ringraziamo per la loro disponibilità, considerato anche il preavviso davvero minimo.
Quanto a noi, la prova di ieri sera, venerdì 17 (!) luglio, è stata dignitosa; i brani saranno sicuramente più lenti che in passato e in certi casi con una struttura diversa, così come diversi saranno i suoni. Rispetto alla scaletta eseguita al Bar Italia, entra Tra noi ed esce Sospesi, salvo altri cambiamenti in corso d’opera.

(Aggiornamento del 18 luglio 2015, ad opera di Claudio F.)


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Un altro aggiornamento non previsto, stavolta per annunciare due notizie negative.

Come dovreste sapere, il giorno 8 luglio 2015 tra Venezia e Padova si è abbattuta una violentissima tromba d’aria, che ha provocato un morto, decine di feriti e ingenti danni. Sono state aperte numerose sottoscrizioni per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite. Ne segnalo una.
Conto aperto dalla Regione Veneto:
Emergenza tornado in Veneto 8/7/2015, IBAN: IT 57 V 02008 02017 00010 382 7353, Banca UniCredit

Venendo a noi INTER NOS, durante le prove di sabato 11 luglio 2015 le percussioni elettroniche “storiche” di Paolo si sono guastate, probabilmente in maniera irreversibile. Parteciperemo ugualmente al concerto del 25 luglio 2015 a Latisana, tuttavia dovremo provare in tutta fretta alcuni brani con un diverso strumento, e perciò la prestazione dal vivo sarà a dir poco “sperimentale”. Di certo i brani dovranno essere modificati, e non saranno mai più come prima.

(Aggiornamento del 14 luglio 2015, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento velocissimo: come avrete notato, finalmente è stata fissata la data del concerto con i SETTORE NOVE, attesa da tempo: sabato 25 luglio 2015, ore 21, a Latisana (UD), Locanda Alla Stazione, in Viale Stazione 42. Speriamo che non ci siano cambiamenti, perché poi fino a settembre non abbiamo tempo né di fare prove né, a maggior ragione, di suonare dal vivo.
Diffondete l'annuncio, e chi può, venga. Grazie.

(Aggiornamento del 09 luglio 2015, ad opera di Claudio F.)


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Frase storica di mia mamma, riferita a me, dopo una discussione in casa per non ricordo quale questione: “‘Na vècia e un vedràn no pódin zì d’acòrdu” (una vecchia e uno scapolo non possono andare d’accordo).
Una volta tanto, sono d’accordo con mia mamma.

Potrebbe esserci un concerto degli INTER NOS entro breve, assieme ai SETTORE NOVE (prog rock), a Latisana (UD) o a San Michele al Tagliamento (VE), ma il tempo stringe: al massimo può essere fatto il 25 luglio, e dunque siamo già in ritardo con la preparazione e la pubblicità. In mancanza di indicazioni da parte degli organizzatori entro brevissimo tempo, l’evento non si farà; in caso di positive novità, ne daremo notizia nel sito.

Per non perdere le cattive abitudini, ecco un annuncio funereo.
Da http://www.today.it/media/morto-chris-squire-yes.html
È morto Chris Squire bassista e fondatore degli Yes
Il musicista aveva annunciato un mese fa di essere affetto da una forma rara di leucemia. Aveva 67 anni
È morto all'età di 67 anni nella sua casa di Phoenix Chris Squire, bassista e co-fondatore degli "Yes". Squire aveva annunciato un mese fa di essere affetto da una rara forma di leucemia. Era l'unico membro del gruppo britannico ad aver suonato in tutti gli album pubblicati.
L'annuncio è stato dato dai membri dello storico gruppo fondato nel 1968. Con gli "Yes", Squire aveva pubblicato 65 album raggiungendo il successo negli anni Settanta e Ottanta. "Era il perno della band e ha tenuto il gruppo unito in tutti questi anni" il messaggio del gruppo sui social.

Sentenza che può essere utile a molti.
. Facebook: offendere su una bacheca è diffamazione a mezzo stampa.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONE I PENALE, Sentenza 12 febbraio - 8 giugno 2015, n. 24431.

(Aggiornamento del 07 luglio 2015, ad opera di Claudio F.)


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Questa è proprio simpatica! Gli INTER NOS hanno una cosa in comune con i BLUR. Guardate la copertina del loro album "The magic whip", pubblicato da poco. Vi ricorda qualcosa?
Se proprio vogliamo dirla tutta, ma noi lo abbiamo scoperto molto tempo dopo la pubblicazione del nostro CD, il soggetto è già stato utilizzato in passato: cercate ARDO DOMBEC e il loro omonimo album su un motore di ricerca, ci siamo stupiti anche noi.

Ho mandato una decina di lettere (senza allegare un CDr, stavolta) a locali, chiedendo concerti per l’autunno.

Soltanto oggi vengo a sapere che a Portogruaro (VE), il 21 giugno 2015, si terrà la “Festa della musica”, con concerti un po’ ovunque in centro storico; ormai, per una nostra partecipazione, ci penseremo l’anno prossimo.

Quasi ad ogni aggiornamento devo purtroppo segnalare la dipartita di musicisti; questa volta tocca allo statunitense B.B. King, celebre cantante e chitarrista blues, che ci ha lasciato alla veneranda età di 90 anni, e, per restare nella mia area geografica, al bassista Dante Milanese del gruppo rock-cover SOCIALMENTE UTILI, che se n’è andato a meno di 70 anni.

(Aggiornamento del 06 giugno 2015, ad opera di Claudio F.)


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È prematuramente mancato Max Turus, cantante del gruppo hard rock goriziano DAGH.

Da: http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/04/13/news/muore-in-moto-tradito-da-una-curva-1.11227868
Muore in moto, tradito da una curva
Max Turus, 41 anni, noto rocker, trovato agonizzante in un fosso dalla moglie che lo stava cercando da ore - di Francesco Fain – 13 aprile 2015

Chissà quante volte aveva percorso quella strada e affrontato quel curvone. Era un percorso abituale, conosciuto palmo a palmo che lo conduceva a casa dalla sua compagna, dal suo figlioletto, dai suoi affetti.
Ma l’altra notte Massimiliano Turus, 42 anni da compiere a luglio, di Moraro, non è rientrato nella sua abitazione. Un tremendo incidente stradale ha stroncato la sua giovane vita. Turus era in sella alla sua Honda Shadow 600, una delle passioni della sua vita poliedrica e ancorata a due grandi interessi: la musica e i motori. Per cause che sono al vaglio dei carabinieri, Max (così veniva chiamato dagli amici) ha perso il controllo della sua motocicletta custom proprio quando stava percorrendo il curvone della strada provinciale 4 Gradisca d’Isonzo-Moraro, non lontano dall’impianto di compostaggio e di selezione dei rifiuti. «Probabilmente, la ruota anteriore ha perso aderenza, il mezzo è diventato incontrollabile ed è finito fuori strada», fanno sapere i militari dell’Arma che hanno effettuato i rilievi di rito e stanno approfondendo in queste ore la dinamica.
C’è un punto interrogativo su quando è accaduto l’incidente: un quesito che nemmeno i carabinieri sono in grado, in questo momento, di chiarire. La compagna Silvia, non vedendolo rientrare a casa, ha iniziato a preoccuparsi ed è andata a cercare in auto il “suo” Massimiliano. Ci sarebbe stata anche una telefonata alla convivente in cui Turus le comunicava di essere rimasto vittima di un incidente ma senza dire dove. E attorno all’una Silvia l’ha trovato, agonizzante, in un campo, nelle immediate vicinanze del curvone. Forse, è questa l’ipotesi più accreditata, l’incidente potrebbe essersi verificato fra le 20.30 e le 21, fascia oraria in cui Massimiliano sarebbe dovuto rientrare a casa: pertanto, il motociclista sarebbe rimasto lì per parecchie ore, gravemente ferito, impossibilitato a muoversi e a chiedere aiuto. Peraltro, il punto in cui si trovava non era visibile della strada: per questo, nessun automobilista di passaggio ha dato l’allarme perché, semplicemente, non è stato visto. La stessa compagna avrebbe percorso e ripercorso la strada provinciale 4 più volte, sino all’avvistamento della motocicletta e di Turus che, nel frattempo, aveva perso conoscenza. Immediati sono scattati i soccorsi. Gli operatori del 118, accorsi sul posto con ambulanza e automedica, si sono prodigati per quasi un’ora: gli hanno praticato il massaggio cardiaco e hanno tentato di tutto per rianimarlo. Ma non c’è stato verso. Turus è deceduto in seguito alle gravi ferite rimediate nell’incidente stradale. I carabinieri escludono possa esserci stato il concorso di qualche altro mezzo: insomma, la dinamica è chiara ed è da escludere la presenza di auto pirata. Peraltro, quel curvone ha una conformazione particolare ed è stato teatro di incidenti (anche molto gravi) nel passato più o meno recente.
Vivo il cordoglio del sindaco di Moraro, Alberto Pelos. «Massimiliano lo conoscevo bene, eravamo quasi coetanei. Peraltro, ci accomuna il fatto che l’abitazione in cui vivo si trova proprio di fronte alla sua. Che dire? Sono affranto, siamo affranti. Il paese è rimasto attonito non appena si è sparsa la notizia del terribile incidente». Ricorda Pelos: «Era un appassionato di motociclette e un bravo musicista. In questo momento, mi sento di esprimere il cordoglio di tutta la gente di Moraro. Siamo vicini alla sua famiglia».

(Aggiornamento del 24 aprile 2015, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento senza notizie particolarmente importanti, almeno per quanto riguarda l’attività del gruppo.

A febbraio si prospettavano 3 concerti per gli INTER NOS, precisamente uno al mese a partire da marzo. Il concerto di marzo è stato fatto, quello di aprile sicuramente salterà, per quello di maggio attendiamo notizie da chi ce lo ha proposto.


Girando per Internet ho trovato un forum di discussione che ha, come argomento, la riparazione dei vinili che saltano. Io riporto, poi “fate vobis”.
Da:
http://forum.videohifi.com/discussion/87624/come-nuovo-dopo-28-anni-/p1
tobam October 2006 Posts: 1,931Member
Per ripristinare il solco che salta esiste una tecnica spartana, se volete, e poco audiophile, ma efficace.
Necessario:
- una testina economica a bassa cedevolezza, meglio a taglio sferico tipo Stanton 500 oppure Ortofon OM Pro
- un giradischi manuale solido e poco schizzinoso (fatevi prestare un Technics ...)
La testina in oggetto va impostata con il peso max previsto dal costruttore.
Ora, si posiziona la testina pochi solchi "dopo" il punto del fatidico "salto", a motore spento si fa ruotare lentamente il piatto in senso antiorario di modo che la testina ripercorra al contrario il punto critico ripristinando la spirale dei solchi originaria.
Il sistema funziona al 80% dei casi, recuperando la corretta tracciabilità del solco danneggiato. Talvolta rimane solo un leggero click, ma il disco non salta più.
Non inorridite, è una tecnica vecchia di decenni, ma efficace nella stragrande maggioranza dei casi, senza recare degrado o danno alcuno al disco trattato.
Chi ha lavorato in qualche radio locale ne sa qualcosa.
Ciao.
Marco.

(Aggiornamento del 10 aprile 2015, ad opera di Claudio F.)


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Venerdì 13 marzo 2015 abbiamo suonato al Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE) assieme ai MAGIQUE ENTROPY STUDIO del bassista Alessandro Sicur. Primo concerto del 2015 per gli INTER NOS, prima serata musicale del 2015 per il Bar Italia. Vedi la locandina che avevo preparato io; anche il Bar Italia ne ha preparata una, ma non ce l’ho.
Iniziamo noi INTER NOS alle ore 22 circa. Scaletta: Miraggio, Tacere, Terre, Voltare pagina, Piccolo G., Pifferai, Essere senziente, Transizione, 1999,5 , Magia, Sospesi, Abbandono.
Esecuzione da ampia sufficienza, con versioni suonate a velocità standard nella prima parte del concerto, decisamente accelerate nella seconda. Sono arrivato agli ultimi brani senza energia, e infatti lì c’è stata qualche imperfezione da parte mia. Un curioso incidente di percorso: durante l’ultimo brano il pedale delle percussioni elettroniche si è bloccato tra il sensore (pad) e una sporgenza metallica laterale; grazie all’intervento di alcuni spettatori, mentre io proseguivo a suonare da solo, il problema è stato prontamente risolto e Paolo ha ripreso a suonare. È la prima volta in assoluto che capita questo inconveniente. Inseriremo il caso nella lista delle stranezze “live”.
I MAGIQUE ENTROPY STUDIO, al canto loro, hanno eseguito una decina di brani, finendo attorno alla mezzanotte.
Spettatori: circa una trentina; ciò significa riempire il Bar Italia, cosa che è avvenuta di rado negli ultimi concerti che ho visto lì. Ringrazio gli amici e conoscenti che sono giunti, e ovviamente il Bar Italia per l’ospitalità e per le lasagne al forno offerteci per cena; aspetto con curiosità i prossimi eventi musicali, ora che la stagione concertistica del locale è ripresa.


Tratto dal sito dell’agenzia di stampa ADNKronos

Articolo pubblicato il: 19/02/2015

Bruce Dickinson, frontman degli Iron Maiden, ha un tumore alla lingua.
A comunicarlo è stata la stessa band heavy metal con un comunicato sul sito ufficiale.
"Poco prima di Natale - si legge - è andato dal suo medico per un controllo di routine. Esami e biopsie hanno rivelato la presenza di un piccolo tumore nella parte posteriore della sua lingua". "Un ciclo di chemioterapia e radiologia durato sette settimane è stato completato ieri - fa sapere la band heavy metal - poiché il tumore è stato scoperto in una fase iniziale, la prognosi è molto buona".
"Il team di dottori che ha in cura Bruce si aspettano un pieno recupero entro la fine di maggio. Ci vorranno poi un paio di mesi per tornare in piena forma - sottolineano gli Iron Maiden - Nel frattempo vi chiediamo pazienza, comprensione e il rispetto della privacy di Bruce e della sua famiglia almeno fino al prossimo aggiornamento, che vi daremo entro la fine di maggio". "Bruce sta bene considerando le circostanze - conclude la band che sarebbe dovuta partire il 27 marzo per il tour europeo - e tutto il team di medici è molto positivo".


Per quento mi riguarda, il 2015 sta portando eventi negativi a ripetizione; ultimi in ordine di tempo: un guasto al motore dell’auto, che mi è costato un occhio della testa in riparazioni, e la misteriosa scomparsa di uno dei miei due gatti, il giovane maschio Biscotto, 2 anni e mezzo; la sera del 6 marzo 2015, alle 21, è uscito di casa per le sue esplorazioni notturne, come faceva sempre, ma non si è presentato all’uscio la mattina dopo, e nessuno dei vicini lo ha visto in giro. Ai bordi delle strade vicino a casa mia non c’era. Se è ancora vivo, spero che si trovi bene dove sta.
Anche Paolo ha i suoi dispiaceri con i felini: proprio oggi, la sua vecchia micia Sissi (12 anni) dopo breve malattia è andata nel paradiso dei gatti.
Ci si affeziona ad una bestiola, ma questa purtroppo, o presto o tardi, in un modo o nell’altro se ne va…

(Aggiornamento del 14 marzo 2015, ad opera di Claudio F.)


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Primo aggiornamento del 2015.

Poche risposte ai miei auguri natalizi inviati ai corrispondenti “musicali”: meno di metà delle persone contattate si è fatta sentire. Di quelli che hanno risposto: per parecchi è periodo di pausa, più o meno forzata; per quasi tutti, si tira a campare.
Riguardo a noi: l’attività degli INTER NOS è pressoché inesistente. Attendiamo che il Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE) ci fissi la data per il recupero del concerto saltato il 28 novembre 2014; dovrebbero suonare in quella futura occasione anche i Magique Entropy Studio e Il Fauno di Marmo. Il Circolo ArtPort di Palazzolo dello Stella (UD) ci ha già prenotato per una data da tenersi in autunno.
Come forse avete notato, c’è stata qualche modifica nel sito; la più evidente: è comparso in alcune pagine un nuovo logo del gruppo, risalente all’autunno 2013, che stiamo utilizzando per le locandine dei pochi concerti effettuati dopo la sua creazione.
Abbiamo mandato la proposta di partecipazione al Padova Metal Festival del 2015, giusto per far girare il nome e non certo perché ci sia qualche possibilità di essere chiamati; del resto gli INTER NOS, sebbene musicalmente rumorosi, non suonano heavy metal.

Alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, nel salone d’ingresso, è comparso un pianoforte a muro a disposizione di chi voglia passare il tempo suonando, in attesa del proprio treno. Non ho ancora sentito qualcuno all’opera, nei miei passaggi (lavorativi, non turistici!) a Venezia. Ulteriori notizie qui.

(Aggiornamento del 28 gennaio 2015, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento di fine anno, con breve resoconto sull’attività del gruppo.

Concerti effettuati: 3, di cui 2 assieme ai DJANGO, il gruppo prog rock covers in cui Paolo Faggion ha militato fino a ottobre 2014.
Brani nuovi: 2, dal titolo Pifferai ed Essere senziente, presentati dal vivo.
Attività promozionale: contattati una ventina di locali, specie del Nord Est, in molti casi allegando un CDr del INTER NOS o di INTER NOS + DJANGO per concerti assieme.
Prospettive: niente di ambizioso. Già fare le prove è una conquista; se capita anche qualche concerto, tanto meglio.

Segnalo, in conclusione, una novità musicale che indirettamente ci riguarda. I sopra citati DJANGO hanno pubblicato in questo mese di Dicembre il demoCD “Django 3” in cui compare una nuova versione del nostro brano Miraggio, con arrangiamenti e sonorità più “prog” rispetto alla nostra versione originale inclusa a suo tempo nel CD Deforme. I musicisti che vi hanno preso parte sono: i componenti storici dei DJANGO Marco Baldi (chitarra elettrica, voce) e Lorenzo Gioelli (tastiere, violino), il componente dimissionario Paolo Faggion (percussioni elettroniche, cori), l’ospite Claudio Faggion (basso elettrico, voce). Ringraziamo sentitamente, e speriamo che i DJANGO eseguano dal vivo il brano in qualche occasione.

Buona fine 2014, buon principio 2015.

(Aggiornamento del 31 dicembre 2014, ad opera di Claudio F.)


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Gli INTER NOS, caso strano, rinunciano ad un possibile concerto. Abbiamo contattato un locale, ed il gestore ci ha inviato via email un foglio con le condizioni per suonare; il foglio deve essere rispedito con la firma di un componente del gruppo. Ci viene proposta l’elemosina: al gruppo viene dato il denaro che i presenti, bontà loro, decideranno di inserire in un apposito contenitore; inoltre, non è ben chiaro se ci viene offerto da mangiare oppure no, ma al gruppo andrà, in ogni caso, una cassa di birra. Tralasciamo le restanti clausole. Spiacenti, ma da un locale pubblico ci aspettiamo un compenso fisso stabilito a priori, o che ci si dica fin dal principio che si suona gratis. Mi meraviglio di certe proposte, sapendo che il gestore è anche un musicista. Pazienza, un concerto in meno, ma senza alcun rimpianto. L’ho già detto in tempi non sospetti: se continua così, non sarà il gestore del locale a pagare il gruppo per fare un concerto, ma il contrario.

Lunedì 24 novembre 2014 abbiamo registrato, in verità assai velocemente, una nuova versione di Miraggio; alle parti di basso elettrico, percussioni elettroniche e voce, verranno aggiunte quelle di chitarra elettrica suonate da Marco Baldi (il quale probabilmente canterà anche una strofa del testo) e quelle di tastiera/synth suonate da Lorenzo Gioelli; i due, come forse sapete, sono componenti del gruppo prog rock e rock cover DJANGO, formazione in cui Paolo Faggion sta militando. Il brano Miraggio, nella nuova versione, verrà inserito nel futuro demo-CD dei DJANGO; questo futuro demo-CD rappresenterà l’ultima testimonianza sonora di tale gruppo con Paolo Faggion alle percussioni elettroniche, giacché finalmente i due giovani Marco Baldi e Lorenzo Gioelli hanno trovato un batterista loro coetaneo, esonerando il vecchio Paolo dall’impegno musicale con loro; a quanto pare la formazione si arricchirà con la presenza di un tastierista, anch’egli ventenne o poco più. Attendo con curiosità il risultato finale di Miraggio dopo le registrazioni degli strumenti mancanti, e un concerto dei DJANGO con la nuova formazione.

(Aggiornamento del 28 novembre 2014, ad opera di Claudio F.)


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Per quanto riguarda la nostra attività, ben poco si muove.

Il server Aruba, che ospita queste pagine, continua a cambiare le modalità per accedere alla sezione in cui si postano gli aggiornamenti; non faccio in tempo a capire come funziona, che devo reimparare un’altra volta da capo. Mi sto proprio stufando, non ho tanto tempo da perdere. Per giunta, “e io pago”, visto che Aruba non ci ospita gratis.

In giro per Internet ho trovato qualcosa che ritengo interessante, e che sottopongo alla vostra attenzione.
Avrei voluto inserire un’altra notizia, letta su un quotidiano, ma non trovo riscontri sul Web; riguarda un concerto sospeso a novembre 2014 a Pordenone per intervento dei Vigili, a causa di proteste dei vicini, sebbene fosse il tardo pomeriggio e non certo tarda sera.

- imminente aumento delle tariffe postali, guarda caso in prossimità del periodo natalizio; spedirò i miei auguri in novembre.

Da http://www.today.it/economia/poste-aumenti-prezzi-1-dicembre-2014.html

Poste, dal primo dicembre aumentano i prezzi

Le principali variazioni. Per la posta prioritaria retail (ossia quella affrancata con francobollo o consegnata all'ufficio postale) è previsto un incremento di 10 centesimi per gli invii fino a 20 gr, che porta il prezzo da 70 a 80 centesimi. La posta raccomandata da ufficio postale fino a 20 gr passa da 3,60 a 4 euro.


- pagare per suonare (pay to play); l’articolo non è recente, ma la situazione è sempre attuale.

Da http://www.metallized.it/articolo.php?id=1465

Pay to play, ovvero pagare per suonare.

Volendo andare oltre l’etica, la dignità e la consapevolezza di avere delle qualità (o meno…) da parte dei gruppi, cerchiamo di capire esattamente in cosa consiste il “pagare per suonare” partendo da un’esperienza vissuta in prima persona.
Il pay to play è una pratica ben conosciuta anche in Italia: possono essere singole date, mini tour e tour interi, dipende tutto dagli organizzatori e da quanto denaro si ha per “l’investimento”. In passato più di un gruppo straniero ha confermato di avere pagato di tasca propria per essere inserito in un certo contesto; noi italiani invece amiamo mentire, anche quando si chiedono interviste come risarcimento per un (forse?) piccolo errore personale. Così, piccoli onesti gruppi underground si ritrovano in Europa o in Russia con la Tarja di turno...
Data la quasi vergogna (manco fosse reato) di affermare una cosa a mio modo di pensare non meritocratica, ma comunque diffusa e ormai accettata da un po’ tutti, ho pensato di scrivere questo breve articolo per raccontare la mia esperienza nel favoloso mondo del pay to play, cercando di ricordare più particolari possibili al fine di delineare un quadro maggiormente dettagliato e vicino alla realtà.
Per dieci anni ho suonato in un gruppo thrash metal, niente di particolarmente interessante, ma piccole soddisfazioni, considerando anche l’area geografica (Marche) piuttosto povera a livello musicale (locali, gruppi, festival, possibilità di “conoscere”) e la decisione di organizzare sempre tutto autonomamente, senza cioè il “sostegno” (virgolette d’obbligo) di agenzie e produttori o presunti tali. Questo fino a quando, nel 2007, dopo l’ascolto dell’ultimo demo registrato dal gruppo e distribuito gratuitamente durante i concerti, oltre che del full lenght precedentemente autoprodotto, si fece avanti un’agenzia di Milano. Vennero in possesso dei dischi durante un concerto riminese del gruppo rock Bambole di Pezza (il bassista e l’altro chitarrista del mio gruppo erano loro amici).
Ed arrivò la proposta shock, in quanto completamente inaspettata e impensabile: dieci giorni in Inghilterra con i Dismember.
Si trattava di un mini tour di otto concerti in dieci giorni tra Inghilterra, Scozia e Galles dove, oltre ai Dismember, avrebbero suonato altri due gruppi inglesi, uno in apertura e uno prima degli headliner. Per noi ci sarebbero stati 30-35-40 minuti a seconda della serata, liberi di suonare quello che volevamo, pezzi nostri e cover. “Ovviamente” tutto questo aveva un prezzo: pressappoco 4500 euro più biglietti aerei e spese varie.
Nei 4500 euro cosa era compreso e cosa, invece, no?
SPOSTAMENTI, CIBO, EXTRA
Nei circa 900 euro a testa non erano compresi i vari spostamenti per raggiungere Milano (punto di partenza), né i biglietti aerei.
Viaggio da Ancona a Milano e ritorno, oltre che dall’aereoporto di Londra al luogo di ritrovo, a spese del gruppo. Ovviamente il biglietto aereo Milano-Londra e ritorno per sei persone (cinque musicisti più una persona dell’agenzia) a spese nostre.
Per viaggiare e dormire tra un concerto e il successivo c’erano due tourbus, uno più grande e comodo, l’altro più modesto, entrambi adatti per contenere due gruppi ciascuno. Noi saremmo andati in quello più piccolo insieme al gruppo che avrebbe fatto da apertura.
Due notti erano garantite in albergo, in modo da poter dormire su letti veri e poter fare delle lunghe e rilassanti docce.
Cibo, ovvero “speriamo ci sia qualcosa di commestibile”. Ogni data era storia a sè, dipendeva dal locale e dalla bontà dei gestori/organizzatori: si poteva passare da panini e cibo in vaschetta a ristorantino nella zone del concerto (ma forse valeva solo per l’headliner). Da bere, invece, non sarebbe mancato nel backstage.
Nei pochi momenti liberi da impegni musicali e nei due day-off era ovviamente possibile visitare le città, fare shopping e quant’altro. Un giorno di riposo sarebbe sicuramente stato a Londra, mentre l’altro era ancora da definire. Eventuali extra, giustamente, a carico dei musicisti.
ONORI
Un tour in Inghilterra di spalla ai Dismember è un prestigio che nell’underground in pochi si possono permettere, questo il sunto del discorso del promoter. Un tour che avrebbe potuto aprire alcune porte, permettere a me – ovvero colui che si occupava a 360° della band – di conoscere altri promoter, tour manager, personale di diverse etichette discografiche e via dicendo. Senza dimenticare una biografia che si arricchiva (ma a che prezzo!) e diventava immediatamente più interessante, con la speranza di ricevere maggiore attenzione da parte di riviste, webzine, locali italiani e festival estivi.
MUSICA
Otto date in dieci giorni, un minutaggio sul palco che variava dai trenta ai quaranta minuti a seconda della serata con la seconda posizione in scaletta su quattro gruppi.
La strumentazione era in parte fornita dal service (i cinque fusti della batteria, due casse per chitarra 4x12 Marshall e una cassa 8x10 per basso), mentre per le testate, i piatti, le aste e lo sgabello ognuno avrebbe dovuto pensare a sè, cosa che avrebbe inciso non poco sul costo del biglietto aereo (giusto ricordare che ci sono anche tre chitarre – due chitarristi e una di scorta - e un basso).
POSSIBILITÁ DI GUADAGNO
Durante i concerti era possibile vendere il merchandise senza dovere nulla a nessuno: cd, demo, t-shirt, spillette e adesivi erano di fatto l’unico modo per racimolare qualche soldo, più per la soddisfazione di vendere la nostra musica al di fuori dell’Italia (cosa che – fortunatamente – accadeva ugualmente) che per cercare di rientrare di parte delle spese.
COSA SE NE È FATTO?
Essendo fermamente contrario al concetto di dover pagare per suonare, ritenendolo un meschino stratagemma per godere di lontana luce altrui senza – forse – averne il merito, ho reso nota la mia posizione ai ragazzi della band, lasciando libero il gruppo di poter andare in Inghilterra senza di me, in quattro, oppure assumendo un turnista per i concerti. La decisione finale fu di rinunciare all’idea di suonare senza di me, prima che l’agenzia ci comunicasse che il tutto era stato annullato in quanto i Dismember avevano deciso di anticipare i tempi e di entrare in studio di registrazione.
Pochi mesi dopo, da parte della stessa agenzia, ci fu un’altra proposta: due settimane di tour nei paesi dell’Est Europa (Russia, Polonia, Ucraina ecc.) per un totale di dodici date. Come headliner ci sarebbe stato un gruppo estremo della Polonia o della Repubblica Ceca (la cosa era ancora da decidere), in un pacchetto che comprendeva un totale di sei gruppi. Noi ci saremmo esibiti sei concerti per secondi e sei concerti per terzi, sempre per circa trenta minuti di show.
Anche in questo caso rifiutai di imbarcarmi in una situazione a me sgradita e, insieme al batterista, date anche certe dinamiche interne al gruppo ormai deteriorate, decidemmo di lasciare la band. Un grande dispiacere: fondare un gruppo dieci anni prima, essere (nel bene e nel male) il responsabile di tutte le musiche, oltre che occuparmi di ogni aspetto “organizzativo” (dall’artwork dei cd al merchandise, per passare alla ricerca di date e l’invio dei dischi con tanto di contatti con giornalisti e appassionati), per lasciarlo nelle mani di chi non aveva la musica nel cuore. Fine indecorosa per un onesto gruppo underground: dopo una sola prova con i nuovi chitarrista e batterista, svanirono nel nulla senza lasciare traccia.
Nel lasso di tempo passato tra contatti, telefonate, e-mail, proposte e rinunce, avevamo fatto diversi concerti di pregevole fattura: Brescia e Pescara (il miglior concerto di sempre!) su tutti. Senza dover pagare nessuno.

(Aggiornamento del 16 novembre 2014, ad opera di Claudio F.)


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Venerdì 24 novembre 2014 abbiamo suonato all’Osteria dei Poeti – Agriturismo al Ranch di Budoia (PN) assieme ai DJANGO, dunque la medesima accoppiata di due settimane prima al Circolo ArtPort. Concerto fissato per i DJANGO, e gli INTER NOS a completare la serata musicale.
Entrando nell’area dell’agriturismo, con i fari dell’auto vedo alcuni gattini che si inseguono. Una volta parcheggiata l’auto e uscito dalla stessa, sento, dai versi provenienti dall’oscuro circondario, che ci sono cavalli e oche, più qualche altro animale non identificato.
All’interno il locale è tutto in legno, con l’area concerti, assai stretta per dire il vero, a destra rispetto all’ingresso principale.
Per cena, pizza con farina biologica ed ingredienti a scelta, come da listino, e bevande.
Durante la prova volumi, un molesto rumore di tanto in tanto proviene dalle casse; uno dei gestori, Mauro, ci spiega che un grillo talvolta si mette a cantare, e vuole rendere nota a tutti la sua presenza; del resto, siamo in un agriturismo, con animali di tutti i tipi.
Alle ore 21,45 iniziamo a suonare noi INTER NOS. Scaletta a dir poco sperimentale e relativamente soft, con i seguenti brani: Differenti percorsi, Transizione, Essere senziente, Frasi, Viaggiatore, Sospesi, Miraggio. Un pezzo nuovissimo (Essere senziente), alcuni ripescaggi dal passato remoto (Viaggiatore, Differenti percorsi, Transizione), una rarità (Frasi), e a concludere un brano eseguito assieme da INTER NOS e DJANGO (Miraggio). Esecuzione lenta e dignitosa, sonorità sanremesi e dunque poco distorte, voce quasi sussurrata e volume generale basso.
Seguono, a partire dalle ore 22,20, i DJANGO, fino a poco oltre la mezzanotte, con un valido repertorio di cover rock e prog rock in continuo ampliamento.
Pubblico vicino alle 30 unità nel periodo di massima affluenza, ma per la gran parte seduto nelle salette confinanti a quella in cui si teneva il concerto, e dunque, almeno all’apparenza, disinteressato all’evento.
Ringraziamo i gestori per l’accoglienza e l’ospitalità, e come dice spesso uno di loro, il già citato pizzaiolo Mauro, EVVIVA!
La stagione concertistica degli INTER NOS, per il 2014, si chiude qui.
Era stato ipotizzato un concerto al Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE) per venerdì 28 novembre 2014 con i MAGIQUE ENTROPY STUDIO dell’amico bassista sandanielese Alessandro Sicur, ma poi il concerto è stato differito al 5 dicembre 2014 e noi INTER NOS abbiamo dovuto rinunciare, a causa di impegni personali già presi per quella sera. Se ne riparlerà nel 2015.
Da parte mia, ho inviato per posta qualche richiesta di concerto congiunto INTER NOS e DJANGO da tenersi nel 2015; visto che gli INTER NOS da soli non suscitano interesse, chissà che con la formula “prendi 2, paghi 1” (pagamenti in denaro? Eh già, buonanotte! Pagamenti in panini e acqua minerale…) si riesca a fissare qualche data in più rispetto a quanto ottenuto in questa magra annata.

(Aggiornamento del 25 ottobre 2014, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 11 ottobre 2014 c’è stato un concerto con DJANGO e INTER NOS al Circolo ArtPort, a Palazzolo dello Stella (UD). Vedi locandina.
Come avviene solitamente, la prova volumi viene effettuata nel tardo pomeriggio. Verso le ore 20, pastasciutta.
Alle 22,15 iniziano i DJANGO, con circa un’ora di covers rock e prog rock, eseguite in maniera pregevole. Dopo, alle 23,30, iniziamo noi INTER NOS; la scaletta è stata Miraggio, Terre, Voltare pagina, Piccolo G., Pifferai, Essere Senziente, Transizione, 1999,5 , Magia, Sospesi, Abbandono, Ingannare. Sintetizzando, si può dire “tanta grinta e poca precisione”. Abbiamo presentato i brani nuovi Pifferai, che doveva essere quello più rodato ed invece è venuto così così, ed Essere senziente che doveva in teoria dare problemi ed invece è venuto bene. Per il resto, ne abbiamo combinate parecchie; andrà meglio un’altra volta, ma il problema è sempre il solito: manca il tempo per fare prove, ed i risultati si sentono.
Tra due settimane, venerdì 24 ottobre, ci saranno ancora INTER NOS e DJANGO in concerto, stavolta all’Osteria dei Poeti a Budoia (PN): vedremo di fare una prova veloce la prossima settimana, quando la faranno anche i DJANGO (prima loro, poi noi).
Ringraziamo i responsabili del Circolo ArtPort per l’ospitalità, e la ventina di spettatori presenti.

Il mio corrispondente Marcos Aurelio Cesario dal Brasile mi ha mandato un po’ di materiale di gruppi locali, tra cui qualcosa dei RATOS DE PORÃO, gruppo che conoscevo pochissimo. Una gradevole scoperta, specialmente vedendo che in giro per i palchi c’è qualcuno più grosso di me (il cantante Gordo).

Gruppi pordenonesi attuali: date un occhio in giro su Internet ai Pozdam (post punk) e ai Fake Idols (metal classico o giù di lì), niente male.

(Aggiornamento del 12 ottobre 2014, ad opera di Claudio F.)


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Ho scoperto l’esistenza del libro “Va pensiero – 30 anni di rock e metal in italiano”, autore Gianni Della Cioppa, pubblicato nel 2012. In una sezione dedicata alle compilazioni su CD è citata la raccolta APNEA e, in una riga, gli INTER NOS col brano 1999,5. Ringraziamo per l’inserimento.

I giorni 8 e 9 agosto 2014 sono stato ad Osoppo (UD) a vedere il festival Pietrasonica; tra i vari gruppi stoner, ce n’era uno musicalmente un po’ più duro, orientato sull’heavy-rock; trattasi di un duo strumentale chitarra elettrica – batteria, da Bergamo, di nome HIBAGON; ho comprato il CD e ho mandato una email di complimenti, finora rimasta senza risposta, per la proposta musicale. Chi vuole saperne di più vada qui.

Non c’entra nulla con la musica, ma voglio mettervi al corrente di una scoperta che ho fatto recentemente su Internet. Alcune persone appassionate di ferrovie hanno realizzato filmati dalla cabina delle locomotive, perciò si può, in pratica, fare un viaggio vedendo ciò che vede il macchinista. Saliscendi, gallerie, montagne, curve, rettilinei, spiagge, scogliere, il mare: spettacolare, almeno secondo me. Ci sono tragitti esaltanti ed altri monotoni: ve ne segnalo due che meritano la visione. Qui si va da Genova Piazza Principe (con i primi minuti in galleria) a La Spezia; è la prima parte di cinque complessive, al sito http://www.youtube.com/watch?v=pDzu8bXAUHs; per il Friuli, segnalo un tratto della vecchia linea Pontebbana, ora dismessa, con splendidi paesaggi montani, al sito http://www.youtube.com/watch?v=ogM6WiBQ4bo. Buon viaggio.

(Aggiornamento del 17 agosto 2014, ad opera di Claudio F.)


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Per dimostrare che siamo ancora attivi, pubblico un aggiornamento a metà luglio.
Rileggendo gli ultimi due anni di “news”, mi sono accorto di essere alquanto ripetitivo nelle frasi e nei concetti: di ciò mi scuso, ma a quanto pare me la cavo meglio a scrivere testi di canzoni che a redigere resoconti.

In giro per il Friuli c’è qualche concerto interessante da andare a vedere. A Lonca di Codroipo sono previsti Bulldozer, Obituary e Paul Di’Anno; a Mortegliano (UD), gli Adolescents; ad Azzano Decimo (PN), Ian Anderson; qua e là per la Regione, ci sono altri spettacoli di personaggi più o meno noti. Chi ha tempo e denaro da spendere, non può lamentarsi per la presunta mancanza d’offerta.

Per gli INTER NOS, qualcosa si muove all’orizzonte, per quanto riguarda i concerti. Salvo cambiamenti:
---- concerto al Circolo ArtPort di Palazzolo dello Stella (UD), località Piancada, Via del Traghetto 3, sabato 11 ottobre 2014 ore 21,30, con i DJANGO (prog rock cover). Ingresso consentito ai tesserati CSEN; per chi non ha la tessera, questa può essere fatta direttamente all’ingresso del circolo la sera del concerto; costa 5 euro e vale un anno; per avere la tessera bisogna mostrare un documento d’identità all’ingresso del circolo.
---- concerto all’Osteria dei Poeti – Al Ranch di Budoia (PN), Via Pedemontana Occidentale 40, venerdì 24 ottobre 2014 ore 21,30, sempre con i DJANGO. Ingresso libero.
Inizieremo a fare pubblicità in prossimità delle date.

Per chi fosse interessato, è disponibile il file audio MP3 con l’esibizione del sottoscritto nel corso della trasmissione radiofonica “Piotrethon”, in onda su Radio Onde Furlane di Udine il 24 dicembre 2013.

Con piacere vengo a sapere che il Borberock Festival, manifestazione in cui abbiamo suonato nell’ormai lontano 2006, dopo il mancato svolgimento dell’edizione del 2013 quest’anno si è tenuto, sia pure con due sole serate (11 e 12 luglio 2014) e con pochi gruppi partecipanti; il luogo del concerto non è più Borghetto di Borbera (AL) come nel 2006, località raggiungibile risalendo la valle del torrente Borbera, bensì Vignole Borbera (AL) che, in base alle informazioni fornite dagli organizzatori, si trova vicino all’autostrada. Io ricorderò con piacere il luogo del concerto 2006: un ex campo sportivo, o almeno così sembrava, che su uno dei lati lunghi era sovrastato da un colle ed in cima al colle c’era un paesello, e sull’altro “lato lungo” era fiancheggiato da alberi e dal greto sassoso del torrente Borbera.

Un po’ di cronaca giudiziaria.
Il TAR del Friuli Venezia Giulia ha emesso una sentenza con cui dichiara illegittimo il provvedimento della Questura di Pordenone che, nel 2009, aveva disposto la chiusura temporanea di una nota birreria di Aviano (PN). Riferimenti: N. 00246/2014 Reg. Prov. Coll, N. 00049/2010 Reg. Ric.
Il TAR della Lombardia, Sede di Brescia, Sezione Seconda, ha rigettato un ricorso che era rivolto “ad ottenere il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno che la società ricorrente (e i suoi soci) avrebbe subito per effetto della mancata, tempestiva, autorizzazione della “Festa della Musica 2012”, che avrebbe dovuto svolgersi, come tutti gli anni, sin dal 1997, nel parcheggio adiacente i locali della Birreria Bierbauch, nel periodo compreso tra il 18 e il 29 luglio 2012”. Riferimenti: n. 00624/2014 Reg. Prov. Coll., n. 01127/2012 Reg. Ric.
Chi è interessato ai testi, si metta alla loro ricerca nel sito www.giustizia-amministrativa.it.

In attesa di altre notizie da riferire, auguro una buona estate, e buona musica (da suonare o, per chi non suona, da ascoltare).

(Aggiornamento del 19 luglio 2014, ad opera di Claudio F.)


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Come per il precedente aggiornamento del 1° maggio scorso, per quanto riguarda gli Inter Nos non ci sono novità meritevoli di segnalazione.
Che io sappia, neanche i nostri numerosi colleghi che vivono nel circondario stanno suonando con particolare frequenza; in generale, ben poco si muove a livello di spettacoli: qualche episodio isolato qua e là, e nulla più. Restiamo in attesa di conoscere i gruppi partecipanti ai festival estivi, per valutare eventuali trasferte in qualità di spettatori.

(Aggiornamento del 11 giugno 2014, ad opera di Claudio F.)


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Come si dice in questi casi, c’è calma piatta: nulla di particolarmente importante da segnalare.
Concerti: salvo proposte assolutamente irrinunciabili, sarà per gli INTER NOS un’estate “sabbatica”, con qualche prospettiva di esibizione da fine agosto in poi. Purtroppo i magri bilanci familiari ci dissuadono dallo spendere troppo denaro per la musica, e quindi anche dall’effettuare trasferte concertistiche che, come si sa, prevedono quando va bene un compenso in panini e bibite, ma non in denaro. Dovesse capitare una proposta per suonare gratis in un festival nel circondario con una decina di gruppi, allora potremmo valutare di parteciparvi, se non altro per il potenziale pubblico che in questi casi è più numeroso rispetto ai concerti in cui gli Inter Nos suonano da soli, e sperando che almeno i musicisti delle altre formazioni restino ad ascoltare; ci mimetizzeremo nel mucchio dei suonatori con la nostra mezz’ora di repertorio standard limitando i danni, in attesa di provare e proporre finalmente i due brani nuovi.
Conseguentemente, anche l’invio di missive con richiesta di concerti a locali mai contattati prima deve ritenersi concluso, salvo ripensamenti autunnali.
Ritengo esaurita la campagna promozionale di contatti a emittenti radiofoniche straniere; per le emittenti italiane, scusate l’esterofilia, a parte un paio di contatti consolidati, non ci provo nemmeno: mi limito a segnalare i concerti.
Infine, per quanto riguarda le fanzines, non mi aspetto né nuovi contatti né nuove recensioni, sebbene ne manchino all’appello: praticamente azzerata la corrispondenza con addetti ai lavori italiani, anche quei pochi corrispondenti esteri con cui mi sentivo sono scomparsi dalla scena, o svolgono la loro attività a ritmi da lumaca. Come noi, del resto.

(Aggiornamento del 1° maggio 2014, ad opera di Claudio F.)


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Il 12 aprile 2014 ho mandato un po’ di email promozionali ad alcune radio estere, stavolta con sede in Africa. Come per le passate spedizioni, anche in questo caso almeno un quarto degli indirizzi email indicati nei siti ufficiali delle emittenti non è attivo; inoltre, e questa è una novità, a quanto pare in Algeria e in Sudafrica gli Inter Nos probabilmente sono stati inseriti in qualche lista nera di molestatori informatici: ben tre dei messaggi spediti sono stati rifiutati, uno con la dicitura “diagnostic: 554 Refused. Your IP address is listed in the RBL at bl.spamcop.net” e negli altri 2 messaggi di rifiuto con diciture simili.
Non mi sembrava di avere inondato l’Africa di messaggi promozionali; comunque prendo atto della notizia e, volendo vederci un aspetto positivo, allora i precedenti messaggi (chissà quali, poi) non sono passati inosservati. Anche questa è pubblicità, e lo considero un merito.

Un po’ di foto del concerto del 30 marzo 2014 ad Aquileia (UD) sono visibili sulla pagina Facebook del Forte Rock (dovreste cercarla su Google, ora non mi si apre). L’audio del concerto, per quanto riguarda l’esibizione degli INTER NOS, dovrebbe essere messo presto “on line”; ringraziamo il Piotre per avere registrato la nostra esibizione.

Un’autorecensione (scritta da noi) è stata pubblicata sul sito della “Shelve”, a cui ci siamo rivolti per stampare le copie di “Produzione Propria”; abbiamo ripreso ciò che aveva scritto Mauro Missana in una recensione che fece al nostro CD. Se volete andare a leggere ciò che è stato pubblicato sul sito “Shelve”, cliccate qui.

Questa è bella: qualcuno negli U.S.A., precisamente tale “thebluewidow3”, vende su Ebay una copia di “Deforme” a $ 9,99! Ma chi volete che gliela prenda, a quel prezzo? Compratela dagli Inter Nos nuova, che costa meno. Link qui, finché rimane.

Si legge che dopo Myspace, anche Facebook sia in declino; l’articolo è visibile qui. Non ho mai apprezzato più di tanto i social network; non ho mai capito l’utilità di esibire in pubblico i fatti propri al di là del necessario (relativo all’attività musicale per quanto riguarda noi, o relativo ad importanti notizie personali positive o negative), né quella di avere bisogno di centinaia di amici veri, virtuali o inesistenti (profili di persone che, appunto, non esistono; oppure, furti di personalità dove qualcuno si spaccia per qualcun altro all’insaputa di questi), oltre a crearsi l’ossessione di quanti “mi piace” si ricevono e all’alienazione di sostituire la vita virtuale a quella reale; in Myspace gli Inter Nos si sono inseriti solo dietro ripetute insistenze di altri musicisti, ma non c’era affatto bisogno di Myspace per diffondere la propria musica: di siti che inseriscono brani e biografie ce n’erano altri sia dieci anni fa sia ora. Myspace era una moda, come poi è diventata una moda Facebook; come tutte le mode, prima o poi passano. Su Facebook non ci siamo, né come gruppo musicale né come persone. Non dite, vedendo una pagina Facebook di Claudio Faggion, che sia “mia”, cioè del bassista-cantante degli Inter Nos: ho scoperto che in Facebook ci sono almeno tre miei omonimi, senza contare gli altri esistenti in giro per l’Italia. Quello di San Michele al Tagliamento (un tempo a Pordenone) nato nel 1970, comunque, sono proprio io che sto scrivendo, e a San Michele, che io sappia, non ho omonimi.

Siccome non prevedo altri aggiornamenti entro una settimana da oggi, faccio gli auguri di Buona Pasqua.

(Aggiornamento del 13 aprile 2014, ad opera di Claudio F.)


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Domenica 30 marzo 2014 abbiamo suonato al Disco Pub Al Fortino ad Aquileia (UD), in una delle serate della rassegna “Forte Rock” organizzata da Aljosa Gergolet; la serata era dedicata al prog rock; con noi c’erano Il Fauno Di Marmo e, dopo un anno e mezzo di assenza dai palchi, i Garden Wall.
Arriviamo al posto con largo anticipo. Il locale si trova sulla strada tra Cervignano e Grado, in una zona piuttosto isolata; sembra piccolo a vederlo dall’esterno, invece una volta entrati si rivela sufficientemente ampio. Entrando, si vede a sinistra la sezione ristorante; davanti (cioè sul lato di fronte) c’è il bar e, guardando a destra del bar, la sezione “divanetti” da discoteca. Immediatamente a destra appena entrati, c’è la zona in cui si suona.
Terminiamo la prova dei volumi verso le 20, dopodiché ci viene offerto un abbondante piatto con patatine fritte e wurstel, accompagnato da birra.
Iniziamo per primi, verso le 21. La scaletta è: Miraggio, Terre, Voltare Pagina, Magia, Viaggiatore, Transizione, 1999,5, Sospesi, Abbandono. Invitiamo il PIOTRE (Piero Sangoi) a fare i cori in 1999,5. Come esecuzione del concerto, ci è andata meglio di quanto avessimo preventivato. Le mie non perfette condizioni di salute, con tosse e scarsa voce, e una zona-concerti alquanto buia non hanno impedito una prestazione che, a detta di molti, è stata positiva; io mi limito a dire che, come era nelle nostre intenzioni, dovevamo limitare i danni, e a quanto pare ci siamo riusciti.
Seguono Il Fauno Di Marmo, con brani prevalentemente tratti dal loro recente CD, e i Garden Wall, con formazione Alessandro Seravalle (voce-chitarra), William Toson (basso), Ivan Moni Bidin (batteria), Gianpietro Seravalle (basi elettroniche), che hanno proposto brani recenti e alcuni ripescaggi dai primi lavori. Inutile dire che, tanto per Il Fauno quanto per i Garden, gli appassionati di prog rock hanno avuto di che deliziare le proprie orecchie.
Qualcuno ha ripreso il concerto in video e scattato delle fotografie: provate a girare su Facebook alla pagina del Forte Rock, potrebbe essere stato pubblicato qualcosa.
Nota dolente: scarsa presenza di pubblico. Una trentina di persone per un concerto di tale rilevanza (non certo per la nostra presenza, sia chiaro) è un insulto a chi continua a organizzare questo tipo di eventi e a chi, coraggiosamente, continua a suonare brani propri. Non credo che il concomitante concerto dei Raw Power a Trieste abbia levato una parte di potenziale pubblico, vista la diversa tipologia di ascoltatori. Non voglio polemizzare, ma anche chi solitamente presenzia ai concerti del Fauno spostandosi di decine e decine di Km, stavolta ha disertato “in toto”. Ringrazio invece i conoscenti che sono venuti, scusandomi se dimentico qualcuno: Piotre e Marco (Der Leone Has Sept Cabeças), Andrea (ex voce dei Der Leone), Alessandro Sicur (Visionoir), Valter Poles (Barrock), ed altri che conosco di vista. Grazie ad Aljosa Gergolet per avere organizzato la serata, e al Pub Al Fortino per l’ospitalità.
Non abbiamo altre date in programma, vediamo se arriverà qualche proposta per la primavera.

(Aggiornamento del 31 marzo 2014, ad opera di Claudio F.)


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Come già scritto in passato: poco accade, poco si aggiorna.
Questo appuntamento rischia di diventare come la pagina dei necrologi, vista la continua dipartita di personaggi: uno fra i tanti, Francesco Di Giacomo, cantante del Banco del Mutuo Soccorso, mancato in data 21 febbraio 2014 all’età di 66 anni a causa di un incidente stradale.
Occupandoci di cose più liete: state attenti, perché domenica 30 marzo 2014 alla sera, in quel di Aquileia (UD), potrebbe esserci una serata musicale prog con vari gruppi, tra cui gli Inter Nos. C’è qualcuno che sta lavorando all’evento. Se sono rose, fioriranno.
Sto raccogliendo indirizzi email di radio estere, stavolta di nazioni africane, a cui mandare una email di presentazione. Chissà che fine ha fatto il pacchetto destinato alla radio metal del Marocco, che ho spedito qualche mese fa.

(Aggiornamento del 26 febbraio 2014, ad opera di Claudio F.)


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Primo aggiornamento dell’anno 2014. Segnalo, telegraficamente, le notizie rilevanti:
- oggi abbiamo fatto prove, e stiamo lavorando su due brani nuovi.
- nel mese di gennaio ho mandato una decina di lettere in giro per la richiesta di concerti a locali.

Non essendoci altro da segnalare, riporto alcune citazioni da “Cadabra: un buco nell’underground”, libro scritto da Francesco Radicci, classe 1975, batterista del gruppo new wave pugliese Cadabra. I riferimenti sono agli anni ’80 e all’adolescenza del protagonista, e in molti casi mi ci sono ritrovato appieno, anche nei commenti comparativi con la situazione attuale.
Pagina 12 – “sul finire degli anni Ottanta l’underground era ancora underground, quello vero”.
Pagina 15 – “a quell’età si ha un’inesauribile fame d’ascolti. Gruppi e dischi non erano mai abbastanza e, come una droga, occorrevano dosi sempre maggiori. Reperire musica di un certo tipo al tempo non era cosa da niente: grazie a Dio non esistevano ancora internet e la cultura del download facile – giga di MP3 senza avere neppure il tempo e la voglia di ascoltarli – era ancora di là da venire. I dischi andavano fortemente voluti, rincorsi, e ciò giustificava anche la loro registrazione su cassetta (per certi versi antesignana del download)”.
“… alle discografie mancava sempre qualcosa e quel qualcosa andava inseguito come quelle figurine della Panini introvabili”.
“ad ascoltare musica underground eravamo davvero in pochi, pochissimi, e non era difficile arrivare a chiunque, anche per vie traverse. Ma erano sempre persone più grandi di noi. Occorreva farsele presentare, conoscerle, conquistarsi la loro fiducia. Allora, e solo allora, dalla tasca di un cappotto spuntava la tanto ambita cassetta”.
Pagina 16 – “Ma i dischi andavano innanzitutto comprati. Averne uno tra le mani era il massimo: veniva analizzato in ogni suo centimetro quadrato e buona prassi voleva che soprattutto i primi ascolti fossero accompagnati dalla lettura dei testi (forse è anche questa la ragione per cui dei dischi di allora ricordo tutto mentre di quelli usciti negli ultimi anni a stento riesco ad assimilarne titoli e tracklist)”.
Pagina 16 e 17 – “Al tempo le fanzine rivestivano un ruolo di vitale importanza per l’intero tessuto underground. Raccoglievano recensioni, interviste, a volte uscivano anche con 45 giri in allegato, diffondendo informazioni che altrimenti avrebbero avuto pochi altri canali di sbocco. Avevano un peso politico non indifferente, erano rispettate anche da gruppi più che avviati e in alcuni casi riuscivano persino a porsi in competizione con riviste da edicola”.
Pagina 19 – “della scena degli anni Ottanta ricordo ancora nomi, gruppi, volti e canzoni mentre – a parità di (dis)interesse – oggi faccio fatica anche a distinguere una Jennifer Lopez da una Christina Aguilera, o come si chiamano”.
Pagina 22 – “a quei tempi la soglia di accettazione di un look stravagante era bassissima: bastava un nero ad oltranza a far sospettare che il soggetto in questione non fosse a posto col cervello o che avesse seri problemi di droga”.
Pagina 26 – “l’underground, con il suo circuito alternativo, aveva una profondità palpabile. Chiunque lo vivesse si sentiva, e ne era, parte integrante. Si presentava quasi come un ecosistema di microrganismi (…), ognuno dei quali indispensabile per equilibri e sopravvivenza dell’insieme: se ne saltava uno, a ruota, saltavano tutti, e saltava il concetto stesso di underground. Come poi in effetti accadde”.
“Quasi ogni città aveva un substrato culturale forte, una scena riconosciuta, fatta di gruppi, fanzine, locali e luoghi di ritrovo. Un ghetto, potrebbe dire qualcuno. Magari ce lo ridessero quel ghetto”.
Pagina 63 – “Dal 127 di via Canudo mi sentivo un po’ come quei terroristi che da anonimi appartamenti lucidano armi e pianificano il peggio. Io, semplicemente, assemblavo e spedivo pacchetti”.

Per continuare con le citazioni, ecco il testo del brano “D.I.Y. (esempio concreto)” dei giussaghesi (da Giussago di Portogruaro, provincia di Venezia) XpusX, tratto dal 7” “Un pezzo alla volta” del 2013.
Ho un gruppo e registro, ho venti canzoni, penso a una cassetta. Poi becco il buon Jay, mi dico “È una dritta, usciam su Placenta!”. Lui fa: “Tra due mesi avrete già tutto”. È passato un anno, noi siam andati avanti, abbiam nuovi pezzi, ma niente cassette. Ne è valsa la pena o no? Un anno di scazzi per trenta cassette di merda? Avviso per tutti: non segui il D.I.Y.? Questo è il risultato. Rifletti e ricorda: spesso e volentieri puoi fare da solo.

(Aggiornamento del 25 gennaio 2014, ad opera di Claudio F.)


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È giunto il momento di inserire l’aggiornamento di fine anno.

Il 24 dicembre alla sera sono stato ospite della trasmissione radiofonica “Piotrethon”, in onda su Radio Onde Furlane di Udine. Grazie alla collaborazione tecnica del conduttore Piero Sangoi detto “Piotre”, il quale ha portato un piccolo ampli per basso, ho eseguito alcuni brani degli INTER NOS in versione basso-voce, con svariate invenzioni rispetto alle versioni ufficiali. La scaletta è stata: Tacere, Terre, Prima del tempo, Ingannare, Magia, Sospesi, Miraggio, Porta, Voglia di pensare, Abbandono, a cui sono seguite Stai punk, brano dei The Rancidos ripreso dal Piotre nel suo progetto solista INES, e 1999,5 richiesta da uno dei numerosi presenti negli studi di Radio Onde Furlane. Ci tenevo ad esserci in rappresentanza degli INTER NOS, siccome avevamo già ricevuto l’invito nelle passate edizioni ed avevamo rinunciato; del resto, il 24 dicembre sera solitamente lo passo in famiglia o in attesa della messa di mezzanotte; non è il giorno ideale, almeno per quanto mi riguarda, per suonare ad eventi musicali. Comunque, come si suol dire, “ho fatto la mia parte”, che a quanto pare è stata apprezzata. Ringrazio il Piotre, Radio Onde Furlane, e tutti i presenti; chissà se gli ascoltatori avranno gradito, comunque ormai è fatta. Ah, poi alla messa di mezzanotte ci sono andato ugualmente, o meglio alla messa delle 22,30 a San Michele al Tagliamento, ma questa è un’altra storia.

Nel 2013 non vi sono stati lutti in famiglia o scoperta di malattie: ciò è sufficiente per definire positivo l’anno 2013 che sta per terminare.
La famiglia si è allargata: Paolo è diventato papà di un bellissimo bimbo, Andrea, che ora ha 10 mesi e mezzo.
L’attività musicale degli INTER NOS per il 2013 può essere così riassunta:
- 5 concerti all’attivo, e 114 in totale.
- una recensione, relativa a “Deforme”, sulla fanzine lombarda “Nessuno Schema” n. 10 del giugno 2013.
- molte lettere, alcune delle quali con CDr allegato, spedite a locali del nord e centro Italia alla ricerca di concerti, senza apprezzabili risultati.
- invio di emails a radio estere; una radio del Marocco (Anwarock Webradio), con collaboratori anche in Francia, ci ha chiesto l’invio di materiale; abbiamo spedito l’intera produzione del gruppo, non ci sono pervenute notizie né commenti.
- svariati scambi di materiale con musicisti in Italia ed all’estero.
Prospettive: premesso che il piccolo Andrea e le attività lavorative mie e di Paolo hanno la precedenza, ci sono due brani in attesa di ultimazione, mai suonati dal vivo, e per la verità neanche mai provati assieme; esiste solo la parte di basso ed il testo. Sto prendendo contatti per suonare in qualche manifestazione estiva, speriamo che vadano a buon fine. Mal che vada, un concerto da qualche parte a San Michele al Tagliamento (VE) riusciremo certamente a farlo.
Sembra che le tariffe postali aumenteranno di molto da qui al 2016; se così sarà, dovremo per forza aumentare anche i costi dei nostri CD, ammesso che qualcuno ce li acquisti a mezzo posta.
Concludo segnalando un libro ad argomento musicale, che mi sono procurato da poco, e che ho trovato interessante e gradevole: “Cadabra – un buco nell’underground” di Francesco Radicci, batterista del gruppo pugliese Cadabra, con cui sono in contatto da una quindicina d’anni.

Non resta che augurare il buon anno a tutti voi, e grazie per l’attenzione.

(Aggiornamento del 31 dicembre 2013, ad opera di Claudio F.)


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Venerdì 6 dicembre 2013 abbiamo suonato ad Aviano (PN), al Bar Al Contrario. Questa è la locandina. Il concerto era stato organizzato per i DJANGO: siccome loro non hanno ancora abbastanza minuti di repertorio per un’intera serata dal vivo, siamo andati anche noi INTER NOS a dare manforte. Iniziano i DJANGO alle ore 22 e intrattengono i numerosi presenti con cover prog, ma non solo; qualche filmato dovrebbe essere stato inserito nella loro pagina Facebook. Alle 23,15 iniziamo noi INTER NOS; tra alti e bassi, e con brani eseguiti a gran velocità, suoniamo per mezz’ora, finché dal bancone ci viene detto che è ormai tardi ed è ora di smettere, a causa di lamentele ricevute in passato dai vicini. Sono stati eseguiti i seguenti brani: Miraggio, Voltare pagina, 1999,5 , Prima del tempo, Ingannare, Terre, Abbandono. Almeno una cinquantina di spettatori presenti, di cui una decina venuti appositamente per lo spettacolo; nonostante la corposa affluenza (almeno per i parametri degli INTER NOS), pare che gli incassi del locale non siano stati soddisfacenti. In definitiva, a parte la soddisfazione di avere aiutato i giovanissimi DJANGO ad effettuare il loro concerto, ed al piacere di rivedere alcune persone che non incontravo ormai da tempo, per quanto mi riguarda la serata passa in archivio nella categoria “senza infamia e senza lode”.
Non sono previsti altri concerti degli INTER NOS nel 2013; potrebbe esserci la partecipazione del sottoscritto (Claudio) al programma radiofonico PIOTRETHON, in onda a partire dalle ore 20 del 24 dicembre 2013 su Radio Onde Furlane di Udine, Mhz 90.0 per Udine e zone limitrofe. Se vado, ci scapperà di sicuro un’improvvisazione musicale, vista la sicura presenza di numerosi musicisti negli studi dell’emittente.


A proposito di radio: ho inviato una cinquantina di email ad altrettante emittenti radiofoniche elencate nel sito http://it.delicast.com/radio/rock, per promozionare la nostra musica ed in particolare il CD “Produzione Propria”. Di tanto contattare, una emittente ha risposto, chiedendo di inviargli del materiale; si tratta, pensate un po’, di una radio marocchina, tale ANWAROCK WEBRADIO, sito www.anwarock.com, che si definisce “la webradio marocaine 100% rock and metal”, ed il cui recapito stradale è: Anwarock Webradio, 2 rue de la Mélinière, 44000 Nantes, France. Mi appresto a mandare l’intera produzione degli INTER NOS in CDr: del resto, a tutte le radio contattate avevo precisato di essere disposto a mandare i brani in formato MP3 via email, aggiungendo che se volevano “fisicamente” i CD mi dovevano spedire anticipatamente un contributo di 10 Euro o 10 dollari statunitensi. Non sono Babbo Natale, anche se siamo nel periodo giusto, e non posso mica regalare CD a tutti! Visto che di contributi spese non se ne parla, allora spedirò CDr anziché gli originali, e gli manderò tutta la produzione anziché solo l’ultimo lavoro: poco mi cambia, a mandare 1 CD o 2 il costo della spedizione sarà identico, e per 90 centesimi in più di supporto tondo (mando 2 CDr, in uno non mi stanno tutti i brani) non andrò certo in malora. Staremo a vedere cosa accadrà e quale promozione ci faranno.

Salvo eventi meritevoli di segnalazione, il prossimo aggiornamento sarà il 31 dicembre 2013 nel pomeriggio; e dunque approfitto di queste ultime righe per formulare, a nome del gruppo, gli auguri di Buone Feste ai visitatori del sito.

(Aggiornamento del 07 dicembre 2013, ad opera di Claudio F.)


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Evento luttuoso.
Da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/27/addio-a-lou-reed-lex-cantante-dei-velvet-underground-si-e-spento-a-71-anni/758331/

Lou Reed morto a 71 anni, addio all’ex cantante dei Velvet Underground
La rock star di Brooklyn aveva subito un trapianto al fegato nel maggio scorso, dopo una vita vissuta a cento all’ora tra eccessi e grande musica, da "Walk on the wild side" a "Perfect day"
Settantuno anni, una vita vissuta a cento all’ora tra eccessi e grande musica: Lou Reed, ex leader del Velvet Underground e uno dei più grandi innovatori del rock negli ultimi decenni, è morto. Il suo agente, Andrew Wylie, ha spiegato che il decesso è dovuto a una malattia legata al recente trapianto di fegato, al quale la leggenda del rock si era sottoposta a maggio scorso. La sua carriera era cominciata negli anni Sessanta, come frontman dei Velvet Underground, miscelando sapientemente suggestioni diverse per dare vita al rock alternativo, glam e punk che lo ha trasformato in una delle leggende della musica mondiale.
Newyorkese di Brooklyn, Lou Reed ha vissuto la scena della Grande Mela al fianco di altri grandi personaggi del tempo, primo fra tutti quell’Andy Warhol che produsse il primo disco dei Velvet Underground nel 1967. Era il “banana album”, chiamato così per la banana della copertina disegnata dallo stesso Warhol, uno dei segni iconici di quella cultura pop e underground (ossimoro che Warhol aveva reso solo apparente) di New York che andava crescendo attorno alla figura del pittore di Pittsburgh. Sarà breve, la vita dei Velvet Underground, ma in quei pochi anni Lou Reed e soci erano riusciti a unire il rock alle vicende urbane di una New York peccaminosa e fuori dalle regole della società americana di allora, persa com’era tra droghe e sperimentalismi sessuali di ogni genere.
Messa da parte l’esperienza di gruppo, negli anni Settanta Reed torna prepotentemente sulla scena grazie all’aiuto di David Bowie, che proprio a Reed si era ispirato al suo esordio. Il Duca Bianco produce Transformer, l’album del 1972 all’interno del quale trovano spazio alcuni dei pezzi più belli di tutta la carriera di Lou, e sicuramente i più conosciuti dal pubblico: Perfect Day (tornata alla ribalta nel 1996 grazie alla colonna sonora di Trainspotting), Satellite of love, Vicious e Walk on the wild side. Grazie al successo commerciale di Transformer, Reed può permettersi di sperimentare nuove vie musicali nei dischi successivi (a cominciare da Berlin, un concept album difficile ma con sprazzi di grande musica).
Nel frattempo, continua la sua forte dipendenza alle metanfetamine. Un altro grande album è New York, del 1989, che pone fine a una pausa di qualche anno. Pare sia stata la morte di Andy Warhol, nel 1987, a spingerlo a tornare alla musica, per raccontare nel migliore dei modi la sua città, la città degli anni d’oro della Factory. Ma è Songs for Drella (1990), il vero album dedicato a Warhol, scritto a quattro mani con l’ex compagno dei Velvet Underground John Cale. Negli anni Novanta, Lou Reed è ormai una leggenda della musica mondiale, e può permettersi in un certo senso di campare di rendita.
Nel 1996, il film Trainspotting rilancia in grande stile la sua canzone più nota, Perfect Day, della quale nel 1997 il cantante ha realizzato una versione con altri grandi artisti inglesi per raccogliere fondi per l’Unicef (e vendendo un milione di copie). Negli ultimi anni, Lou Reed ha dovuto pagare lo scotto degli eccessi di una vita, fino al trapianto di fegato dello scorso maggio. A luglio, poi, era stato ricoverato per una grave forma di disidratazione. Oggi, infine, la morte di un simbolo della controcultura rock del XX secolo, parte integrante di un momento glorioso e drammatico allo stesso tempo della musica, tra produzioni leggendarie e momenti di irrefrenabile autodistruzione.


Segnalo un articolo apparso sul periodico pordenonese LA CITTÀ, ottobre 2013, sulla situazione della scena musicale pordenonese attuale. Vedi l’articolo scansionato alla meno peggio, non essendo stato pubblicato su Internet (almeno che io sappia; io non l’ho trovato).

(Aggiornamento del 30 ottobre 2013, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 19 ottobre 2013 abbiamo suonato al Circolo ArtPort a Palazzolo dello Stella (UD), località Piancada. Vedi la locandina.
La sala del concerto si trova nello scantinato di una palazzina che si affaccia sul fiume Stella; al pianterreno c’è una sala per mostre e convegni, al primo piano c’è un bar con un’ampia terrazza che si affaccia sul fiume e sul dirimpettaio paese di Precenicco, al quale si può agevolmente giungere per mezzo di un ponte pedonale recentemente restaurato.
Nel tardo pomeriggio si fa la prova dei volumi: prima i Sepolcral (death metal), con cui condivideremo la serata musicale, e poi noi. Come temevo, l’acustica non è delle migliori, ed anche la luminosità nell’angolo ove è situato il palco, un’area cubica all’estremità della sala, non mi agevola: essendoci le luci psichedeliche, già capisco che dovrò chiedere al tecnico di lasciarne una sempre accesa. Sto diventando cieco, che volete farci (evitate commenti ironici sul motivo, please…)! Se non vedo il manico (idem come sopra) del basso (meglio precisare…), combino disastri sonori (chissà a quale gruppo alessandrino mi riferisco con questa dotta citazione).
Dopo la prova volumi, ci portiamo al bar del primo piano e attendiamo, seduti sul terrazzo con vista panoramica, che ci chiamino per la cena; giungono le ore 21,30 e ci pappiamo una gustosa pastasciutta col sugo di pomodoro.
Scendiamo nello scantinato – bunker, e attendiamo fino a che, alle 22,15, il buon Alex Del Giulio del circolo ArtPort ci dà il benestare per iniziare il concerto.
La nostra scaletta prevede i seguenti brani, tutti eseguiti: Miraggio, Tacere, Terre, Ingannare, Voltare pagina, Voglia di pensare, Magia, Piccolo G., Viaggiatore, Sospesi, Porta, Abbandono. I timori della vigilia si materializzano, almeno da parte mia; giacché sento echi e riverberi, e inoltre vedo poco, invento di sana pianta le parti di basso di parecchi brani, e già mi ritengo soddisfatto di avere portato a termine il concerto; sento che anche Paolo ha semplificato parecchio alcune parti di percussioni elettroniche. Per fortuna eravamo in “serata buona”: i testi me li sono ricordati tutti, errori da impreparazione non ne abbiamo fatti, e per il resto, viste le condizioni ambientali, abbiamo limitato i danni, come si suol dire, e non abbiamo autocritiche da rivolgere a noi stessi; i Sepolcral, dal canto loro, hanno offerto la consueta prestazione devastante, sia pure con una formazione inedita, con il vocalista Pist al posto del defezionario Redondo.
Cornice di pubblico finalmente degna degli sforzi profusi negli anni dal circolo ArtPort; durante l’esibizione dei Sepolcral ho contato 50 presenti, che è il record di spettatori da quando frequento il posto.
Ringrazio i presenti, i Sepolcral ed il Circolo ArtPort per la serata, che dev’essere senz’altro annoverata tra quelle positive.

(Aggiornamento del 20 ottobre 2013, ad opera di Claudio F.)


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Venerdì 04 ottobre 2013 abbiamo suonato al concorso Blue Arrows on The Rock, presso il Blue Arrows Pub a Sevegliano di Bagnaria Arsa (UD). Oltre a noi, che eravamo i primi in scaletta, han suonato nell’ordine i Vinolia, i Caligo e gli Out of Tone. Alcune foto della serata sono visibili qui. Il posto (Blue Arrows Pub) è carino, con arredi in legno scuro e una sala apposita per i concerti, ma troppo piccolo per ospitare 4 gruppi; comunque, ce l’abbiamo fatta. Cibo offerto, bevande a pagamento. Non sappiamo come è andato il concorso: Paolo alle 23,30 è andato a casa, ed io sono partito dal locale appena han finito gli Out Of Tone. Abbiamo fatto conoscenza con tre gruppi assai dotati tecnicamente e, per quanto ho potuto notare dalle brevi chiacchierate con qualcuno di loro, assai disponibili a scambi e collaborazioni. Quanto alla nostra esibizione: nonostante le solite sbavature (anzi, a essere precisi sono sempre diverse!) di entrambi, e i cambi di testo effettuati dal sottoscritto, direi che è stata la migliore da parecchio tempo a questa parte. I brani eseguiti sono stati, nell’ordine: Miraggio, Tacere, Terre, Ingannare, Voltare Pagina, Magia, Piccolo G., Sospesi. Attendiamo notizie dalla giuria, ringrazio l’organizzatore Aljosa Gergolet (ex La Cacca Intorno, ex Ottomani) e saluto i gruppi che han suonato, con l’auspicio di risentirci e rivederci su qualche palco.
Ora tocca al concerto con i Sepolcral, sabato 19 ottobre 2013 ore 21,30 al Circolo ArtPort a Palazzolo dello Stella (UD).
Potrebbe esserci un concerto anche a fine novembre, ma per quello restiamo in attesa di sviluppi.

Questa ancora mi mancava: l’elenco degli artisti metal deceduti.
Iniziativa coraggiosa. Cari musicisti, fate gli scongiuri: finchè la leggete vuol dire che ancora non siete inseriti in lista.
Vedi http://www.metal-archives.com/artist/rip

Da: http://www.rockit.it/senato-approvato-decreto-musica-dal-vivo-live-concerti
Concerti senza burocrazia: decreto approvato al Senato
Passo avanti per la norma che semplificherebbe l'organizzazione di concerti di piccole dimensioni

Il Senato ha infatti approvato oggi a larga maggioranza (astenuto il Movimento 5 Stelle) il Decreto Valore Cultura, presentato dal Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Massimo Bray (nella foto). Tra i vari punti contenuti nel decreto, anche l'eliminazione della burocrazia attualmente necessaria (licenze e autorizzazioni): nel dettaglio, sarebbe sufficiente un'autocertificazione per concerti organizzati in sale con capienza inferiore alle duecento persone e con orario di fine fissato per le 24.
Dopo il passaggio al Senato, il decreto dovrà ora essere approvato dalla Camera entro l'8 di ottobre per entrare effettivamente in vigore.
La norma nasce su impulso di una petizione online, lanciata da Stefano Boeri e che al momento registra oltre 36mila firme.


(Aggiornamento del 05 ottobre 2013, ad opera di Claudio F.)


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Come avete visto nella sezione “concerti”, c’è n’è uno in previsione in ottobre, e potrebbe non essere l’unico da qui a fine anno.
Sabato 19 ottobre 2013, ore 22, suoniamo con i SEPOLCRAL (death metal) al Circolo Culturale ArtPort, sito a Palazzolo dello Stella (UD), Località Piancada, Via del Traghetto n. 3. Per i Sepolcral, alla voce ci sono Daniele Tollon (anche chitarrista dei Chronic Hate) e Nicola Muneratto (già voce dei The Brusarja).
Immagino che noi faremo 45 minuti e suoneremo per primi, ma i dettagli sono da definire. Di certo faremo in modo di iniziare alle 22 puntuali: i vecchi (noi) sono stanchi e vanno a nanna presto.
Segnalo che l’ingresso al concerto è consentito ai tesserati C.S.E.N.; la tessera C.S.E.N. può essere sottoscritta compilando il modulo di adesione presso il Centro durante gli orari apertura (anche alla sera del concerto), costa 5 € ed è valida per un anno (dal 1° gennaio al 31 dicembre) per tutti i circoli C.S.E.N. nazionali.
Un suggerimento per raggiungere il posto. Chi viene da Lignano o comunque da ovest, può parcheggiare a Precenicco in Piazza del Porto o Via del Porto Patriarcale: mi risultano, per lo stesso posto, due indicazioni diverse, ma in pratica è un piazzale che dà direttamente sul fiume Stella; da lì, prendete il ponte pedonale che conduce all’altra riva de fiume, e trovate l’edificio in cui, al piano interrato, ha sede l’Associazione ArtPort con sala prove e sala concerti. Io, quando vado là a vedere concerti, parcheggio sempre a Precenicco in quel piazzale che vi ho indicato.
Ultima annotazione. Il Circolo ArtPort è l’unico posto in zona in cui si possono ascoltare a cadenza quasi settimanale dei gruppi musicali “no cover”; capisco che l’ingresso con tessera a pagamento non sia il massimo della simpatia (ennesima schedatura, che si aggiunge alle altre palesi o nascoste già esistenti), ma al momento, per ascoltare “no covers bands” non ci sono alternative di pari livello, se non qualche concerto occasionale qua e là. L’affluenza di pubblico non è certamente oceanica, per quel che ho visto; dunque, prima che questi volenterosi ragazzi siano tentati dall'idea di abbandonare l’iniziativa, sarebbe il caso che i piagnoni alzassero il fondoschiena dal divano e presenziassero agli spettacoli a prescindere da chi suona, al fine di incoraggiare e incrementare le attività del circolo.


È prematuramente mancato un personaggio che, nella zona di Portogruaro (VE), è stato importante per molti.

Da http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/morto_dj_marzio_dance
_port_la_disco_music_in_veneto_cordoglio_su_facebook/notizie/314094.shtml

Morto dj Marzio Dance: portò la disco music in Veneto. Cordoglio su Facebook
Un male incurabile si è portato via Marzio Mugnaioni, 59 anni, “resident” al Tnt di Portogruaro dal '90. Fan disperati sul web

VENEZIA - È morto questa mattina il dj Marzio Mugnaioni, 59 anni, conosciuto nel mondo delle discoteche con il nome d'arte di Marzio Dance. Era stato lui, nei primi anni 90, a importare in Veneto la disco music. Assieme al suo socio Max Ferri hanno animato per decenni le notti della discoteca Tnt di Portogruaro. Marzio, originario di Scandicci, era molto conosciuto nel veneziano. La notizia della sua morte, a causa di un male incurabile che l'ha divorato in pochi mesi, sta facendo rapidamente il giro del web.
Il dj lascia la moglie Anna e la figlia Camilla. I funerali verranno celebrati lunedì alle 9.30 in via Pisana, di fronte all’abitazione, nella chiesa di Gesù Buon Pastore. Molti i messaggi di cordoglio e addio sulla sua Pagina Facebook. Che storia!!!! Lo dicevi sempre e ogni volta era una storia fantastica con te!!!! Ciao amico, ciao ciao leggenda, ciao grande Marzio!!!! scrive Alessandro, Una grande persona, un grande dj, un grande amico... un grande dolore. .. sono vicino a chi soffre come me la tua dipartita, carissimo Marzio aggiunge Prince; Sono senza parole... Con te se n'è andata anche una parte di me! Ciao Marzio!!! chiude Francesca.
Sabato 10 Agosto 2013


Un articolo a proposito dell’obbligo, esistente o meno, di compilare il borderò SIAE in determinate circostanze. Per i link citati nell’articolo, andate direttamente alla pagina del sito “patamu” indicata come riferimento.

Da http://www.patamu.com/index.php/it/component/k2/item/106

NOTA PRELIMINARE: Questo articolo sta avendo un successo straordinario. Grazie a tutti coloro che lo stanno condividendo. A fine articolo potete lasciare commenti anche senza essere iscritti a Patamu.
L'articolo ovviamente è pubblicato con licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA, condividete, modificate, remixate! ÈÈ sufficiente che ci citiate come autori e ci informiate della pubblicazione, a noi fa solo piacere ;) Qui potete seguirci su facebook e twitter per restare aggiornati su ogni sviluppo.
Infine, come forse saprete, Patamu è a rischio chiusura. Se volete sostenerci nel fare nuovi articoli e nuove inchieste con i nostri avvocati, tutelare le vostre opere e tutelarvi dagli abusi, e molto, molto di più, basta sostenerci anche con poco a questo link: http://www.patamu.com/crowdfunding
Aiutateci a non scomparire! Grazie :)
Grazie ancora e buona lettura.

Per i non addetti ai lavori: quello che viene chiamato affettuosamente borderò è il temuto foglio visibile ad inizio articolo, sul quale va appuntato il programma musicale eseguito durante una serata. Assieme al borderò va pagato un compenso alla SIAE, che poi lo ripartirà agli artisti iscritti alla SIAE la cui musica è stata eseguita in tale serata. Il borderò va compilato tassativamente ogni volta che viene eseguito un brano, sia dal vivo che tramite supporti, (anche se per semplicità, qui ci limiteremo a parlare della musica dal vivo), pena multe salatissime e denunce penali.
Il borderò, la cui compilazione in qualsiasi evento dal vivo porta alla SIAE un volume di entrate non indifferente, può essere invalidato nella sua totalità nel caso in cui anche un solo campo venisse compilato in modo scorretto, cosa che avviene piuttosto di frequente data la sua complessità. Capita dunque spesso che i borderò vengano scartati dal procedimento di ripartizione anche se il permesso è stato pagato regolarmente. in tal caso i proventi della serata non vengono ripartiti tra i musicisti della serata ma versati in un deposito e ridistribuiti, secondo complessi principi di ripartizione, a musicisti che tipicamente con la serata non hanno avuto nulla a che vedere.
L'obbligo di effettuare un versamento economico alla SIAE può essere comprensibile quando gli artisti coinvolti od i brani eseguiti sono tutelati dalla SIAE. Ma in base a quale legge e a quale regolamento quando si suona musica di di autori non iscritti alla SIAE si è comunque tenuti alla compilazione del borderò (ed a versare un compenso economico alla SIAE)?
Andrea Caovini, musicista, se lo è chiesto, ed ha chiesto alla SIAE il preciso riferimento normativo che giustificasse questo obbligo, ricevendo risposte vaghe, incomplete ed ambigue. Qualche giorno fa Andrea ha scritto per noi un interessante e seguitissimo articolo sul tema del borderò, in cui ha riassunto la sua avventura con la SIAE (per altro già da lui estesamente coperta sul suo blog, nel post Siae MonAmour).
Essendomi messo a studiare approfonditamente la questione, lo stesso dubbio di Andrea mi ha colto: non è per caso che la SIAE stessa non sa in base a quali leggi impone certe regole? Non è per caso che - magari - obbliga gli artisti a compilare il borderò quando invece, in base alle leggi da lei stessa citate, non potrebbe farlo? Mi sono dunque messo a spulciare leggi ed articoli, con il prezioso sostegno dell'Avv. Astrid Wiedersich Avena (studio De Tullio & partners) , che collabora con Patamu. In questo post trovate le conclusioni di questa ricerca, per certi versi sorprendenti (ma, pensandoci bene, neanche troppo).
La domanda chiave a cui dare risposta era: "Da quale norma si evince che la compilazione del programma musicale è obbligatoria per ogni esecuzione, anche non protetta?". Vi anticipiamo subito la nostra conclusione: non emerge da nessuna legge specifica l'obbligo per i non iscritti a pagare il borderò. Non solo: quando la SIAE rimanda, sul suo sito, a dei riferimenti normativi per giustificare l'obbligo per tutti di compilare il programma musicale e rivolgersi all'ufficio riscossioni prima dell'esecuzione musicale di qualsiasi genere, fa riferimento all'articolo 175 della legge n. 633 del 22 aprile 1941 sul diritto d'autore, ovvero il diritto demaniale, che è stato integralmente abrogato.
Andiamo per gradi.
Sul sito della SIAE, nell'apposita pagina "Programmi Musicali" (clicca qui) si legge che: "Chi dirige l’esecuzione di opere musicali di qualsiasi genere deve compilare, prima dell’esecuzione o immediatamente dopo, il programma di tutte le opere effettivamente eseguite e consegnarlo all’Ufficio incaricato della riscossione del diritto (art. 51 del Regolamento di esecuzione della Legge sul diritto d’autore), come ribadito nei "Permessi di esecuzione" rilasciati dalla SIAE.
Il Programma musicale riporta l’elenco dei brani eseguiti nel corso dello spettacolo o intrattenimento - dal vivo o con strumento meccanico - e costituisce il documento base utilizzato per attribuire agli aventi diritto i proventi incassati dalla SIAE per l’utilizzazione delle opere musicali. Le infrazioni nella compilazione del Programma Musicale comportano per l’organizzatore dello spettacolo o intrattenimento l’applicazione delle penali previste dal Permesso di esecuzione e per gli associati alla SIAE che firmano il Programma l’applicazione di sanzioni disciplinari. La falsificazione del Programma Musicale può configurare ipotesi di reato."
Continuando a leggere la pagina si scopre anche che: "il Programma Musicale deve essere compilato e firmato dall’esercente o organizzatore titolare del Permesso SIAE, dal direttore delle esecuzioni (direttore del complesso, capo orchestra, singolo esecutore), da tutti gli associati o mandanti SIAE che abbiano partecipato all’esecuzione." Da cui deduciamo che l'ipotesi che esistano esecuzioni in cui partecipino solo artisti non associati SIAE non è neanche contemplata!
Dulcis in fundo, ci viene detto che "Sul Programma Musicale devono essere riportate tutte le opere eseguite, anche se di pubblico dominio." Anche qui, l'ipotesi di musiche NON di pubblico dominio ma sulle quali la SIAE non abbia mandato (tutte quelle depositate su Patamu da parte di artisti non SIAE, ad esempio, o tutte quelle rilasciate in licenze libere, o semplicemente quelle composte da artisti non iscritti alla SIAE o ad altre collecting) non sfiora neanche lontanamente la mente di chi ha scritto queste righe. E comunque, come vedremo, anche la richiesta che venga riportata sul borderò l'esecuzione di opere di pubblico dominio non ha più alcuna giustificazione normativa.
Queste incongruenze dovrebbero far intuire, quanto meno, che quanto scritto nella pagina ufficiale non è frutto di riflessioni ponderate ed attente, e lascia spazio ad ambiguità ed incertezze interpretative. In particolare le ultime due frasi da noi evidenziate sembrerebbero chiarire che almeno le opere non depositate in SIAE e non rilasciate in Pubblico Dominio non siano oggetto di queste imposizioni, e quindi in caso di loro esecuzione si sia sollevati da ogni obbligo.
Tuttavia, pesa come un macigno la prima frase, in cui si richiede senza appello la compilazione del programma di tutte le opere effettivamente eseguite, senza fare distinzione alcuna tra le opere SIAE, di pubblico dominio, o quelle non depositate.
Già, ma in base a quale legge la SIAE impone questa compilazione? Sulla pagina si fa riferimento ad una sola legge, l'art. 51 del Regolamento di esecuzione della Legge sul diritto d’autore (ovvero il Regio decreto 18 maggio 1942 n. 1369) che andiamo dunque a leggere (qui potete scaricare la legge nella versione presentata dalla SIAE, il che come vedremo tra poco non è un fattore irrilevante).
Nella prima parte dell'articolo 51 leggiamo effettivamente righe che sembrano dare ragione alla SIAE: "Chi dirige l’esecuzione di opere musicali di qualsiasi natura ha l’obbligo, anche ai fini del controllo sulle esecuzioni di opere soggette al pagamento del diritto demaniale, di redigere per iscritto, prima della esecuzione o immediatamente dopo, il programma di tutte le opere o dei brani staccati di opere musicali o delle brevi composizioni effettivamente eseguite o rappresentate e di consegnarlo o di trasmetterlo all’ufficio incaricato dell’esazione del diritto o a persona da tale ufficio incaricata, al più tardi entro il giorno successivo allo spettacolo o trattenimento."
Già, ma perché fidarci della versione di una legge scaricabile direttamente dal sito SIAE, con il logo SIAE stampato sopra?
Cerchiamo così altre versioni della stessa legge in rete, che troviamo qui (Ubertazzi.it), o qui (Medialaw.it).
Mi ci vuole qualche attimo per riprendermi dallo stupore nello realizzare, definitivamente ed inesorabilmente, che la SIAE fa riferimento, nel 2013, ad una legge che inizia testualmente così:
"Vittorio Emanuele III, per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d’Italia e di Albania, Imperatore di Etiopia
Veduta la legge 22 aprile 1941, n. 633 per la protezione del diritto di autore e di altri diritti connessi al suo esercizio;
Veduto l’art. 1 della legge 31 gennaio 1926, n. 100;
Udito il parere del Consiglio di Stato;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del nostro Ministro segretario di Stato per la cultura popolare, d’intesa coi Ministri per gli affari esteri, per l’interno, col Segretario del Partito nazionale fascista, Ministro segretario di Stato e con quelli per l’Africa italiana, per la grazia e giustizia, per le finanze, per la guerra, per la marina, per l’aeronautica, per l’educazione nazionale, per i lavori pubblici, per l’agricoltura e le foreste, per le comunicazioni, per le corporazioni e per gli scambi e le valute;
Abbiamo decretato e decretiamo:...etc etc"
Iniziamo bene! Dopo aver controllato per scrupolo che il decreto non sia un pesce d'aprile, ci riprendiamo e seguiamo fino al famigerato art.51, il Deus Ex Machina normativo della SIAE, per scoprire che...è stato abrogato!
Sì, avete capito bene, ma lo ripetiamo: l'articolo 51 del Regio decreto 18 maggio 1942 n. 1369, legge di esecuzione sul diritto d'autore, sul quale la SIAE si basa per imporre la compilazione del borderò per tutte le opere musicali indistintamente, si riferiva all'articolo 175 della legge n. 633 del 22 aprile 1941 sul diritto d'autore, ovvero il diritto demaniale, che è stato abrogato dall'articolo 6 del Decreto Legislativo D.L. 31 dicembre 1996, n. 669 (convertito dalla legge 28 febbraio 1997 n. 30).
Detto in altre parole, le pretese della SIAE che anche per opere non SIAE e di pubblico dominio si compili il borderò sono basate su degli articoli legislativi ormai abrogati. La cosa che mi lascia più esterrefatto e pensieroso è: come può essere che la SIAE, l'ente pubblico preposto alla protezione e all'esercizio dell'intermediazione dei diritti d'autore, possa commettere la leggerezza di non verificare che le leggi su cui basa le proprie azioni ed affermazioni siano ancora valide?
A mio avviso questo tipo di atteggiamento e di attitudine hanno creato negli anni una zavorra sempre più pesante alla diffusione dell'arte, della musica e della cultura in italia. Se dovesse venire confermato quanto da noi supposto, ovvero che la SIAE si è basata per ben 15 anni su un articolo abrogato, si configurerebbe per la SIAE una grave responsabilità morale per le difficoltà insormontabili che incontra oggi chi vuole fare arte e cultura in italia.
(Mi viene in mente ora, e magari sarà oggetto di un altro articolo, che anni fa, da studenti universitari, dovemmo pagare la bellezza di 300 euro di SIAE per una rappresentazione teatrale di 3 giorni che si sarebbe tenuta...in un'aula della nostra università! Questo perché decidemmo "di fare le cose per bene". Mai è passato in mente al nostro mandatario locale di dirci: "siete ragazzi, è un'università, complimenti per questa iniziativa e andatevene sereni ed in pace"!)
Per concludere: l'unica imposizione alla compilazione del cosiddetto borderò è data da regole amministrative legate ai compiti di ripartizione e di "enforcement" della SIAE, ovvero per capire quali canzoni sono state eseguite e quindi - teoricamente - procedere ad una più equa ripartizione dei diritti d'autore, e per dare alla possibilità ai controllori SIAE di verificare che non siano indicati autori fasulli. Se ad esempio, effettuando un controllo, la SIAE dovesse appurare che i pezzi indicati non corrispondono con quelli eseguiti, verrebbe comminata un'ammenda all'organizzatore della serata.
Tuttavia, non emerge da nessuna legge specifica l'obbligo per i non iscritti a pagare o compilare il borderò. Insomma, se siete sicuri al 100% che in una serata non verrà eseguita alcuna musica depositata in SIAE o i cui creatori siano iscritti alla SIAE (attenzione, devono valere entrambe le condizioni!) , fate come il buon Andrea Caovini e chiedete alla SIAE il riferimento normativo che vi obbligherebbe - secondo loro - a compilare il borderò, tenendo bene a mente questo articolo. Se la SIAE dovesse riferirsi, nuovamente, ai riferimenti normativi di cui vi abbiamo parlato, siete liberi di non compilate il borderò in quanto sono stati abrogati. Di fronte alle imposizioni per la SIAE spacciate per legge, iniziamo a pretendere le leggi vere, ed a rispondere con le normative alla mano: intestardiamoci!
Sperando che siate riusciti ad arrivare al fondo di questo lungo ma importante articolo, vi ricordo che siamo a vostra disposizione attraverso lo spazio commenti qui in basso, attraverso il Forum ed attraverso i nostri consulenti legali per rispondere ad ulteriori vostri interrogativi sul tema ed a completare o migliorare l'articolo con nuove informazioni che dovessero emergere o con nuove segnalazioni.
Per completezza vi invito anche a leggere la risposta dell'Avv. Simone Aliprandi ad una domanda simile sulla sua rubrica "Chiedilo all'Avvocato" dedicata alle questioni giuridiche musicali su Rockit.
Vi invito anche a leggere il nostro articolo sul bollino SIAE, in cui erano emerse dinamiche simili.
Buon intestardimento a tutti!
Adriano Bonforti
(consulenza legale Avv. Astrid Wiedersich Avena)


(Aggiornamento del 15 settembre 2013, ad opera di Claudio F.)


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È agosto e, in mancanza di meglio da fare, ho tempo da perdere in attività inutili, come ad esempio quella di cercare in giro per Internet qualche notizia riguardo gli Inter Nos.
Nel sito http://industrial.org/forum.php?action=search&go=1&pg_thingy=453 appare l’annuncio di un tale Héctor Noble dalla Spagna che vende parecchio materiale a prezzi ridicoli, tra cui una copia originale in cassetta del nostro demo “Transizione” ad UN Euro. Approfittatene, se qualcuno non l’ha già comprato; noi ormai lo stampiamo solo in CDr su ordinazione, e oltretutto non possiamo venderlo sottocosto, già ci rimettiamo abbastanza!
Nel sito http://hemerojd.webnode.cz/sbirka-kazet/ il curatore elenca una lunga serie di lavori di cui, presumo, egli è in possesso, e tra questi compare il nostro “Futuro calpestato”.
Su http://www.mp3sheriff.org/mp3-bruslekas-inter-nos.html, ma anche altrove, troviamo il brano Magia cantanto dal Piotre, tratto dal concerto del novembre 2009 a Rivignano (UD).
Ero convinto che un sito dell’est Europa avesse inserito gli MP3 di alcuni brani degli INTER NOS a nostra insaputa, ma non riesco più a trovarlo.


Ho tratto la conclusione, su cui del resto avevo pochi dubbi, di essere un ignorante in musica. Di questi giorni è la scoperta, da parte mia, di due generi musicali a me finora ignoti, il djent e il mathcore. E chissà quanti ne esistono ancora! Tra un po’ ci saranno più generi musicali che musicisti. Chissà se pure gli INTER NOS, con percussioni elettroniche, basso e voce, hanno inventato un genere musicale: lo sapremo tra cinquant’anni, forse.


Siamo alle solite. Ecco un recentissimo provvedimento antimusica.
Da http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/08/21/news/mercoledi-dei-sarpi-stop-alla-musica-1.7611484
Mercoledì dei Sarpi, stop alla musica
La polizia municipale sta sequestrando impianti e palchi della manifestazione su disposizione della Procura dopo una serie di sforamenti rilevati dall’Arpa. Stasera quindi la festa si svolgerà senza il consueto intrattenimento, ma alcuni locali forse chiuderanno per protesta
UDINE. Fare musica in centro sembra veramente impossibile. Anche ai locali del Mercoledì dei Sarpi è stato infatti imposto lo stop. Questa sera niente concerti e niente intrattenimento. Il motivo è sempre lo stesso: i residenti protestano e vengono disposti dei controlli che puntualmente verificano degli sforamenti rispetto ai limiti di legge.
E poco importa se i locali della via si erano autoimposti un regolamento piuttosto rigido limitando l’intrattenimento a un solo giorno settimanale e interropendo comunque la musica alle 23. Nossignore. La legge parla chiaro.
Se il volume è troppo alto scatta il sequestro preventivo. E così nel primo pomeriggio di oggi i vigili urbani si sono presentati in diversi locali e sono stati sequestrati impianti e attrezzature.
La festa stasera ci sarà lo stesso, ma sarà una festa silenziosa. E qualche locale potrebbe anche restare chiuso per protesta.

Un altro articolo sull’argomento: http://diariodiscuola-udine.blogautore.repubblica.it/2013/08/22/via-sarpi-purtroppo-e-mancato-il-dialogo/.


Non si può suonare alla sera perché si disturba, e ciò si sapeva, ma ora non si suona nemmeno a mezzodì!
http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2013/03/05/news/concerti-nei-locali-il-sindaco-giusto-a-settimane-alterne-1.6645826
Concerti nei locali. Il sindaco: «Giusto a settimane alterne»
Spagnolli: «È un compromesso tra le esigenze dei vicini e quelle dei gestori». Solidarietà al titolare de «L’Impronta» - di Susanna Petrone
BOLZANO. La protesta del locale «L’Impronta Jazz Club» ha raggiunto piazza Municipio e lo studio del sindaco Luigi Spagnolli, che cerca di tranquillizzare gli animi: «L’amministrazione comunale - spiega il primo cittadino - ha il compito di rispettare le necessità di tutti. L’orario non c’entra niente. Se i cittadini di via Locatelli si lamentano, perché vogliono riposare, l’amministrazione ha il dovere di trovare un compromesso. Permettiamo all’«Impronta» di intrattenere i propri clienti con musica dal vivo, anche se non tutte le volte che vorrebbe il gestore. Purtroppo, dobbiamo renderci conto che a Bolzano la musica dal vivo incontra sempre questo genere di difficoltà e si fa sempre fatica a trovare una soluzione che accontenti tutti». Anche il vice-sindaco Klaus Ladinser ha saputo delle 700 firme di protesta, raccolte da Cristian Meloni, gestore del pub di via Locatelli: «La decisione è stata presa dall’ufficio competente. Mi informerà sulla questione». Il noto locale, infatti, è stato informato delle nuove modalità qualche settimana fa, dopo che un residente della zona si era lamentato della musica. I gruppi jazz, dunque, - che fino adesso si esibivano ogni sabato, dalle 12 alle 13.30 - ora potranno suonare solo ogni due sabati, a “corrente alternata”.
Il consigliere comunale Guido Margheri (Sel), ha presentato un’interpellanza e chiede spiegazioni alla giunta: «Quali sono le modalità e le motivazioni di un provvedimento restrittivo anomalo che, nel caso specifico, appare incongruo e contraddittorio considerati le fasce orarie in cui si svolgono i concerti, le iniziative autorizzate in relazione ad altri locali in fasce orarie ben più problematiche e il positivo impegno del locale a non diffondere il gioco d’azzardo». Meloni, infatti, ha sempre puntato su iniziative culturali, mentre non ha mai voluto vedere slot-machines nel suo pub. Anche Angelo Gennaccaro (Udc) difende il gestore del locale: «Siamo in periodi di crisi, molti degli esercizi pubblici stanno chiudendo, il Comune deve trovare una soluzione e non può più farsi influenzare ogni volta dalla protesta di singoli cittadini. Dare la possibilità a un locale di fare un po’ di sana musica il sabato mattina, credo sia il minimo, per una città come Bolzano, candidata con il nord est, a capitale europea della cultura».


Tra i festival a cui abbiamo suonato in passato, oltre al Borberock a Borghetto di Borbera (AL) e probabilmente al Serio Rock Festival a Cologno al Serio (BG), riguardo al quale non ho notizie dell'eventuale edizione 2013, quest’anno salta anche Scaldasole Rock a Scaldasole (PV); ci avevamo suonato nel 2003. Questo è l’articolo apparso sul sito Internet http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2013/08/10/news/pochi-iscritti-niente-festival-rock-1.7561078
Pochi iscritti, niente festival rock
Salta l’appuntamento del 25. L’organizzatore: «Futuro a rischio»
SCALDASOLE. «Scaldasole rock» si ferma alla 15esima edizione, quella del 2012. Il festival dei gruppi emergenti, in programma domenica 25 agosto nell’area dell’ex scuola elementare, è stato annullato a causa delle ridotte iscrizioni. E le prospettive per il futuro non sono rosee. Francesco Vallini, ideatore e coordinatore della manifestazione è pessimista: «Mi sono consultato con i volontari della Pro loco prima di ufficializzare l’annullamento dell’edizione 2013 e non posso nemmeno anticipare se si ripeterà l’anno prossimo».
L’ultima domenica d’agosto, dal 1997, era riservata alle band che avevano a disposizione mezz’ora per esibirsi. Le chitarre elettriche entravano in azione alle 14 per smettere solo a mezzanotte.
«Mi dispiace soprattutto per loro, perché la manifestazione è sempre stata dedicata ai gruppi alla ricerca di una ribalta», spiega Vallini. A Scaldasole in questi anni sono arrivate decine di gruppi conosciuti soprattutto per le esibizioni dal vivo in sagre e feste di piazza. I generi proposti erano una declinazione del rock. Diverse anche le formazioni lomelline e della provincia di Pavia. Da anni il festival era chiuso dai “Fiasco de Gama”: il loro “rock agricolo etilico” era suonato da Daniele Volpi (chitarra), Matteo Cassani (voce e chitarra), Massimo Zanardini (batteria) ed Egidio Pasquinetti (basso).
Umberto De Agostino

Per completezza, si deve dire che in tempi di crisi economica, e con l’aggravante della perenne scarsità di occasioni per suonare, il regolamento di partecipazione (del 2012) presentava antipatiche clausole che evidentemente hanno indotto parecchi potenziali partecipanti a rinunciare. Nella pagina Facebook si legge, tra l’altro: “Ogni complesso dovrà versare, a titolo di cauzione, l’importo di € 50, che verrà restituito il giorno del concerto, dopo l’esibizione programmata. Tale somma dovrà essere versata in occasione della riunione dei gruppi partecipanti, onde evitare defezioni dell’ultimo momento che potrebbero determinare inconvenienti allo svolgimento della manifestazione. Salvo motivi di particolare rilievo, l’eventuale disdetta dovrà essere comunicata almeno 15 giorni prima della manifestazione”.
Diciamocelo chiaramente: già il suonare aggratisss è una seccatura mal digerita, figurarsi se si devono anche tirare fuori quattrini, sia pure a titolo di cauzione.
Vedremo cosa accadrà negli anni a venire.

(Aggiornamento del 24 agosto 2013, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 13 luglio 2013 abbiamo suonato al Bar Al Falco di San Michele al Tagliamento (VE), assieme al gruppo DJANGO con cui collabora mio fratello. Questa è la locandina.
Dopo avere montato gli strumenti, viene servita una cena a base di riso freddo con verdure varie, e gustose alette di pollo.
Il concerto inizia alle 21,40 con noi INTER NOS; siccome ora ho la scaletta sottomano, posso essere preciso ed indicare i pezzi eseguiti. Il concerto prevede una prima fase con INTER NOS, una seconda con DJANGO e infine, a chiudere, ancora gli INTER NOS.
Indico i pezzi eseguiti nella prima fase: Miraggio, Prima del tempo, Piccolo G., Terre, Voltare pagina, Nuova alba (questa era dei POLIPHONIX, gruppo in cui suonavamo io, Paolo, e i nostri cugini Stefano e Marco Tracanelli), Transizione, Differenti percorsi, 1999,5 , Sospesi.
Conclusa questa serie di brani, salgono sul palco i DJANGO. Sono i giovanissimi Marco Baldi (chitarra elettrica) e Lorenzo Gioelli (basso elettrico e violino), aiutati alle percussioni elettroniche da un vecchio (mio fratello) in attesa che i due trovino un batterista coetaneo interessato a suonare con loro. Il gruppo propone brani rock in versione strumentale; tra i titoli, Smoke on the Water in versione jazz-sudamericana e Soldier of fortune dei Deep Purple, Kashmir e Moby Dick dei Led Zeppelin, In the flesh? e Comfortably numb dei Pink Floyd. I DJANGO suonano 40 minuti, con alcune richieste di bis da parte del pubblico. In Soldier of fortune suono io il basso, in modo tale che Lorenzo Gioelli possa suonare il violino. I due giovani riscuotono notevoli consensi tra il pubblico presente.
Giunte ormai le 23,30, riprendiamo noi INTER NOS; avremmo ancora 13 canzoni da eseguire, ma a mezzanotte si deve smettere. Suoniamo due brani già proposti nella prima parte, e cioè Miraggio e Transizione, e due brani effettivamente previsti nella seconda parte, Magia e Non può andare meglio. Si chiude con i due DJANGO aggregati agli INTER NOS, per una versione di Comfortably numb alquanto improvvisata da parte mia: del resto, l’avevo suonata solo nel concerto dei DJANGO in aprile ad Aviano (PN) e poi non l’avevo più provata, e questa canzone eseguita collettivamente a fine serata non era minimamente in programma.
A mezzanotte cala il silenzio, come previsto dai regolamenti comunali.
Ringrazio il Bar Al Falco per l’ospitalità.
Sono contento per i due giovanissimi componenti dei DJANGO, che erano al loro secondo concerto; se continueranno ad impegnarsi, hanno un luminoso futuro avanti a sé, o quantomeno come musicisti nei loro prossimi progetti musicali. Sito: https://it-it.facebook.com/DjangoRockBand.
Per il resto, che dire? Quanto a pubblico, a parte la decina di persone che è venuta appositamente per noi e che approfittiamo per ringraziare, ci sono state nel corso della serata altre presenze fugaci; gente di passaggio, che si è fermata per un tempo più o meno lungo presso il bar; nei punti di affluenza massima ci saranno state una trentina di persone, di cui non più di una quindicina erano presenti nella parte del locale in cui si suonava. Quanto all’esecuzione, riguardo alla mia ci sono state serate migliori, ma devo dire che nei 4 brani della seconda parte non c’è stata la minima sbavatura né da parte mia né da parte di mio fratello.
In definitiva, ribadisco, sono più contento per i DJANGO che per noi. Ripeto un pensiero già detto e scritto più volte: ormai la nostra storia l’abbiamo fatta, i nostri coetanei hanno altro da fare che perdere tempo venendo a sentire concerti, i più giovani non seguono certamente noi, e gli INTER NOS proseguono più per inerzia che per convinzione. Ma se smettiamo, cosa andiamo a fare? Mio fratello ha morosa e bimbo, ed io invece…

Recensioni: dopo tempo immemorabile ne arriva una, e per giunta positiva. Si riferisce al CD “Deforme”; è apparsa sulla fanzine lombarda “Nessuno Schema”, n. 10, giugno 2013. Trovate il testo nella pagina della biografia. Contatti: Claudio Canclini, Via Mazzini n. 15, 23823 Colico (LC). Il personaggio, che ringrazio per il cortese invio dello scritto, è anche batterista del gruppo Oi! GRADINATA NORD, con cui abbiamo scambiato materiale in passato.
La Fanzine è in pratica un “monumentale” libretto di circa 200 pagine scritto in caratteri minuscoli, con molte riflessioni personali e critiche del redattore Canclini sulla musica e sulla vita in generale: riflessioni con cui talvolta mi trovo d’accordo, forse perché ambedue abbiamo superato gli “anta” e, giunti a quest’età, si guarda il passato con un certo distacco emotivo, dovuto al tempo trascorso e all’acquisita saggezza (su quest’ultimo aspetto però ho qualche dubbio).
È una delle uscite “fanzinare” di miglior qualità tra quelle che mi sono capitate fra le mani da parecchio tempo a questa parte; per averne una copia, contattare Claudio Canclini all’indirizzo sopra indicato.


Notizie riguardo alcuni festival a cui abbiamo partecipato in passato.
- Borberock Festival, Borghetto di Borbera (AL): riporto il comunicato apparso sul sito https://www.facebook.com/pages/BorbeRock-Summer-Festival/224732657542125.
Cari amici, con immenso rammarico vi dobbiamo comunicare che l’edizione 2013 del Borberock summer festival non avrà luogo.
La decisione è stata presa per problematiche di natura logistica e finanziaria che ci hanno fatto ritenere opportuno mettere in pausa per un anno il nostro amato festival.
Sono stati anni fantastici (anche grazie a voi) in cui abbiamo creduto veramente in questo progetto con entusiasmo, un festival musicale dei pochi senza entrata a pagamento, senza scopo di lucro, animato solo dalla passione di un gruppo di ragazzi volenterosi per la musica.
Siamo arrivati però ad un punto in cui le risorse e di conseguenza anche i problemi gestionali hanno bisogno di essere prese in seria considerazione. Per questo le nostre energie si concentreranno quest’anno nella ricerca di nuove strategie per accrescere e migliorare il nostro progetto durato ben tredici anni.
Speriamo vivamente che questo "anno sabbatico” possa servire a migliorarci!
E vi invitiamo a partecipare alle serate che prossimamente verranno organizzate con lo scopo anche di raccolta fondi!
Siamo un po’ tristi, perché l’estate non è più la stessa senza Borberock!
Ma questo non vuol essere un addio ma soltanto un arrivederci.
Grazie per la vostra partecipazione e affetto.
Continuate a seguirci e a supportarci!
Lo staff del Borberock summer festival


- Serio Rock Festival, Cologno al Serio (BG): chi sa qualcosa dell’edizione 2013?

- Summer Music, Lonca di Codroipo (UD): finalmente è stato pubblicato il programma, ad agosto vengono gli austriaci Disharmonic Orchestra.


Cronaca giudiziaria:

Il pub tiene la musica troppo alta? Legittimo il sequestro dell’impianto stereo.
Tribunale di Milano Sezione Gip decreto 23 febbraio 2005, n. 981
Il testo del provvedimento è questo.


Scaricare video e musica non è reato
Il testo dell’articolo è questo.

Dire «Italia di m...» è vilipendio
Condannato un automobilista che aveva pronunciato la frase davanti ai carabinieri che gli stavano facendo la multa
Il testo è questo.
Qualcuno lo dica ai piemontesi CRIPPLE BASTARDS; vedi qui.
E per restare in tema, guardate qui e qui.

(Aggiornamento del 14 luglio 2013, ad opera di Claudio F.)


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Si prospetta, un po’ a sorpresa, il secondo concerto del 2013; si terrà sabato 13 luglio 1013 a San Michele al Tagliamento (VE) al Bar Al Falco, in Via della Pace 16, a partire dalle ore 21,30. Forse ci accompagneranno i DJANGO, gruppo rock cover strumentale con cui Paolo collabora.

Per chi non se ne fosse accorto, Myspace da metà giugno 2013 ha cambiato nuovamente grafica; stavolta la pagina si estende in orizzontale, sono spariti tutti i commenti dei visitatori e, per quel che ho visto, tutti i testi inseriti (compresa la biografia) e le foto. Restano solo i brani, mi par di capire.
Già avevamo abbandonato la pagina del gruppo dopo la trasformazione della pagina Myspace in simil-facebook; con questo ulteriore cambiamento si può recitare, a mio parere, il “De Profundis” per il portale; il sito di riferimento per notizie sul gruppo INTER NOS rimane, fino a diverso avviso, www.internosrock.it; ricordo che ci sono canzoni degli INTER NOS su vari siti Internet: oltre a Myspace (finchè dura), ne trovate su Cantine.org e su Reverbnation.

(Aggiornamento del 23 giugno 2013, ad opera di Claudio F.)


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Venerdì 07 giugno 2013 c’è stato il Festival Rock al Bar Plaza di San Michele al Tagliamento (VE) con, in ordine di esibizione, gli INTER NOS, i THE OXIDE, gli HOP HOP RIOT e i FUSER. Questa è la locandina.
Finalmente una serata di musica rumorosa al Bar Blaza! Discreta presenza di pubblico, senz’altro oltre le 50 unità, anche se, considerata la caratura dei gruppi e l’assenza di manifestazioni musicali concomitanti nelle immediate vicinanze, ci si poteva aspettare di meglio. Quanto a noi, esibizione dignitosa di mezz’ora; varie imprecisioni, ma abbiamo fatto di peggio. Quanto agli altri, abbiamo avuto delle piacevoli scoperte (THE OXIDE, punk; HOP HOP RIOT, metalcore) e delle meritate conferme (FUSER, thrashcore). Mangiata e bevuta abbondante, con cacciata dal bar alle 4 di mattina per me. Oggi, per essere sincero, non sono al massimo della forma, e si può capire. Ad ogni modo, è stata una bella serata musicale, con l’auspicio di ripeterla prossimamente, magari anche più in grande. Un sentito ringraziamento ad Andrea Ravanello del Bar Plaza e ai gruppi che hanno partecipato al concerto. Ah, i FUSER intendono pubblicare un vinile e cercano finanziatori - coproduttori, anche per 20 euro; contatti a fuser@email.it. Altra notizia: pare che a fine luglio arrivino gli austriaci DISHARMONIC ORCHESTRA a Lonca di Codroipo (UD); cercherò di esserci.

Per il resto, ho mandato varie lettere a locali prevalentemente del Nordest, chiedendo concerti per l’autunno. Le poste mi ringrazieranno di certo, per la mia incessante opera di finanziamento dell’ente. I risultati della campagna promozionale di solito sono inesistenti, staremo a vedere se stavolta andrà meglio.

(Aggiornamento del 08 giugno 2013, ad opera di Claudio F.)


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Gli INTER NOS riprendono a suonare dal vivo. In realtà l’intenzione era quella di far sì che a San Michele al Tagliamento (VE) ci fosse un concerto con gruppi “rumorosi”, ed invece siamo stati vigorosamente sollecitati, per causa di forza maggiore, ad aggiungerci ai gruppi in scaletta. Faremo il possibile, dato che siamo a corto di prove, e suoneremo per primi. Appuntamento a venerdì 7 giugno 2013, ore 21 puntuali, al Bar Plaza di San Michele al Tagliamento (VE), Piazza Antonio Galasso 5, per una serata musicale con Fuser, Hop Hop Riot, Inter Nos e Oxyde, salvo cambiamenti da qui al giorno del concerto. Se c’è bel tempo si suona nel piazzale antistante il bar, in caso di maltempo invece si suona sotto i portici. Termine dello spettacolo: ore 23,30. Ingresso libero. Diffondete il messaggio.

Quasi ad ogni aggiornamento ci sono notizie luttuose dal mondo della musica, e anche stavolta la regola viene confermata.
Il primo evento riguarda Jeff Hannemann, chitarrista degli Slayer, mancato il 2 maggio 2013; a quanto sembra, c’erano altri problemi oltre alla fascite necrotizzante derivata dal morso di un ragno.
Il secondo evento riguarda il cantautore Franco Califano; stupisce il fatto che, a distanza di oltre un mese dal decesso, la salma sia ancora in attesa di sepoltura.


Da: http://qn.quotidiano.net/spettacoli/musica/2013/05/10/886338-slayer-smentiscono-jeff-hanneman-non-ucciso-da-ragno.shtml

Gli Slayer smentiscono
Jeff Hanneman non è stato ucciso dal morso di un ragno

L'autopsia: si trattò di cirrosi


Hanneman era infatti in attesa di un trapianto di fegato e la cirrosi lo ha ucciso. Arriva la parola fine all'assurda ipotesi ventilata da molti che, la causa dell’insufficienza, fosse da attribuirsi non al passato alcolismo del musicista, ma al morso di un ragno avvenuto nel 2011.
Los Angeles, 10 maggio 2013 - Il morso di un ragno avrebbe ucciso Jeff Hanneman, chitarrista della trash metal band Slayer? No, sono gli stessi compagni di palco a smentire la falsa voce girata dopo la sua morte lo scorso 2 maggio. La conferma è arrivata dall'autopsia: si trattò di cirrosi, l’insufficienza epatica fatale per Jeff Hanneman.
Hanneman era infatti in attesa di un trapianto di fegato. Arriva la parola fine all'assurda ipotesi ventilata da molti che la causa dell’insufficienza fosse da attribuirsi non al passato alcolismo del musicista, ma al morso di un ragno avvenuto nel 2011.
In un messaggio gli Slayer, commemorano l’ex compagno, definito ‘‘àncora di salvezza’’ della band per la sua attività autorale, ma confermano allo stesso tempo i prossimi appuntamenti live in Europa per l’estate, che includono quattro date italiane a giugno (Padova, Roma, Firenze, Milano): ‘’faremo baccano in onore del nostro fratello’’, scrive il gruppo.

Da: http://www.rollingstonemagazine.it/musica/news-musica/jeff-hanneman-ucciso-dalla-cirrosi-epatica/

Jeff Hanneman ucciso dalla cirrosi epatica
La rivelazione dalla pagina Facebook degli Slayer. Che condividono online aneddoti sul chitarrista morto ad appena 49 anni.


10 maggio 2013 - Mentre con la scomparsa di Jeff Hanneman si pongono nuovi interrogativi sul futuro sia dal vivo che in studio degli Slayer, che nei mesi scorsi avevano anche chiuso i rapporti con il batterista storico Dave Lombardo, arriva in queste ore la rivelazione che la morte del chitarrista fondatore della leggendaria band thrash metal è stata accelerata dai suoi problemi di alcoolismo. La causa della morte è stata una forma avanzata di cirrosi epatica. Il morso del ragno velenoso che ha causato la terribile fascite necrotizzante aveva dunque creato una seconda situazione di rischio per il fegato del musicista, e non era l’unica.
In una dichiarazione sulla pagina Facebook della band si legge che:
“Jeff e quelli che gli erano vicini non erano al corrente delle sue effettive condizioni di salute fino a pochi giorni prima della sua morte. Contrariamente a quanto riportato da alcuni articoli, Jeff non era in lista d’attesa per sottoporsi a un trapianto di fegato poco prima di morire, né precedentemente. In realtà, secondo persone diverse, sembrava stesse migliorando – era di ottimo umore e stava preparandosi a registrare un nuovo disco”.
Allo stesso indirizzo si possono leggere aneddoti da tutti i componenti della formazione classica, compreso Lombardo: molte le cose forse non sorprendenti ma certamente intime condivise dai suoi amici e colleghi, compresa la sua passione per Full Metal Jacket, per la storia della Seconda Guerra Mondiale (“avrebbe potuto insegnarla”, scrive Kerry King) o il periodo passato a vivere nel garage del padre di Tom Araya.


Da: http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/05/10/news/califano_la_salma_ad_ardea-58506334/

Califano, si mobilita la Siae. "Diamogli una degna sepoltura"
La salma dell'artista, morto il 30 marzo, "parcheggiata" temporaneamente in un loculo ad Ardea. La Società autori ed editori vuole rispettare le sue ultime volontà: essere tumulato accanto al fratello e al nipote


Dare una degna sepoltura al 'Califfo' Franco Califano, morto il 30 marzo, e non lasciarlo invece in quel loculo temporaneo in cui è sepolto dai primi di aprile ad Ardea. La Siae si mobilita, e con il direttore generale Gaetano Blandini offre la piena disponibilità, anche economica, per risolvere il problema della tumulazione che vede mortificato un autore, attore e scrittore che ha contribuito a dare lustro alla musica leggera italiana. E dovrebbe essere un contributo anche per ogni necessità del futuro museo dedicato all'autore di 'La musica è finità, 'E la chiamano estate' e tanti altri importanti successi.
Il via libera a questo intervento ufficiale del direttore generale della Siae è venuto dal commissario straordinario Gian Luigi Rondi e dal presidente designato Gino Paoli. "Faremo di tutto per rispettare le sue ultime volontà - ha raccontato l'avvocato Marco Mastracci, legale di Califano da oltre vent'anni - ovvero essere sepolto accanto al fratello Salvatore, morto a 40 anni, e al nipote Franco, morto di leucemia a 18 anni. E scriveremo sulla lapide il titolo della sua canzone 'Non escludo il ritorno', così come ci aveva chiesto. Ad Ardea sarà allestito il suo museo personale dove saranno raccolti i suoi strumenti e tutto quello che più era caro al maestro. Sarà anche la sede di un'associazione che porterà il suo nome, per ragazzi che vogliano studiare musica, come lui avrebbe voluto".

(Aggiornamento del 12 maggio 2013, ad opera di Claudio F.)


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Nell’ultimo aggiornamento del 2012 vi segnalavo l’ingresso del sottoscritto in un gruppo pop rock cover in qualità di bassista; l’esperienza è durata poco: dopo un concerto a gennaio 2013 ed alcune prove successive, da marzo l’attività del gruppo è sospesa a tempo indeterminato per problemi tra alcuni dei componenti storici. Non c’è proprio verso, per me, di racimolare qualche soldo con la musica.
Paolo, da parte sua, sta collaborando con un gruppo cover che esegue solo brani strumentali; alcuni dei componenti sono giovanissimi e, dalla registrazione che ho sentito, promettono bene.

Il Bar Plaza di San Michele al Tagliamento (VE) riprenderà i concerti nella stagione estiva; il primo appuntamento dovrebbe essere venerdì 7 giugno 2013 alle ore 21 con il gruppo hardcore FUSER ed un altro, da definire, che sarà indicato dai FUSER stessi. Se per qualche ragione mancasse uno dei gruppi, a quel punto penso che gli INTER NOS subentrerebbero; del resto, abbiamo fatto una prova domenica 21 aprile ed il risultato è stato dignitoso.

(Aggiornamento del 27 aprile 2013, ad opera di Claudio F.)


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Il 29 marzo 2013, Venerdì Santo, è morto il cantautore Enzo Jannacci.

Da: http://www.repubblica.it/persone/2013/03/29/news/enzo_jannacci_morto-55616988/

È morto Enzo Jannacci, il cuore e la musica di Milano. Addio al poeta in scarpe da tennis

Il cantautore, dottore, era malato di cancro e negli ultimi giorni le sue condizioni di salute erano peggiorate. Se n'è andato intorno alle 20,30 nella clinica Columbus di Milano. Con lui c'era tutta la famiglia. Sui social network si inseguono i saluti, da Fazio alla figlia di Gaber, dai Negramaro al sindaco di Milano


ROMA - Vincenzo Jannacci, detto Enzo, nato a Milano il 3 giugno 1935, è morto nella sua città. Aveva 77 anni. Dopo aver lottato con la malattia che lo opprimeva da anni. Si è spento nella clinica Columbus di Milano, dove era ricoverato da alcuni giorni. Malato di cancro, negli ultimi giorni le sue condizioni di salute erano peggiorate, per questo motivo era tornato in clinica. Stasera se n'è andato intorno alle 20,30. Con lui, in ospedale, c'era tutta la famiglia.
Jannacci è stato un cantautore, cabarettista, attore e cardiologo italiano. Cinquant'anni di carriera senza schemi fissi, oltre i confini. Dopo aver registrato quasi trenta album, alcuni dei quali indimenticabili, è ricordato come uno dei pionieri del rock and roll italiano, insieme a Celentano, Tenco, Little Tony e Gaber, con il quale formò un sodalizio durato più di quarant'anni. Basta dire Gaber e Jannacci per evocare una Milano che non c'è più, quella della nebbia, già grande città ma non ancora metropoli, una Milano romantica, popolata di personaggi bizzarri e poetici. Di madre pugliese e padre lombardo, Jannacci la sua Milano l'ha sempre portata addosso. Come Gaber, che aveva conosciuto a scuola, all'Istituto classico Alessandro Manzoni. Alla sua morte, il dottore cantautore, riuscì a dire soltanto "ho perso un fratello”.

(Aggiornamento del 30 marzo 2013, ad opera di Claudio F.)


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Passati ormai 40 giorni dalla nascita del pargoletto Andrea, che procura tanta gioia ma anche tante notti insonni a mamma Francesca e papà Paolo, riprendiamo a parlare di musica.
Gli Inter Nos continuano, con gran calma.
Brani: ho un brano quasi pronto che mi appresto a registrare alla meno peggio, e a sottoporre all’attenzione di Paolo.
Concerti: ce ne sono due in lista d’attesa, al Bar Plaza a San Michele al Tagliamento (VE), e al Circolo ArtPort a Palazzolo dello Stella (UD). Per quello al Circolo ArtPort se ne riparla in autunno; in quell'occasione condivideremo il palco con altra band da stabilire (o i Chronic Hate o i Sepolcral).
Interviste radiofoniche: vengo a sapere che su Radio Piper di Fontanafredda (PN), dalle ore 20 alle ore 21,30 del lunedì, c’è un programma dedicato all’heavy metal, condotto dal Dezo, componente di vari gruppi (Assaltator, Sidus Tenebrarum ed altri). Tramite Daniele Tollon (chitarrista dei Chronic Hate ed ora anche voce dei Sepolcral), che conosce bene il Dezo, potrebbe scapparci un’intervista. Ben venga, ma anche per questa se ne riparla in autunno.
Poiché in origine era previsto un concerto estivo con Inter Nos ed altri gruppi al Bar Plaza di San Michele al Tagliamento (VE), e invece gli Inter Nos riprenderanno più avanti, sto provando ad organizzare un concerto con più gruppi, sempre al Bar Plaza, per i primi giorni di giugno. Per ora gli invitati sono i Fuser e i Muy Temible, ciascuno dei quali inviterà un altro gruppo. Vedremo se l’iniziativa andrà a buon fine.
Una notiziola che non c’entra con l’attività musicale, ma a qualcuno può interessare. La pausa caffè ad inizio turno non è un diritto del dipendente: TAR Trentino Alto Adige - Trento, sez. unica, sentenza 09.01.2013 n° 1.
Tanti saluti, e buona Pasqua.

(Aggiornamento del 25 marzo 2013, ad opera di Claudio F.)


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Mamma Francesca e papà Paolo annunciano l’arrivo del piccolo Andrea Faggion, nato il 13 febbraio 2013 alle ore 22. Il pargoletto è lungo 52 cm e pesa Kg 3,580.
Siccome i neogenitori sono intenti a coccolare il bimbo, zio Claudio si occupa degli annunci.

(Aggiornamento del 14 febbraio 2013, ad opera di Claudio F.)


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Ultimo aggiornamento dell’anno 2012. Breve resoconto:
Concerti effettuati quest’anno: 7; concerti totali: 109.
Numero di copie di “Produzione propria” in giro per il mondo, salvo dimenticanze: 217.
Attività promozionale: parecchie lettere inviate in giro per chiedere concerti, con risultati pressoché nulli. Alcuni sporadici contatti con radio e fanzines; onestamente non ricordo se abbiamo avuto qualche recensione quest’anno. Una radio del Bangladesh ha ricevuto gli MP3 di “Produzione propria”, spero che ne abbiano fatto buon uso.
Scambi di materiale con alcuni musicisti, residenti in Italia o all’estero.
Durante il periodo natalizio ho sentito via lettera ed email vari corrispondenti: per qualcuno l’attività musicale procede bene, per parecchi altri ci sono stati tempi migliori e, come si suol dire, restano in attesa che le cose cambino.
Noi INTER NOS prevediamo di fermarci almeno fino a primavera inoltrata, poi si vedrà; nel frattempo, mi dedicherò a suonare covers: mi è stato proposto di ricoprire il ruolo di bassista in un gruppo. Almeno racimolerò qualche soldino da investire in acquisti musicali, se mi sarà avanzato qualcosa dopo avere assolto a tutte le spese necessarie per la sopravvivenza.
Buona fine d’anno, che tra poco se ne andrà senza grandi rimpianti (almeno per quanto mi riguarda), e felice 2013 a tutti.

(Aggiornamento del 31 dicembre 2012, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 15 dicembre 2012 abbiamo suonato allo Spagu Day, concerto in memoria di Denis “Spagu” Ambrosio, già cantante dei Sepolcral e dei Chronic Hate, già gestore della Birreria Memphis Belle a Latisana (UD), prematuramente mancato nel dicembre 2011 all’età di 36 anni. Il concerto si è svolto nell’area festeggiamenti di Latisanotta (frazione di Latisana), sotto un tendone; nell’ordine, questi erano gli orari ed i gruppi: 20:00 – 20.30 Inter Nos, 20:35 – 21:05 Assaltator, 21:20 – 21.50 Despite Exile, 22:05 – 22:40 The Brusarja, 22:55 – 23:30 Chronic Hate, 23:40 – 00:00 Sepolcral. Questa è invece la locandina.
Circa 200 persone presenti nella parte finale, i soliti 4 gatti (come di consueto) quando abbiamo iniziato noi alle ore 20. Nostra esibizione: nessuna grossa cappella, ma tante piccole imperfezioni; accontentiamoci di quel che viene. Abbiamo inserito la parte finale di “Una vecchia chitarra”, brano che piaceva molto a Spagu, al termine di “Abbandono”, ultimo brano della nostra esibizione. Altra mia presenza sul palco: poiché i The Brusarja erano rimasti senza cantante, assente per motivi di lavoro, il brano “Il lancio del caìpo” l’ho cantato io, come era già avvenuto altre volte in passato.
Segnalo la prestazione di Nicola Muneratto (“Redondo”), già cantante dei The Brusarja, che si è messo al microfono sia con i vecchi compagni d’avventura sia, alla fine, con i rinati (per una sera) Sepolcral, alternandosi alla voce con Daniele Tollon (chitarrista dei Chronic Hate).
Ringraziamo i Chronic Hate per avere organizzato l’evento e per averci invitato a suonare, per noi è stato un piacere e un onore.
Per quanto riguarda l’attività concertistica degli INTER NOS, inizia un semestre sabbatico; anche l’attività promozionale sarà ridotta al minimo. In tarda primavera 2013 decideremo cosa fare.
Entro la fine del 2012 inserirò un aggiornamento.
Buone Feste.

(Aggiornamento del 16 dicembre 2012, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 20 ottobre 2012 abbiamo suonato a Portogruaro (VE), nella suggestiva Piazzetta Sant'Andrea, tra il retro del Duomo e il fiume Lémene: un posto strategico con continuo passaggio di persone che, incuriosite, si fermavano per un tempo più o meno lungo. Vedi locandina. Mancano i Re.Birth per cause di forza maggiore; ci sono i comaschi Il Rebus (da non confondere con i monfalconesi The Rebus i quali, peraltro, si apprestano a cambiare nome) ed i locali La Banda Di Piero. Iniziano, addirittura in anticipo rispetto al programma, Il Rebus; prog lento e melodico, quasi cantautorale, anche se (così assicurano) su disco sono più grintosi; abbiamo fatto scambio di CD, ancora non l’ho ascoltato. Segue La Banda Di Piero, folk-pop un po’ sulle coordinate dei dispersi Tarantàs, e forse non è un caso che il trombonista Silvano Moni Bidin abbia suonato anche in quella formazione. Infine veniamo noi, suonando per una quarantina di minuti; stranamente il pubblico non se ne va, le anatre del Lémene non emigrano, e il campanile del Duomo non aumenta la propria già vistosa pendenza. Prestazione sufficiente, seppure funestata da vari problemi tecnici (mancanza di corrente durante le prove, e ammutolimento del basso durante il concerto). Siamo perfino riusciti a vendere due CD e a scambiarne altri due, roba da festeggiare a caviale e champagne. Ringraziamo gli organizzatori, i musicisti che ci han prestato materiale, e tutto il pubblico. Sarebbe opportuno che Portogruaro proponesse più spesso queste iniziative, onde evitare l’appellativo di Mortogruaro. Tutto il mondo è paese, ed il tastierista de Il Rebus afferma che a Como città non c’è neanche un posto per suonare; a quanto pare, qualcuno è messo peggio che qui nel Veneto Orientale.

Non ci sono altri concerti in programma per quest’anno, e presumibilmente non ce ne saranno per i primi sei mesi del 2013. C’è un buon motivo… chi sa, sa.

(Aggiornamento del 21 ottobre 2012, ad opera di Claudio F.)


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Altro aggiornamento non previsto, stavolta per una cattiva notizia.
Il 9 ottobre 2012 è mancato Marco Garofalo, già chitarrista dei LITTLE WINGS nell’intero periodo di vita della formazione, dal 1988 al 1991. Nei LITTLE WINGS io ero il bassista e, in alcuni brani, il cantante. Era, credo, la prima esperienza musicale significativa per tutti noi adolescenti (eravamo in 4 del 1970: Claudio Faggion, basso e voce; Paolo Bernardini, voce; Marco Garofalo, chitarra e voce; Luca Masseroni, batteria) ed un “vecchio” del 1969 (Alessandro Viola, chitarra) che nei primi tempi, essendo l’unico ad avere la patente, ci portava in giro con strumenti al séguito. Ricordo in particolare un episodio; nell’aprile del 1988, mi pare per il giorno 23, l’Informagiovani di Pordenone aveva organizzato un concerto a Palazzo Marchi, in Corso Garibaldi; leggendo il depliant, avevo visto due nomi nel programma: i Redglass Hearts che già erano relativamente famosi, ed i Little Wings; chiesi a Marco chi fossero questi Little Wings a me sconosciuti; lui rispose “Siamo noi”. Come? Da quando? “Mi hanno chiesto se eravamo disposti a suonare a Palazzo Marchi, e ho detto di sì; quando mi hanno chiesto il nome del gruppo, ho detto la prima cosa che mi era venuta in mente”. Così, erano nati i Little Wings. Noi nella primavera 1988 suonavamo, o almeno ci provavamo, alla sala prove della Parrocchia San Giorgio, senza grandi pretese; ora ci trovavamo con un concerto imminente, con una preparazione che a definirla precaria era ancora poco, con un repertorio da creare e… con una storia, quella dei Little Wings appunto, che iniziava praticamente a nostra insaputa. Ringrazio Marco per il coraggio, o forse incoscienza, che ebbe quando accettò la proposta che gli fu fatta; non sta a me commentare il prosieguo, ma qualcuno si ricorda ancora di quel gruppo, dopo decenni. Qualcosa è rimasto: un brano dei LITTLE WINGS (L’Aquilone) talvolta viene eseguito dagli INTER NOS. Ciao Marco, buon viaggio, e buona musica, se “di là” si può.

Da http://www.pordenoneoggi.it/notizie/addio-marco-garofalo-linfermiere-musicista-006612#comment-5100.

Addio a Marco Garofalo, l'infermiere musicista
Scompare a soli 42 anni. Lascia la moglie e 2 figli


PORCIA - Ha lasciato un grande vuoto la scomparsa Marco Garofalo, l’infermiere professionale morto ieri, a 42 anni, dopo aver lottato, nell'ultimo anno, contro una terribile malattia. Marco Garofalo lascia la moglie Marta, infermiera all’ospedale cittadino, e i figli Davide e Simone, di 12 e 10 anni, con i quali risiedeva a Porcia. Nato e cresciuto in città, si era diplomato all’istituto “don Maran”, una delle più qualificate scuole per infermieri e per oltre 10 anni ha lavorato all'ospedale “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone. Da qui, è passato allo studio associato di medici di famiglia dei dottori Bortolin, Galasso, Gasparin, Pacetto e Scaramuzza. Era socio fondatore di “Hdomicilio”, servizio infermieristico a domicilio tuttora operativo. Carattere solare, molto attaccato alla famiglia, era appassionato al lavoro, amava suonare la chitarra ed era impegnato nelle associazioni legate alla professione. I funerali saranno celebrati alle 15 di domani, 12 ottobre, nel duomo di Porcia, dove la salma giungerà dall’ospedale di Udine.

(Aggiornamento del 11 ottobre 2012, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento non previsto; ho scoperto questo articolo che riguarda la situazione musicale attuale a Pordenone, con provvedimenti e progetti degni di uno stato di polizia; come si legge nell’articolo, non è una novità in riva al Noncello. Tra PordeNOIA e MORTOgruaro (così viene ribattezzata Portogruaro per la sua inesistente attività musicale), c’è poco da scegliere; ben venga San Michele al Tagliamento dove, almeno una volta alla settimana, da qualche parte c’è un gruppo che suona.

Da www.musicologi.com

PordeNoia, dalla città del Noncello un festival contro l'immobilismo culturale
Scritto da Max Lewis - Massimo Battisti - Daniele Damiati
Venerdì 07 Settembre 2012 15:35

L’attuale congiuntura economica in cui versa il nostro Paese sta velocemente erodendo tutte le categorie economiche e il tessuto sociale/culturale di noi tutti.
Purtroppo in questa situazione economicamente e moralmente “nefasta”, non possiamo fare a meno di notare che alcune amministrazioni invece di agevolare i mercati locali, stanno applicando congiuntamente e senza alcuna apparente logica, una politica vessatoria, scellerata e proibizionista nei confronti delle categorie che si occupano dell’intrattenimento musicale e dell’organizzazione di eventi giovanili, iniziando dai bar ai Festival musicali.
L’attenzione smodata e congiunta dei vigili, delle forze dell’ordine e la loro imbarazzante applicazione di regolamenti “preistorici” nei confronti delle sopracitate categorie sta lentamente disintegrando un intero settore economico, e sta facendo arretrare la nostra città – Pordenone – di almeno 30 anni al cospetto di altre realtà Italiane ed Estere.
Questo è un comunicato congiunto di Promoter, titolari di Bar, imprenditori dello Spettacolo che chiedono semplicemente di potere svolgere il loro lavoro nel pieno rispetto delle regole, contribuendo economicamente e anche socialmente allo sviluppo della città in cui operiamo: Pordenone.
Purtroppo questo non è attualmente possibile, in quanto regolamenti ai confini della realtà (riferiti ai fatti riportati sulla stampa il mese scorso con l’intervento dell’attuale Sindaco, e alle attenzioni imbarazzanti ricevute dalle forze dell’ordine nei confronti di determinate manifestazioni musicali), ci impediscono di poter LAVORARE, e in certi casi intimidiscono addirittura i giovani a uscire di casa per poter raggiungere una determinata location e assistere ad un concerto.
Pordenone purtroppo non è nuova a questo genere di situazioni e ha la memoria corta:
nel 2001 con l’amministrazione Pasini nasce l’occupazione pacifica dell’Ex Cerit e dopo i primi mesi euforici di programmazione musicale e “libera” lo stesso progetto è caduto nella mani di una politica programmatica che ne ha decretato la morte.
La stessa politica ha voluto la nascita del Deposito Giordani, esperimento lodevole e contenitore interessante ma che a nostro avviso non ha centrato l’obiettivo di creare un punto di ritrovo sociale per giovani, incapace di creare “rete” la consideriamo una location autoreferenziale ad appannaggio di una certa fetta della “cultura” Pordenonese.
Nel 2010 viene tentato l’esperimento di trasferire una delle manifestazioni di rilievo del territorio (Il SummerEnd Dolomiti Live Festival) proprio in Fiera a Pordenone: senza alcuna spiegazione fornita dalla precedente amministrazione, viene elevato un muro di silenzio di fronte ad una richiesta del genere.
Ora nel 2012 la giunta cittadina vuole dotare i locali del centro storico di cuffie in stile “silent disco” come succede in altre realtà italiane o estere: a tutte queste “baggianate” noi vogliamo dire BASTA!
Pordenone non ha bisogno di ulteriori spazi, non ha bisogno di cuffie tecnologiche, questa città ha bisogno che i proprio commercianti siano in grado di poter lavorare nel pieno rispetto delle regole come è sempre stato richiesto di fare.
Da questo lungo presupposto nasce il Festival musicale PORDENOIA, ovvero una giornata di protesta pacifica che vuole usare la musica per veicolare la propria frustrazione nei confronti di una situazione divenuta oramai ingestibile, al limite della sopportazione per molti professionisti del settore.
Speriamo con questa azione – pacifica – di poter smuovere le acque, prima che queste diventino melma da cui nessuno potrà più muoversi.
La data e la locazione della manifestazione non verrà pubblicizzata se non a pochi giorni dall’evento.

(Aggiornamento del 19 settembre 2012, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 15 settembre 2012 abbiamo suonato al Bar Al Falco, a San Michele al Tagliamento; vedi locandina.
Era da parecchio che non facevamo un concerto da soli sulla lunga distanza (2 ore): tecnicamente il risultato è stato soddisfacente, considerando l’impegno richiesto. Abbiamo iniziato alle ore 21,30, con un esperimento: un brano lento e cadenzato, di nuova creazione, senza nome; data una base preregistrata, su questa ci abbiamo suonato sopra in diretta; una semi-improvvisazione, con alcune citazioni in latino per creare un’atmosfera solenne e misteriosa. Rimarrà un esperimento isolato, così come lo fu una decina di anni fa il brano “Loco” eseguito alla Birreria El Loco a Orcenico Inferiore di Zoppola (PN): anch’esso aveva una base registrata su cui poi abbiano suonato “sopra” in sede di concerto.
Pubblico: in verità all’inizio numericamente scarso, poi aumentato fino a raggiungere la ventina di unità, e assai partecipe. Nostro cugino Tommaso ci ha chiesto di suonare “Major”, brano dei Polipholix che non provavamo da anni, e nonostante qualche dimenticanza ce la siamo cavata. Tra i ripescaggi, il brano “L’aquilone” dei Little Wings (per chi non lo sa, era un gruppo di Pordenone in cui ho militato dal 1988 al 1991), “Prima della guerra” di Eugenio Finardi, e due brani popolari (uno in friulano ed uno in triestino). Alle 23,30 scatta il coprifuoco, giunto a proposito anche perché io ero al limite delle mie energie. Una bella serata, senz’altro da mettere tra quelle positive.
Ringraziamo i gestori del Bar Al Falco e tutti i presenti.

Potrebbe esserci la partecipazione degli Inter Nos alla manifestazione “Orchestrazione” a Portogruaro (VE), il 20 ottobre 2012: maggiori dettagli verranno forniti quando anche noi sapremo qualcosa in più.

(Aggiornamento del 16 settembre 2012, ad opera di Claudio F.)


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Poco da dire, dunque pochi aggiornamenti nel sito.

Il 19 agosto 2012, all’età di 95 anni, è mancata nostra nonna Antonia Colusso (nonna Nina). Ha sopportato per decenni, nella “stànsia” adibita a sala prove (con la presenza di lavatrice, congelatore, scaffali e mobili vari), dapprima i Poliphonix e poi gli Inter Nos. Senza la “stànsia”, la nostra attività musicale avrebbe avuto un altro corso, e non saremmo arrivati dove siamo ora. Grazie di tutto, nonna, e… buon viaggio.

Concerto a San Michele al Tagliamento (VE), al Bar Al Falco, Via della Pace 16, sabato 15 settembre 2012, ore 21. Vedremo se reggeremo sulla lunga distanza (due ore di spettacolo). Chi può, venga.

(Aggiornamento del 04 settembre 2012, ad opera di Claudio F.)


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Domenica 12 agosto 2012 abbiamo suonato al Summer Music a Lonca di Codroipo (UD), in una serata dedicata ai gruppi che nel corso di un quindicennio di manifestazione hanno dimostrato particolare fedeltà. Oltre a noi c’erano, tra i “vecchi”, i The Brusarja, i Sextress e i Last Warning, più qualche altro gruppo di musicisti quarantenni o giù di lì. Sia sul palco che al di fuori si sentiva assai bene. Noi abbiamo suonato mezz’ora, per primi, iniziando verso le 19. Come si suol dire, “abbiamo fatto le nostre”, ma a quanto pare abbiamo mascherato bene i misfatti. Siamo alle solite: il tempo manca, ci sono mille altri pensieri per la testa e l’entusiasmo non è certo quello di quindici anni fa; e il discorso vale anche per altri musicisti, da quel che sento.
Quanto a presenza di pubblico, anche in questo caso mi devo ripetere: tristezza, come del resto avveniva anche ai tempi in cui il Summer Music era un concorso musicale; e per dirla tutta, neanche alla serata principale del 5 agosto 2012 con i genovesi Sadist c’era stata un’affluenza oceanica.
È chiaro che non si può continuare a lavorare in perdita, per cui prevedo un fosco futuro; poi ovviamente ci si lamenterà perché il Summer Music ha chiuso i battenti: e voi dove eravate, quando c’erano i concerti?
Al Summer Music ho prelevato un volantino di tale manifestazione POVOROCK, a Povoletto (UD), giunta alla terza edizione; ne ignoravo l’esistenza fino a ieri. È un po’ troppo lontano per fare una trasferta: il carburante costa, e i soldi nelle mie tasche sono pochi. In bocca al lupo a questi organizzatori, e spero che resistano per numerose edizioni.

L’attività musicale segna il passo, come anticipato; dovrebbe esserci un concerto a San Michele al Tagliamento (VE) a settembre, e sarebbe il terzo concerto sanmichelino del 2012; l’attività degli Inter Nos si sta circoscrivendo a livello comunale “capoluogo”, pertanto anche ignorando le frazioni (la ricca Bibione soprattutto); non pare esserci altro di meglio: dunque si deve mangiare la minestra che c’è, o fare dieta.

Ci sarebbero varie cose da dire, su argomenti extramusicali. Non è un periodo felice, per molteplici ragioni; in prospettiva c’è però un lieto evento: ne parleremo al momento opportuno.

(Aggiornamento del 13 agosto 2012, ad opera di Claudio F.)


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Calma piatta, e nulla di significativo all'orizzonte.
Pubblico solo due notizie, che potrebbero essere di qualche interesse.

Il 2 giugno 2012 c’è stato l’ultimo evento all’ex osteria Le Piramidi di Rivignano (UD); ho rivisto, in quella triste occasione, parecchie facce note; ospiti d’onore, i BAVA da Milano, anch’essi partecipanti al Serio Rock Festival del 2011 in Cologno al Serio (BG) senza che ci fossimo presentati, come del resto non ci siamo presentati con gran parte degli altri musicisti; ho così scoperto che al tempo il cantante dei BAVA aveva assai apprezzato la nostra musica; ho scambiato tre copie del CD “L’ostile di vita” dei BAVA con tre copie del nostro “Produzione propria”. C’era inoltre Beppe Francioso, batterista dei disciolti ILTEATRODELLEOMBRE ora nei MINORANZA DI UNO, che mi farà avere il CD del suo attuale gruppo. Quanto all’Associazione Tròis, spero vivamente che riesca a ripartire in un altro luogo con le proprie meritevoli attività. All’eventuale chiamata, risponderemo.

A proposito di “pagare per suonare”, ecco un interessante forum, un po’ datato ma sempre valido.
Da: http://forum.metal.it/viewtopic.php?f=48&t=30341
- 1° messaggio, del gruppo Illune - Biglietti Metal Camp 09 A Prezzi Stracciati
Ciao a tutti siamo gli Illune, abbiamo superato le selezioni per il Metal Camp 09, per poter suonare abbiamo bisogno di vendere biglietti…
- Messaggio di un partecipante al forum:
Cioè, fammi capire...vinci un concorso per suonare in un festival importante....e per poter suonare, dopo aver vinto, ancora devi piazzare un tot di biglietti sennò non ti fanno suonare???????????????
- risposta del gruppo Illune:
purtroppo è così...dobbiamo piazzare un tot minimo di biglietti altrimenti non ci fanno suonare

No comment.

(Aggiornamento del 15 giugno 2012, ad opera di Claudio F.)


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Martedì 29 maggio 2012 abbiamo suonato al Bar Plaza di San Michele al Tagliamento (VE) assieme al duo acustico Snebò (voce femminile, chitarra acustica). Vedi locandina. Pubblico quantificabile in una trentina di unità, quasi tutti frequentatori abituali del locale, che non dimostrano particolare interesse verso la proposta musicale (sia nostra che degli Snebò). Iniziamo alle 21,30; suoniamo i brani alla stessa velocità del CD se non anche più lentamente, cosa che avviene assai di rado; il cielo si rannuvola, e dunque togliamo 3 brani dalla scaletta per consentire anche agli Snebò di esibirsi. Da parte nostra, prestazione senza infamia e senza lode, leggermente meno precisa di quella di 10 giorni prima a Rivignano. Gli Snebò iniziano a suonare alle 22 circa; dopo due canzoni, sono costretti a fermarsi in quanto inizia a piovere; trasportiamo tutte le attrezzature sotto i portici, e gli Snebò riprendono il loro programma di cover anni ’80 o anteriori, rielaborate con buon gusto, proseguendo “sportivamente” fino alle ore 23. Ringraziamo il gestore Andrea Ravanello per il trattamento impeccabile sotto ogni profilo: questo, se proprio vogliamo essere sinceri, è l’unico dato significativo in una serata che non rientrerà certamente tra quelle memorabili nella storia degli Inter Nos.
Non ci sono altri concerti in programma, e ben poco si muove all’orizzonte; vedremo se accadrà qualcosa in estate.
Anche l’attività promozionale segna il passo; le lettere ai locali non sortiscono esiti, le radio estere sono state contattare in gran numero via lettera o via email, e per quanto riguarda la promozione su fanzines, questa è stata ormai da tempo abbandonata. Rimane qualche scambio occasionale con corrispondenti di lunga data, i quali daranno i CD a qualche loro conoscenza. In mancanza d’altro, va bene anche così.
Appuntamento al prossimo aggiornamento, quando ci sarà qualcosa di importante da segnalare.

(Aggiornamento del 30 maggio 2012, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 19 maggio 2012 abbiamo suonato all’ex Osteria Le Piramidi di Rivignano (UD), assieme ai PREHISTORIC PIGS (stoner rock) e ai SUN RIOT (space rock). Vedi locandina. C’era, in contemporanea, una mostra di pittura dell’artista Luciano Lunazzi. Per quanto riguarda il concerto; noi abbiamo suonato per primi eseguendo 10 brani, senza grossi errori e senza funambolismi virtuosistici; gli altri due gruppi hanno proposto un repertorio strumentale talvolta interessante talvolta meno (a mio modestissimo parere), ma a quanto pare il pubblico presente (nel momento di massima affluenza, circa una quarantina di spettatori) ha apprezzato.
L’esperienza del Circolo Tròis all’ex Osteria sta per concludersi, a inizio giugno il locale dovrà essere lasciato libero; speriamo che l’attività riprenda altrove. Ringraziamo Piotre e tutti quelli che, per ben tre volte, ci hanno chiamato a suonare a Rivignano.
Durante la serata, come spesso accade, abbiamo rivisto vecchie conoscenze e ne abbiamo fatte di nuove; ci sono almeno un paio di interessanti progetti per il futuro, riporteremo eventuali novità nel nostro sito.

Ci avviciniamo al secondo concerto di maggio, quello al Bar Plaza di San Michele al Tagliamento (VE), martedì 29 maggio 2012 alle ore 21 con il duo acustico SNEBÒ. In quell’occasione suoneremo circa mezz’ora, con brani prevalentemente melodici adatti al tipo di pubblico che solitamente presenzia ai concerti al Bar Plaza. Un duo rumoroso ed uno acustico: dovrebbe essere un’accoppiata che suscita curiosità. Chi può, venga, e si ritenga fin d’ora ringraziato.

È iniziata la spedizione di lettere a locali per ottenere concerti in autunno. Restiamo in attesa di eventuali convocazioni.

Manifestazioni musicali: so che ce n’è una vicino a Portogruaro (VE) il 2 giugno 2012, che inizierebbe alle 10,30 del mattino per concludersi a tarda sera; nel volantino, che ho trovato in un bar di Portogruaro, sono elencati più di 20 gruppi, e c’è un unico sponsor, un negozio di strumenti musicali; mi sembra strano che una manifestazione di tale portata fosse ignota sia a me che a tutti i miei corrispondenti friulani e veneti; ragion per cui, come mi è stato fatto notare, probabilmente ne erano a conoscenza solo i musicisti che frequentano il negozio di strumenti musicali "sponsor". Io ho mandato una email per chiedere di suonare nell’edizione 2013, vedremo se ci sarà risposta.

(Aggiornamento del 20 maggio 2012, ad opera di Claudio F.)


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È arrivato per gli INTER NOS il primo concerto dell’anno, ieri 14 aprile 2012 al Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE), assieme ai THE REBUS. Ecco la locandina.
O si fa niente, o si fa troppo; ieri a San Michele, oltre a questo concerto, c’era una recita teatrale a 50 metri dal Bar Italia, e un altro concerto in un bar a 200 metri da dove suonavamo noi. Non si può dire che in questo paese manchino le iniziative. Che poi il pubblico sia sempre numericamente piuttosto scarso, quello è un altro problema; a questo punto, vista la spietata concorrenza, ringraziamo sentitamente la trentina di spettatori che, tra tanta offerta, hanno scelto la serata prog rock, e credo che abbiamo fatto bene a venire lì; noi abbiamo eseguito i brani a velocità alquanto sostenuta, mettendo sul palco più l’esperienza che la tecnica. In circa un’ora, se ho tenuto i conti esattamente, abbiamo eseguito 12 canzoni ed in più qualche improvvisazione per intrattenere il pubblico. Quanto ai THE REBUS, come al solito hanno offerto una prestazione di alto livello, con circa un’ora e 45 minuti di brani, in gran parte propri. Ho notato delle interessanti novità in alcuni arrangiamenti. Riguardo ai singoli musicisti, continuo a rimanere stupito dal bassista Alberto Ballarè e dall’uso che fa del pollice della mano destra, un dito da me pressoché inutilizzato per suonare. Ringraziamo infine il gestore Gianni Sutto per l’abbondante pastasciutta col ragù e per il beveraggio nel corso della serata.
Tra i presenti c’erano, com’era facile immaginare, parecchi musicisti, e le notizie che ho appreso non sono buone.
La prima, è che l’ex Osteria Le Piramidi di Rivignano (UD), dove abbiamo suonato e dove ho visto parecchi concerti, chiuderà; il proprietario dell’immobile, a quanto pare, aumenterà l’affitto, e l’Associazione Tròis che opera all’interno non riesce più a coprire le spese. Si ipotizzava un concerto di chiusura: cercherò di andarci, almeno in qualità di spettatore.
La seconda, è che gli IRIDIUM, il gruppo con cui avremmo dovuto suonare il 29 maggio 2012 sempre a San Michele ma stavolta al Bar Plaza, sono rimasti senza bassista; ora vedranno se riusciranno a presentarsi ugualmente trovando un sostituto, o se alcuni di loro verranno con un altro gruppo. Alla peggio, suoneremo solo noi INTER NOS.

Ho ricevuto qualche CD di gruppi asiatici da Al Fahmy (fanzine Abysmal Sculptures e gruppo Beast Petrify – Singapore) e dalla distribuzione malese Muzikbox; qualcosa è interessante, qualcos’altro meno, comunque mi fa piacere conoscere nuovi gruppi… anche se ormai non ho più nemmeno tempo per ascoltare dischi.

Appuntamento al prossimo aggiornamento, appena ci sarà qualcosa di importante da riferire.

(Aggiornamento del 15 aprile 2012, ad opera di Claudio F.)


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Ennesimo aggiornamento scarno: poco accade, poco si racconta.

Ci prepariamo al concerto del 14 aprile 2012 al Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE); in quell’occasione suoneremo circa mezz’ora. Oltre ai brani ormai “fissi”, probabilmente ne eseguiremo alcuni che trovano poco spazio nella scaletta.
Attendiamo con curiosità la prestazione dei THE REBUS che si esibiranno dopo di noi e sicuramente manterranno fede alla loro meritata fama.

A San Michele al Tagliamento, se ci si accontenta, quasi ogni settimana c’è un concerto in questo o in quel bar; non mi pare che nei paesi vicini la situazione sia migliore, dunque è meglio non lamentarsi.

Ci è giunto un po’ di materiale dall’Asia: dal gruppo speed-thrash HEREAFTER (Malesia), due loro CD ed una compilazione su CD in cui sono presenti loro ed altri due gruppi.

Annullamento di manifestazione musicale: oltre il danno, la beffa. Sentenza TAR Veneto, Sezione 3, n. 185/2012, visibile su http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Venezia/Sezione%203/2010/201001963/Provvedimenti/201200185_01.XML.

Ubriaco dorme nell'auto in sosta? È comunque guida in stato di ebbrezza. Cassazione penale, sez. IV, sentenza 10.02.2012 n° 5404, visibile su http://www.altalex.com/index.php?idnot=17186.

Buona Pasqua.

(Aggiornamento del 30 marzo 2012, ad opera di Claudio F.)


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Anche per il secondo aggiornamento del 2012 c’è poco da raccontare, almeno per quanto riguarda l’attività del gruppo.

Partiamo con una notizia sorprendente. Per puro caso, girovagando su Internet, ho scoperto che un certo Andrea Parentin ha scritto un libro in inglese intitolato “A journey through the contemporary Italian prog scene”, e nell’elenco dei gruppi nominati ci sono anche gli INTER NOS. Questo è il link:
http://www.progarchives.com/forum/forum_posts.asp?TID=62150.
L’elenco è diviso per Regioni e per Province. Siamo onorati di essere stati inseriti e ringraziamo l’autore, a noi sconosciuto (per quanto ci risulta); obiezione: per il Friuli mancano nomi importanti come gli Sherpa, senza contare il movimento prog-metal-folk eccetera (ad esempio Elvenking e Pathosray). Sarà per la prossima edizione.

Abbiamo fatto una prova in febbraio, in vista dei due concerti ormai sicuri a San Michele al Tagliamento (VE) previsti in primavera.

Effettuato uno scambio di materiale con Al Fahmi da Singapore, curatore della fanzine Abysmal Sculptures e componente del gruppo thrash metal BEAST PETRIFY; per contatti: Al Fahmi, Yishun Central Post Office, PO BOX 420, Singapore 917614, Republic of Singapore.

Torna in azione la censura su Internet. C’era una volta una pagina su Facebook intitolata “Black list: i locali da evitare” all’URL http://www.facebook.com/topic.php?uid=47202168262&topic=7940#topic_top, ed ora è misteriosamente sparita.

Vi segnalo questo sito, in cui vengono indicati i soggetti inaffidabili (i cosiddetti RIP OFF) nel panorama heavy metal internazionale. Il sito è http://metalripoff.info/index.php/News/: vediamo quanto resiste prima che venga oscurato.
A proposito di inaffidabili: la distro brasiliana Blasphemy, sebbene non sia inserita nel sito suddetto, fa parte appieno della categoria; ho ricevuto un messaggio dalla Malesia, precisamente dalla Metalzone Distro, con cui il malcapitato curatore della Metalzone avverte i propri corrispondenti di avere spedito materiale ai tipi brasiliani, senza avere ricevuto alcunché in cambio. Come avevo indicato in un aggiornamento del 2011, anche a me era accaduta la stessa cosa: in cambio del materiale da me spedito ho ricevuto solo una grande quantità di “spam”.

Poco prima del Festival di Sanremo era apparsa su vari siti Internet una lettera scritta da Tony Pagliuca, ex tastierista de LE ORME, ad Adriano Celentano che, per quanti non no sapessero, era il super-ospite della corrente edizione del Festival. Ecco il testo della lettera, originariamente pubblicato sulla pagina Facebook di Tony Pagliuca e poi, come detto, anche altrove.
Caro Adriano,
sono Tony Pagliuca ex componente delle Orme; dal 1° Gennaio mi è stata tolto il fondo solidarietà dei soci Siae, un mensile di 615 euro che era il mio unico sostegno economico sicuro, e non so come andrò avanti con moglie, insegnante precaria, e due figli che studiano, mutuo prima casa ecc. Ma ora non protesto perché mi sento ancora libero e al fianco di tutti coloro che cercano un posto di lavoro onesto, e perché ho fiducia nel futuro e confido nell’operato del presidente del consiglio Mario Monti, che mi sembra una persona per bene. Ho pagato ancora a malincuore il canone Rai e mi permetto di dirti che se quest’anno vai a Sanremo cerca di rimanere nel tuo campo, quello che ti ha dato il successo e cioè il canto, canta le tue belle canzoni partecipando magari anche tu alla gara. E se invece sentirai il prorompente bisogno di monologare allora raccontala giusta. Racconta che la cultura deve tornare a circolare libera nei suoi spazi e non deve essere mai più in mano alla casta della canzone. Racconta che ciò che si sente in radio e si vede in tv non è il meglio di ciò che la nostra bella Italia produce. Perché gran parte delle programmazioni sono al soldo delle case discografiche e dei grandi management S.p.a. Racconta che nel nostro paese ci sono tanti giovani talenti che non trovano mai spazio e se lo trovano sono spremuti e gettati come limoni. Racconta, se permetti, che il sottoscritto, pur avendo scritto delle pagine di musica rock progressive riconosciute in tutto il mondo, per partecipare in gara a Sanremo con il suo gruppo ha dovuto pagare 50 milioni di lire per “il parrucchiere” mentre tanti altri concorrenti privilegiati non solo non hanno pagato niente ma sono stati loro pagati fior di quattrini per la loro prestazione. Racconta che tanti altri musicisti come il sottoscritto hanno cercato, rinunciando a facili guadagni, di elevarsi all’altezze dei grandi della musica producendo, in proprio, lavori di pregio che non si sentiranno in Rai e non si vedranno in TV a causa dei conduttori corrotti, e se le loro opere non saranno conosciute non potranno di conseguenza fare il loro lavoro e cioè i concerti. E se condurrai più di una serata, chiedi che Sanremo sia un concorso di giovani che studiano la musica e non il cimitero degli elefanti. Chiedi infine di bonificare l’ambiente dagli spacciatori di droga, dai giornalisti corrotti ai manager evasori e infine ascolta la mia preghiera… non duettare con Madonna (il solo nome dovrebbe farti allontanare) e chiedi per Sanremo la benedizione di Benedetto XVI il papa ama la musica, l’Italia e vuole bene a tutti gli artisti.
Antonio (Tony Pagliuca)

Per chi vuole approfondire, il link è http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/2-febbraio-2012/costretto-pagare-50-milioni-partecipare-sanremo-1903108713839.shtml.

Ultima notizia, recentissima, che dovreste conoscere tutti: il 1° marzo 2012 al mattino è morto il cantautore bolognese Lucio Dalla, nato il 4 marzo 1943, data che è anche il titolo di una sua famosa canzone. Ascoltavo volentieri i suoi vecchissimi brani, sopportavo poco la celeberrima “Caruso” e proprio per niente le canzonette pop come “Attenti al lupo”. Ora staremo a vedere se, come avviene alla morte di ogni personaggio importante, ci sarà la pubblicazione di inediti, raccolte, edizioni speciali, concerti incisi con il registratore portatile, e via dicendo, a solo fine speculativo. Lucio non si meriterebbe un simile trattamento. Che riposi in pace.


(Aggiornamento del 02 marzo 2012, ad opera di Claudio F.)


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Primo aggiornamento del 2012. Anche stavolta si inizia con una cattiva notizia.

Da: http://www.pordenoneoggi.it/notizie/sacile-muore-un-giovane-musicista-dopo-3-giorni-di-febbre-altissima-004382
SACILE - Tragico evento nel mondo dello spettacolo. Domenica 22 gennaio sera è morto Umberto Corazza, 32 anni, musicista di Sacile.
Impiegato come geometra in uno studio professionale di Fontanafredda, Umberto ha lasciato nel dolore il papà Riccardo, collaboratore dell’associazione Pro Sacile, la mamma Caterina Basso, le sorelle Rosella e Margherita e la fidanzata.
La causa del decesso sembra essere una polmonite fulminante di origine virale. Da alcuni giorni Corazza era stato colpito da tosse, accompagnata da febbre alta. Domenica sera, visto il peggiorare delle sue condizioni di salute, i famigliari lo hanno fatto ricoverare all’ospedale di Pordenone, ma durante il trasporto in ambulanza il giovane ha subito una crisi cardiaca che lo ha portato alla morte, in ospedale.
La salma, tuttavia, oggi sarà sottoposta all’autopsia per stabilire, le motivazioni del decesso e per verificare eventuali responsabilità.
I funerali dovrebbero tenersi mercoledì 25 o giovedì 26. Corazza era noto nell'ambiente musicale Da ragazzo aveva dato vita agli Sherpa, uno dei gruppi underground più noti della Bassa pordenonese, alternandosi al flauto e alla voce. Di recente la band aveva concluso la registrazione di un album che diventerà il tributo all’anima degli Sherpa.
(nota bene: il testo presente oggi 29 gennaio 2012 nella pagina sopra indicata è diverso da quello qui riportato)
Vadano le nostre condoglianze ai familiari ed al resto del gruppo SHERPA, che avevamo conosciuto ed apprezzato in una ormai datata edizione del Summer Music a Lonca di Codroipo (UD).

Abbiamo inviato, il 5 gennaio 2012, una email di presentazione a numerose radio straniere; esiti nulli per quanto riguarda la richiesta di materiale da parte delle emittenti contattate; in compenso, come per le lettere cartacee, anche numerose email tornano al mittente; poiché gli indirizzi erano stati tratti dai siti web delle emittenti, e mettendo in conto alcuni possibili errori di trascrizione e digitazione da parte mia, il risultato è comunque deludente e denota scarsa serietà da parte di parecchi operatori radiofonici. Ben mi guarderò dall’inviare le lettere cartacee ai rimanenti 30 indirizzi stradali reperiti (in mancanza di quelli telematici), tenendo anche conto che un francobollo per una misera lettera da 20 grammi da spedire fuori Europa costa 1,60 Euro.

Possibili concerti: sabato 14 aprile 2012 al Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE), con i THE REBUS da Monfalcone (GO), già venuti 2 volte a suonare in quel locale; un martedì nella seconda metà di maggio, sempre a San Michele al Tagliamento ma stavolta al Bar Plaza, col gruppo prog IRIDIUM da Portogruaro (VE) e dintorni.

Un forum di discussione sui locali della provincia di Vicenza ed immediate vicinanze:
http://www.vicenzalive.it/forum/forumth.php?rubrica=1&thread=1374&a=0.


(Aggiornamento del 29 gennaio 2012, ad opera di Claudio F.)


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Ben ritrovati per l’ultimo aggiornamento del 2011.
C’è pochissimo da segnalare, per la verità.
- Effettuato uno scambio di CD con gli statunitensi GUT BUCKET, deathcore thrash punk (così si definiscono loro stessi), con voce, batteria e ben 2 bassi elettrici. Io li ho trovati assai interessanti, se volete saperne di più andate al sito http://www.reverbnation.com/gutbucketofficial. Indirizzo: Rob Cinami, 18 Grooding St. # 2, Pawtucket RI 02860, U.S.A.
- Dopo quello del mese di novembre, ulteriore scambio di materiale con i valtellinesi GRADINATA NORD, di cui ora abbiamo anche il nuovo lavoro “Never trust a indie – 2000/2002…2010!” contenente materiale assai datato, risalente agli inizi della loro carriera.
Ringraziamo ambedue i gruppi per la cortesia.


Articolo tratto dal quotidiano “La Nuova Venezia” del 28 dicembre 2012; link: http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/12/28/news/sala-prove-in-fiamme-salvi-i-ragazzi-1.2999758
«Sala prove» in fiamme, salvi i ragazzi
Stufa a legna scatena l’incendio del magazzino a San Polo, il gruppo di giovani stava per suonare. Un ferito e due intossicati.
- di Marta Artico
Stavano scaldando l’ambiente per poi mettersi a suonare, ma è bastata una scintilla proveniente dalla stufetta a legna, per mandare a fuoco l’intero magazzino trasformato in sala prove da un gruppo di ragazzini non ancora maggiorenni amanti della musica.
È accaduto ieri pomeriggio all’incirca alle 15.30 al civico 1907 di San Polo, a due passi dal ristorante “Le Antiche Carampane”. I ragazzi si erano recati all’interno dello stabile al primo piano di un condominio, il magazzino era di proprietà della famiglia di uno di loro, che vive al piano superiore. Per non dar fastidio ai vicini, cosa molto facile a Venezia, i ragazzi lo avevano anche rivestito di un materiale isolante e insonorizzante, ma evidentemente infiammabile. Dopo aver acceso la stufa a legna, che a Venezia non è consentita, erano usciti aspettando che facesse un po’ più caldo. Il mix però, è stato micidiale.
Tutto è accaduto in poco tempo. La madre di uno di loro ad un certo punto, vedendo il fumo salire nell’appartamento superiore dove si trovava con parte della famiglia, si è precipitata di sotto con l’altro figlio, accorgendosi che la situazione era oramai degenerata. Ha cercato di entrare nel magazzino, ma era praticamente impossibile. La donna nel tentativo di fare quel che poteva ha riportato una ustione di primo grado alla mano, mentre sia lei che il figlio sono rimasti lievemente intossicati, ma hanno rifiutato di essere ricoverati in ospedale.
Sul posto sono arrivati i pompieri con diverse squadre, il mezzo della “termocamera” per rilevare le fonti di calore e la polizia che ha richiesto l’intervento dell’Enel, di Italgas e del 118 per medicare e controllare madre e figlio e assicurarsi che non avessero nulla di grave. «Ho sentito chiedere aiuto dalla calletta – racconta Claudio Longega che li vicino ha il negozio di termoidraulica – il figlio della proprietaria chiamava, così ci siamo precipitati, prima abbiamo provato con gli estintori della nostra officina, poi abbiamo fatto passare una canna dell’acqua dal nostro negozio fino a loro perché stavano prendendo fuoco le finestre, nel frattempo ho chiamato i pompieri». «Per fortuna – aggiunge – c’era l’idrante delle Carampane, perché la bassa marea era tale oggi (ieri, ndr) che altrimenti i Vigili del fuco avrebbero avuto delle grosse difficoltà».
Il magazzino è andato completamente bruciato, i pompieri hanno lavorato un’ora per domare l’incendio e alle 19.30 della sera le travi erano ancora bollenti. «Ancora qualche minuto – spiegano dalla centrale di Mestre – e sarebbe saltato tutto». Gli appartamenti sopra il magazzino sono stati evacuati. La famiglia si è rifugiata all’interno del negozio di termoidraulica. «Sono scossi – prosegue il titolare – hanno preso paura». In tarda serata la situazione si è normalizzata.

Una cosuccia simpatica. Se volete vedere un batterista che suona con la batteria sospesa in aria, andate a:
http://www.youtube.com/watch?v=84UBS765IZg
http://www.youtube.com/watch?v=Lf8cEbgV634&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=PubM3aswkwA&feature=related


Per concludere, un breve resoconto dell’attività del gruppo INTER NOS nel 2011, come già comunicato a parecchi nostri corrispondenti.

Nel 2011 è stato possibile dedicare maggior tempo all’attività musicale rispetto alle 2 annate precedenti che, per vicende personali, non sono state affatto esaltanti.
Concerti: quest’anno ne sono stati effettuati 7, in totale nella carriera degli Inter Nos sono 102. In positivo: dopo 5 anni siamo tornati a suonare fuori dal Triveneto. In negativo: una manifestazione musicale a cui partecipavamo è stata interrotta durante il primo brano del primo gruppo in quanto i volumi, a quanto pare, erano troppo alti. Abbiamo inviato qualche centinaio di lettere a locali chiedendo concerti, ma non siamo ottimisti riguardo l’esito delle richieste. Sul sito http://www.youtube.com/user/stetrak1967, cercando tra i video inseriti, è possibile seguire gran parte della nostra esibizione del 9 luglio 2011 al Serio Rock Festival, tenutosi a Cologno al Serio (BG).
Produzioni: nessun brano nuovo, e nessun CD nuovo in programma. Si potrebbe comporre qualcosa, ma poi bisognerebbe anche registrare, e sotto questo profilo manca il tempo e la voglia. Ci metteremo a sistemare i brani vecchi: abbiamo molto da lavorare.
Promozione: qualche scambio con gruppi e distribuzioni in Italia e all’estero (ringraziamo per la cortesia), qualche recensione qua e là. Spedire un CD al di fuori dell’Europa costa 7 euro di spese postali, e dunque si invia il minimo indispensabile. Abbiamo aperto una pagina sul portale ReverbNation. La pagina sul portale Myspace è abbandonata al proprio destino. Il sito di riferimento rimane www.internosrock.it
Progetti ed aspettative: concerti nella consueta area di attività (pianura pordenonese ed udinese, mandamento di Portogruaro) con gruppi locali o, se vogliono correre il rischio di rimetterci economicamente e di dormire in auto, con gruppi forestieri; ipotesi di concerti al di fuori della suddetta area geografica; contattare qualche altro locale per chiedere concerti; contattare emittenti radio straniere per segnalare l’esistenza del gruppo.
Un ringraziamento vada a tutte le persone che ci hanno in qualche modo aiutato.


Per quest’anno, è tutto. Buona fine, e felice 2012.


(Aggiornamento del 30 dicembre 2011, ad opera di Claudio F.)


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Questo aggiornamento si apre con una cattiva notizia che alcuni di voi nei giorni scorsi forse avranno letto nella prima pagina del nostro sito o, per chi vive in Friuli, sui quotidiani.
Lunedì 5 dicembre 2011, al mattino, all’età di 36 anni è morto Denis Ambrosio detto SPAGU, già gestore della Birreria Memphis Belle a Latisana (UD), già cantante negli anni ’90 del gruppo death metal Sepolcral e, più di recente, del gruppo brutal death metal Chronic Hate. Il funerale si è svolto venerdì 9 dicembre 2011 alle ore 14,30 presso la chiesa parrocchiale di Latisanotta (frazione di Latisana - UD), che non è riuscita ad accogliere tutte le persone (tra cui molti musicisti) convenute per l’estremo saluto al defunto. Spagu ora riposa presso il cimitero di Latisanotta.
Esprimiamo le condoglianze ai familiari, anche se non conosciuti da noi INTER NOS ad eccezione della compagna Irina, vista al lavoro presso la Birreria Memphis Belle.
Chi vuole, può lasciare un messaggio sulla pagina Facebook dei Chronic Hate.
Grazie, SPAGU, per l’amicizia pluriennale e per averci invitato più volte a suonare al Memphis Belle. Riposa in pace.
Per opportuna conoscenza, riportiamo gli articoli apparsi sui quotidiani con riferimento alla vicenda.

Dal quotidiano “Messaggero Veneto”, martedì 6 dicembre 2011
Dimesso dall’ospedale: muore un 36enne di Teor
Denis Ambrosio è deceduto ieri in ambulanza poco dopo l’arrivo dei soccorritori. Il giorno prima aveva accusato forti dolori ed era stato visitato a Latisana.
- di Paola Mauro
TEOR. Una morte inspiegabile che forse solo gli accertamenti richiesti dagli stessi sanitari potranno chiarire. Un malessere continuo sempre più acuto, la corsa al pronto soccorso, ancora una notte di dolori, l’arrivo dell’ambulanza e poi più niente da fare. Lascia tanti interrogativi la morte avvenuta ieri mattina del 36enne Denis Ambrosio soccorso nella sua abitazione di via Casali nella frazione di Campomolle di Teor dai sanitari del 118, partiti dal pronto soccorso dell’ospedale di Latisana, la stessa struttura alla quale il giovane si era rivolto domenica pomeriggio, a quanto pare lamentando dei dolori molto forti alla schiena e alla testa. I sanitari lo avevano trattenuto qualche ora per capire la natura di quel male poi il giovane era rientrato a casa, ma le sue condizioni non erano migliorate: ieri mattina nonostante le ore trascorse il giovane non accennava a riprendersi e la compagna si è nuovamente rivolta all’ospedale di Latisana chiedendo questa volta l’intervento di un’ambulanza.
A quanto pare però al loro arrivo i sanitari del 118 hanno trovato il giovane già agonizzante e a nulla sono valsi tutti i tentativi di rianimazione, tanto che poco dopo Denis Ambrosio ha smesso di vivere. La notizia si è subito diffusa a Latisana, cittadina d’origine del giovane dove i genitori e il fratello vivono ancora, nella frazione di Latisanotta, e dove Denis assieme alla compagna Irina (la coppia ha anche un bambino in tenera età) ha gestito per alcuni anni fino all’estate del 2010 il bar Memphis Belle all’angolo fra via Risorgimento e via Egregis Gaspari.
E ieri sera dalla pagina di Facebook dedicata ai Chronic Hate, il gruppo musicale con il quale Denis Ambrosio aveva cantato per anni, i componenti della band hanno “postato” un ricordo del loro amico “Spagu”, com’era soprannominato Denis. La salma del giovane non è ancora stata messa a disposizione dei familiari per il funerale: sembra infatti che la stessa azienda sanitaria abbia chiesto di procedere con il riscontro diagnostico che probabilmente sarà eseguito oggi per stabilire cosa ne abbia provocato il decesso.


Dal quotidiano “Messaggero Veneto”, mercoledì 7 dicembre 2011
Morto in casa a 36 anni. L’autopsia chiarirà i dubbi
Si cerca una risposta alla scomparsa improvvisa di Denis Ambrosio, di Teor. Originario di Latisana, cantante in un gruppo, aveva anche gestito un locale
- di Paola Mauro
LATISANA. Tanti interrogativi, tanti i perché ai quali la famiglia di Denis Ambrosio in queste ore sta cercando di dare una risposta, quasi un voler chiudere un cerchio e poi lasciarsi andare completamente a quel dolore che una morte improvvisa, di un figlio, di un compagno, di un papà, inesorabilmente provoca.
Da ieri pomeriggio la salma del 36enne di Latisanotta, ma residente a Campomolle di Teor è stata messa a disposizione dei familiari per il funerale che non è stato ancora fissato, ma che molto probabilmente si terrà venerdì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Latisanotta la frazione dove vive la famiglia di Denis, il papà Edi, la mamma Valentina e il fratello più giovane Terence.
Tante domande perché non è facile accettare che una giovane vita si sia interrotta così brutalmente un lunedì mattina che il destino beffardo ha voluto fosse proprio il giorno dopo una grande festa, quella per i due anni del figlioletto di Denis e della compagna 40enne Irina Akimova. Doveva essere un inizio settimana come tanti, di rientro al lavoro e alle attività di sempre, invece quando si è svegliato lunedì mattina Denis Ambrosio non ha avuto neanche il tempo di capire cosa gli stesse accadendo che si è accasciato a terra: il primo a soccorrerlo è il stato il figlio della compagna che ha anche tentato di mettere in atto un tentativo estremo di rianimazione del 36enne, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118. Purtroppo tutto inutile perché il giovane aveva smesso di vivere.
Al pronto soccorso dell’ospedale di Latisana Denis Ambrosio si era rivolto una decina di giorni fa, il 24 novembre (e non domenica scorsa) per cercare di porre rimedio a un mal di schiena che non gli dava tregua, dopo che la cura precedentemente somministratagli da un medico non aveva sortito effetti.
Come riferisce un portavoce della famiglia, Cristian Minin, il giovane dopo le prestazioni dei sanitari dell’ospedale, dai quali era tornato anche venerdì e sarebbe dovuto tornare fra un paio di settimane, stava meglio, fino all’inspiegabile dramma di lunedì mattina che adesso cerca una spiegazione che forse l’autopsia effettuata ieri sulla salma del giovane potrà fornire.
Originario di Latisana, “Spagu” com’era soprannominato Denis Ambrosio, per alcuni anni fino all’estate del 2010 aveva gestito assieme alla compagna un locale di via Egregis Gaspari, il Memphis Belle: grande appassionato di musica per alcuni anni è stato il cantante di un gruppo. E impiegava il tempo libero con gli amici privilegiando la musica.

Altra notizia, assai inquietante, è quella che riporto sotto (nota bene: a) il sito è di parte; b) da una verifica effettuata oggi 10 dicembre 2011, la pagina risulta rimossa).
Da http://buonaprimavera.wordpress.com/2011/11/10/a-radio-rock-mandano-in-onda-i-fascisti-ed-e-caos/
A Radio Rock mandano in onda i “fascisti” ed è caos!
RIPORTIAMO DA PAESESERA: Centinaia di commenti su Facebook. Un gruppo: “Boicottiamo Radio Rock”. Insulti. E la redazione che si divide. Alla base delle polemiche, un’intervista, andata in onda questa mattina, al leader di Casapound, Gianluca Iannone. Peduzzi (Federazione della Sinistra): “Radio Rock legittima i fascisti”. 99 Posse: “Mai più una nostra canzone su Radio Rock. La tolleranza si riserva ai tolleranti”.
“Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo”. A meno che, s’intende, tu non sia un fascista. Chissà cosa direbbe Voltaire della bufera che si è scatenata in queste ore su Radio Rock, storica emittente vicina alla sinistra. Tutto nasce da un’intervista al leader di Casapound, Gianluca Iannone. Per la precisione, nasce ancora prima dell’intervista, andata in onda questa mattina nello spazio d’approfondimento condotto da Emilio Pappagallo, “Il Nome della Cosa”. Era stato lui stesso ad annunciarlo alla radio martedì mattina. Poi l’aveva scritto su Facebook.
I primi commenti furiosi. Poi il comunicato stampa: “Così facendo – scrivevano il capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi, e Filippo Cannizzo, coordinatore Giovani Comunisti Lazio – Radio Rock legittima l’azione di Casapound, nota organizzazione neofascista, che, pur definendosi ‘fascista del terzo millennio’, usa comportamenti fascisti del secolo scorso”. Il riferimento, manco a dirlo, è alla recente aggressione subita da quattro giovani del Pd nel IV municipio. Solo l’ultima di una lunga serie.
La notizia fa il giro del web in un lampo. Si temono incidenti. Così, per prudenza, questa mattina l’intervista a Iannone avviene per telefono. Invece che negli studi della radio.
LA RABBIA DEGLI ASCOLTATORI – Dar voce ai fascisti significa fare apologia del fascismo? Ascoltare le loro “ragioni” significa giustificare la loro violenza? Farli parlare alla radio significa legittimarli? Secondo molti sì. Già da ieri pomeriggio la bacheca di Radio Rock su Facebook è stata letteralmente inondata di commenti sdegnati (per usare un eufemismo) di molti radioascoltatori romani. Oltre 500 in pochissime ore. Finché qualcuno è costretto a mettere un freno alla rabbia degli “indignados”: “Ci scusiamo per aver dovuto chiudere la bacheca, ma le offese e i toni utilizzati avevano oltrepassato i limiti del civile confronto”.
C’è chi cita il codice penale. Chi ne fa una questione di “coerenza editoriale”: “Il rock – scrive Max – non è solo un genere musicale, ma è stato sempre anche una filosofia di vita che è contraria a qualsiasi tipo di fascismo. Aver fatto parlare quel boia è stato tradire quello che Radio Rock ha significato per tanti anni”. Chi mette in dubbio la professionalità di Pappagallo per aver fatto passare “quelle merde come degli eroi rivoluzionari antisistema”. Chi lo accusa di essere “amico dei fasci”. Chi mette su un gruppo: “Boicottiamo Radio Rock” (manco fosse Israele!). E chi polemicamente si chiede: “A quando l’intervista a Erich Priebke?”.
CASAPOUND? UN TABÙ – Emilio Pappagallo non è nuovo a questo genere di polemiche. Già ai tempi del terremoto dell’Aquila, era stato duramente contestato. Per la stessa ragione di oggi: aver pronunciato il nome di Casapound in trasmissione. C’erano i morti per le strade, un’intera regione distrutta dal sisma e Radio Rock si dava da fare per raccogliere beni di prima necessità da portare ai terremotati. L’associazione di estrema destra si offrì come punto di raccolta. Inaccettabile, secondo qualcuno.
Oggi anche i suoi colleghi lo attaccano. Su tutti, Prince Faster, voce storica di Radio Rock, che sulla sua bacheca scrive: “In merito all’intervista: tutta la redazione ne era all’oscuro fino a ieri pomeriggio e certe scelte dovrebbero essere discusse con tutti quanti, come facciamo per ogni cosa tutte le settimane da un anno a questa parte. La decisione è stata presa autonomamente da Emilio Pappagallo, scelta che ha messo in difficoltà la radio tutta”.
Anche il gruppo napoletano dei 99 Posse, a Roma in tour i primi di dicembre con il suo ultimo album, diffida la radio dal trasmettere i propri brani: “Mai più una nostra canzone, nessuna richiesta di intervista, né di supporto alle nostre esibizioni nella capitale o altrove. Non c’è nessun dialogo possibile con chi fa dello squadrismo la stella polare della propria azione politica, nessuno spazio di condivisione con chi distingue i diritti sulla base della nazionalità, del colore della pelle, della lingua con la quale si parla. La tolleranza si riserva ai tolleranti, la democrazia ai democratici, il dialogo a chi crede nel dialogo”.
Lo scontro si sposta anche sulla bacheca Facebook di Emilio Pappagallo. Il suo cellulare è spento da ore. Ma il suo ultimo post recita: “Giovedì 17 novembre, alle ore 9, in collegamento telefonico ci sarà Nunzio D’Erme, movimentista di Action”. (Fonte: Ambra Murè – paesesera.it)

Quanto alle attività degli INTER NOS, niente di importante. Ci sarà un aggiornamento entro fine anno, con breve riepilogo di quanto avvenuto nel 2011.

(Aggiornamento del 10 dicembre 2011, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 26 novembre 2011 abbiamo suonato alla Birreria Al Platano a Castions di Strada (UD), assieme agli amici Der Leone Has Sept Cabeças che ci avevano invitato a condividere il loro concerto; ad intrattenere i presenti c’era un DJ Set a cura degli animatori del Circolo Culturale Hybrida; vedi la locandina.
Da parte mia, credo che sia stato uno dei migliori concerti dell’anno; esecuzioni veloci e grintose, come hanno rilevato anche i presenti, ed un notevole impatto sonoro. Anche i Der Leone a mio avviso hanno effettuato una prestazione soddisfacente.
Ottimo cibo: frico con polenta, pizza carnivora e pizza vegetariana; il beveraggio sarebbe stato “alcolicamente” adeguato, se non fosse la necessità di trattenersi a causa degli ormai immancabili controlli del sabato sera, dovendo pertanto ripiegare sull’acqua minerale.
Presenza di pubblico: scarsa, valutabile un una ventina di unità, di cui nessuna annoverabile tra i “fans” degli Inter Nos. Considerato che i Der Leone giocavano praticamente in casa, e che comunque neppure noi eravamo molto al di fuori della nostra area di provenienza, direi che siamo alle solite; al di là della passione che ci spinge, verrebbe da chiedersi “chi ce lo fa fare”, e non trovo risposte adeguate.
Ringraziamo tutti coloro che hanno organizzato il concerto, e il ragazzo che ha acquistato la copia del CD “Produzione Propria” sperando che gli piaccia.
Per il 2011, probabilmente sarà l’ultimo concerto; il Piotre (Piero Sangoi), bassista/cantante dei Der Leone, ci aveva prospettato un’iniziativa interessante per la notte di Natale, ma dubito che aderiremo.
Per quanto riguarda gli aggiornamenti musicali non c’è altro da segnalare, e dunque chi vuole può fermarsi qui.

Ho trovato delle notizie meritevoli di essere inserite, che nulla hanno a che vedere con la musica.


Dal sito http://www.blitzquotidiano.it/economia/animali-compagnia-lusso-redditometro-998078/:
Porti il cane dal veterinario? Per il redditometro sei un possibile evasore
ROMA – Prendere il cane, il gatto o il criceto e portarlo dal veterinario per un check up. Un’azione “normale” che però, ora, con il nuovo redditometro, minaccia di trasformare il proprietario dell’animale in un potenziale evasore fiscale. La “colpa” sarebbe del nuovo redditometro che ha inserito le spese mediche per gli animali tra i beni “di lusso”. Avere lo yacht e vaccinare il Fido di turno, almeno per il nuovo redditometro, sono infatti più o meno la stessa cosa, sono lussi. Contro la definizione di animali da lusso anche il senatore Pdl Antonio Tomassini, che si è schierato contro la definizione del cavallo come bene di lusso.
Marco Meloni, presidente dell’associazione nazionale medici veterinari, lancia l’allarme: “È l’ennesima allucinazione del fisco nazionale, un quadro visionario degno della ribellione descritta nella Fattoria degli animali di George Orwell”. In Italia gli animali da compagnia, manche detti d’affezione, sono ben 14 milioni. Il 65 per cento delle famiglie italiane dunque si “concederebbe” il lusso di un animale domestico. Le visite veterinarie infatti richiedono un costo medio tra i 30 ed i 40 euro a prestazione, per un totale in media di 1.466 euro all’anno spesi dai proprietari di un cane e di 550 euro all’anno spesi dagli amanti dei felini. C’è da chiedersi allora se l’affetto per il proprio animale domestico sia un lusso che solo ai ricchi dovrebbe essere concesso.



Dal sito Altalex, sappiate che “Dare dello ''scioccarellino'' ad un minore può integrare gli estremi dell'ingiuria” (Cassazione penale , sez. V, sentenza 24.10.2011 n° 38297).
Tradotto in lingua comune, se una offesa insignificante porta alla condanna, tanto vale offendere pesantemente: l’esito processuale è identico. Un vera istigazione a delinquere. Ognuno si faccia la sua idea.

E sempre in tema di giustizia, chiudiamo con una notizia simpatica.
HTTP://AFFARITALIANI.LIBERO.IT/CRONACHE/FASCICOLI-MANGIATI-DALLE-PANTEGANE-PROCESSO-RINVIATO021111.HTML

CRONACHE
Fascicoli mangiati dalle pantegane, processo rinviato
Mercoledì, 2 novembre 2011 - 08:33:15
Ed ecco l’ingloriosa fine della giustizia italiana. Divorata dalle pantegane. Succede a Venezia, dove adesso saltano i processi perché i ratti si mangiano i fascicoli con dentro gli atti e le documentazioni. È stato infatti rinviato il processo d’appello riguardante un contenzioso tra un’azienda padovana a un’azienda veronese. Il procedimento era già in impasse, visto che era cominciato più di 11 anni fa, nell’ormai lontano anno 2000.
Come tante altre volte, la questione si era impigliata nelle maglie dell’elefantiaca burocrazia legale italiana. Ma non bastavano le eterne lungaggini e manfrine del sistema giudiziario italiano. Al Tribunale di Venezia hanno voluto fare di più. Vero che le pantegane e i topi sono sempre stati parte della fauna animale veneziana, ma fino a ora non si erano mai spinti negli uffici del Tribunale per mangiarsi i fascicoli dei processi. E invece stavolta è andata proprio così. Un incidente che è sintomatico di una situazione giudiziaria quantomeno precaria nel nostro Paese.
Risultato: processo saltato e udienza rinviata a data da destinarsi. Chissà che sorpresa per i giudici veneziani, che adesso si vedono erodere gli atti dagli odiati roditori. Il giudice del processo in questione ha deciso di usare l’ironia: “Bisognerebbe studiare la derattizzazione”.
A innescare l’intera vicissitudine legale, ormai diversi anni fa, era stato il pagamento delle stampe per un catalogo. In primo grado, con una sentenza emessa nel 2005, il Tribunale civile di Verona aveva dato ragione alla ditta scaligera: dopo che la controparte, che ha sede a Saonara, aveva presentato appello, però, era iniziata la causa di secondo grado, stavolta di fronte ai magistrati della Corte d'appello di Venezia. La prima udienza, in terra lagunare, si è celebrata nel maggio del 2006 e quella in programma il 26 settembre scorso, dopo cinque anni di rinvii su rinvii, avrebbe finalmente dovuto rivelarsi una seduta decisiva in vista del tanto sospirato verdetto.
Quanto sembrava tutto pronto ci si sono messe le pantegane a ritardare ancora una volta la celebrazione del rito processuale. Il presidente di sezione ha pregato gli avvocati di ricostruire il fascicolo. Prossimo appuntamento in aula il 5 dicembre. Si spera che, per allora, i topi abbiano meno sete di legalità.

(Aggiornamento del 29 novembre 2011, ad opera di Claudio F.)


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Lunedì 31 ottobre 2011 abbiamo suonato a Rivignano (UD) all’ex Osteria Le Piramidi con gli EL BLASE e i BRAIN CONDOR. Il paese era pressochè bloccato per via dell’ultracentenaria Fiera dei Santi, nota in tutto il Friuli, e ci abbiamo messo oltre mezz’ora per capire come arrivare al luogo del concerto, girando a vuoto: alla fine prendiamo la strada che conosciamo, e decidiamo di attraversare in auto il corso principale, fendendo la folla intenta a chiacchierare e gozzovigliare. La presenza di molteplici iniziative, bancarelle di ogni sorta e degustazioni di prelibatezze culinarie ed enologiche, ha fatto sì che ci fosse parecchia gente in giro per vie e piazze, ed anche presso Le Piramidi; sulla strada, in corrispondenza dell’ingresso del locale, c’era un chiosco con vendita di pizze e piadine biologiche, minestrone, e panini alla mortadella “al metro”; le immagini dei concerti venivano proiettate sul muro della casa di fronte all’osteria, a circa 5 metri d’altezza; un’idea geniale: infatti, chi per qualche ragione non voleva entrare, poteva ugualmente vedere e sentire. Ringraziamo l’Ass. Tròis ed il Piotre per averci invitato, e tutte le persone che hanno presenziato, anche se per pochi minuti. Complimenti anche agli EL BLASE e ai BRAIN CONDOR veterani dell’Hardcore (già vincitori del SUMMER MUSIC a Lonca di Codroipo nel 2004; loro suonarono proprio prima di noi) che, forti di una invidiabile tecnica individuale, lasciano il dubbio se i siparietti sui presunti loro errori d’esecuzione siano spontanei o studiati ad arte. Lasciamo per ultimo il discorso sulla nostra esibizione: è stata tutt’altro che impeccabile, e stavolta ne abbiamo combinate sia io che Paolo (di solito è solo opera mia…); del resto, il discorso è quello trito e ritrito fatto altre volte: se per innumerevoli motivi non si possono fare prove, non c’è da aspettarsi risultati eccelsi. A quanto pare i presenti hanno ugualmente gradito lo spettacolo, che da parte nostra è stato indubbiamente energico, complici anche i volumi elevati del mio ampli Tekson + cassa Montarbo, apparecchi rispolverati per l’occasione: Christian, bassista dei BRAIN CONDOR, ha detto giustamente che “la cassa degli Inter Nos rompe il culo”. Io con i volumi alti sul palco non mi sono mai trovato a mio agio, ma è stato detto di tenerli così, e allora così è stato fatto. In definitiva, una serata divertente. Vediamo se lì ci sarà a dicembre, come ci è stato annunciato, il recupero del concerto INTER NOS + FRANZ MERKALLI & TELLURIKA + THE REBUS (era presente il bassista Alberto Ballarè) ignobilmente fatto saltare a San Michele al Tagliamento il 2 giugno 2011 per volumi troppo elevati che, evidentemente, mandavano di traverso la cena ai presenti dalle orecchie delicate.

Parliamo di attività promozionale su Internet:
- abbiamo creato una pagina su ReverbNation; la URL è www.reverbnation.com/internos.
- per un sito in cui entriamo, ce n’è uno dal quale scompariamo; da qualche tempo il sito http://www.universitor.it, che contiene una nostra pagina informativa e offre la possibilità di ascoltare alcuni brani, presenta seri problemi, e non è più visibile; ho incluso nel sopracitato sito “ReverbNation” i due brani a suo tempo inseriti in “Universitor”.
- per concludere, il sito www.rocknotes.it non pubblica più le date dei concerti dei gruppi iscritti, almeno fino a nuovo avviso.

Scambio di materiale con i GRADINATA NORD, gruppo Oi!-Core dalla Valtellina. Ho ricevuto il loro gradevole CD “Valtellina Boyz”; ho inviato loro una copia di “Produzione Propria”. Per chi fosse interessato a scambi di materiale, questi sono i contatti: Claudio Canclini, Via Mazzini n. 15, 23823 Colico (LC); info@gradinatanord.eu; sito web http://www.gradinatanord.eu.

Un elenco di fanzines italiane, non so se recente o datato, si trova a questa Url:
http://xoomer.virgilio.it/francesco.ne/FANMAGA.htm

È tutto. Appuntamento al prossimo aggiornamento, che verrà pubblicato a inizio dicembre, salvo episodi degni di menzione.

(Aggiornamento del 1° novembre 2011, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 15 ottobre 2011 si è tenuto a Pordenone, presso il Deposito Giordani, il concerto celebrativo per il decennale d’attività dei CHRONIC HATE, gruppo brutal death metal veneto-friulano.
Ringraziamo i CHRONIC HATE per averci invitato, e per l’impeccabile organizzazione sul posto.
Hanno suonato, oltre a noi in apertura (ore 20,30), i THE BRUSARJA (veterani portogruaresi, con il loro spassoso hardcore dialettale), gli ARMED CONFLICT (thrash, purtroppo all’ultimo concerto), i SIDUS TENEBRARUM (black metal, anche loro giunti al decennio d’attività) ed ovviamente i CHRONIC HATE.
Riguardo la nostra esibizione, a parte il brano Sospesi in cui ho dimenticato mezzo testo ed ho inventato mezza canzone (è risaputo che ho la tendenza a dimenticare i testi, succede da sempre… e sì che quella sera avevo bevuto solo una birra piccola), per il resto è stata ampiamente sufficiente. Durante la nostra mezz’ora c’erano pochissime persone a vedere, che però, a quanto mi è stato detto, sono rimaste soddisfatte.
Fortunatamente nel corso della serata l’affluenza è di molto aumentata, ad occhio c’erano almeno duecento persone; di questo fatto gli “odio cronico” possono andare fieri; ho rivisto vecchie conoscenze e ne ho fatte di nuove.
Tornando alle esibizioni, tutti i gruppi hanno fatto il loro rumoroso e violentissimo dovere, sia pure in certi casi con qualche problema tecnico che non ha però pregiudicato il risultato finale.
In bocca al lupo ai giovani componenti degli ARMED CONFLICT per le loro future attività con i rispettivi nuovi gruppi, e grazie per il CD “Declaration of War”, atteso ormai da lungo tempo, e finalmente pubblicato; e inoltre, per riprendere quanto hanno scritto nella loro pagina Facebook, “grazie al deposito giordani che non si smentisce mai e a te che suoni non ti da neanche una birra”; effettivamente, le bevande e la pastasciutta sono state offerte dai CHRONIC HATE; a noi i signori del Deposito Giordani non hanno offerto nulla.
Grazie anche a Fabiano Bellotto “Belloz” dei SIDUS TENEBRARUM per avermi dato una copia del loro vecchio CD “Dimlight”.
Qualcuno dovrebbe averci fatto delle foto: se così è, sarà gradito l’invio delle stesse, non solo della nostra esibizione ma dell’intera serata, a internospienne at libero stop it.
In definitiva, grazie a tutti quelli che hanno partecipato, o attivamente o come semplici spettatori, a questo evento che merita di essere ricordato e, perché no, ripetuto sotto forma di “semplice” concerto con più gruppi, in mancanza di anniversari da festeggiare.
A proposito di anniversari o cifre simboliche, per noi questo era il centesimo concerto: ma è meglio non rimarcare troppo la circostanza; visto che si poteva fare meglio (perlomeno io, senz’altro…), qualcuno potrebbe pensare che per noi è giunta l’ora di andare in ospizio.

Da qualche tempo in qua la nostra pagina myspace, ma anche altre, sono irraggiungibili; si viene indirizzati alla pagina http://www.myspace.com/help/browserunsupported ove viene chiesto di aggiornare il browser per migliorare l’utilizzo di Myspace. Dopo il cambio di grafica e la ridotta funzionalità, ennesima zappata sui piedi del morente portale Myspace.

Se qualcuno è interessato, sono disponibili altre foto della nostra esibizione al Serio Rock festival del 09 luglio 2011, stavolta scattate dai ragazzi dell’organizzazione; per mandarle dovrò utilizzare una “jumbo mail”, e l’allegato sarà compresso in formato zip.

Segnalo un sito web aperto recentemente, per la pubblicazione di date di concerti:
http://www.iopogo.com.

Notizia curiosa apparsa su vari siti web, tra cui www.rockol.it.
“Venti nuovi assunti nel corpo diplomatico norvegese saranno costretti a seguire un corso di storia del black metal, una delle derive più cupe ed estreme della musica heavy mondiale, molto celebre nel Paese scandinavo: l'obbiettivo, come ha dichiarato il portavoce del Norwegian Foreign Service Steinar Lindberg, è quello di fornire i rudimenti basilari affinché i futuri funzionari possano conoscere e padroneggiare uno degli stili più frequentati dalle band nazionali. "Il nostro obbiettivo è quello di dimostrare come il black metal sia parte integrante della cultura norvegese", ha dichiarato Lindberg: "I ragazzi in Italia, Francia o Giappone che vogliano accostarsi a questo genere spesso sono costretti ad imparare il norvegese per comprendere ed interpretare i testi: il black metal è uno dei nostri prodotti di esportazione di punta ed è fondamentale che i futuri diplomatici siano al corrente della sua storia e dei suoi sviluppi"”.

Potrebbe esserci un concerto a inizio novembre, ma al momento non abbiamo notizie certe. Vi terremo aggiornati. Per ora è tutto.

(Aggiornamento del 16 ottobre 2011, ad opera di Claudio F.)


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Come forse avete visto nella sezione “concerti”, c’è una novità; il 15 ottobre 2011 i CHRONIC HATE, gruppo death metal veneto-friulano, organizzano un concerto per festeggiare il decennale della loro attività. Siamo stati invitati a suonare anche noi, e di ciò ringraziamo. Dovremmo essere i primi in scaletta, dunque alle ore 20,30. Appuntamento, per chi può, al Deposito Giordani di Pordenone. Ingresso: 5 euro.
Come annunciato in un precedente messaggio, ho spedito una nuova serie di lettere per chiedere concerti; attenderò fine 2011 per pubblicarla. Per dirla chiara, anche a questo giro prevedo “picche”, ma ormai (mi spiace dirlo) la mia è diventata un’attività a puro scopo statistico: contattare quanti più locali possibile, e vedere quante lettere ritornano indietro. Ognuno è libero di buttare i propri soldi come gli pare, ma perlomeno in questo caso evito di farne buttare anche ad altri musicisti, se costoro avranno la pazienza di esaminare la pagina dei locali e dei concerti presente in questo sito.

(Aggiornamento del 20 settembre 2011, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento di fine agosto, solo per alcune brevi segnalazioni.

A settembre spedirò parecchie lettere a locali, per chiedere concerti da effettuare in autunno o nel 2012.
A proposito, segnalo una interessante pagina su Facebook, relativa ai locali da evitare:
http://www.facebook.com/topic.php?uid=47202168262&topic=7940#topic_top

Dovremmo avere un concerto ad ottobre ed uno a novembre, con altri gruppi. Attendiamo conferme.

È stata pubblicata una recensione di “Produzione Propria” sulla fanzine statunitense DEFIANCE OF GOTHIC NIRVANA X; potete leggere il testo nella sezione in inglese di questo sito.

(Aggiornamento del 25 agosto 2011, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento lampo, per dare una cattiva notizia; ecco il testo pubblicato su www.rockit.it il 19 luglio 2011.
“È morto domenica per un attacco cardiaco Fabrizio Fiegl, batterista dei Negazione e poi attivo come dj Fabri nel giro dei Sangue Misto.
Questo il messaggio lasciato da Zazzo, il cantante dei Negazione, sul guestbook del sito della band:
"Sono passate più di 24 ore da quando una telefonata mi ha comunicato la bruttissima notizia e ancora non riesco a capacitarmi né a dire/pensare/scrivere niente... Solo poche (per ora), tristi parole per salutare un amico, un compagno di strada, di palco e di vita... Un batterista, 'il' batterista dei Negazione... Play it again Fabri... Dovunque tu sia"".

Precisazione sulle manifestazioni in Friuli Venezia Giulia, con riferimento al precedente aggiornamento.
SpilimbergoMusica quest’anno si fa, in questo periodo anziché a giugno com’era in passato. Morarock era previsto, ma quest’anno è saltato. Rock River Festival si fa ancora. In tutti i casi, pubblicità pari a zero.

L’esibizione degli INTER NOS al Serio Rock festival, tenutasi il 9 luglio 2011, è visibile quasi per intero a questo link: http://www.youtube.com/user/stetrak1967.
A proposito, se qualcuno ha foto o filmati del Serio Rock Festival 2011, siamo interessati a ricevere il materiale. Non abbiamo foto della nostra esibizione.

Ci sono un po’ di concerti da vedere in Friuli, nella prima settimana di agosto. Quanto a me, conto di andare a Pietrasonica in quel di Mortegliano (UD) il 5 e 6 agosto, e a Lonca di Codroipo (UD) per vedere i NAPALM DEATH il giorno 7 agosto.

(Aggiornamento del 21 luglio 2011, ad opera di Claudio F.)


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Eccoci di ritorno dal Serio Rock Festival, tenutosi sabato 9 luglio 2011 a Cologno al Serio (BG). Il festival si è svolto in un campo, lontano da abitazioni. Accoglienza cordiale, una abbondante mangiata, prestazione musicale grintosa da parte nostra (così ci è stato detto), e qualche conoscenza interessante. Abbiamo fatto scambio di CD con i torinesi TITOR. Non ho seguito con attenzione gli altri gruppi, per essere sincero, ma quel poco che ho sentito, in generale mi è piaciuto. Un ringraziamento agli ex Spacciatori di Musica Stupefacente e ex Ilteatrodelleombre per essersi interessati alla nostra partecipazione, e agli organizzatori del Serio Rock Festival per averci chiamato. Dovrebbero esserci foto e filmati che ci riguardano, ma non li ho ancora visti.
Spero che l’iniziativa continui. Pochi giorni prima dell’evento, qui è apparso un commento ad opera, presumo, di uno degli organizzatori. È il discorso di sempre, io ne parlo da anni. Qualcuno cerchi la mia vecchia intervista a Musicologi in questo sito: potrei averla rilasciata oggi stesso, vista l'attualità del contenuto.
Qualche pecca a livello promozionale c’è. Il sito ufficiale del Serio Rock Festival è scarno e viene aggiornato con cadenza annuale. Inoltre, cercando “Serio Rock Festival 2011” su Google il giorno 7 luglio 2011 c’erano pochi riferimenti, e almeno due che apparivano nella prima pagina di Google, cioè http://www.ultimissimominuto.com/eventi/lombardia/bergamo/12889/serio-rock-festival-2011/ e http://www.ultimissimominuto.com/affitti/serio-rock-festival-2011/, riportavano il comunicato inviato da me. Bisogna senz’altro migliorare, sotto questo aspetto.
Per il resto, l’ambiente è invitante, anche per la presenza di bancarelle varie, tra cui venditori di libri, dischi e pietanze vegetariane.
Prendete nota, per l’anno prossimo. Noi non suoneremo, ma chi si trovasse da quelle parti nella prima metà di luglio, sia presente.

Ricollegandomi ai commenti espressi dagli organizzatori del Serio Rock Festival nella pagina segnalata sopra, rilevo che al Nordest non va meglio. Vediamo il panorama attuale per quanto ne so, e cioè poco:
a) SpilimbergoMusica, a Barbeano di Spilimbergo: è scomparso;
b) Rock River Festival a Palazzolo dello Stella, e Morarock a Moraro: non ho notizie da anni, ignoro se esistano ancora;
c) Summer Music, a Lonca di Codroipo: siccome non funzionava la formula di concorso con 5 serate ad ingresso gratuito dedicate a gruppi sconosciuti, è diventato Summer Metal, con riduzione del numero di giornate, genere musicale ben preciso, esibizione di alcuni comprimari e di un big, e talvolta con ingresso a pagamento.
Per quanto riguarda le iniziative di recente nascita:
a) Pietrasonica, a Mortegliano: terza edizione, e questo sarà l’anno decisivo per valutare se proseguire o meno.
b) Bibione Rock Festival: sconosciuto perfino a me che abito a 10 km, questa prima edizione ha palesato talmente tante lacune (acustica pessima, volumi bassi per non infastidire i mangiatori, pubblicità pressoché inesistente e di conseguenza pubblico numericamente scarsissimo) che dubito fortemente in una seconda edizione.

Due citazioni latine, a chiusura: non solo “Mala tempora currunt”, ma anche “Faber est suae quisque fortunae”.

(Aggiornamento del 10 luglio 2011, ad opera di Claudio F.)


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Un buon concerto, martedì 28 giugno 2011, al Bar Plaza di San Michele al Tagliamento (VE) assieme ai Der Leone Has Sept Cabeças, gruppo stoner rock della provincia di Udine; vedi locandina. Sebbene nella zona dei musicisti (non possiamo dire “sul palco” perché un palco non c’era) si capisse ben poco ed anche la visibilità fosse scarsa, nei nostri 40 minuti abbiamo limitato i danni offrendo, a mio modesto parere, una prestazione sufficiente, con le immancabili variazioni sul tema. I Der Leone…, dal canto loro, hanno adeguatamente espresso il loro particolare stoner rock con sintetizzatori, musica difficile da trovare in giro e forse anche da ascoltare, ma che, a quanto pare, a San Michele ha trovato degli estimatori. Numerosa presenza di pubblico, ben oltre le 50 persone, e di ciò sono contento per i Der Leone...; ringrazio, in particolare il maestro Valter Poles, già tastierista del gruppo prog rock Barrock, per essere venuto appositamente da Pordenone. Anche il gestore del Bar Plaza è rimasto soddisfatto della serata, dunque mettiamo il concerto di ieri tra quelli da ricordare; simbolicamente, era il recupero di quello previsto nel luglio scorso, e poi saltato per i ben noti problemi. Ora, il cerchio si è chiuso.
Guardiamo oltre. Sabato 9 luglio 2011 saremo in trasferta al Serio Rock Festival, a Cologno al Serio (BG). Una nuova avventura. Speriamo bene. Se qualcuno vuole seguirci fino a laggiù, legga in questo sito le indicazioni stradali nella sezione dei concerti, oppure vada a vedere http://www.seriorockfestival.org/. Vedi locandina qui.

Ecco una recensione di “Produzione Propria”, una delle poche che appariranno in giro.
“8 songs lasted for 25 mins, to my surprise, these guys had improve a lot thru’ experiments from materials after another. It’s kind of technical electro industrial/rock/death metal that I can describe out of you, it’s unusual stuff just like Glaukom Synod but with vocals & using real guitard & bass yet it’s stoll not close. If only they can sing out with more vocal lines though in their native language, believe it should still be better as their vocals are clean. I think this is the Faggion brothers best product to date since I new ‘em during my demo days! 4 ½/5.”
[ABYSMAL SCULPTURES ‘zine, n. 7, 2009 – Singapore]

Divieto di effettuare musica dal vivo in un locale: TAR Friuli Venezia Giulia, sentenza n. 183/2011.

(Aggiornamento del 29 giugno 2011, ad opera di Claudio F.)


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Dall’aprile 2011 poco è accaduto, pertanto poco si aggiorna. Di quel che accade, prevale una notizia negativa, recentissima.

Ieri, giovedì 2 giugno 2011, si sarebbe dovuto tenere un concerto rock con, nell’ordine, FRANZ MERKALLI & TELLURIKA, INTER NOS e THE REBUS, alla sagra paesana di San Michele al Tagliamento (VE). Il concerto è durato ben poco. Nel corso del primo brano dei FRANZ MERKALLI, un componente della Pro Loco ha intimato di abbassare i volumi degli ampli sul palco e dell’impianto generale, in quanto la gente era infastidita, e stava abbandonando il tendone perché non riusciva a mangiare in pace. Dopo dieci minuti di chiacchiere tra il tipo in questione, il fonico ed i FRANZ MERKALLI, questi ultimi rinunciano a suonare, ritenendo mancanti le condizioni per una esibizione decente. Noi INTER NOS, condividendo la posizione dei colleghi, suoniamo un solo brano e scendiamo dal palco. I THE REBUS, dal canto loro, non iniziano neppure a suonare.
Ringrazio sentitamente la Pro Loco di San Michele per la figuraccia che mi ha fatto fare verso i gruppi ospiti, giacché ero stato io a contattarli per venire a suonare lì; mi scuso pubblicamente con loro, e in qualche modo cercherò di rimediare, sebbene l’infelice evento non dipendesse da me, e sebbene non ci fossero mai stati episodi simili nelle precedenti edizioni della serata rock.
Sono curioso di sapere se questa sera, in cui è prevista l’esibizione di Sir Oliver Skardy, si ripeterà il caso; ah già, Skardy non viene a suonare gratis come i gruppi del giovedì, per cui sarà tutta un’altra storia.
Qualcuno mi riferirà come sarà andata; io sicuramente sarò altrove, per il resto della presente sagra e di quelle degli anni a venire.
Grazie a quei pochissimi che erano venuti a vederci; purtroppo, in questo caso, gli assenti hanno avuto ragione.
Per chi vorrà, appuntamento a martedì 28 giugno 2011, ore 21 precise, al Bar Plaza di San Michele al Tagliamento, per il concerto di INTER NOS e DER LEONE HAS SEPT CABEÇAS. Sempre che non capiti qualche altra disavventura, ovviamente.

Abbiamo ricevuto l’invito per esibirci al Serio Rock Festival, in quel di Cologno al Serio (BG), il 9 luglio 2011. Sito: http://www.seriorockfestival.org. Troverete una pagina con le indicazioni per arrivarci, il festival si svolge in mezzo ai campi. Non ci sono gabinetti sul posto. Portate una tenda, si finirà all’alba. Chissà se avrete la forza per ripartire.

Attenzione a questa sentenza. Se, dopo una bevuta, dormite in auto, tenete il motore spento.
Ubriaco fermo al parcheggio con motore acceso: scatta il sequestro dell'auto -- Cassazione Penale , sez. IV, sentenza 04.05.2011 n° 17238
http://www.altalex.com/index.php?idnot=14164


(Aggiornamento del 03 giugno 2011, ad opera di Claudio F.)


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È passato parecchio tempo dall’ultimo aggiornamento. Non sono accadute, nel frattempo, molte cose.

Ringrazio i FUSER, gruppo thrash-core di Portogruaro (VE), per avermi consegnato il loro nuovo CD “In Laura we trust”; lavoro brevissimo, circa 10 minuti, ma più che sufficiente per poter apprezzare le qualità della loro proposta musicale.

Mi è arrivato un plico da Massimiliano Dionigi, bassista dei toscani JUGLANS REGIA: ringraziandolo per i CD inviatimi, segnalo che l’attività del gruppo (a quanto lui mi riferisce) è praticamente ferma da due anni, con scarse possibilità di ripresa per molteplici ragioni. Speriamo in bene.

Nel dicembre 2010 vi avevo segnalato una radio brasiliana, tale Radio Seteponto7, che ci aveva chiesto materiale. Avevo spedito il pacchetto con “Produzione propria”, ma il 3 marzo mi è ritornato indietro con la dicitura che il destinatario è inesistente. Misteri.
Sempre riguardo al Brasile, nessuna notizia dalla distribuzione Blasphemy Productions, a cui ho spedito un pacchetto con vario materiale heavy metal, e attendevamo qualcosa in cambio.
In compenso, tanto la radio quanto la distribuzione ci tempestano di email “spam” in portoghese.
Dimenticate l’una e l’altra.

Da “Il Gazzettino”, Edizione di Pordenone, venerdì 1° Aprile 2011
“I rumori di piazza XX Settembre finiscono in Procura. Il pm Piera De Stefani ha infatti avviato un’indagine sulla scia di alcuni controlli effettuati dai tecnici dell’Arpa, dopo che gli agenti della polizia municipale avevano ricevuto le segnalazioni e le proteste di alcuni residenti. Nel mirino del magistrato inquirente sono finiti alcuni bar della piazza che, solitamente in primavera e in estate, intrattengono la clientela notturna con musica, dal vivo o diffusa da cd e radio. Un rumore piacevole per gli avventori, solitamente giovani, ma sgradevole per alcune persone che vivono nei palazzi sopra gli esercizi pubblici e che non risparmiano le telefonate di protesta ai vigili urbani anche prima della mezzanotte. L’ipotesi di reato prospettata dalla Procura è di disturbo della quiete pubblica, per la quale è prevista una contravvenzione. Si tratta di alcuni episodi specifici, durante i quali il rumore potrebbe aver superato la soglia dei decibel permessi dalla legge. Tant’è che, almeno in un caso, le rilevazioni effettuate da un tecnico dell’Arpa in un’abitazione di piazza XX Settembre, hanno accertato il superamento. Il pm De Stefani ha chiesto ai locali di produrre la Dia, il permesso rilasciato dal Comune per manifestazioni all’interno o all’esterno dei locali. La battaglia del rumore in piazza XX Settembre è una questione che dura da tempo. Ogni anno, puntualmente, quando i locali che si affacciano sull’area più centrale della città cominciano a proporre serate musicali, alcuni residenti - solitamente sempre gli stessi via via più agguerriti - iniziano a tempestare di telefonate la polizia municipale per chiedere gli agenti di intervenire. Non pensando che forse, così, rischiano di spegnere anche il centro città. Gli agenti, dal canto loro, fanno rispettare il coprifuoco e dopo mezzanotte il silenzio la fa da padrone”. Susanna Salvador
P.S.: Non è un pesce d’Aprile.

(Aggiornamento del 05 aprile 2011, ad opera di Claudio F.)


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Finalmente siamo ritornati su un palco. È avvenuto sabato 26 febbraio 2011 a Fossalta di Portogruaro (VE), alla Birreria On The Road (vedi locandina); almeno un centinaio di persone presenti, e prestazione soddisfacente da parte nostra, sia pure con qualche ruggine. Da segnalare un paio di curiosità: il fonico Ivan Modi Bidin, ora batterista dei GARDEN WALL, si ricorda che nel lontano 1996 il gruppo in cui lui, allora sedicenne, suonava (i TANEDA) si esibì prima del nostro vecchio gruppo (i POLIPHONIX) all’oratorio di Fossalta di Portogruaro, e lui ha sia la registrazione video che audio della serata. Attendiamo questi reperti storici. Sempre a proposito di POLIPHONIX, e sempre su richiesta di Ivan Moni Bidin, poiché in sala c’era anche uno degli altri componenti del gruppo (Stefano Tracanelli), abbiamo pressoché improvvisato il nostro vecchio brano “Recuàrs”.
Per il resto, conferme da parte dei THE BRUSARJA e dei CHRONIC HATE, che ancora ringraziamo per averci invitato a suonare; impatto sonoro devastante, e non avevamo dubbi.
In definitiva, esattamente come il nome dato a questa serata musicale, “A night to remember”.

In punto di bollini S.I.A.E., segnalo questo articolo tratto da http://www.altalex.com/index.php?idnot=51496, ove si trova il testo integrale del provvedimento sotto citato.

Sul bollino SIAE decide il giudice tributario
Cassazione civile , SS.UU., ordinanza 26.01.2011 n° 1780 (Manuela Rinaldi)
Il contrassegno SIAE ha una natura fiscale e, quindi, la competenza appartiene al giudice tributario.

Così i giudici delle Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito con la sentenza 26 gennaio 2011, n. 1780, con cui hanno, quindi, precisato che devono essere instaurate davanti alla CTP tutte le cause concernenti il contrassegno SIAE.
La funzione di tale contrassegno è quella di autenticazione del prodotto ai fini della sua commercializzazione, affinché il consumatore possa essere garantito, mediante uno strumento di verificabilità immediata, dal fatto che quel prodotto acquistato sia legittimo e legale.
Tale funzione che viene assolta dal contrassegno SIAE rappresenta, quindi, una funzione pubblica a vantaggio dell’utente, della collettività e non del richiedente che ne sopporterà, di conseguenza, il costo, il quale assume i connotati di una imposta di scopo, avente come scopo quello di finanziare la spesa per l’esercizio della specifica attività di controllo affidata, appunto, alla SIAE.
Da ciò ne consegue il fatto che il contrassegno SIAE, come nella fattispecie esaminata dalla sentenza che qui si commenta, ha natura tributaria; le relative controversie, pertanto, devono essere attribuite alla giurisdizione del giudice tributario.
Nella stessa sentenza si legge, infatti, testualmente che “La natura tributaria del contrassegno - restando comunque irrilevante il nomen iuris attribuito dal legislatore alla prestazione patrimoniale imposta - comporta, alla luce della nuova formulazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, l'attribuzione delle controversie relative alla giurisdizione del giudice tributario, alla quale, infatti, appartengono "tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie comunque denominati" ” .
(Altalex, 15 febbraio 2011. Nota di Manuela Rinaldi)

(Aggiornamento del 27 febbraio 2011, ad opera di Claudio F.)


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La principale notizia, che vale già da sola un aggiornamento, è la ripresa dei concerti da parte degli INTER NOS. Appuntamento per sabato 26 febbraio 2011, ore 22, all'ON THE ROAD PUB di Fossalta di Portogruaro (VE), con i THE BRUSARJA ed i CHRONIC HATE; tutti e due ci hanno spronato a riprendere tempestivamente l'attività, e noi ci proveremo. Non aspettatevi grandi cose, siamo decisamente a corto di preparazione.

Ho avuto l'amara sorpresa di scoprire che le tariffe postali sono aumentate, e quelle per l'estero sono praticamente raddoppiate; spedire un CD negli U.S.A. costava Euro 4,20 nel 2010, costa Euro 7,00 nel 2011. Poste ladre! Necessariamente siamo costretti ad aumentare anche noi i costi di spedizione per l'estero, e comunque a ridurre gli scambi con gli amici d'oltre frontiera.

(Aggiornamento del 01 febbraio 2011, ad opera di Claudio F.)


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Benvenuti nel 2011, e speriamo che sia migliore dell’anno appena trascorso e di quello precedente. È l’imbrunire del 5 gennaio, già si sente il profumo di legna arsa dei falò epifanici, tradizione ancora radicata nel nord est: distruzione del residuo del passato, preparazione spirituale al nuovo che verrà. Buona “foghèra”, o in qualunque modo si chiami dalle vostre parti (casèra, panevìn, pignarùl, sèima…), per chi ci andrà oggi o domani.

L’anno inizia con una buona notizia per noi: finalmente gli INTER NOS hanno fatto una prova, ieri 4 gennaio 2011. Ovviamente c’è da esercitarsi parecchio prima di giungere a livelli dignitosi, ma l’importante era ripartire, e ciò è avvenuto.

Scambi:
- con il gruppo brianzolo ATROX: pervenuto il loro CD “Ecco la guerra”.
- con il gruppo russo TIRAN, che ha anche una piccola casa discografica, e i cui membri scrivono una fanzine: dopo avere ricevuto il loro materiale, abbiamo spedito il nostro.
- in corso è uno scambio con la brasiliana Blasphemy Production, a cui però non abbiamo mandato materiale degli INTER NOS in quanto si occupa di black metal. Pubblicherò l’indirizzo quando mi arriverà il loro materiale.

Rimaniamo in tema; è ancora attiva, dopo un decennio, la piccola AAARGHHH DISTRO del lombardo Ivano Invernizzi, che distribuisce ogni sorta di musica rumorosa; per contatti, scrivete a Ivano Invernizzi, Vicolo Martiri Libertà n. 4, 26826 Secugnago (LO).

Notizie dal mondo della musica. Già era nell’aria, ma a fine 2010 si è avuta la conferma: gli SPACCIATORI DI MUSICA STUPEFACENTE e ILTEATRODELLEOMBRE, due storiche formazioni hardcore friulane, cessano l’attività; a parte il bassista comune Piotre, gli altri componenti vanno a costituire un nuovo gruppo che si chiama MINORANZA DI UNO. Come ho comunicato privatamente: un triste saluto ai cari estinti, a cui mi legano importanti ricordi se non altro per avere condiviso il palco in molteplici occasioni, ed un sincero augurio alla neonata formazione.

(Aggiornamento del 05 gennaio 2011, ad opera di Claudio F.)


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Ultimo aggiornamento dell’anno, salvo eventi eccezionali da qui al 31 dicembre 2010, che verranno tempestivamente comunicati; poche cose da dire questa volta, ad essere sincero.

Paolo ha ripreso a lavorare, ma gli INTER NOS non hanno ancora ripreso a suonare.

La pagina Myspace degli INTER NOS è praticamente abbandonata a se stessa, dopo il cambio forzato di “grafica” deciso dai vertici del sito. Non riesco a capire come si fanno gli aggiornamenti, l’apertura delle pagine è diventata lentissima e la nuova impaginazione è a dir poco caotica: direi che è il momento di lasciar perdere Myspace.
Intendiamoci, col server Aruba (che ospita questo sito) la situazione non è molto migliore, ma perlomeno riesco ancora a fare qualcosa.

È in corso uno scambio di materiale con il gruppo speed metal russo TIRAN: mi hanno spedito un loro demo CD con 4 brani ed altro materiale, ora mi appresto ad inviare loro una copia del CD “Produzione Propria” e qualcos’altro; i musicisti del gruppo, da quel che capisco, pubblicano anche una fanzine. Per contatti: c/o Gorbanev AD, Lenina 22-26, Velikie Luki, 182100, Russia.
Ci sono altri scambi in corso o in programma.

Ho mandato lettere ed emails promozionali a radio del centro e sud America. Una richiesta di materiale è giunta dal Brasile, precisamente dalla Radio Seteponto7 a cui pertanto abbiamo spedito il CD “Produzione Propria”. Se volete contattarli, l’indirizzo email è aovivo at seteponto7 stop com, il referente è Rubens Rizzi; dite che avete ricevuto l’indirizzo email dagli INTER NOS.

Notizia allarmante per chi beve alcolici: la repressione giunge a picchi che sfidano il buonsenso. Andate a leggere la sentenza sotto indicata, e sappiatevi regolare, specie adesso che si avvicinano le festività.
Il proprietario ubriaco rischia la confisca del veicolo anche se non è alla guida.
Cassazione penale sez. IV, sentenza 24.09.2010 n° 34687 (Manuela Rinaldi)

Da http://www.altalex.com/index.php?idnot=50843.

Buone Feste.

(Aggiornamento del 23 dicembre 2010, ad opera di Claudio F.)


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È mancato Luigi Barzan (Gigi Gobo), padre di Francesca, la ragazza di Paolo. Grazie per l’ospitalità alla casa di Clàut (PN) dove abbiamo registrato parte del CD “Produzione Propria”, e per i ritrovi in Val Settimana. In suo onore abbiamo suonato i batatòcs (strumenti in legno che, a Clàut, si usano per fare rumore la sera del Venerdì Santo durante la Via Crucis) da lui costruiti, all’arrivo della salma alla chiesa. Buon riposo, Gigi.

Ci è pervenuto dalla Francia il CD “The unspeakable horror” del gruppo, o meglio del progetto solista GLAUKOM SYNOD (musica elettronica), a cui avevamo precedentemente inviato una copia del nostro CD “Produzione propria”. Ringraziamo per lo scambio. Per contatti: Gabriel S., 9 rue de la scarpe, 59552 Lambres Lez Douai, France.

Buone notizie dai pordenonesi SLOWMOTION APOCALYPSE; così si legge nella loro pagina Myspace:
Possiamo finalmente dire “bentornato a casa Nicolas”!!! Dopo sette mesi di ricovero in ospedale a causa di una leucemia acuta, superate le cure e dopo avere eseguito un trapianto di midollo osseo, Nicolas è di nuovo a casa e si sta già impegnando per riprendere gradualmente a suonare mentre continuerà a sottoporsi a delle visite di controllo periodiche. “Vorrei ringraziare la mia famiglia, gli amici e la mia ragazza Ena per essermi stati vicini in questo momento difficile. Grazie anche a tutte le bands, gli amici e i fans conosciuti in questi anni che non hanno mancato di dimostrarmi il loro supporto e affetto”.

Salvo altre sventure, il prossimo aggiornamento sarà fatto poco prima di Natale.

(Aggiornamento del 12 novembre 2010, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento del dì dei defunti, ed il clima esterno è rappresentativo della giornata: pioggia torrenziale.

L’attività musicale continua a rimanere ferma; la notizia positiva è che Paolo ormai ha quasi integralmente recuperato, ritengo che entro fine 2010 si possa riprendere a fare prove.

Ringrazio Massimo Di Prenda, da Ancona, che mi ha inviato il CD “VI” dei KURNALKOOL, uno dei gruppi in cui lui suona la batteria.

Ogni tanto, ma sempre più raramente, arrivano proposte di scambio di materiale. Mi ha contattato un tale Gabriel S., componente del gruppo francese GLAUKOM SYNOD, chiedendomi se ero interessato a scambiare i CD dei rispettivi gruppi. Un copia di “Produzione Propria” è in viaggio verso la Francia. Già avevo un CD dei GLAUKOM SYNOD; anche se, ad onor del vero, la loro musica elettronica non rientra tra i miei ascolti abituali, ritengo sia utile arricchire il proprio bagaglio di conoscenze e, nel proprio piccolo, aumentare i contatti con persone che si occupano di musica.
Altro scambio, stavolta effettivo, è avvenuto con gli udinesi FRANZ MERKALLI & TELLURIKA, il cui cantante Massimo Cossi mi ha consegnato una copia del CD “Lard Rock”; pregevoli brani Hard & Heavy con testi umoristici ma non stupidi; peccato che loro non si affannino più di tanto nella propria promozione, avrebbero senz’altro un buon riscontro anche al di fuori dei confini regionali.

Ritocchi al presente sito Internet:
a) nella sezione links presente alla pagina news, sono stati eliminati i collegamenti non più funzionanti;
b) nella pagina news del passato sono stati predisposti i collegamenti diretti ai siti Internet di volta in volta citati, ho effettuato questa operazione andando a ritroso fino alle “news” dell’anno 2008 compreso, se ben ricordo; per quelle più antiche, ritengo che il gioco non valga la candela; oltre ad essere “roba vecchia”, dubito che qualcuno vada a rileggersi le nostre “news del passato” fino al 2007 o più indietro;
c) nella pagina con gli indirizzi dei locali contattati è stata aggiunta, all’inizio, la lista dei concerti effettuati dagli INTER NOS dall’inizio dell’attività fino ad oggi.
Non riesco più ad aggiungere altre pagine al sito, in quanto nel “pannello di controllo” di www.aruba.it (server che ospita il presente sito) è scomparso il relativo comando; pertanto, eventuali nuovi argomenti verranno inseriti nelle pagine già esistenti.

Varie sentenze:
- in materia di inquinamento acustico prodotto da musica nei locali (siamo alle solite…), una volta tanto c’è una pronuncia favorevole agli inquinatori rumoristi. Vedi TAR Veneto, Sezione Terza, sentenza (breve) 3323/2010.
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Venezia/Sezione%203/2010/201001294/Provvedimenti/201003323_20.XML
- in materia di diritti d’autore, bollini SIAE eccetera, ecco una sentenza del Tribunale di Pordenone (Tribunale di Pordenone, sent. 13 maggio 2010, n. 393 - est. Dall'Armellina) che si riferisce, tuttavia, non a CD bensì a programmi informatici;
http://www.forumnaonis.it/visualizzazioni/vedi_dettagli.php?areanumber=1&idmessaggio=234
- in materia di pagamento di diritti SIAE, ecco un articolo pubbilcato in vari siti Web, tra cui http://www.key4biz.it/News/2010/10/15/Policy/Tribunale_di_Milano_SCF_Saverio_Lupica_Siae.html
Copyright: studi professionali a rischio ammenda se in difetto con il pagamento dei diritti discografici
Il giudice pronuncia la sentenza storica e in linea con la normativa europea rafforza l’orientamento giurisprudenziale che caratterizza la tutela dei diritti di artisti e discografici.
Il tribunale di Milano ha condannato il titolare di uno studio dentistico per aver diffuso musica attraverso una radio senza aver corrisposto a SCF i compensi previsti dalla legge sul diritto d’autore, a favore di artisti e produttori discografici (autonomi e indipendenti rispetto a quanto dovuto a Siae per i diritti d’autore).
Con sent.10901/2010 il tribunale di Milano ha confermato che la diffusione di musica all’interno di studi professionali privati - come quelli dentistici - rappresenta una forma di 'pubblica utilizzazione', come definita espressamente nella Legge sul Diritto d’Autore (art. 73 bis - L.D.A. 633/41).
Nello specifico, in linea con quanto già ampiamente riconosciuto dalla giurisprudenza (sent. C-306/05 - Corte di Giustizia), la decisione conferma come l’elemento discriminante rispetto all’insorgenza del diritto sia la messa a disposizione delle registrazioni discografiche ‘a un pubblico di persone’, a prescindere dal carattere pubblico o privato del luogo in cui avviene la diffusione di musica.
I giudici milanesi hanno, infatti, stabilito che la clientela di uno studio dentistico è qualificabile come ‘pubblico’, in quanto appare potenzialmente indeterminata sia nel numero, che nella sua composizione; il fatto che l’accesso dei clienti allo studio avvenga in maniera programmata rappresenta una mera modalità organizzativa.
La sentenza di Milano conferma e rafforza l’orientamento giurisprudenziale che ha caratterizzato la tutela dei diritti di artisti e discografici in questi ultimi anni, riaffermando che il pagamento del compenso SCF è dovuto qualsiasi sia il mezzo utilizzato, anche una radio. Nello specifico è in linea con la normativa europea e con quanto già da tempo avviene negli altri paesi dell’Unione, dove gli studi medici e dentistici riconoscono regolarmente il pagamento dei diritti discografici a fronte dell’utilizzo di musica d’ambiente, per offrire ai propri pazienti un ambiente più confortevole e rilassante.
"La sentenza del tribunale di Milano rappresenta un provvedimento estremamente positivo e innovativo perché fissa di fatto un principio di applicabilità di più ampio respiro, che interessa a questo punto tutti gli studi professionali, come per esempio in generale tutte le altre tipologie di studi medici, quelli di avvocati, di architetti, commercialisti, notai" ha commentato Saverio Lupica, presidente di SCF Consorzio Fonografici. "Si tratta indiscutibilmente di un ottimo risultato sul fronte della tutela dei diritti discografici. In questa occasione teniamo comunque a ribadire e confermare, ancora una volta, che il ricorso alla via giudiziaria non è certo la strada che SCF intende perseguire per affermare i diritti degli artisti e dei produttori. Al contrario: crediamo che il dialogo e la negoziazione siano le uniche soluzioni ragionevoli per dare applicazione a quello che è a tutti gli effetti un obbligo di legge, nel rispetto delle parti coinvolte. Una tesi, la nostra, che trova ogni giorno sempre più facile applicazione grazie al comportamento responsabile di un numero sempre maggiore di operatori professionali, attivi nei più svariati settori, che, grazie anche alla collaborazione instaurata con le rispettive associazioni di categoria, fanno uso di musica riconoscendo spontaneamente i diritti di artisti e produttori discografici”.

Prossimo aggiornamento: poco prima di Natale, salvo eventi meritevoli di segnalazione.

(Aggiornamento del 02 novembre 2010, a cura di Claudio F.)


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Aggiornamento settembrino.

I problemi fisici di Paolo non sono finiti. Speriamo bene. L’attività degli INTER NOS è ferma, almeno per quanto riguarda concerti e prove.

Della serie “c’è sempre chi sta peggio”, segnalo la tragica fine di Matteo Salata, 19 anni, componente del gruppo ELKANN HENUDO. Condoglianze alla famiglia, agli amici e ai “caninudi”.
Dal quotidiano Messaggero Veneto — 12 settembre 2010, pagina 07, sezione: ATTUALITÀ:
PORDENONE. Nuova luce sul movente che avrebbe portato all’assassinio del diciannovenne sanvitese Matteo Salata. Oltre alla pista della droga, emersa nelle ore immediatamente successive ai fatti, gli investigatori starebbero ora valutando un'altra direttrice d’indagine, quella del delitto legato a uno sfondo passionale. In particolare, è emerso che l’accusato dell’omicidio, Viktor Cancian, anch’egli diciannovenne, tenesse molto alla ragazza che, nei giorni precedenti i fatti accaduti al parco del seminario di Pordenone, sarebbe stata ricoverata dopo un atto autolesionista. Risulta che la ragazza, anche se non di recente, in passato si fosse frequentata con Matteo e che dopo la fine della relazione con quest’ultimo Viktor Cancian avesse cercato di aiutarla a risollevarsi dai suoi problemi di salute e dalla sua sofferenza. Una vicinanza tra i due che potrebbe essere sfociata nei tremendi fatti purtroppo ormai noti. Se questa tesi ha valore, lo diranno gli inquirenti. Ma che la droga, con questa triste storia, non c’entri nulla, ne sono più che convinti amici e in particolare i familiari, che sostengono che quella legata agli stupefacenti sia una pista da scartare e che getti solamente discredito sulla figura di Matteo. Le cose tra i due, lungi da un regolamento di conti per questi motivi, potrebbero stare su tutt’altro piano e a questo proposito, ad avvalorare i risvolti di cui sopra, si registra una nuova testimonianza dell’amico di Matteo, nonché cantante della band “Elkann Henudo” in cui il giovane militava, Manuel Baldassarre. «La ragazza di cui si è parlato – afferma – è stata ricoverata numerose volte, da quanto ne so per problemi psicofisici. Lo sanno tutti. Lei stava assieme a Matteo sino a circa un anno fa, lui poi ha anche provato ad aiutarla a risollevarsi dai suoi problemi. Non si può prendere come verità, come si è fatto con le prime ricostruzioni mediatiche, soltanto ciò che avrebbe confessato l’assassino di Matteo, infangando la sua memoria. Matteo non ha venduto droga a nessuno: non è mai stato uno spacciatore, ma un bravo ragazzo, sempre sorridente, che amava suonare, dipingere e scrivere poesie: amava la vita». I familiari di Salata hanno incaricato l’avvocato Silvia Querini di seguire il caso. I carabinieri, ieri, hanno loro notificato che l’autopsia avverrà lunedì, dopo il riconoscimento della salma, e questo potrebbe aggiungere ulteriori elementi. Come riferito da un familiare vicino alla madre di Matteo, Anna, quest’ultima, ieri, ha aperto la porta alle numerose persone venute a testimoniarle la propria vicinanza, compresa la ragazza di origini russe che negli ultimi tempi frequentava Matteo. L’omicidio ha suscitato le reazioni dei compagni di scuola di Matteo Salata. «Non è il “nostro” Matteo Salata, quello che è finito nella cronaca nera»: Federico e Andrea della quarta e quinta classe dell’Isa Galvani di Cordenons hanno puntato il dito, ieri sul profilo di “sballato” che circola nell’immaginario collettivo dopo la morte tragica dell’amico. Matteo è stato al centro di una mattina di scuola passata a ricordare, riflettere, parlare, pregare per la drammatica fine, avvenuta nel seminario diocesano di Pordenone. «Era buono e simpatico – ha aggiunto Andrea, suo compagno di classe tre anni fa – e non “sballava”. Chi l’ha ucciso ha una collezione di coltelli in casa e forse Matteo è finito in un brutto giro». Un silenzio irreale è calato nei corridoi del Galvani: a scuola si va avanti bypassando il dolore che stringe il cuore, con l’affetto e guardando una scultura realizzata dal diciannovenne prima delle vacanze. Uno psicologo volontario ha sostenuto 24 ragazzi della classe quarta A sperimentale, intorno al banco vuoto di Matteo. Nelle altre, 430 studenti hanno progettato un’assemblea, per ricordarne la memoria. Il giorno delle esequie, nelle aule di via Sclavons e nella sede staccata a Pordenone si farà un minuto di silenzio. «Matteo era carismatico, intelligente, pieno di vita – ha detto la dirigente Filomena Sannino -. La vita della scuola va avanti, con la forza di volontà per costruire una consapevolezza maggiore sui valori autentici. Siamo vicini alla famiglia Salata e parteciperemo alla celebrazione funebre, con i ragazzi».

Tornando agli INTER NOS, il 1° agosto 2010 ho spedito una serie di lettere a locali del nord e centro Italia per chiedere concerti, da tenersi in teoria a partire da ottobre 2010, ma in pratica (ammesso che ci siano richieste) nel 2011. La lista dei locali è visibile alla pagina www.internosrock.it/locali.html.

Notizie riguardanti Frate Cesare Bonizzi, cantante del gruppo “Fratello Metallo”.
Da: http://www.myspace.com/fratellometallofanclub
IL 15 NOVEMBRE 2009 AL TG1, È ANDATO IN ONDA UN SERVIZIO IN CUI FRATE CESARE BONIZZI ANNUNCIA IL SUO CAMBIAMENTO DI GENERE: DAL METAL ALLA MUSICA CLASSICA. IL 23 NOVEMBRE ANNUNCIA IL RITORNO NELLA SCENA DEL METAL.
IL 26 FEBBRAIO 2010 DECIDE DI ABBANDONARE LA SUA CARRIERA ARTISTICA.


C’era una volta, su Myspace, una pagina chiamata “Più paghi più suoni”; ad un certo punto è stata eliminata, però io ero riuscito a salvarne una parte: c’è un collegamento da questo sito, nella pagina delle news. Ora vengo a sapere che esiste un forum di discussione sul medesimo argomento; andate, se volete, a questo sito:
http://www.granducatodimetallo.it/forums/index.php?showtopic=11061&st=0.

Sempre girando per Myspace, sono capitato su questa pagina.
http://www.myspace.com/revengersoul
e vi si legge quanto segue, che in buona parte condivido; comunque, non gli manderò la richiesta di amicizia.
ToRmentor (DREKER & KARMAGEDDON INC.): parlo di me. Chi sono:
Sono la vittima ed il carnefice di ciò che ero. Ma tanti colpi ancora dovrò subire prima di cadere definitivamente...
Sono ANTIPATICO e SCONTROSO con chi non mi va a genio, me stesso prima di tutto! seguo una logica tutta mia e sono a volte lunatico e a volte STRONZO, a tratti MISANTROPO, soprattutto quando mi sento DISGUSTATO da ciò che mi circonda, divento NEGATIVO quando vedo attorno solo ignoranza e superficialità, incoerente al punto da predicare pace e amore ma farmi divorare dall'odio quando perdo il controllo, e quando succede arrivo a essere FEROCE.
Odio l'abitudine e l'inutilità delle regole di "buona condotta" e mi piace stare dalla parte di chi è sbagliato piuttosto che seguire CIO' CHE GLI ALTRI CREDANO SIA LA VIA GIUSTA.
LEGGERE ATTENTAMENTE PRIMA DI FARMI REQUEST
ODIO la gente SUPERFICIALE e vuota dentro
ODIO la gente ARROGANTE e troppo piena di sè
ODIO la gente VIOLENTA e RAZZISTA
ODIO ogni forma di FANATISMO
NON FARMI REQUEST SE:
1) ti rispecchi in ciò che odio
2) sei il tipo che il sabato va a ballare in discoteca con la maglietta rosa
3) sei la solita fighetta stupida
4) sei il tipo che va in giro con la macchina truccata e romba nel traffico e fa le sgommate appena parte
5) sei la classica troietta esibizionista che vuole far vedere a tutti quanta è bona
6) ascolti D'Alessio, Meneguzzi, Britney Spears e troiate simili, x me la musica che ascolti dice chi 6
7) fai add giusto x avere un +1 nel tuo conteggio di friends
8) ti reputi metallaro xkè ascolti Manson e ti vesti dark
9) sei la classica darkettona finta che si veste così solo xkè vestita normale non ti caga nessuno
10) hai votato Lega Nord o Forza Nuova
11) parli a monosillabi xkè non 6 in grado di articolare una frase
12) vai scrivendo sui muri "Io e te 3 metri sopra il cielo" e cagate simili.
Mi sono un pò stufato di avere nei "friends" gente con cui non ho mai scambiato nè una parola nè niente, non mi interessa fare "numero" allo space, nè collezionare friends, e nè tantomeno avere gruppi che lasciano locandine di serate che non andrò mai a vedere, non considero lo space un album di figurine di friends anzi meno sono e meglio è...
sono x il detto "pochi ma buoni"
non ho manie di esibizionismo e nè ho interesse a civettare con la zoccoletta di turno, quindi "restringo il campo"
Vedere gente che fa del myspace una ragione di vita mi nausea


Alle prossime.

(Aggiornamento del 13 settembre 2010, ad opera di Claudio F.)


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Nel pomeriggio di sabato 14 agosto 2010 Paolo è stato dimesso dall’ospedale, dove era stato ricoverato il 17 luglio scorso per un intervento chirurgico (peritonite). Dopo la convalescenza, potremo anche pensare alla ripresa delle attività musicali.
Un ringraziamento a tutte le persone che in qualche modo si sono interessate a lui durante questi giorni difficili.

(Aggiornamento del 15 agosto 2010, ad opera di Claudio F.)


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Paolo è stato dimesso dal reparto di rianimazione; rimane comunque in ospedale.

(Aggiornamento del 28 luglio 2010, ad opera di Claudio F.)


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Paolo è stato risvegliato dopo l’intervento chirurgico; parla, ma è debole e non è ancora fuori pericolo. La strada per il completo recupero è lunga. Lui saluta e ringrazia tutti quelli che si sono interessati alla sua salute, e anch'io mi associo.

(Aggiornamento del 26 luglio 2010, ad opera di Claudio F.)


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Tanto per cambiare, la malasorte si accanisce ancora su casa Faggion; stavolta il malcapitato è Paolo, il quale, sabato 17 luglio 2010 al pomeriggio, è stato operato d’urgenza per una tanto imprevedibile quanto vasta peritonite; ora si trova in reparto rianimazione, e pare che vi rimarrà per un po’, almeno fino a quando non sarà giudicato “fuori pericolo”.
Inutile aggiungere che ogni attività del gruppo INTER NOS è sospesa; al concerto del 28 luglio 2010 a San Michele al Tagliamento (VE), Bar Plaza, andranno i soli Der Leone..., sempre che lo ritengano opportuno. Lascerò un messaggio nel sito http://www.myspace.com/bar_plaza appena avrò notizie.
Quanto agli aggiornamenti sullo stato di salute di Paolo: quando ci sarà qualche novità significativa, pubblicherò un messaggio su www.internosrock.it.

(Aggiornamento del 18 luglio 2010, ad opera di Claudio F.)


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Giovedì 10 giugno 2010 abbiamo suonato al Caffè Càucigh di Udine (vedi volantino).
Dopo un pre-concerto teso, dovuto alla dimenticanza da parte nostra di una borsa coi microfoni (va un sentito grazie a Piotre, polistrumentista gemonese-udinese, che ci ha portato un suo microfono in extremis) e a qualche equivoco sulla disposizione degli strumenti all’interno del locale, il concerto si è svolto senza particolari intoppi, nonostante i volumi bassi. Inizio alle 22, chiusura alle 23,30. Una ventina di persone presenti nella sala del concerto, alcune venute anche da Pordenone apposta per noi; diserzione da parte degli abituali frequentatori del locale, evidentemente interessati solo al Jazz, musica “ufficiale” in tale luogo. Al piano superiore del locale c’era un festeggiamento per il diciottesimo compleanno di qualcuno: di tanti giovincelli di belle speranze, nessuno, alla fine della loro festa, è rimasto presso il locale. Nessun problema: come si suol dire, i presenti erano pochi ma buoni. Esecuzione dignitosa da parte mia, senz’altro migliore rispetto a quella offerta a San Michele al Tagliamento la settimana precedente. Ottenuta una cena abbondante ed il compenso pattuito. È stato un appuntamento particolare, essendo gli INTER NOS fuori casa e relativamente “fuori luogo”: difficilmente si ripeterà l’evento, ma comunque noi siamo rimasti soddisfatti e, pare, anche i gestori lo sono stati. Grazie a chi è venuto a sentirci, e grazie ai gestori del Caffè Càucigh per l’ospitalità: ripasserò a trovarli in caso di mia visita ad Udine.



Mi arriva questa email. Un’altra piccola emittente radiofonica chiude i battenti.

From: Angelo
Sent: Monday, June 07, 2010 6:14 PM
Subject: Radio Gorizia 1 chiude.

Speravo questo giorno non dovesse arrivare mai, ma è arrivato. È mio spiacevole dovere informarvi che l'editore di Radio Gorizia 1 ha comunicato a tutti noi dello staff la chiusura dell'emittente. La causa principale è, come potete ben immaginare, la grave crisi economica che ormai da diversi anni soffoca le attività imprenditoriali di tutte le grandezze e stritola le più piccole, più una serie di decisive contingenze. Tra queste ne cito alcune tra le più determinanti: l'impunito cecchinaggio di un'emittente estera sulla nostra frequenza regionale, cecchinaggio che, trascinato in tribunale, ha finito col dissanguare il già precario bilancio della radio senza peraltro fruttare risultato di sorta (nonostante le sentenze a nostro favore), pregiudicando gravemente il nostro posizionamento sul mercato pubblicitario locale, nostra unica fonte di sostentamento; un pesante sistema di esazione fiscale e di contro un distratto, omissivo e ritardatario sistema di sostegno da parte dello Stato; una stretta creditizia all'insegna del solito ritornello secondo il quale "ti si presta l'ombrello quando smette di piovere". Sono stato testimone per quasi 34 anni del brigare quotidiano degli editori di Radio Gorizia 1 nel cercare di far quadrare i bilanci, degli investimenti non solo in liquidi ma in tempo, energie, entusiasmo e voglia di fare, prima con Enrico Zampi e poi (quando dal 2001 Enrico è stato messo impietosamente fuori gioco da un malevolo destino) con la figlia Patrizia, che si è spesa senza risparmio e in questi ultimi anni in un modo che non esito a definire acrobatico, con veri e propri salti mortali, pur di continuare a mandare avanti una delle veterane tra le radio private italiane, una voce nata il 6 marzo 1976 e che si spegnerà domani, 8 giugno 2010.
Chiedo scusa per lo scivolamento delle prossime righe in una banale retorica e in quella che potrà apparire come una fastidiosa presunzione, ma mi permetto di far osservare che con Radio Gorizia 1 si spegne qualcosa non solo di utile ma di necessario, indispensabile alla comunicazione della gente di questo territorio. Non sparisce il caro e nostalgico negozietto del pane sotto casa a vantaggio dell'ipermercato sulla tangenziale, sparisce un microfono che in 34 anni è rimasto acceso a disposizione di chiunque, di migliaia di voci che hanno detto milioni di parole a milioni di orecchie. Spesso si è trattato di semplice intrattenimento, di buonumore offerto con spirito leggero, ma ugualmente spesso di informazioni anche preziose, opinioni da confrontare, materiale di servizio, concrete utilità, pareri, storie, consigli, riflessioni, privilegiando sempre e comunque la dimensione locale e lo scambio di idee. Comunicazione tra esseri umani che vivono giorni e storie in comune e in territori adiacenti, insomma. Radio Gorizia 1 ha avuto per tutta la sua vita una sola mission: fare servizio e farlo qui, giorno dopo giorno. E infatti con la sua chiusura non si arricchirà nessuno, neanche chi, per investimenti in capitali e duro lavoro, avrebbe un qualche giusto titolo ad attendersi un proporzionato profitto. Forse avremmo potuto fare di più e meglio ma comunque, molto o poco, bene o male, noi abbiamo fatto. Il mio pensiero non può non correre alle centinaia e centinaia di persone che ho conosciuto e apprezzato; a chi ho visto crescere da questa parte del microfono come me, in curiosità, ricerca e arricchimento di saperi e competenze; a chi ho visto inventarsi e mettersi in gioco con creatività, gusto della sperimentazione e voglia di novità; a chi di noi ho visto innamorarsi e mettere su famiglia, a chi in questi 34 anni è nato e anche a chi purtroppo è morto, alle storie delle vite di così tanta gente che a metterla insieme sarebbe una folla da riempire la nostra Piazza della Vittoria; alle tonnellate di telefonate, di fax, di email, di sms, di cartoline augurali o dalle vacanze firmate con affetto da chi stava dall'altra parte ad ascoltare; alle strette di mano e alle pacche sulle spalle, alle risate e alle litigate, ai trionfi e alle incazzature, alle levatacce prima dell'alba e alle notti bianche, al sudore e alle lacrime, alle tavolate e ai brindisi, alla fatica, alle emozioni, alle tremarelle, alle paure e alle gioie, all'irrefrenabile passione e alle appassionanti idee...
Forse nell'impressione di alcuni resta ancora la falsa immagine (durissima a morire) della radio come gioco di un gruppo di giovani buontemponi, puramente disimpegnato e divertente, per nulla faticoso e del tutto deresponsabilizzato. Eppure questo "gioco" è stato da subito registrato in tribunale come testata giornalistica e come tale ha operato; eppure questo "gioco" è servito da stage formativo a molti studenti universitari (l'ultimo si è concluso in questi giorni, appena in tempo); eppure questo "gioco" è stato oggetto di diverse tesi di laurea. Insomma, sparisce qualcosa di davvero importante e da domani Gorizia e la sua provincia si sveglieranno ancora un po' più povere...
Tra parentesi (ma neanche tanto), ora sapete anche il vero motivo per il quale è finita Formula Indy. Qualcuno aveva interpretato la cosa come un radicale cambiamento di rotta dell'editore. Non è così, anzi: Patrizia ha sempre sostenuto con coraggio e convinzione il mio progetto, fin dall'inizio. Un ripensamento su una precisa scelta editoriale dopo 9 anni (ripeto, nove anni) sarebbe stato ben tardivo e, più che tardivo, sciocco, non credete? Ma capisco che la mia precedente mail si potesse interpretare in quel senso. Mea culpa, sono stato omissivo e chiedo scusa. L'editore non mi aveva comunicato la fine di Formula Indy, mi aveva comunicato la fine di Radio Gorizia 1 tutta intera, raccomandandomi massima riservatezza per non pregiudicare in alcun modo la trattativa in corso con un network nazionale che da domani subentrerà al nostro segnale sui 91.7 regionali e sui 103.8 cittadini. Quindi ho potuto dirvi una verità solo parziale. Ora, purtroppo, è completa...
Provo una profonda amarezza, appena mitigata dalla consapevolezza che questa radio, Radio Gorizia 1, rimane storia della mia terra, e che moltissimi la ricorderanno, magari fra tanti anni, magari svegliandosi al mattino con nell'orecchio, inspiegabilmente, un certo ritornello di un qualche nostro station break...
Credevate che Radiofreccia fosse solo un film? Vi sbagliavate.
Grazie. Click.

Angelo Candeloro


(Aggiornamento del 11 giugno 2010, ad opera di Claudio F.)


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Ieri, venerdì 4 giugno 2010, abbiamo suonato alla sagra paesana di San Michele al Tagliamento (VE), con i SETTORE NOVE ed i CUBE (vedi volantino).
Partiamo dalle note positive. Cena abbondante, e tra le varie specialità c’erano le rane fritte; suoni nitidi sul palco, grazie al buon lavoro del fonico Stefano Braida, a me ben noto anche per la sua passata militanza nel gruppo PROMO a fine anni novanta.
Veniamo alle note neutre o negative. Sarà che in questi giorni ho la testa altrove per problemi di varia natura, fatto sta che, per quanto mi riguarda, non ero concentrato e la mia prestazione è stata ampiamente sottotono. Quanto alla presenza di pubblico: è risaputo che i sanmichelini disertano la sagra paesana locale, dunque di “indigeni” ce n’erano assai pochi; peraltro, di quei pochi, buona parte erano lì principalmente per mangiare, e la musica dava loro fastidio: il fonico ha fatto una prova-volumi che definire “sommaria” è un eufemismo. Ringrazio chi è venuto da fuori paese. In tutto le presenze superavano a stento le cinquanta unità, che si perdevano nel tendone ove erano predisposti tavoli e panche per cinquecento posti a sedere; siamo alle solite: se tre gruppi, con componenti in gran parte del paese capoluogo o delle frazioni, riescono a radunare appena cinquanta persone, ci si deve chiedere se vale la pena di continuare con certe iniziative. E poi ci si va a lamentare! Quest’anno la serata rock l’ho curata io, ma visti i risultati deludenti, il prossimo anno sarà qualcun altro ad occuparsene (ammesso che si faccia, cosa su cui nutro seri dubbi), e in bocca al lupo.
Ora ci aspetta la trasferta ad Udine al Caffè Càucigh; giochiamo “fuori casa” in un posto dove fanno suonare quasi esclusivamente gruppi jazz, non abbiamo nulla da perdere; confidiamo nella presenza di amici udinesi, anche se il giovedì non è certo la sera adatta per tirare tardi. Chi può, venga. Grazie fin d’ora.

(Aggiornamento del 05 giugno 2010, ad opera di Claudio F.)


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Un mese dopo il precedente aggiornamento, ecco quello nuovo.

Dopo molto tempo, abbiamo fatto uno scambio di CD a mezzo posta; ringraziamo il gruppo thrash-death SCRIMSHANK dalla provincia di Belluno, facciamo i complimenti per il loro CD “Se guardi nell’abisso”, ed invitiamo a visitare il loro sto web www.myspace.com/scrimshankband.

Segnalo un sito in cui si parla di truffe discografiche; chi desidera, vada a vedere http://radiomusicsmile.splinder.com/tag/truffatori; di un caso si sta occupando anche il noto programma televisivo “Striscia la notizia”.

Due notizie luttuose.
- Da: http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=12&IDalbum=26617&tipo=VIDEO
Dio è morto, e il metal è in lutto. Ronnie James Dio, 67 anni, leggenda dell'heavy metal, si spento a Houston il 16 maggio a causa di un tumore allo stomaco che gli era stato diagnosticato lo scorso novembre. Di origini italiane, era considerato una delle voci più particolari e potenti dell'hard rock: ha cantato per band simbolo dell'heavy metal come i Black Sabbath, dove sostituì Ozzy Osbourne, i Rainbow e in seguito in gruppi formati da lui come i Dio e gli HeavenAndHell, sua ultima formazione con cui si è esibito dal vivo in Italia nell'ultimo Gods of Metal, nel luglio scorso.

Da: http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE64T00Q20100530
Cinema, morto a 74 anni l' "easy rider" Dennis Hopper (domenica 30 maggio 2010 10:43)
LOS ANGELES (Reuters) - L'attore hollywoodiano Dennis Hopper, conosciuto soprattutto per il film culto del 1969 "Easy Rider", è morto ieri per le complicazioni di un tumore alla prostata a 74 anni. Lo ha riferito a Reuters un amico dell'attore, precisando che la star è morta nella sua casa di Venice, nei sobborghi di Los Angeles, alle 17:15 di ieri ora italiana, circondato da familiari e amici. In quasi mezzo secolo di carriera, Hopper è apparso insieme al suo mentore James Dean in "Gioventù bruciata" e il "Gigante" negli anni 50 e in altri cult come "Apocalypse Now", "Blue Velvet" e "Speed". Ha ricevuto due candidature agli Oscar -- per la sceneggiatura di "Easy Rider" (insieme alla co-star Peter Fonda e a Terry Southern) e per la sua interpretazione di un allenatore di basket alcolizzato in "Colpo vincente" nel 1986.


Non si sa più cosa inventare per raccattare quattrini. Se avete voglia, leggetevi la sentenza al link indicato. Trascrivo il commento tratto da:http://www.altalex.com/index.php?idnot=11115
Copyright doppio per il karaoke in tv
Cassazione civile, sez. I, sentenza 10.05.2010 n. 11300 (Cesira Cruciani)

“La Cassazione ha accolto con la sentenza 10 maggio 2010, n. 11300 il ricorso di alcune società discografiche costituitesi contro la RAI che, a partire dal 1997, aveva diffuso durante alcune trasmissioni, il testo di alcune canzoni, attraverso la modalità karaoke, a beneficio dei telespettatori, che potevano in tal modo partecipare al gioco da casa. Le società discografiche lamentavano nel ricorso “illiceità della diffusione e della riproduzione del testo in violazione del diritto d’autore”, sostenendo che le parole delle canzoni sono da ritenersi testi letterari e, nel caso di trasmissione di karaoke (musica con sottotitoli dei brani) fanno nascere in capo all’autore diritti nuovi rispetto alla semplice riproduzione musicale.
In un primo momento sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano accolto le tesi della RAI ritenendo che il diritto di riproduzione dei testi letterari rientrasse nel contratto generale di licenza siglato tra RAI e la SIAE, e che lo sfruttamento dei testi delle canzoni non costituiva un utilizzo “autonomo e distinto delle musiche”.
La Suprema Corte di parere diverso, ha osservato che, nell’art. 13 della legge sul diritto d’autore, nel testo applicabile ratione temporis, stabiliva che “il diritto esclusivo di riprodurre ha per oggetto la moltiplicazione in copie dell’opera con qualsiasi mezzo come la copiatura a mano, la stampa incisione, la fotografia, la fonografia, la cinematografia e ogni altro procedimento di riproduzione”.
La Convenzione di Berna all’art. 9, è in piena rispondenza con il citato articolo che, stabilisce gli autori “hanno diritto esclusivo di autorizzare la riproduzione delle opere in qualsiasi maniera e forma”, specificando altresì che “qualsiasi registrazione sonora o visiva è considerata riproduzione”. Non può, pertanto, essere messo in discussione il fatto che il far scorrere su uno schermo televisivo il testo di una canzone implica necessariamente la riproduzione del testo stesso al fine di permetterne la radiodiffusione.
In ogni caso, in assenza di autorizzazione, nessun utilizzo è possibile da parte di terzi a prescindere dalla sua natura e dalle sue finalità. Da ciò discende che l’avere da parte di un terzo ottenuto l’autorizzazione per l’esecuzione e la radiodiffusione della canzone in quanto tale non può in alcun modo ritenersi comprensiva del rilascio dell’autorizzazione anche della riproduzione del solo testo letterario della stessa, perché mentre nel primo caso l’autorizzazione può essere rilasciata per la canzone nel suo insieme dall’autore della musica, nel secondo caso deve necessariamente essere rilasciata dall’autore del testo.”.
(Altalex, 31 maggio 2010. Nota di Cesira Cruciani)

(Aggiornamento del 01 giugno 2010, ad opera di Claudio F.)

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Più faccende altrui che nostre, per questo aggiornamento nel giorno della Festa del Lavoro.

Quanto a noi, si prospettano ben tre concerti: due in giugno ed uno in luglio.
Per giugno, appuntamento venerdì 4 alla sagra paesana di San Michele al Tagliamento (VE): concerto rock con INTER NOS, VARIETY 1 e CUBE. Ingresso libero.
Una volta passato quel concerto, segnaleremo le altre date.
C’era la possibilità teorica di esibirsi fuori nord-est in un festival in provincia di Bergamo: ma sinceramente in questo periodo proprio non ce la sentiamo, né io né mio fratello, di fare trasferte aggratis o quasi. Sarà per l’anno prossimo.

Segnalo l’uscita di un libro, anzi un e-book, dal titolo “Diritto d'autore e siti web”; maggiori informazioni sono reperibili al sito http://www.altalex.com/index.php?idnot=49671.

Se pensavate che per partecipare all’Heineken Festival di Mestre bastasse la propria bravura, ecco un commento di tenore opposto; lo trovate andando alla pagina Myspace del gruppo WHY NOT LOSERS e cercando tra i links.
“Mercoledì, marzo 10, 2010.
Heineken Jammin Festival Contest - W L'ONESTA'-
Questo contest è la solita pagliacciata all'italiana...
Non vogliamo elevarci a band superiore alle altre in gara, sappiamo bene di nn essere nessuno x farlo, ma ad oggi siamo fieri di scendere di classifica.
Queste righe non sono frutto di invidia come molti penseranno, ma sono frutto di ONESTA', cosa ke a quanto pare in questo contest scarseggia...
Fortunatamente abbiamo una vita lavorativa costellata da altri 1000 impegni giornalieri ke ci impedisce di passare ore ed ore ad AUTOVOTARCI dalla mattina alla sera come tante altre band.
X l'amor di dio, potremmo anke sbagliarci, ma essendo musicisti da anni anke noi, crediamo sia alquanto improbabile ke band ke visivamente sul web (myspace, facebook e gli altri canali) sono dei perfetti sconosciuti, qui magicamente siamo attorniati da migliaia di "fans" in aumento costante quotidianamente.
Questa è una pagliacciata a cui non vogliamo associarci.
Se meritiamo il passaggio alla fase successiva del contest sarà la giuria di Rock Tv a deciderlo.
In caso contrario amici come prima, ci abbiamo provato come tutti gli iscritti.
Un sentito ringraziamento ai nostri VERI fans per l'aiuto e il supporto ke ci hanno dimostrato.
BUON CONTEST A TUTTI.
WNL”


Sul portale www.rockit.it, al “forum”, c’è questo messaggio, pubblicato dal gruppo NONMIPIACEILCIRCO. Se volete contattarli per aiutarli, l’indirizzo email è nonmipiaceilcirco@yahoo.it.
“Ciao! Allora, con grande piacere siamo riusciti a trovare una agenzia americana la quale ci ha organizzato un tour in Canada, il prossimo agosto. Notizia fantastica per noi: MA, con grande dispiacere, non ci pagano i voli. Dico I voli, perchè, una volta arrivati nella terra dell'acero, dovremmo fare altri spostamenti aerei con tutta la nostra strumentazione.
Quindi, veniamo al dunque: stiamo cercando sponsor e/o mecenati per non rinunciare al nostro sogno canadese.
La nostra proposta è la seguente: chi interessato, può donare SOLO 1 euro (se volete dare di più, non ci tiriamo indietro ovviamente) e Noi in cambio:
1. stamperemo una maglietta che porteremo costantemente addosso (magari due, per fare il cambio e non puzzare troppo) con il nome della vostra band e relativo link;
2. mostreremo e venderemo per Voi i vostri cd e ulteriore merchandising durante i nostri live d'oltreoceano e le eventuali radio che ci ospiteranno;
3. proponete le vostre idee.
Fateci sapere cosa ne pensate, anche se volete semplicemente mandarci affanc....
A noi sembra una proposta interessante, non quella di mandarci a quel Paese eh?
Grazie!”


Per oggi è tutto. Buona festa, e buon lavoro, per chi ancora ce l’ha.


(Aggiornamento del 01 maggio 2010, ad opera di Claudio F.)

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Sabato 10 aprile 2010 abbiamo suonato alla birreria Memphis Belle di Latisana (UD) (vedi volantino).
Abbiamo eseguito praticamente tutti i brani del repertorio ufficiale ad eccezione dei lenti Sapevi e Frasi, con l’ormai consueto inserimento di alcuni brani dei POLIPHONIX, di alcune canzoni popolari friulane e triestine, e di un rifacimento semiserio di una “hit” contemporanea.
Una discreta affluenza di pubblico, con vari musicisti, e con qualcuno che è venuto anche da abbastanza lontano: di ciò siamo grati. L’esecuzione, a parte le invenzioni e le imprevedibili “variazioni sul tema” che si verificano ad ogni concerto, è stata decente. Infine, la paga è stata quella pattuita, sebbene non elevata, ed abbiamo pure venduto due CD. Dovrebbero apparire, prima o poi, delle foto e forse dei filmati relativi ad alcuni spezzoni di brani.
Da questa disamina, sembrerebbe che tutto vada bene; invece, come recita l’adagio, non è tutto oro quel che luccica.
Quanto al Memphis Belle, il gestore Denis lascerà il timone ad altri entro la fine del corrente mese di Aprile, ed i nuovi gestori non sono intenzionati, per quanto se ne sa, a far suonare gruppi; dunque, un posto in meno per fare concerti, come se ce ne fossero tanti in cui gli INTER NOS si possono esibire.
Quanto al futuro, riprendendo un commento dei pordenonesi SAT11, “tra i gestori di locali la disorganizzazione sta raggiungendo livelli da record”; avremmo dovuto suonare in Maggio in un posto in provincia di Venezia, ma abbiamo fatto appena in tempo a consegnare il CD, e il locale ha chiuso immediatamente dopo; abbiamo un mezzo contatto per suonare, sempre a Maggio, in un locale ad Udine, ma non mi pare che ci sia grande convinzione da parte dei titolari. Infine, c’è una prospettiva di esibizione alla sagra di San Michele al Tagliamento (VE), ma anche qui al momento siamo in alto mare, e la data del concerto dovrebbe essere ai primi di Giugno.
Non vale neanche più la pena di fare pubblicità, se non altro per evitare figuracce con chi viene al programmato concerto e trova la serranda abbassata; a livello di immagine, chi ci rimette, se il concerto salta, è il gruppo, non certo l’organizzatore. Per quel che ci si guadagna, poi, a suonare in giro… e anche qua ci sarebbe molto da dire, ma passiamo oltre.
È evidente che non si può portare avanti l’attività, con le spese che ciò comporta, solo per passione, specie con i tempi magri che corrono, dunque bisogna quantomeno coprire gli esborsi: obiettivo che, per gli INTER NOS, è utopistico; dobbiamo solo sperare che non si guasti qualche strumento o qualche attrezzatura, altrimenti si sospenderà l’attività a tempo indeterminato perché non ci sono soldi per le riparazioni.
È altrettanto evidente che, arrivati alla soglia degli “anta”, se non si è professionisti del pentagramma, si va avanti più per inerzia che per convinzione, e l’attività musicale è più un intralcio nel già fitto ginepraio dei problemi quotidiani, che non un momento di piacere; e visto che il suonare diventa una “rottura”, perlomeno ci sia una misera soddisfazione economica (e cioè, entrare in un gruppo cover avviato).
Se si smette di suonare (parlo per me), non si ricomincia più, e allora mi sforzo di continuare.
I ventenni ci guardano e ci prendono ad esempio; farei volentieri a meno di questo ruolo pedagogico, ma era lo stesso per me quando da ragazzino vedevo i Kina ed i Raw Power e speravo di essere ancora sul palco “alla loro età”.
Resta tuttavia l’interrogativo: e cioè che senso abbia, per gli INTER NOS, proseguire. Mi interrogo, ma oggi non trovo una risposta.

Nella pagina Myspace abbiamo inserito alcuni spezzoni di video tratti da concerti dal vivo; in origine erano stati messi su Youtube, ma qualche anonimo simpaticone ha espresso commenti poco edificanti, e dunque abbiamo levato il tutto. Dal tenore dei messaggi, pare che gli autori ci conoscano di persona e sappiano parecchie cose riguardo a noi; potrebbero anche venire a parlarci direttamente, se hanno dei problemi con me o con mio fratello, ma si guarderanno bene dal farlo.

Mi pare che non ci sia altro da segnalare; se volete, date un’occhiata ogni tanto al sito, per vedere se c’è qualche nuovo concerto in programma.


(Aggiornamento del 11 aprile 2010, ad opera di Claudio F.)

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Un buon concerto, sabato 27 febbraio 2010, al Bar Italia di San Michele al Tagliamento (VE), con INTER NOS e POLIPHONIX (vedi volantino), recupero di quello saltato a novembre 2009.
Per gli INTER NOS: esibizione di circa 45 minuti, con recupero di 3 brani dei Poliphonix (“Attesa”, “Ingannare” e “Nuova Alba”), un omaggio al brano sanremese di Simone Cristicchi (“Meno male”), e alcuni brani collaudati di nostra composizione.
Per i POLIPHONIX: esibizione di una decina di brani, di cui alcune cover, con svariate invenzioni qua e là.
Ringraziamo il pubblico presente, una cinquantina di persone (di cui forse 2 o 3 del paese, il resto da fuori), e Gianni del Bar Italia per la sopportazione, per i panini, le birre e le lasagne al forno.
Da rilevare, per me personalmente, l’insorgenza di problemi di tenuta alla mano sinistra già dal concerto INTER NOS e di un fastidioso crampo alla mano destra a partire dal secondo brano dei POLIPHONIX, tale da costringermi a suonare in pratica con solo due dita. L’esperienza mi ha consentito di “salvare la baracca”, ma spero che il problema non si ripeta in futuro. D’accordo, nè gli INTER NOS nè soprattutto i POLIPHONIX devono ormai dimostrare le proprie presunte doti ad un pubblico fedele che conosce i brani a memoria: è anche vero che la mancanza di prove si fa sentire, sul piano strettamente fisico, e non ci si può presentare impreparati; tuttavia si doveva pur ripartire prima o poi, dopo la sosta forzata di tre mesi, e da qui si può solamente migliorare.
Ci sono buone prospettive di fare concerti retribuiti da qui all’estate: tenete d’occhio il sito, ed anche la nostra pagina Myspace ove, credo, presto saranno inserite foto del concerto al Bar Italia.
Tra varie notizie positive, una negativa: Lorenzo Cigaina mi dice che il gruppo prog Escapism, in cui lui suonava la chitarra, ormai viene dato per disperso; peccato.
Appuntamento al prossimo aggiornamento, presumibilmente a fine marzo.

(Aggiornamento del 28 febbraio 2010, ad opera di Claudio F.)

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Una notizia buona e due pessime. Prima quella buona, che riguarda noi INTER NOS, e di seguito le altre.
Si prospetta qualche concerto per i prossimi mesi, in zona Bassa Friulana – Veneto Orientale. Per concerti fuori zona, tutto tace: nessuna chiamata dai locali contattati a mezzo lettera nel 2009.

La prima cattiva notizia riguarda i pordenonesi SLOWMOTION APOCALYPSE.
Da http://www.slowmotionapocalypse.com/en/default.asp, aggiornamento del 14 dicembre 2009.
“Purtroppo questa volta scriviamo per darvi una brutta notizia. Da pochissimi giorni abbiamo scoperto che Nicolas ha la leucemia. Dovrà seguire un periodo di cure piuttosto lungo e questo gli impedirà di contribuire alla vita di Slowmotion Apocalypse. Siamo tutti molto scossi dalla cosa e come band abbiamo deciso di aspettare che possa riprendere una vita normale e tornare a suonare. Ci prendiamo quindi una pausa a tempo indeterminato. Tutti i nostri concerti sono annullati. Siamo certi che capirete le ragioni della nostra scelta. Messaggio speciale per tutti gli amici: Nicolas ha soprattutto bisogno di riposare. Vi chiediamo quindi di non chiamarlo ma eventualmente di scrivergli sms. Grazie a tutti.”


La seconda cattiva notizia, del medesimo tenore, riguarda un personaggio storico della scena Heavy Metal.
Da: http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=17574&sz=2, notizia del 16 dicembre 2009.
La moglie e manager del leggendario Ronnie James Dio, storico vocalist di Rainbow, Black Sabbath e oggi Heaven And Hell, ha diffuso un comunicato dopo si apprende della sua malattia per un cancro allo stomaco. Inventò lui le corna nel metal! È nato a Portsmouht, nel New Hampshire, nel 1942. È una delle icome viventi del metal ed in questo momento dobbiamo stargli tutti vicino.
È stato un periodo molto faticoso. Dopo gli interminabili esami a Los Angeles finalmente Ronnie ha iniziato il ciclo di chemioterapia presso la clinica di Houston in cui sarà curato per la fase iniziale di un cancro allo stomaco. Tutto bene fino a oggi quindi. Ronnie ed io siamo stati davvero sopraffatti dall'enorme quantità di messaggi di stima ed affetto che ci sono arrivate; alcune ci hanno fatto ridere, altre piangere. Ma l'amore che ci è stato attribuito ci dà il coraggio per continuare questa battaglia e vincerla!..
Sui dati anagrafici di Ronnie James Dio aleggia molta incertezza. Figlio di genitori d'origine toscana, all'anagrafe risulterebbe come Ronald Padavona (altri ritengono invece che il suo cognome sia o Padovano, o Padovana oppure Padovanelli). Questa volta facciamo noi le corna per Ronnie!

C’è poco da aggiungere. Se gli SLOWMOTION APOCALYPSE, o il THE GREAT METAL COMPLOTTO di Pordenone, o altri, intendono organizzare qualcosa per Nicolas, restiamo a disposizione. Speriamo bene.

(Aggiornamento del 12 febbraio 2010, ad opera di Claudio F.)

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Poco da segnalare in questo primo aggiornamento del 2010: avremmo anche potuto farlo tra un mese, ma vogliamo dimostrare di essere ancora in attività, se qualcuno avesse avuto dubbi.
Abbiamo effettuato una prova ascoltando gli strumenti in cuffia e senza cantare: poteva andare peggio. Riprenderemo con una certa continuità le prove quando ci sarà tempo e voglia, ora abbiamo altre cose da fare.
Quanto a concerti, si parla di recuperare a fine febbraio la data di San Michele al Tagliamento (VE) con INTER NOS e POLIPHONIX. Restando in argomento: la serie di lettere inviate a dicembre 2009 a locali del Nord Italia non ha dato esito, e per giunta ce ne sono tornate indietro almeno una decina. L'unico concerto ipotizzato "fuori zona", precisamente al Pub Maramao di Verona, non si terrà in quanto, così ci hanno spiegato i titolari, il locale sta per chiudere.
Scambi: ringraziamo il gruppo thrash-core FUSER di Portogruaro (VE) per avere accettato lo scambio di materiale e per avere espresso favorevoli giudizi sulla nostra musica. Da parte mia, mi permetto di suggerire ai navigatori di contattare il gruppo al sito http://www.myspace.com/fuseraggio. Buon ascolto.
Ultima cosa: chi lascia messaggi nella nostra pagina myspace è pregato di inserire solo testo (come peraltro da noi chiesto) senza aggiungere foto, perché ormai la pagina non si apre più da quanto è pesante; inoltre, la nostra pagina (ma anche altre) è diventata un'immensa bacheca pubblicitaria, e ciò non ci sta bene: esistono altri siti che si occupano di promozione. Abbiamo cominciato a fare delle cancellazioni di messaggi, e così continueremo a fare fino a che non avremo riportato la situazione alla normalità.

(Aggiornamento del 24 gennaio 2010, ad opera di Claudio F.)


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Prendete nota del nuovo indirizzo, per la corrispondenza cartacea con gli INTER NOS: Claudio Faggion, Via F. Soliman 23, 30028 San Michele al Tagliamento (VE), Italia.


Siamo riusciti finalmente ad inserire qualche video di brani eseguiti dal vivo:
- brano SOSPESI (incompleto), eseguito a Morsano al Tagliamento (PN), Bar Happy Hour, 16 marzo 2007.
- brano INGANNARE (incompleto), eseguito a Fossalta di Portogruaro (VE), Bar Al Cantinon, 22 marzo 2007.


Mi arrivano questi comunicati:

1 - Ieri, 10 dicembre nel pomeriggio il CSA di Udine è stato sigillato dai carabinieri e digos e messo sotto sequestro. Ovviamente tutte le iniziative fissate non potranno svolgersi, concerto compreso. Stiamo pensando di lanciare una manifestazione/corteo contro la repressione. In questo caso sarebbe opportuna una partecipazione massiva da parte di tutti i compagni.
2 - Con un atto di inaudita gravità ieri 10.12.2009 i Carabinieri hanno apposto i sigilli al Centro Sociale Autogestito di Udine, approfittando della riunione del Movimento Studentesco per intimidire pesantemente alcuni studenti che si trovavano nei locali (ricordiamo che solo alcuni giorni fa due studenti del Liceo Marinelli si erano visti recapitare un decreto penale di condanna per la pacifica occupazione della scuola). Evidentemente Carabinieri e Magistratura di Udine vogliono apparire i primi della classe nel clima di pesante repressione che si va sviluppando in tutta Italia fino a configurare, a 40 anni esatti dalla “Strage di Stato” di piazza Fontana, una forma subdola e strisciante di fascismo. In realtà il “sequestro preventivo” dell'edificio non si giustifica in nessun modo sul piano giuridico, dato che il processo per l'occupazione del centro sociale è ancora in corso e le Ferrovie non hanno mai richiesto alcun sequestro. È invece fin troppo chiara la volontà politica di chiudere la bocca ad uno spazio che da anni lotta per una nuova cultura autogestita ed è sempre stato in prima fila nella difesa dei diritti delle donne, dei migranti, del territorio e dell'ambiente (non ultima la battaglia NO TAV), che si è sempre battuto contro il militarismo ed ogni forma di oppressione. Sarebbe troppo lungo ripercorrere la più che ventennale storia del centro sociale autogestito. Ricordiamo solo che all'atto della chiusura della sede di via Volturno nel giugno 2006 (tra parentesi, se le palazzine liberty sono ancora in piedi è stato solo per l'impegno del CSA che riuscì a dimostrarne l’interesse storico obbligando le Belle Arti a intervenire...) Comune, Regione, Prefettura concordavano nella necessità di garantire una nuova sede al CSA (anche se solo a parole, rimpallandosi la responsabilità). La logica ora appare profondamente mutata: siamo in un clima generale di repressione in tutta Italia: sgomberi, violenze su studenti e lavoratori sono oramai all'ordine del giorno. Per questo è necessario mobilitarsi più che mai in difesa della libertà di espressione e di organizzazione. Organizzeremo nei prossimi giorni iniziative di protesta in città. Il Centro Sociale Autogestito di Udine.


Ma non è finita qui. In contemporanea, a Torino, succedeva questo:
(AGI) - Torino, 10 dic. - Un centro sociale è stato sgomberato nelle prime ore di questa mattina dalla polizia e un altro sgombero è attualmente in corso. Il primo è il Ca' Neira, in via Zandonai angolo corso Taranto. Il secondo è Lostile di Corso Vercelli 32, edificio occpato di recente e in cui alcuni squatters sono saliti sul tetto e si rifiutano di scendere. In città da alcune settimane si discute dell'opportunità di sgomberare le case occupate, decisione contro la quale si sta mobilitando il mondo squatters. (AGI) cli/to/mld

Commenti?


Per la serie “La madre dei cretini è sempre incinta”, ecco a voi un nuovo episodio. Poi andiamo a lamentarci se vengono annullati i concerti…

Da “Il Gazzettino” – 23 novembre 2009
Conegliano. Due ragazzi accoltellati durante un concerto con mille persone.
Arrestato un diciannovenne veronese, in ospedale una ragazza di Padova che festeggiava i 20 anni e un sedicenne di Salzano

CONEGLIANO (23 novembre) - La mano guidata da lucida follia e in corpo tanto alcol. A distanza di tre ore dal fermo, il responso è delle 5.30 del mattino, le analisi del sangue del 19enne parlano di 1,66 grammi d’alcol per litro di sangue.
«Il Questore ha messo sotto pressione i locali pubblici e non ha torto nel perseverare». Così il commissario Giovanni Di Matteo conferma la linea dura dei controlli: «C’è un potenziale di pericolo enorme, per le sostanze che vengono consumate all’interno dei locali e per quello che può accadere. I ragazzi arrivano da lontano, si ubriacano in modo sconsiderato, fino a non capir più nulla e ripartono il mattino seguente. Si tratta di aree che necessitano di un controllo costante per garantirne la sicurezza». Il tutto si svolge in un club privato nella zona dei Campidui; fino a qualche tempo fa nei paraggi c’era anche il Rumba, frequentato dai trans. Anche qui c’erano stati episodi simili, che hanno portato alla sua chiusura "coatta".
Sabato sera Caneva arriva allo Zion in auto, assieme al fratello di 20 anni e ad un amico diciottenne, dopo essere partiti alle 19 dal Veronese dove Giorgio Caneva abita a Minerbe, paese di 5 mila anime. Vogliono seguire l’unica data nel nordest dei Bloody Beetroots, gruppo punk rock. Arrivano in via Vazzoler assieme a centinaia di ragazzi, Caneva indossa la maglietta del gruppo. Inizia la serata con un mix di musica e alcol mentre il ragazzo stringe nel pugno un coltellino: la lama di 10 centimetri e il manico in legno. Musica elettronica e luci, i fans si scatenano e iniziano a ballare, si spintonano l’un l’altro, si strattonano. In gergo lo chiamano “pogare” ed è a quel punto che dev’essere scattato qualcosa nella mente di Caneva che prima ferisce alla schiena un ragazzo e poi sferra una coltellata ad una ragazza, entrambi padovani.
Attorno a lui nessuno si accorge di nulla. Le sirene dell’ambulanza e quelle della Polizia, all’esterno del locale, richiamano un capannello di persone. Inizia il passaparola. Caneva si rende conto di essere stato scoperto e la sua mente diventa razionale. Va verso l’auto e si leva la maglietta nera; i testimoni avevano descritto l’accoltellatore come un ragazzo dai capelli scuri, maglietta nera e jeans chiari. Ora indossa una maglia bianca e si disfa del coltellino, che gli agenti cercheranno inutilmente. Quando gli chiederanno ragione del sangue sui suoi pantaloni, risponderà di essersi ferito al mignolo. Più difficile giustificare le 40 lattine di birra che i tre avevano in auto assieme a un bastone di ferro e a un altro coltellino.


CONEGLIANO (23 novembre) - Due ragazzi feriti e un giovane arrestato. È il bilancio di una notte di follia alla Zion rock club di Conegliano. In questo capannone della zona industriale della cittadina trevigiana si erano dati appuntamento sabato sera oltre mille ragazzi, in arrivo da tutta la regione per assistere all’unica tappa nel Nordest dei Bloody Beetrotts, un duo di musica elettronica, formato da Bob Rifo e Tommy Tea, entrambi di Bassano.
L’atmosfera, in attesa che "gli alfieri mascherati" salissero alla console, era già calda, un mix micidiale di elettronica e isteria. In pista centinaia di persone che saltavano, si spingevano, "pogavano", per dirla con il loro gergo. Ma all’improvviso una ragazza si è accasciata, per un attimo ha pensato di aver preso un pugno all’addome, ma quando si è guardata la mano ha visto sangue, tanto sangue, che le usciva dalla pancia. Un taglio netto e profondo in pieno addome. Da qui alla consapevolezza di quanto accaduto è stato un attimo. E attimi concitati sono seguiti: è stata accompagnata all’esterno, sono arrivati i soccorsi che per oltre mezz’ora hanno fatto di tutto per stabilizzare quella ragazza che sembrava in fin di vita.
E.F., era arrivata da Padova con un gruppo di amici per festeggiare i suoi vent'anni. Il suo compleanno è finito ancor prima d’iniziare. Trasportata in ospedale a Conegliano è stata operata d’urgenza nella notte. Ora le sue condizioni sono stabili ma ne avrà per due mesi. Ma la notte è stata tragica anche per un sedicenne veneziano di Salzano pugnalato alla spalla, anche lui è stato accompagnato all’ospedale, per essere poi dimesso con una prognosi di 15 giorni.
Allo Zion il dj mascherato è salito sul palco lo stesso. I ragazzi feriti non l’hanno sentito, ma lui, Bob Rifo, ha suonato per loro. È stato informato di quanto accaduto e, d’accordo con la proprietà e la polizia, ha deciso di fare una dj set breve. Dentro c’erano oltre mille ragazzi, il panico era da evitare. Intanto la polizia ascoltava i ragazzi: più d’uno ha riferito d’aver visto un giovane con i pantaloni chiari e la maglietta dei Bloody Beetroots avvicinarsi alla ventenne e colpirla, come averlo visto colpire il ragazzo.
E ben presto il cerchio gli si è chiuso attorno: Giorgio Caneva, 19enne di Minerbe, nel Veronese, è stato arrestato dopo poche ore. Era ubriaco fradicio: alle 5,30 l’alcoltest era arrivato a 1,66. Ma nonostante l’alcol ha fatto di tutto per non essere individuato. E’ andato in auto e si è cambiato la maglia, mettendosene una bianca, e quando gli investigatori gli hanno chiesto conto del sangue sui pantaloni non ha battuto ciglio: «Mi sono ferito al mignolo», ha risposto. Di risposte invece non ne ha avute per quelle quaranta lattine di birra, quel coltello e quella spranga di ferro che la polizia gli ha trovato in auto. (Manuela Collodet)



Da “La nuova Venezia” – 23 novembre 2009
Accoltellamento al concerto rock - gravissima ventenne padovana - ferito un sedicenne di Salzano
Notte di follia allo Zion Club di Conegliano: il giovane ha colpito due persone. Nell’auto 40 lattine di birra e un tirapugni. Ventenne in prognosi riservata. Arrestato l’aggressore. Gravissima la ragazza di 20 anni.
CONEGLIANO. Un concerto macchiato dal sangue. Eleonora F., 20enne di Padova, è ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Conegliano. Il suo accoltellatore, il 19enne veronese Giorgio Caneva, è in arresto con l’accusa di lesioni gravissime aggravate. Ha ferito anche un 16enne di Salzano durante il live dei Bloody Beetroots allo Zion: il locale è sotto sequestro. Il movente? Non c’è. Noia, forse l’abuso di alcol. Di fatto una notte di gioia (la giovane padovana festeggiava il 20esimo compleanno) stava per trasformarsi in tragedia. L’Arancia Meccanica che si è consumata allo Zion Rock Club, il locale di via Vazzoler nella zona industriale di Conegliano, ha rischiato di mietere una vittima. Sabato sera un gruppo di 12 amici padovani voleva divertirsi al concerto dei Bloody Beetroots, gruppo elettronico che va per la maggiore tra i giovanissimi. Ballo «duro», con gli inevitabili contatti fisici. Poco prima di mezzanotte e mezza Eleonora si stava scatenando con i suoi amici quando è stata avvicinata da un ragazzo alto, con i capelli neri, i jeans chiari e una maglietta scura. È stata colpita allo stomaco, pensava fosse stato un pugno. Ma c’è voluto un attimo per accorgersi del sangue: era stata accoltellata sotto gli occhi degli amici. Mentre il ragazzo si dileguava, il gruppetto chiamava i soccorsi. Al 118 arrivava anche un’altra chiamata, dagli amici di un 16enne di Salzano, che raccontavano di una ferita alla schiena, sempre con un coltello. I due giovani sono stati trasportati immediatamente all’ospedale di Conegliano: Eleonora F. è stata operata immediatamente per salvarle la vita, poi è stata trasferita nel reparto di Chirurgia. Per il giovane di Salzano, fortunatamente, nulla di grave: è stato dimesso nella notte con una prognosi di 10 giorni. Il loro aggressore è stato individuato in fretta: due testimoni l’hanno indicato agli agenti del commissariato di Conegliano, nonostante si fosse cambiato la maglietta - al momento del fermo ne indossava una bianca - e avesse fatto scomparire l’arma, che verrà cercata anche questa mattina nei dintorni dello Zion. I testimoni oculari però potrebbero inchiodarlo: «Girava con un coltello lungo almeno 10 centimetri, con il manico in legno». Quando la polizia l’ha fermato, Giorgio Caneva, 19enne studente universitario incensurato, era visibilmente ubriaco. Era con il fratello 17enne e un amico 20enne, entrambi denunciati: all’interno dell’auto c’erano un tirapugni e un altro coltellino, oltre a 40 lattine di birra. Portato in ospedale - per una chiazza di sangue sui pantaloni, posti sotto sequestro e ora sottoposti a verifiche - il test alcolico l’ha inchiodato a quota 1,66 dopo tre ore dal fermo, mentre è risultato negativo agli stupefacenti. Il pm Iuri De Biasi ha disposto la sua custodia nel carcere di Santa Bona: è accusato di lesioni gravissime aggravate. Intanto lo Zion è stato posto sotto sequestro. (23 novembre 2009)


(Aggiornamento del 14 dicembre 2009, ad opera di Claudio F.)


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Come avete probabilmente saputo da queste pagine o dai messaggi che abbiamo inviato, nostro padre Carlo ci ha improvvisamente lasciato la sera del 26 novembre 2009.
Sebbene lui, da appassionato di musica classica ed opere liriche, non apprezzasse particolarmente il rock in qualsiasi sua forma, e dunque non amasse la musica proposta dai vari gruppi in cui io e Paolo abbiamo militato nel corso degli anni (in una occasione, non ricordo a proposito di quale concerto a cui aveva assistito, il suo commento fu "se’ dei criminài", che non necessita di traduzioni), aveva comunque dimostrato un certo interesse e curiosità, compiacendosi del fatto che a casa arrivassero lettere e pacchetti da tutto il mondo; i postini, quando l'indirizzo era incompleto o errato, o avevano dubbi su dove consegnare corrispondenza particolare per forma, dimensioni, colori o provenienza, per prima cosa si rivolgevano al nostro recapito.
Nostro padre qualche volta era venuto a vedere concerti degli INTER NOS, e recentemente aveva costruito per noi due casse spia di gradevole aspetto: nere, pesantissime, ma efficienti.
Per questo 2009, a parte le lettere destinate a locali (spedite ad inizio dicembre), l'attività musicale del gruppo è terminata: c'è ben altro a cui pensare, e manca francamente la voglia di prendere gli strumenti in mano. Nel 2010, a gennaio, riprenderemo a suonare; forse saremo costretti ad effettuare delle scelte che, finora solo ipotizzate, rischiano di divenire pressoché obbligate alla luce della situazione attuale e, temo, futura.
Come direbbero gli Alpini, di cui nostro padre ha orgogliosamente fatto parte, "Carlo è andato avanti"; ciao, pa’.
Noi, per ora, restiamo ancora qui; in questa valle di lacrime, come qualcuno la definisce, cercheremo, in altro modo, di andare avanti pure noi. Indietro non si torna.
Non chiedetemi di farvi gli auguri di buone feste: non ho motivi per festeggiare. Spero che questo 2009 finisca velocemente, per poi voltare pagina, auspicabilmente in senso positivo.

(Aggiornamento del 03 dicembre 2009, ad opera di Claudio F.)


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Sabato 14 novembre scorso abbiamo suonato a Rivignano (UD), invitati dal Piotre (Piero Sangoi) e dal Circolo Culturale Trois, presso l'ex osteria Alle Piramidi (vedi volantino). Il posto, in centro al paese, è piccolo, e conserva la struttura di un bar con tanto di bancone; alle pareti, che non sono state restaurate e dunque, così come i serramenti, rendono bene l'idea di locanda popolare, sono appese delle grandi fotografie che rappresentano scene di vita agricola degli inizi del '900. Su un lato, un piccolo palco con dietro uno schermo per videoproiezioni, e un buon impianto a luci fisse che, durante gli spettacoli, risultano particolarmente efficaci. Per l'occasione c'era anche un impianto audio portato da un personaggio che mi ricordavo di avere già incontrato come musicista altrove: pensa e ripensa, infine abbiamo appurato che è il tastierista dei THE SEXTRESS, un valido gruppo psichedelico della provincia di Udine con carriera ormai ventennale.
Con noi hanno diviso la serata i THE REBUS: li apprezzo sempre più sia come persone che come artisti man mano che, volutamente o casualmente, ci si incontra da qualche parte.
Qualche nota sulla nostra esibizione, di circa 45 minuti: il nuovo multieffetto "da concerto" che sostituisce lo Zoom 2020 utilizzato dal 1996 ad oggi ha leggermente modificato le sonorità, e dunque talvolta mi sento spaesato nel sentire i brani "diversi" da come li conoscevo; come contraltare, il suono è più nitido e, almeno per ora, utilizziamo soltanto 4 diversi suoni anziché i teorici 16 del precedente multieffetto. Dato che io non mi sono mai trovato a mio agio a pigiare pedali mentre suono, di certo avrò meno problemi. Invece, si è ripresentata una seccatura alle percussioni elettroniche: i sensori dei pad non prendono i suoni e dunque, in definitiva, "perdiamo colpi" nel senso letterale del termine; se il colpo "manca" in mezzo al brano, di solito non crea danno, ma se manca all'inizio di battuta, può provocare incomprensioni nell'esecuzione. Ci siamo, ad ogni modo, arrangiati alla meno peggio.
Pare che il pubblico presente, assai numeroso (oltre 50 persone, che per gli standard dell'ex osteria Alle Piramidi è un successo clamoroso), abbia apprezzato: tra scambi e vendite se ne sono andati ben 8 nostri CD, e la cosa ci gratifica.
Quanto ai THE REBUS, c'è poco da dire: la classe non è acqua, e se si impegnassero un po' di più a livello promozionale otterrebbero notorietà ben maggiore di quella attuale, ristretta a livello regionale o poco oltre. Andateli ad ascoltare, se suonano dalle vostre parti.
A fine serata, è stata offerta abbondante pastasciutta per tutti i presenti.
A locale chiuso, e cioè ormai verso le 2 del mattino, abbiamo ottenuto una mezza promessa (sia noi che i THE REBUS) di una futura chiamata. Andremo ben volentieri: non certo per l'aspetto economico in quanto era previsto solo il vitto, ma per l'ambiente familiare e l'accoglienza ricevuta. Alcune persone del paese mi dicevano che al concerto hanno assistito anche consiglieri ed assessori comunali: ciò significa che le iniziative del Circolo Culturale Tròis stanno suscitando interesse a livello istituzionale, e magari arriverà qualche sostegno economico. Spero, per loro, che la previsione si avveri.
Ringrazio, ovviamente, le persone che da San Michele al Tagliamento, Portogruaro e anche da altre zone, sono pervenute a Rivignano per il concerto: spero che si siano divertite. So che qualcuno ha fatto filmati e fotografie: se ci contattare, ve ne saremo grati.
Ora ci prepariamo per il concerto del Bar Italia a San Michele al Tagliamento (VE), che vedrà, in coda, la breve ricomparsa dei Poliphonix per alcuni brani. Dovremo fare una prova al più presto. La scaletta prevede: 23 agosto 1987, Antartide, Prigioniero, La Canzone del Fiammiferaio, e la cover Sguardo verso il cielo de LE ORME; a proposito di questo gruppo, leggete ciò che ho inserito di seguito, e traete le vostre conclusioni.


Dal quotidiano IL GAZZETTINO, martedì 10 novembre 2009, pag. 31

ORME, ADDIO DOPO 43 ANNI
Aldo Tagliapietra decide di chiudere l'attività con lo storico gruppo veneziano bloccando l'uso del nome

Le Orme, storica band veneziana, dopo 43 anni di carriera, subiscono l'ennesimo abbandono: Aldo Tagliapietra, voce, compositore e cofondatore del gruppo di "Felona e Sorona" ha deciso di sospendere l'attività con la band e di inibire l'uso del marchio "Le Orme" di cui è contitolare con il batterista Michi Dei Rossi.
«Il marchio Le Orme è sempre stato sinonimo di qualità e correttezza. Senza di me il gruppo non sarebbe lo stesso e usare il nome sarebbe poco corretto nei confronti dei fan», dice Aldo.
Quindi se Michi volesse continuare?
«Come Orme farebbe un errore, se trovasse una nuova strada personale gli faccio tutti gli auguri».
Ma sull'altro fronte le idee sono ben diverse.
«Ci siamo trovati con la band - dice Dei Rossi - e abbiamo deciso di portare avanti il discorso. Sarà un nuovo corso delle Orme con Fabio Trentini alla voce e la chitarra di Walter Apa. Cercheremo di sfruttare le tre voci come non si era potuto fare finora. Il 29 saremo al Mei di Faenza e a fine febbraio torneremo in tour con il progetto di realizzare un disco dal vivo».
Ma Tagliapietra non sembra d'accordo...
«Ci ha lasciati di punto in bianco. Ma non sono decisioni che maturano in due giorni. Si poteva concordare parlando con calma, anche perchè l'accordo dell'anno scorso con il nuovo management era di andare avanti cinque anni».
Cosa si è rotto nelle Orme?
«La magia che ci faceva stare ancora insieme dopo tanti anni», replica Tagliapietra.
Ma gli ultimi concerti come sono andati?
«L'ultima data è stata in un centro culturale sotto una basilica a Montreal ed è stato uno dei più bei concerti nostri in assoluto. E mi ha fatto pensare che poteva essere un bel modo per chiudere in bellezza. Per me il ciclo si è concluso e bisogna ammetterlo. A 64 anni ti viene voglia di cominciare a fare musica in maniera diversa e voltando pagina».
Cosa stai preparando?
«Un disco che si chiamerà "Nella pietra e nel vento", la copertina di Paul Whitehead da tradizione, ma sarà un concept album ma non un disco di musica prog. Avrò con me Alex Mizzan alle tastiere, Giorgio Mantovan chitarra, Carlo Formenton batteria. Sono ragazzi che come me salgono su un palco non per dimostrare quanto sono bravi, anche se lo sono, ma per mostrare la bellezza della musica. È una nuova esperienza. E poi ho la mia attività come musicista di sitar presentando la mia opera "Il viaggio". Il 10 dicembre sarò a Crevalcore nel bolognese con questa forma di Live electronic e sitar».


Da http://www.leorme-officialfanclub.com/IT_home.html

LETTERA APERTA

Caro Aldo, anche oggi, le pagine dei quotidiani e il TG3, riportano la notizia dello scioglimento de Le Orme... tu che abbandoni... Michi e la band che vogliono continuare... mi telefonano i Teatri in cui, tutti assieme, avevamo concordato il tour del prossimo anno, per dirmi che il tuo avvocato sta mandando lettere di diffida... venerdì sera dovevi suonare a Rio S. Martino e, visto che non mi rispondi più al telefono, mi mandi un sms con su scritto che venerdì non sei disponibile... Aldo, ma dai... e sull'articolo di oggi sul Gazzettino dichiari che, per rispetto ai fans, il gruppo non si deve più chiamare Le Orme...
rispetto per i fans... ma sei sicuro di quel che dici?
- forse intendi di quel rispetto che ti ha portato ad abbandonare la band alla vigilia di un nuovo disco di inediti (da te pubblicamente confermato svariate volte...)?
- oppure di quel rispetto che dimostri nell'inviare lettere dal tuo legale a me e alla band per comunicare la tua decisione di abbandonare la band?
- probabilmente intendi quel rispetto nell'abbandonare la band alla vigilia di un tour già fissato in gran parte?
- magari è quel rispetto che ti impedisce di suonare venerdì perché "NON SEI DISPONIBILE"

Caro Aldo, io ti ho sempre rispettato come Artista e come persona... non farmi cambiare idea e, sopratutto, proprio tu, non parlare di rispetto ai fans...
Le Orme continueranno ancora a suonare per molti anni e continueranno a proporre quella musica che da sempre li contraddistingue... ed anche qualora ci chiamassimo con centinaia di nomi diversi... lo spirito e la qualità rimarrebbero sempre gli stessi... perchè noi sì li rispettiamo i nostri fans... e li rispetteremo andando su un palco anche senza di Te... cosa non facile, certamente sarà doloroso senza di Te... ma ce la faremo... perché i Fans vanno rispettati in questa maniera... senza proclami pubblici ma con la musica che loro amano... e, ricordati, i nostri Fans sono i migliori del mondo!

Quando vorrai cambiare idea... noi ci saremo... e ci rimarremo ancora a lungo!
Enrico Vesco

(Aggiornamento del 16 novembre 2009, ad opera di Claudio F.)


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La frase più significativa (purtroppo...) che ho letto su Internet ultimamente:
Ci sono più gruppi in giro che gente ai concerti! dal sito http://www.myspace.com/madlypub.

Mi appresto ad effettuare l'ennesima (e credo anche ultima) massiccia spedizione di lettere per la richiesta di date nel nord Italia. Rilevo, ora come in passato, che i siti Internet contenenti elenchi di locali, primo fra tutti "musicclub.it", avrebbero bisogno di una vigorosa ripulita: la lista si dimezzerebbe. Staremo a vedere quante lettere mi torneranno indietro stavolta, sebbene io stia per contattare solo nominativi che, almeno stando al proprio sito Internet, sono ancora attivi. Nel 2010, se volete, date un'occhiata alla pagina LOCALI presente in questo sito: eviterete di buttare soldi in francobolli, spedendo lettere a locali inesistenti o chiusi.
Che poi qualcuno dei destinatari effettivamente operanti legga le Vostre/nostre lettere o, addirittura, Vi/ci chiami a suonare... quello è un altro discorso. Come si suol dire: buon pro.

Abbiamo fatto scambio di CD con i DAVID'S LODGERS, buon gruppo prog rock di Piacenza; sito web: http://www.myspace.com/davidslodgers.
Anche loro ci confermano, per quanto riguarda il piacentino, la scarsità di occasioni per suonare "ricompensati"; non avevo dubbi.

Un buon commento sugli INTER NOS giunge dal sito http://www.myspace.com/italianprog, curato da un ragazzo statunitense (Jim) appassionato di rock progressivo italiano. Se volete leggerlo e, per i musicisti interessati, contattare Jim, andate alla pagina Myspace sopra indicata e cercate l'articolo "Inter Nos - Ye shall be rocked!".

(Aggiornamento del 09 novembre 2009, ad opera di Claudio F.)

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Si è tenuto, sabato 10 ottobre 2009, il primo BAITA DAY presso la Baita in località Bosco, a Santo Stino di Livenza (VE). Gli organizzatori erano i componenti del gruppo THE BRUSARJA, hardcore in portogruarese con testi espliciti; nostri compagni d'avventura sono stati i FULL OF SHADOWS (covers Ramones) e i BLACK SWAN (rock grunge). Per cena, prima del concerto, c'era una gustosa zuppa con fagioli, carne, tabasco ed altre spezie.
Venendo allo spettacolo: per primi suonano i FULL OF SHADOWS che, come detto, propongono cover dei Ramones e, mi pareva, dei Clash.
Per secondi si esibiscono i BLACK SWAN, che mi hanno incuriosito soprattutto per le dissonanze associate ai ritmi non velocissimi e, in alcuni casi, complessi. Il cantato, a tratti, mi ricordava quello di Sting nei Police. Sicuramente da tenere d'occhio, specie quando pubblicheranno un CD.
Per terzi arriviamo noi INTER NOS, con un incidente di percorso già dopo due secondi della prima canzone (record assoluto in vent'anni di militanza sui palchi); a parte i primi due brani in cui abbiamo più fatto "prova volumi" che suonato, per il resto posso dire che è stato il miglior concerto degli ultimi mesi; qualche svista come al solito, ma niente di eclatante, e mi pare che i presenti siano rimasti soddisfatti.
Per ultimi suonano i THE BRUSARJA, alternando brani storici a nuove canzoni. Anche in formazione a tre riescono a procurare un buon pestaggio, come direbbero loro. In alcuni brani ci sono stati degli ospiti alla voce, ed io (Claudio) ho cantato il brano conclusivo, "El lancio del Caipo".
Ecco un video con i THE BRUSARJA in azione alla Baita; il brano è "Maseno Sbrego Spaco Tuto". Il link è http://www.youtube.com/user/MightyMylock#p/a/u/1/eLZ9ZbcUu1s. Se qualcuno ha foto o filmati degli INTER NOS, per cortesia ce li spedisca a internospienne at libero stop it.
Il concerto era stato organizzato per autofinanziare gli stessi THE BRUSARJA: essi, per oscure vicende di ordinaria burocrazia, si sono trovati a dover pagare in un'unica soluzione alcune annualità di tariffa di sala prova comunale, dopo che, a loro dire, "chi di dovere" si era sempre disinteressato di riscuotere il dovuto, e nonostante i componenti del gruppo avessero offerto a più riprese, in passato, di saldare le pendenze. Robe da matti.
C'è stata una discreta affluenza di pubblico, valutabile attorno al centinaio di spettatori che però, per la gran parte, sono rimasti fuori dalla Baita seduti ai tavoli anziché entrare nella sala del concerto.
E come "veleno nella coda", devo purtroppo rilevare la pressoché totale assenza dei sostenitori degli INTER NOS: forse stavano guardando la partita di calcio Irlanda - Italia, o comunque erano in altre faccende affaccendati. Non è la prima volta che accade e, per essere sincero, che ci sia gente o no, mi interessa relativamente perché il concerto lo facciamo anche di fronte a cinque persone; però mi secca che, se si deve fare una conta delle presenze degli spettatori "per gruppi" nel corso di manifestazioni musicali, gli INTER NOS sono spesso quelli che hanno il seguito numericamente più scarso. Figuriamoci se, con queste premesse, si riescono ad ottenere ingaggi nelle birrerie, dove la prima cosa che ti chiede il gestore, ancora più importante del compenso, è "quanta gente mi portate?". Varrebbe veramente la pena di andare a suonare in zone dove non ci conosce nessuno, e dove nessuno viene appositamente per vederci: se i presenti rimangono a sentire, allora vuol dire che, forse, meritiamo attenzione. Per nostra fortuna o per nostri meriti, quelle volte in cui abbiamo suonato lontano dal Friuli e dal Veneto Orientale siamo riusciti, quantomeno, a non fare fuggire gli spettatori. A proposito di trasferte lontane, stiamo progettando qualcosa per il 2010, ma la riuscita non dipende solo da noi: se ci saranno buone nuove, lo saprete leggendo le pagine di questo sito.


Abbiamo creato la pagina locali, in cui viene pubblicata la lista (parziale) dei locali contattati dal 2000 ad oggi, chiedendo loro di farci suonare. Si può vedere l'elenco andando nella pagina novità presente in questo sito, e cliccando la voce "locali". La lista verrà allungata man mano che spediremo altre lettere o che ci ricorderemo a chi ne abbiamo già spedite; le speranze di ampliare il giro sono ben poche, a quanto vedo.

Sempre a proposito di concerti, era comparsa una pagina (www.myspace.com/antifest1) in cui si dibatteva della pessima usanza secondo la quale i gruppi amatoriali pagano fior di quattrini agli organizzatori per suonare ai grossi festival; misteriosamente, la pagina in questione è sparita dagli inizi di ottobre 2009. A perenne ricordo ho salvato la "copia cache": trovate il collegamento nella pagina novità del presente sito.

Sentenza T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sez. 1, 24 settembre 2009, n. 682, in materia di riduzione d'orario d'apertura dei locali per comportamento incivile degli avventori: date un'occhiata a http://www.ambientediritto.it/sentenze/2009/TAR/Tar_Friuli_Venezia_Giulia_2009_n.682.htm, e poi non ci si lamenti se di fronte a certe situazioni arriva, inesorabile, la dura repressione.

(Aggiornamento del 11 ottobre 2009, ad opera di Claudio F.)

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Mercoledì 23 settembre 2009, in una serata dedicata al campionato di calcio che, presumo, abbia tenuto incollato al televisore più di qualcuno, abbiamo suonato al Bar Plaza di San Michele al Tagliamento (VE) (vedi volantino); tutto sommato è stata una prestazione sufficiente, sebbene non siano mancate sviste ed invenzioni. Il fatto di suonare sotto i portici ha creato qualche problema, dato che spesso abbiamo dovuto rivedere i volumi tra una canzone e l'altra (non essendoci stato un fonico che regolava i volumi, ci siamo arrangiati da soli). Ad un certo punto mi sembrava che ci fossero i Napalm Death a suonare, anziché gli Inter Nos, tale era la violenza sonora che usciva dalle casse. Presumo che la voce si sia sentita discretamente, e questo è un aspetto importante. Abbiamo inserito, tra un brano ufficiale e l'altro, qualche canzone popolare friulana e triestina opportunamente riarrangiata.
Ringraziamo dunque Andrea Ravanello del Bar Plaza, e tutti i presenti (per essere sinceri, pochi... ma buoni), tra cui i Chronic Hate al completo.

A proposito dei Chronic Hate, due notizie:
- il gruppo sta cercando un cantante; chi fosse interessato, contatti il gruppo a info at chronichate dot it.
- nel 2011 si celebrerà il decennale della nascita del gruppo, con un concerto a cui saranno invitate altre formazioni le quali, però, dovranno suonare un brano dei Chronic Hate. Accettiamo la sfida, entro il 2011 riusciremo a stravolgere anche un loro brano.

Pure i The Brusarja sono alla ricerca di un cantante, per l'ennesima volta; al concerto del 10 ottobre 2009 a Santo Stino di Livenza (VE), a cui parteciperanno gli Inter Nos ed altri gruppi, i tre attuali componenti ricopriranno a turno anche il ruolo di cantante, con qualche aiuto esterno di tanto in tanto.

Saluto e ringrazio il gruppo black metal pordenonese Sidus Tenebrarum, con cui abbiamo fatto scambio di CD, ed i ragazzi che hanno organizzato il festival heavy metal il 18 e 19 settembre 2009 a Pordenone per avermi consegnato una copia della compilation "The Great Metal Complotto", CD con brani di gruppi metal pordenonesi.

Il giorno 1 ottobre 2009 partirà l'ennesima serie di lettere ai locali del Nord Italia, con richieste di concerti. Per ora, i risultati della campagna promozionale 2009 sono inesistenti; prima o poi pubblicherò gli indirizzi dei locali contattati, casomai qualcuno volesse attivarsi per il proprio gruppo (in bocca al lupo).


(Aggiornamento del 24 settembre 2009, ad opera di Claudio F.)

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Sabato 22 agosto 2009 abbiamo suonato a Bibione (VE), presso la Colonia Pio XII, per i ragazzi disabili là presenti e per i loro accompagnatori. Siamo stato ben lieti di avere fatto qualcosa di utile e, crediamo, anche di avere divertito i presenti. Pochi brani degli Inter Nos e tanto karaoke, con una lunga serie di volenterosi che si sono succeduti al microfono. Ovviamente noi non avevamo mai suonato prima di allora certi brani nazionalpopolari come Azzurro, Furia cavallo del west, Montagne verdi, mentre invece ricordavamo vagamente Vagabondo, Romagna mia e La montanara. Ad un certo punto ci è stato detto di smettere perché si stava facendo troppo tardi, ed i ragazzi dovevano andare a dormire.
Ringraziamo l'associazione DUM "Dinsi une man" per averci invitato, e restiamo a disposizione per analoghe iniziative future. Chi fosse interessato a suonare il prossimo anno, cerchi il sito DUM (non ho l'URL), oppure contatti isabellaricc at yahoo dot it: risponde Isabella Ricciulli, che a suo tempo fece pubblicare sul sito www.rocknotes.it un annuncio.


(Aggiornamento del 24 agosto 2009, ad opera di Claudio F.)

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Si è svolta nei giorni 7 ed 8 agosto 2009 la manifestazione PIETRASONICA a Mortegliano (UD); potete dare un'occhiata al sito www.pietrasonica.com. Ringraziamo Piero Sangoi, meglio conosciuto come PIOTRE, per averci invitato a suonare. Noi ci siamo esibiti sabato 8 agosto, per circa mezz'ora: una prestazione discreta, senza picchi e senza cadute, a parte le consuete sbavature ogni tanto. La voce sul palco si sentiva a volume alto, e questo mi ha indotto a non urlare troppo, guadagnando in precisione ma rimettendoci in energia; dalla terza canzone in avanti il suono del basso distorto era praticamente sparito dalle casse-spia ed abbiamo proseguito a vista per evitare disastri. Mi è stato detto che anche sotto il tendone, e dunque "dal pubblico", la voce si sentiva alta: siccome le parti vocali non sono certamente il punto di forza degli INTER NOS, non so dire se sia stato un bene. Come vitto, ci è stata offerta una gustosa pastasciutta vegetariana; c'erano anche dei prelibati panini, tra cui uno con l'hummus che è una crema di ceci, aglio e altri ingredienti. Da bere, piuttosto che birra siamo andati avanti ad acqua: coi tempi proibizionisti che corrono, in cui si cerca di spacciare per ubriaco anche chi ha bevuto pochissimo e vi sono controlli polizieschi anche lungo i viottoli di campagna, per chi doveva guidare la scelta era obbligata. Nei due giorni di PIETRASONICA abbiamo rivisto musicisti con cui non ci si incontrava da tempo, e sono fioccati i buoni propositi per future iniziative: speriamo in bene. Una cortesia: chi ha scattato foto o realizzato filmati mentre eravamo sul palco, per favore ci contatti a internospienne at libero dot it, grazie.

Ho scoperto una interessantissima pagina myspace che si occupa del fenomeno "pay to play". Sito: http://www.myspace.com/antifest1. Il testo che si legge nell'introduzione e' questo:
MOLTI SONO GLI ORGANIZZATORI DI GROSSI FESTIVAL CHE CHIEDONO UNA TANGENTE ALLE BAND MINORI O "BAND DI APERTURA" IN CAMBIO DI UN ESIBIZIONI SU QUESTI BLASONATI PALCHI, NON E' MISTERO CHE MOLTE BAND PAGANO PUR DI APRIRE UN GROSSO CONCERTO. CHIARAMENTE NON VOGLIAMO FARE DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO MA E' ANCHE VERO CHE SON POCHI I FESTIVAL SERI IN CUI SI SUONA PER MERITO DELLE BAND IN QUESTIONE PIUTTOSTO CHE PER I SOLDI SGANCIATI DALLE STESSE. ABBIAMO APERTO QUESTA PAGINA PER PERMETTERE A CHIUNQUE DI DIRE LA SUA SENZA PROBLEMI DI CENSURA, SAPPIAMO BENE CHE MOLTE SONO LE BAND CHE HANNO AVUTO ESPERIENZE DI QUESTO TIPO. DI CERTO L'AVER CREATO QUESTA PAGINA NON CAMBIERA' LA SITUAZIONE, PER LO MENO INIZIAMO A RENDERE PUBBLICO UN QUALCOSA CHE ESISTE MA CHE SPESSO VIENE NASCOSTO E IGNORATO, ANCHE LA SCENA METAL STA DIVENTANDO UN FENOMENO DA BARACCONE AL PARI DI X FACTOR E ROBA SIMILE SIA PER COLPA DI QUESTI STROZZINI CHE DELLE BAND STESSE LE QUALI SBORSANO SOLDI PER FAR PARTE DI QUESTI CONTEST! SIETE TUTTI I BENVENUTI... AMMESSO CHE CI PERMETTANO DI TENERE APERTA QUESTA PAGINA ;-) .

Un'altra scoperta, stavolta assai divertente, per i musicisti: l'articolo "10 ragioni per iniziare a suonare e 1000 per smettere", leggibile alla pagina http://www.truemetal.it/modules.php?name=News&file=article&sid=9414&mode=&order=0&thold=0.

(Aggiornamento del 22 agosto 2009, ad opera di Claudio F.)

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Mercoledì 01 luglio 2009 abbiamo suonato in diretta radiofonica negli studi di Radio Onde Furlane di Udine, programma "Mainzai" condotto da Piotre e GP. Ringraziamo i due conduttori e l'altro gruppo che si è esibito in radio, i carnici Mig 29 Over Disneyland. Esibizione grintosa da parte nostra, con qualche difficoltà dovuta agli spazi stretti e al caldo opprimente all'interno dello studio. Esiste anche la registrazione dell'intera trasmissione in formato MP3, se qualcuno è interessato ci faccia sapere.

Quanto a concerti, oltre a quello dell'8 agosto 2009 a Mortegliano si profila un'esibizione a Bibione (VE) il 21 agosto 2009 presso una colonia, per dei ragazzi disabili. È uno spettacolo privato e dunque non verrà pubblicizzato, eccetto che nei siti web degli Inter Nos: tenete d'occhio questa pagina, vi indicheremo dove posizionarvi per ascoltare da fuori (presumibilmente dal lungomare di Bibione).

Ancora una pronuncia vessatoria in materia di presunte immissioni rumorose: il Sindaco di un Comune piemontese emette un'ordinanza urgente per far cessare i concerti all'aperto organizzati da un'associazione culturale; l'associazione culturale si oppone al provvedimento con richiesta urgente di sospensione del medesimo, ma il TAR rigetta il ricorso.
Buonanotte ai suonatori, come si suol dire.
Trovate l'ordinanza del TAR Piemonte al sito http://www.altalex.com/index.php?idnot=46500 e, come viene riportato a commento in tale sito, "si trae un ulteriore (invero, impressionante) insegnamento: anche l'esposto di un singolo basta a fondare il potere sindacale di limitazione delle azioni che - in via presuntiva - danno origine a fenomeni rumorosi, posto che la legge in questione non pone limiti di rilevanza dei fenomeni rumorosi (incidenti sulla salute umana), né numerici né di altro ordine dimensionale".

(Aggiornamento del 10 luglio 2009, ad opera di Claudio F.)

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Poche notizie da segnalare.

In tema di inquinamento acustico e riduzione dell'orario di apertura degli esercizi commerciali, ecco una sentenza che manda tutti a nanna alle ore 24: TAR Veneto, Venezia, sez. III, sentenza 02.04.2009 n. 1071, link http://www.altalex.com/index.php?idnot=46043.

In punto di attività promozionale, ecco il resoconto degli ultimi mesi.

LOCALI CONTATTATI DA DICEMBRE 2008 AD ORA

Lettere spedite il 14 dicembre 2008

Hostaria Alla Civiltà Contadina, Via Petrarca n. 1, Aiello del Friuli (UD)
Bar Centrale, Piazza Vittorio Emanuele, Flambro (UD)
Bar Da Gros, Via del Cristo n. 15, Primulacco di Povoletto (UD)
Bar Al Platano, Via Roma n. 69, Castions di Strada (UD)
Bowman Pub, Via Vittorio Veneto n. 17, Brugnera (PN)
Bar Crispi, Via Crispi n. 18, Trieste
Bar Al Twist & Shout, Via San Marco 47/B, Trieste
Liverpool Pub 1914, Via Alpini n. 18, Opicina, Trieste

Lettere spedite nel mese di marzo del 2009

PN Bar, Viale Cossetti 14, Pordenone
Country Pub, Via Monte Grappa 38/a, San Quirino (PN)
Birreria Beerbante, Via Codopè 57, Cecchini di Pasiano (PN)
Birreria White Arp, Via Colonna 34, Pordenone
Ristorante Al Torracchione, Palmanova Outlet Village, S.P. 126 Km 1,6, Joannis, Aiello (UD)
Osteria Senzielli, Via Senzielli 9, Caorle (VE)
Sabotage Bar, Via Industria 12, Vicenza
Club Free Zone, Via Ferrarin 67/2, San Giuseppe di Cassola (VI)
Le Scimmie, Via A. Sforza 49, Navigli, Milano
All'Una e Trentacinque Circa, Via G. da Fossano 20, Cantù (CO)
Tovarna Rog, 72 Trubarjeva Cesta, Liublijana 1000, Slovenija

Lettere spedite il 4 aprile 2009

Bar Da Edy, Piazza Risorta 9, Provesano di San Giorgio della Richinvelda (PN)
C'è Chi C'ha, Via della Centa 1, Pieve di Porcia (PN)
Birreria Nana, Via Belvedere 8, Domanins, San Giorgio della Richinvelda (PN)
Bar Boomerang, Via Santa Caterina, Chions (PN)

Bar Extra, Via Tomadini, Talmassons (UD)
Bomber Bar, Sant'Andrat del Cormor, Talmassons (UD)
Piper Club, Via Emilius 6, Grions del Torre, Povoletto (UD)
Al Barut, Viale Europa 7, Terenzano di Pozzuolo del Friuli (UD)
Bar Deniro, Via Santa Caterina 79, Pasian di Prato (UD)
Birreria Old West, Via Vittorio Veneto 2, Povoletto (UD)

Bar Tergesteo, Viale Italia n. 58, Grado (GO)
Leon D'Oro, Via Latina 36, Romans d'Isonzo (GO)
Luares Pub, Romans d'Isonzo (GO)
Ristorante Rodeo Live, Via Tevere 8, Pieris, San Canzian d'Isonzo (GO)

Etnoblog, Via Madonna del Mare 3, Trieste
Marillion, Borgo San Mauro 123, Sistiana, Trieste
Lee Roy, Via Paduina n. 9, Trieste
Gran Bar Excelsion, Viale XX Settembre n. 3, Trieste
Tetris, Via della Rotonda n. 3, Trieste
Casa delle Culture, Via Orlandini n. 3, Trieste - - tornata al mittente, destinatario irreperibile
Caffè Orizzonte, Via San Spiridione 12, Trieste
Circolo Arci 24/b, Via A. Manzoni n. 9/11, Trieste
Knulp, Via Madonna del Mare 7/a, Trieste
Buffet Rudy, Via Valdirivo 32, Trieste
The Duke, Via Vidali 2/b, Trieste
Naima, Via Rossetti n. 3, Trieste

Bar Astra, Contra' Barche 14, Vicenza
Blue Life, Via Lago di Bolsena 4, Schio (VI)
Bar Bukowski, Corso Italia 9, Valdagno (VI)
Totem Club, Via Vecchia Ferriera 135, Vicenza
Frenetica Rock Cafè, Via Dante 89, San Valentino di Brendola (VI)
TNT Pub, Via Nazionale 126, Cusinati di Rosà (VI)
Ivresse Club, Via Dal Maso 57 B, Chiampo (VI)
Ice Cream Pub, Via Giarelle 2, Castelnovo di Isola Vicentina (VI)
Route 66, Via Dal Ponte 128, Marola di Torri di Quartesolo (VI)
Bar Zanzibar, Mezzaselva di Roana (VI)
Bar Harry's, Via Santa Maria dell'Olmo 40, Thiene (VI)
Bar Del Popolo, Via Filzi 5, Marano Vicentino (VI)

Bar Nadì, Via Porta Adige 54, Rovigo
Bar Coconut, Via del Mercante 51, Rovigo
Bar Casamia, Via Stadio 34, Taglio di Po (RO)
Porcupine Pub, Via Matteotti 17, Ariano Polesine (RO)
Bar Blu Iguana, Piazza Caduti della Repubblica, Fiesso Umbertiano (RO)
Bar Lucia, Via della Chiesa 42, Rosolina Mare (RO)

Cafè Time Out, Via Campofiore 1, Verona
Interzona, Via Scuderlando 4, Verona
Pub Lucille R'N'R House, Via Salisburgo 10 C, Verona - - tornata al mittente, destinatario irreperibile
Il Covo Degli Artisti, Via Madonna, Villafontana di Bovolone (VR)
Jack the Ripper, Via Nuova 9, Roncà (VR)
Stonehenge Pub, Via Macie, Arcole (VR)
Pub Corte La Grassa, Via San Pierino 169, Bovolone (VR)
Pub Night and Day, Viale Stazione, Castagnaro (VR)
Pub XXXX Land, Via Papa Giovanni XXIII 45, Pilastro di Bonavigo (VR)
Cafè Lollybuk, Piazza Risorgimento 5, Calmasino di Bardolino (VR)
Pub 900, Via Matteotti 3, Sant'Ambrogio di Valpolicella (VR)
Bar Da Thomas, Via Vittorio Emanuele II n. 3, Cerea (VR)
Bar Setanta, Piazza della Comunità, Valgatara (VR)
Bar Next, Via Mantova 163, Cerea (VR)
Pub Dylan Dog, Via Faval 11, Venera, Casaleone (VR)
Pub Eagles, Via G. Pascoli, Cerea (VR) - - tornata al mittente, destinatario trasferito
Il Blocco Music Hall, Via Monte Pastello 4/E, San Giovanni Lupatoto (VR)
Pub Sottosopra, Via Roma 24, Tregnago (VR)
Pub Matilda, Via Domenico da Lugo 19/A, Lugo di Grezzana (VR)
Bar Alla Pesa, Via Campagnina 8, Tregnago (VR)

Club Jamaican, Via Tunisi 27/b, Padova
Osteria Barabba, Via Vicenza 47, Padova
Pub Fahrenheit 451, Via Tommaseo 96/A, Padova
Pub Night Rider, Via Ceccon 5, Loreggia (PD) - - tornata al mittente, indirizzo sconosciuto
CRC Circolo Ricreativo Comunale, Via Donati 1, Abano Terme (PD)
Birreria La Gabbia, Via Valsugana 24, San Giorgio in Bosco (PD)
Pub Zebbra, Via Deserto 96, Este (PD)
Birreria Sottosopra, Via Ca Manzoni 16, Este (PD)
Rosti - Stazione di Camposampiero, Via Marconi 26, Camposampiero (PD)
Pub Alle Streghe, Via Borgo Botteghe 65, Piove di Sacco (PD)
Pub Country Star, Via Garibaldi 9, Albignasego (PD)
Pub Ricky's, Via Commerciale 12, loc. Abbazia Pisani, Villa del Conte (PD)
Bar In Vino Veritas, Piazza Don Arzenton, Arre (PD)
Pub El Salvador, Via Caltana 152, Sant'Andrea di Campodarsego (PD)
Pub Babilonia, Via Caltana 171, Sant'Andrea di Campodarsego (PD)
Pizzeria Mediavia, Via A. De Curtis 15, Due Carrare (PD) - - tornata al mittente, destinatario trasferito
Bar Banzibar, Via Roma 104, Sant'Elena, Monselice (PD)
Pub Monkey's Island, Via Isola 54, Isola della Mantegna, Piazzola sul Brenta (PD)
Bar Waikiki, Via dell'Artigianato 2, Granze di Solesino (PD)
Cafè Challenge, Via dell'Industria 29, Saletto di Vigodarzere (PD)
Pub Palù, Via Palù 74, Conselve (PD)
Wine Bar Frantumi, Via Padova 54, Busa di Vigonza (PD)
Bar Galleria 40, Via G. Galilei 40, Mestrino (PD) - - ritornata al mittente, destinatario sconosciuto

Bar Home Rock, Via Fonderia n. 73, Treviso
Porseo 'mbriago, Via IV Novembre 10, Preganziol (TV)
Bar Al Ritrovo, Piazza L. Luzzatti 4, Motta di Livenza (TV)
Pub Eagle Trip, Via San Silvestro 23, Lorenzaga (TV)
Club Dada Art, Via Caprera 52, Castello di Godego (TV)
Bar Chivalà, Via Erizzo 31, Pederiva di Montebelluna (TV)
Bar Fair Play, Via Giunti 12 b, Collalbrigo, Conegliano (TV)

Birreria Ancient Dragons, Via Banchina dei Molini, Marghera (VE)
Birreria Adiamo, Via A. Meucci 8, Jesolo (VE)
Birreria Chiodo Fisso, Via Desman 51, Veternigo, Santa Maria di Sala (VE)
Ristobar Tomato, Lungomare Adriatico, Sottomarina, Chioggia (VE)
Pub Voodoo Child, Via Gorgo 56, Caltana, Santa Maria di Sala (VE)

Birreria Abracadabra, Via Roma 49/51, Cesiomaggiore (BL)

In estate manderemo altre lettere, in tutto il nord Italia.


(Aggiornamento del 28 maggio 2009, ad opera di Claudio F.)

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Sabato 9 maggio 2009 abbiamo suonato al Bar Plaza di San Michele al Tagliamento (VE), in occasione della Festa della Birra organizzata dal locale (vedi locandina). Il concerto si è tenuto nel piazzale antistante il bar. Hanno condiviso la serata con noi gli amici Codice Litfiba. Per l'occasione sono stati proposti i brani melodici del repertorio INTER NOS, dato il tipo di pubblico (molte famiglie con bimbi piccoli) ed il luogo in cui si teneva l'esibizione (una piazza in pieno centro abitato), ma i volumi erano comunque sufficientemente alti. Abbiamo anche noi onorato i Litfiba proponendo il vecchissimo brano Il racconto di Enea. Buona affluenza di pubblico. Purtroppo gli orari tassativi imposti dal Comune (dalle 21 alle 23) hanno costretto a limitare la durata del concerto, ma sia gli spettatori che il gestore del Bar Plaza sono rimasti soddisfatti. Quanto all'esibizione: considerando che il nostro repertorio soft (Sapevi, Frasi, Una Vecchia Chitarra, Transizione) viene suonato raramente ed è, per giunta, quello più difficile da eseguire, abbiamo limitato i danni, pur con qualche "svarione" qua e là.
Appuntamento ai prossimi concerti del Bar Plaza, per chi vuole; per noi, salvo cambiamenti, appuntamento al giorno 8 agosto 2009 in quel di Chiasiellis di Mortegliano (UD), ore 20, per il festival "Pietra Sonica".

Chi aveva esultato ritenendo che non ci fosse ancora bisogno dei bollini SIAE sui CD, DVD eccetera, purtroppo si deve ricredere. Ecco l'articolo tratto da www.altalex.com.

Siae: tornano i bollini per i supporti audio - video e multimediali
D.P.C.M. 23.02.2009 n. 31 , G.U. 06.04.2009

Sono legittimamente circolanti, ai sensi della Legge 633/1941 i supporti prodotti entro la data di entrata in vigore della Legge 18 agosto 2000, n. 248, purché conformi alla legislazione previgente in materia di contrassegno e di tutela del diritto d'autore, nonché i supporti prodotti dopo l'entrata in vigore della medesima Legge n. 248/2000 e conformi alle disposizioni regolamentari di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 ottobre 2002, n. 296.
È quanto prevede il D.P.C.M. 23 febbraio 2009, n. 31 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 6 aprile 2009, n. 80) in materia di disciplina del contrassegno da apporre ai supporti ai sensi dell'articolo 181-bis della Legge sul diritto d'autore.
Tornano dunque i bollini Siae dopo che la Corte di Giustizia Europea li aveva bocciati con sentenza 8 novembre 2007 (a seguito della quale anche la Cassazione Penale si era pronunciata con sentenza 2 aprile 2008, n. 13810 affermando la nullita' delle sanzioni previste dalla Legge 633/1941 per l'assenza dei c.d. bollini).
In particolare il contrassegno, applicato sulla confezione del supporto in modo tale da risultare visibile, deve contenere:
- titolo dell'opera;
- nome dell'autore, del produttore o del titolare del diritto d'autore;
- un numero progressivo;
- destinazione del supporto alla vendita, al noleggio o a qualsiasi altra forma di distribuzione.

(Altalex, 9 aprile 2009)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 febbraio 2009, n. 31
Regolamento di disciplina del contrassegno da apporre sui supporti, ai sensi dell'articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633. (09G0039)

(GU n. 80 del 6-4-2009)

(Aggiornamento del 10 maggio 2009, ad opera di Claudio F.)

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Sabato 4 aprile 2009 si è tenuto a San Michele al Tagliamento (VE), presso il Bar Italia, il "Possibile prog.rock festival" (vedi locandina) con INTER NOS, FALENA e THE REBUS. Nonostante la serata piovosa, e nonostante il gran numero di concerti interessanti delle vicinanze, oltre 50 persone hanno assistito all'evento.
Prima dello spettacolo, il gestore Gianni ha offerto un'abbondante cena con lasagne al forno, panini e beveraggi vari.
Verso le 21,45 iniziamo noi INTER NOS, eseguiamo una decina di brani. Prestazione decorosa, lineare, senza grosse "cappelle" e senza picchi di virtuosismo: in definitiva, più precisa rispetto a quella resa al CSA di Udine il 20 marzo scorso.
Dopo di noi suonano i FALENA per circa 40 minuti. Anche in questo caso, prestazione positiva, nonostante la ruggine dovuta ad oltre un anno di assenza dai palchi.
Per finire, i THE REBUS, che sono senz'altro di una categoria superiore rispetto a noi INTER NOS; non hanno certamente deluso le attese, proponendo oltre un'ora di rock progressivo con richiami talvolta ai Jethro Tull, talvolta con passaggi hard rock alla Led Zeppelin, giusto per citare due riferimenti illustri. Tenterò di farli ritornare a San Michele quanto prima.
Siamo anche riusciti a vendere alcuni CD: e dunque la serata, anche per questo motivo, va archiviata tra quelle positive.
Se qualcuno ha foto o filmati dell'esibizione (sia la nostra che degli altri gruppi) si faccia avanti, grazie.

Nel precedente aggiornamento avevo dimenticato una cosa importante. Ringrazio il Piotre e GP per il costante supporto dato agli INTER NOS nel corso della trasmissione radiofonica Mainzai, in onda su Radio Onde Furlane (Mhz 90,0 per Friuli e vicinanze) il mercoledì sera. Per contatti: Radio Onde Furlane, Via Volturno 29, 33100 Udine.

Ringrazio il gruppo heavy metal malese AU REVOIR per avermi inviato il nuovo CD "Keys of misery"; il mio corrispondente Rammy, tuttofare del gruppo, mi comunica che purtroppo la fanzine a cui collaborava, "Kemenyan", ha cessato le pubblicazioni.

Una notiziola interessante. È stata disposta la Regolamentazione del livello sonoro dei messaggi pubblicitari e delle televendite con provvedimento del Garante Comunicazioni, deliberazione 18.03.2009 n. 34/09/CSP. Il sunto è che "Le emittenti radiotelevisive pubbliche e private e i fornitori di contenuti operanti su frequenze terrestri e via satellite non possono diffondere messaggi pubblicitari e televendite con una potenza superiore a quella ordinaria dei programmi". Il testo si trova sulla pagina http://www.altalex.com/index.php?idnot=45419.

Stiamo procedendo ad una massiccia campagna promozionale per cercare concerti in locali del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. A fine maggio indicherò i locali contattati. Gli esiti... li vedrete da voi alla sezione "concerti". Non ci facciamo grandi illusioni. Comunque vada, successivamente estenderemo le richieste anche alla Lombardia e all'Emilia - Romagna.

(Aggiornamento del 05 aprile 2009, ad opera di Claudio F.)

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Venerdì 20 marzo 2009 abbiamo suonato al CSA Scalo Nuovo di Udine (locandina). Ringraziamo i ragazzi del CSA per averci invitato, i lombardo-piemontesi KLAUS & CAN-D per avere condiviso con noi la serata, le persone che hanno acquistato i nostri CD e quelle che ci hanno fatto foto o filmati; a queste ultime persone chiedo, gentilmente, di contattarci via email a internospienne chiocciola libero punto it, saremmo ben lieti di rivederci in foto o in video.
Penso che sia stato uno dei concerti con i volumi più alti in cui mi sia capitato di suonare, ma a parte un leggero ronzio alle orecchie il giorno dopo, non ci sono stati problemi.

Ci perviene, a sorpresa, il CD "New season of hate" del gruppo pavese FLORDESANGRE; non avevamo mai avuto contatti con loro, in precedenza; il genere è nu-metal con tendenda all'hardcore; sebbene io non sia un grande amante di queste modernità, apprezzo la grinta espressa nei contesti più rumorosi. È presente un brano con corrosivo testo in italiano, "Stato d'Anime", che vale da solo l'intero CD. Una copia del nostro CD "Deforme" sta viaggiando verso Pavia, in cambio di "New season of hate". Sito web: http://www.myspace.com/flordesangre.

Ringraziamo anche i piemontesi SINTOMI DI GIOIA che ci hanno fatto pervenire il loro più recente CD intitolato "Segnalibro". Elegante confezione, e raffinata esecuzione di brani indie rock. In qualche frangente mi hanno ricordato i Soundgarden e, per alcune parti vocali, i cori dei nostrani Area (!).

Una sentenza buona ed una cattiva. Partiamo da quella cattiva.

Ennesima sentenza che tarpa le ali a qualche imprenditore di successo. La gente vuole dormire e dunque, buonanotte. Vi riporto tutto il testo.

TRATTO DA: http://www.altalex.com/index.php?idnot=44600

Schiamazzi notturni, ordinanza sindacale di necessità, presupposti, legittimità
Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 25.09.2008 n. 4041 (Alessandro Del Dotto)


Gli schiamazzi notturni degli avventori di un esercizio pubblico possono essere un elemento in base al quale il Sindaco adotta un'ordinanza di necessità, allorchè il disagio provocato agli abitanti del posto raggiunge un grado di intollerabilità, oggettivamente accertato, tale da assurgere a una forma di vero e proprio inquinamento acustico con danno alla salute delle persone.
La mancata comunicazione di avvio del procedimento nel caso di ordinanza di necessità non rileva laddove, rammentata la finalità a base dell'art. 7 della legge 241 del 1990 di rendere edotto l'interessato dell'esistenza di un procedimento, essa risulta raggiunta in sede di accertamenti compiuti dai vigili urbani, i quali a tale compito - nella fattispecie - assolvono.

Con questa motivazione il Consiglio di Stato ha respinto l'appello, proposto dal soccombente in prime cure (di fronte al T.A.R. Lazio Roma, Sez. II ter), con il quale si domanda la riforma di una decisione giurisdizionale che non aveva annullato un'ordinanza del Sindaco emanata - contro il ricorrente, titolare di una gelateria - sul presupposto della necessità di inibire fenomeni di rumorosità notturna (schiamazzi: di fronte all'esercizio del ricorrente) all'interno di un quartiere abitato.
In tal senso, il Collegio ha acclarato come, nella fattispecie, il "fatto" dei fastidiosi schiamazzi notturni fosse esistente e incontestabile, cosa che è - evidentemente - sufficiente a fondare il potere ob necessitatem del Sindaco.
Non di meno, deve sottolinearsi come, alla censura di mancanza della comunicazione di avvio del procedimento - che, a dire del ricorrente, non gli aveva permesso di partecipare al procedimento amministrativo culminato nell'impugnata ordinanza - la Quinta Sezione abbia opposto che la medesima finalità è stata assolta dai verbali redatti in loco dalla P.M., a fronte dei quali (fatto non contestato nel ricorso dall'appellante) il soccombente in primo grado aveva dimostrato di comprendere pienamente ed essere consapevole dei potenziali sviluppi dell'accertamento amministrativo.
E, del resto, non si può dare torto ai Giudici amministrativi ove si noti che, rispetto al sopralluogo del 25.5 (nel lontano 1996), l'ordinanza è stata notificata il 12.6 (stesso anno) e che, dunque, era trascorso un lasso di tempo sufficientemente lungo e tale da consentire, all'interessato, di produrre, in ogni caso, i propri contributi per l'istruttoria che l'amministrazione stava avviando.
Ecco, tuttavia, che viene in rilievo un aspetto differente, cui potrebbe addivenirsi nel caso in cui il principio enunciato alla seconda massima venisse applicato ad una fattispecie in cui l'ordinanza segue di un giorno (o addirittura, è emessa il giorno stesso) dell'accertamento di P.M., di modo che - nei fatti - è impedita ogni partecipazione all'interessato: parrebbe possibile, infatti, sostenere che, in una fattispecie simile sussista un vizio insanabile, conseguente - però - non tanto la mancata comunicazione di avvio del procedimento, quanto l'impossibilità assoluta e incolpevole dell'interessato di partecipare al procedimento amministrativo che ha portato all'emissione dell'ordinanza.
(Altalex, 27 gennaio 2009. Nota di Alessandro Del Dotto)

Schiamazzi notturni - intollerabilità - intervento del Sindaco - legittimità - sussistenza
Il Sindaco può intervenire per far cessare gli schiamazzi notturni intollerabili.
(Fonte: Altalex Massimario 2/2009. Cfr. nota di Alessandro Del Dotto)

Consiglio di Stato
Sezione V
Sentenza 12 febbraio - 25 settembre 2008, n. 4041
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, (Quinta Sezione)
ha pronunciato la seguente
DECISIONE
sul ricorso n. 6284/1999, proposto dal Sig. D. L., rappresentato e difeso dall'Avv. Raffaele Rizzo con il quale è elettivamente domiciliato in Roma, Lungotevere Marzio n. 2;
CONTRO
Il Comune di Roma, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'Avv. Marco Brigato, elettivamente domiciliato in Roma, presso la sede dell'avvocatura, Via del Tempio di Giove n. 21;
e nei confronti
dei condomini di Viale Somalia nn. **** e Via Capocci n. ****, in persona dei rispettivi amministratori p.t., rappresentati e difesi dall'Avv. Gianni Massignani, con il quale sono elettivamente domiciliati in Roma, Via Taramelli, n. 7,
dei condomini nn. **** e Via Cappucci, n. ****, non costituiti in appello;
per la riforma della sentenza del T.A.R. del Lazio, Sezione II ter, del 27.10.1998, n. 1710;
Visto il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti tutti di causa;
Relatore, alla pubblica udienza del 12.2.2008, il Consigliere Claudio Marchitiello;
Uditi gli avv.ti Izzo e Brigato, come da verbale d'udienza;
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:
FATTO
Il Sig. D. L., titolare di una gelateria sita in Roma, Viale Somalia, n. 96, ha impugnato in primo grado l'ordinanza sindacale del 12.6.1996, n. 217, che gli ha inibito la fruizione dell'orario di chiusura estiva fino alle 2,00, previsto dalla deliberazione della Giunta Municipale del 20.12.1988 e ha fissato per le ore 24,00 l'orario di chiusura estiva fino all'ultima domenica di settembre 1996.
Il Comune di Roma e i Condomini di Viale Somalia nn. **** si sono opposti all'accoglimento del ricorso.
Il T.A.R. del Lazio, Sezione II ter, con la sentenza del 27.10.1998, n. 1710, ha respinto il ricorso.
Il Sig. L. appella la sentenza deducendone la erroneità e domandandone la riforma.
Resistono all'appello il Comune di Roma e i Condomini di Viale Somalia n. **** che chiedono la conferma della sentenza appellata.
Alla pubblica udienza del 12.2.2008, il ricorso in appello è stato ritenuto per la decisione.
DIRITTO
1.- Con la sentenza del 12.6.1996, n. 217, il T.A.R. del Lazio, Sezione II ter, ha respinto il ricorso proposto dal Sig. D. L. per l'annullamento dell'ordinanza del Sindaco di Roma del 12.6.1996, n. 217.
Con tale provvedimento, è stato ordinato al Sig. L. di chiudere alle ore 12,00 la gelateria "Gelaxia" gestita in Viale Somalia, n. ****, per tutta la durata dell'estate 1996, inibendogli di avvalersi della deroga estiva dell'orario di chiusura previsto fino alle 2.00 dall'art. 15 della deliberazione della Giunta Municipale del 20.12.1988, n. 10694.
Il provvedimento fonda su accertamenti dei vigili urbani, sollecitati da abitanti della zona, che hanno effettuato due sopraluoghi in data 25.5.1996, alla mezzanotte e alle ore 1,30. Nelle due ispezioni, i vigili hanno riscontrato "la presenza di circa cinquanta autovetture in sosta su ambo i lati della carreggiata in seconda fila, molte delle quali non parallele all'asse della strada . . . numerosi ciclomotori e, inoltre, il marciapiede antistante la gelateria risultava occupato circa 200 o 250 persone atte a consumare gelati, parlare o scherzare . . . che potrebbe recare pregiudizio al riposo delle persone".
Il Sig. L., nell'occasione, dichiarò ai vigili "di essere cosciente della situazione ma di non sapergli dare una soluzione" e chiuse l'esercizio.
2.- L'appello del Sig. L. è infondato.
Gli schiamazzi notturni degli avventori di un esercizio pubblico possono essere un elemento in base al quale il Sindaco adotta un'ordinanza di necessità, allorchè il disagio provocato agli abitanti del posto raggiunge un grado di intollerabilità, oggettivamente accertato, tale da assurgere a una forma di vero e proprio inquinamento acustico con danno alla salute delle persone.
In siffatta situazione, qualora, cioè, si raggiunga tale stato di emergenza, deve riconoscersi al Sindaco il potere di intervenire con i mezzi eccezionali che l'ordinamento pone a sua disposizione con l'art. 38, comma 2 bis introdotto dall'art. 11 della legge 3.8.1999, n. 265 (oggi trasfuso dell'art. 54 del D.Lgs. 18.8.2000, n. 267), che lo facoltizza "a modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici" per fronteggiare l'inquinamento acustico.
Nella specie, l'esistenza di una situazione di emergenza è stata accertata dai vigili urbani e, quindi, il provvedimento sindacale si rivela fondato sui presupposti stabiliti dalla norma citata (Cfr: Cons. St., V Sez. 5.9.2002, n. 4457, sull'art. 54 del D.Lgs. n. 267 del 2000, che ripete la formulazione dell'art. 38, comma 2 bis, citato della legge n. 142 del 1990, applicabile ratione temporis).
Le contrarie deduzioni del Sig. L., prospettate nei motivi di appello, che reiterano le censure già formulate in primo grado, non sono condivisibili.
Con il primo motivo, l'appellante contesta la situazione di fatto descritta dai vigili urbani, rilevando che, nella zona in cui si trova la gelateria, vi sono altri esercizi pubblici di ristorazione e che l'orario nel quale è stata fatta l'ispezione, la mezzanotte del sabato, è un orario di punta, l'ora in cui chiudono i cinema della zona, per cui sulla strada si riversano anche tutti gli spettatori dell'ultima rappresentazione.
È sufficiente a confutare tale versione, a parte il fatto che l'appellante si è riferito all'intera zona mentre i vigili urbani hanno rilevato la presenza di una moltitudine di persone chiassose sul marciapiede antistante la gelateria, sta di fatto che i vigili hanno effettuato non uno ma due sopraluoghi, il secondo dei quali alle ore 1,30, ad un orario, cioè, in cui gli esercizi pubblici di ristorazione e i cinema sono verosimilmente già chiusi.
Deve ancora rilevarsi, in ordine ad alcune osservazioni formulate dall'appellante dirette ad escludere ogni sua responsabilità sulla situazione che ha dato origina al provvedimento sindacale, che questo prescinde dall'accertamento di responsabilità e non ha intenti sanzionatori ma collega la misura da esso adottata dell'anticipazione della chiusura dell'esercizio pubblico unicamente alla situazione quale si è manifestata in termini oggettivi. La misura di cui trattasi, per rispondere ad altra osservazione, prescinde dalle valutazioni effettuate dall'amministrazione all'atto del provvedimento di assenso alla deroga all'orario di chiusura, non potendosi prevedere al momento di concessione di tale deroga, l'eccessivo flusso di persone nella zona che ha causato la situazione di emergenza.
È da respingere anche il secondo motivo di appello, giacché il parere della commissione prevista dall'art. 40 del regolamento di polizia municipale non riguarda i casi come quello in esame bensì l'esercizio di mestieri arti ed industrie dall'esercizio "delle quali per l'azionamento di macchine o per l'uso di strumenti manuali o per l'emissione di vapori nauseanti o di vibrazioni deriva, continuamente o periodicamente, a coloro che abitano i locali sovrastanti o sottostanti o comunque in prossimità di quelli nei quali l'attività viene esercitata una turbativa eccedente dalla normale tollerabilità".
Anche il terzo motivo di appello, con il quale si deduce la mancata comunicazione dell'avvio del procedimento è infondato giacché, come correttamente ha affermato il T.A.R., la finalità a base dell'art. 7 della legge 241 del 1990 di rendere edotto l'interessato dell'esistenza di un procedimento, risulta raggiunta dagli accertamenti compiuti dai vigili urbani il 25.5.1996.
Le dichiarazioni rese dal Sig. L. ai vigili urbani durante il sopraluogo mostrano chiaramente che questi era a conoscenza anche dell'oggetto degli accertamenti e del fatto che in ordine alla situazione accertata il Comune avrebbe adottato provvedimenti per porvi rimedio.
L'appello, in conclusione, risultando infondate tutti i motivi, va respinto.
Le spese del secondo grado del giudizio, peraltro, sussistendo giusti motivi, possono essere integralmente compensate fra le parti.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione, rigetta l'appello in epigrafe.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.
Così deciso, in Roma, in Camera di Consiglio, il 12.2.2008, con l'intervento dei signori:
Sergio Santoro Presidente
Cesare Lamberti Consigliere
Claudio Marchitiello Consigliere Est.
Michele Corradino Consigliere
Giancarlo Giambartolomei Consigliere
L'ESTENSORE - - - IL PRESIDENTE
F.to Claudio Marchitiello F.to Sergio Santoro
IL SEGRETARIO
F.to Agatina Maria Vilardo
DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 25.08.08.



Ed ora la sentenza buona che riguarda chi gestisce (che parolona...) un "blog" su Internet.
Per il testo integrale, visionate il sito www.altalex.com.


Forum online: non è assimilabile ad una rivista telematica.
Cassazione penale, sez. V, sentenza 10.03.2009 n. 10535


Forum online - rivista telematica - assimilazione - illegittimità

Il forum on line non è parificabile ad una rivista: il semplice fatto che i messaggi e gli interventi siano visionabili da chiunque, o almeno da coloro che si siano registrati nel forum, non fa sì che il forum stesso, che è assimilabile ad un gruppo di discussione, possa essere qualificato come un prodotto editoriale, o come un giornale online, o come una testata giornalistica informatica. Si tratta quindi di una semplice area di discussione, dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole ed agli obblighi cui è soggetta la stampa.

(Aggiornamento del 22 marzo 2009, ad opera di Claudio F.)

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Grande successo di pubblico, sabato 21 febbraio 2009, per il VEGA ASSAULT PART 1 all'Hostaria Vega di Pordenone (vedi locandina). Oltre cento persone sono accorse per l'evento, che vedeva sul palco, nell'ordine, gli INTER NOS, i CRANIAN, gli ARMED CONFLICT ed i PASSION FOR BLEEDING. I tre gruppi metal sono riusciti a smuovere un sacco di gente, e questo dimostra che anche a Pordenone, se ci si impegna, si riesce a combinare qualcosa di buono.
Gli INTER NOS hanno contribuito ben poco nel conseguimento di questo brillante risultato: ringrazio dunque la famiglia Tescari padre e figlio, Oscar Fornaro che ha percorso 120 km tra andata e ritorno, e Luca Camilotti dei FREEDOM JAILERS che finalmente ho conosciuto di persona, dopo vari mesi di contatti "virtuali". Il restante pubblico degli INTER NOS viene dato per disperso; se qualcuno ha notizie, ce le comunichi.

Sono arrivate le copie professionali del CD "Produzione Propria", abbiamo da poco iniziato a distribuirle. Se qualcuno vuole acquistarne una, legga nella pagina con la biografia il modo per farlo.

(Aggiornamento del 22 febbraio 2009, ad opera di Claudio F.)

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Anche il primo concerto del 2009 è andato. Serata positiva, sia per numero di spettatori (circa una quarantina, dunque ben oltre il numero medio di presenze; a tutti loro, vada il nostro GRAZIE) sia per qualità di esecuzione dei brani. A parte qualche piccolo inconveniente tecnico, direi che tutto è andato bene. Abbiamo iniziato alle 21,40 con due semi-improvvisazioni a basso volume, e dopo gli Inter Nos hanno svelato la loro vera natura, concludendo attorno alle 23,20 con una versione punk del noto brano popolare friulano La Ligrie a volumi assai superiori rispetto a un'ora e mezza prima. Niente vigili a interrompere il concerto, e niente proteste da parte del vicinato: roba da non credere!
Con l'occasione abbiamo consegnato le prime copie, in versione artigianale, del CD "Produzione Propria". Gli amici non residenti in Friuli o Veneto Orientale, e comunque quelli che non erano all'Hostaria Vega, non si preoccupino: appena arriveranno le copie stampate professionalmente inizieremo le spedizioni.
Ci sono vari progetti di concerti futuri assieme ad altri gruppi, ed una manifestazione musicale dovrebbe tenersi proprio all'Hostaria Vega; quando avremo maggiori notizie, vi informeremo.

Per il nuovo CD: come sopra scritto, aspettiamo le copie "professionali"; c'è un problema con la grafica, che dovrebbe essere in via di soluzione.

(Aggiornamento del 18 gennaio 2009, ad opera di Claudio F.)

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Buon 2009 a tutti.

Il nuovo CD è in dirittura d'arrivo; s'intitola "PRODUZIONE PROPRIA", potrete vedere la copertina tornando alla homepage e cliccando sui links ivi presenti.
Al concerto del 16 gennaio 2009 all'Hostaria Vega di Pordenone ne avremo una ventina di copie artigianali; al massimo a febbraio avremo quelle professionali.
Cercate di arrivare puntuali alle 21,30; iniziamo presto, perché i vicini creano problemi al gestore; ne sanno qualcosa gli ELKANN HENUDO che hanno suonato (?) il 5 gennaio scorso.

La pagina su Myspace viene abbandonata fino a quando TOM o chi per lui non avrà risolto i problemi di "login"; non riesco ad entrare nella parte riservata e ad apportare cambiamenti alla pagina; girando su Internet, ho scoperto di non essere l'unico ad avere questo problema.

Webradio: una di quelle contattate di recente vuole i files fatti in un certo modo, contrariamente a quel che abbiamo inviato noi, altrimenti la qualità è troppo bassa e non li trasmettono. Non abbiamo tempo per fare i "files" come vogliono loro, dunque... ciccia. Con tutto il rispetto, se fosse RadioRai potrei capire, se invece è webradio vattelapesca non vedo la ragione di tutte queste finezze.

A rivederci al concerto, per chi riesce a venire; grazie fin da adesso.

(Aggiornamento del 10 gennaio 2009, ad opera di Claudio F.)


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Aggiornamento dicembrino, assai lungo: approfittando per augurare Buon Natale e Buon 2009, inizio a raccontare; mettetevi comodi, e cominciamo.



Mercoledì 29 ottobre 2008 siamo stati ospiti del programma radio MAINZAI, in onda su Radio Onde Furlane di Udine. Assieme a noi c'erano due componenti del gruppo prog monfalconese THE REBUS, con cui abbiamo fatto scambio di CD. Ringraziamo i due conduttori, Piotre e GP, per la piacevole serata; credo che con i THE REBUS ci saranno interessanti sviluppi a livello di concerti e contatti per promozione reciproca.
Se qualcuno vuole la registrazione della puntata in formato MP3, mandi un CDR a F.lli Faggion, Via Colvera n. 2, 33170 Pordenone, e 2 Euro per le spese postali, grazie.



A proposito di scambi: abbiamo inviato materiale ai gruppi AN HANDFUL OF DUST (provincia di Udine), HARCIALEM (Turchia), KAR98 (Turchia); dagli AN HANDFUL OF DUST ci è pervenuto un pregevole CD (genere thrash - prog assai elaborato) intitolato "I'll show you my fear", ora attendiamo il lavoro degli HARCIALEM e dai KAR98.
Infine, dopo lunga attesa sono riuscito ad incontrare di persona i componenti de ILTEATRODELLEOMBRE, gruppo emo-core friulano, i quali mi hanno consegnato una copia dello split CD "Un attimo prima del silenzio" realizzato assieme ai conterranei SPACCIATORI DI MUSICA STUPEFACENTE. Auguri ad ambedue i gruppi per la ripresa delle loro attività in modo costante, e non in via episodica come invece purtroppo sta accadendo negli ultimi mesi.
Lo stesso auspicio vale per noi INTER NOS, ovviamente.
Commento a margine dell'argomento "scambi": devo ammettere che, nonostante le mie perplessità riguardo a Myspace, più di qualche gruppo a noi sconosciuto ci contatta a mezzo del suddetto portale per chiederci la cosiddetta "amicizia"; al che, ne approfitto per proporre scambi di materiale, scoprendo interessanti formazioni di tutto il mondo... e talvolta, anche della propria stessa città.



Segnalo due webradios che hanno ricevuto materiale degli INTER NOS e presto dovrebbero trasmetterlo:
http://www.radiosoundcity.net/radio/
http://www.sounddesigner.it



Avviso pubblicato sulla fanzine Esseri Rock, n. 49, novembre 2008:
"Se suonate dalle parti di Roma fate attenzione alla vostra strumentazione perché in queste ultime settimane si sono susseguiti parecchi furti a band straniere e non. Nell'ultimo mese band come ME FOR RENT, BEDTIME FOR CHARLIE, PELICAN e THE SCRAGS si sono ritrovate il furgone scassinato e derubati di tutti gli strumenti e bagagli. Bastardi!".



Parliamo di locali in cui tenere concerti: devo togliermi vari sassolini dalle scarpe.
A settembre 2008 abbiamo inviato lettere ad una cinquantina di locali della Provincia di Treviso e della zona di San Donà di Piave (VE); non ci aspettavamo certo di ricevere una valanga di chiamate per farci suonare, ma nemmeno che ci tornassero indietro una decina di lettere in quanto l'indirizzo risulta sconosciuto, o il locale non esiste, o si è trasferito altrove.
Gli indirizzi erano stati presi da vari siti Internet che, supponevamo, contenessero informazioni aggiornate; invece, evidentemente, viene inserito un locale in lista e poi non ci si cura di modificare i dati in caso di chiusure o trasferimenti.
L'ennesima presa in giro, l'ennesima spesa inutile, l'ennesima frustrata speranza di uscire dal proprio giro abituale per proporsi altrove.

Lista dei locali fantasma:
Nilo Club, Via della Repubblica 7/c, Fontane di Villorba (TV), trasferito;
Pink Panter, Via Lourdes 38, San Fior (TV), sconosciuto;
My Way, Via Alnè 6, Tarzo (TV), trasferito;
Lingotto Bar, Via Fonderia 35, Treviso, trasferito;
Al Vaticano, Via Barbarana 114, Monastier (TV), trasferito;
Pausa, Via G. D'Annunzio 3/b, Treviso, trasferito;
Beso Club, Via Belvedere 50, Casale sul Sile (TV), indirizzo inesatto;
Jamilabar, Viale della Repubblica 19/b, Villorba (TV), trasferito;
Nonna Lille, Via Raganazzo 1, Mansuè (TV), trasferito;
Aguaska (ex Caino), Via Cima 11, San Donà di Piave (VE), sconosciuto;
L'Hosteria Pub, Via Mazzini 43, Sant'Elena di Silea (TV), sconosciuto;
Baita Live Music Pub, Via San Florenzo 13, San Vendemiano (TV), indirizzo inesistente.

Lista dei locali che, fino a prova contraria, esistono:
Ubiklab Laboratorio Sociale, Via della Libertà 32, Ponzano Veneto (TV);
Jumpin' Club, Via Fratta 89, Laghi di Revine, Tarzo (TV);
Geronimo Music Club, Piazza Rigo, Spresiano (TV);
Cic Club, Via Zermanesa 85, Zerman di Mogliano (TV);
St. Thomas' Gate, Viale Vittorio Veneto, Treviso;
Al Borgo, Via Tezzon 1/2/3, Cison di Valmarino (TV);
All'Imbarcadero, Via Alzaia di Cendon 3, Cendon di Silea (TV);
Andy Bar, Via Liberazione 103, San Vendemiano (TV);
Ai Cavalli, Via Zermanesa 85, Mogliano Veneto (TV);
Art Cafè Le Maschere, Via Garibaldi 81, Vittorio Veneto (TV);
Bar Duomo, Piazza Giovanni Paolo I n. 27, Vittorio Veneto (TV);
Barbanera Pub, Piazza Vittorio Veneto 19, Saletto di Breda di Piave (TV);
Bianconiglio, Ass.ne Gommapiuma, Piazzale Consolini 3, Vittorio Veneto (TV);
Bikers Bar, Via Roma 61, Salgareda (TV);
Birraria Al Ponte, Via Padre Marco D'Aviano, Conegliano (TV);
Birreria Bonamaria, Via San Giorgio, San Polo di Piave (TV);
Corona del Re, Via Corona del Re 10, Tarzo (TV);
Fadalten, Via Fadalto Alto 83/85, Vittorio Veneto (TV);
Fire Club, Via Alcide De Gasperi 17, Gorgo al Monticano (TV);
Gands, Piazza del Popolo 21, Vittorio Veneto (TV);
Globus Pub, Via Guglielmo Marconi 56, Santa Lucia di Piave (TV);
Inverness Pub, Via Ungheresca Nord 115, Mareno di Piave (TV);
X Bacco, Via Serenissima 45 A, Gorgo al Monticano (TV);
Stocker's Cafe, Castrette 27, Villorba (TV);
La Delizia, Via Nubie 3, Pieve di Soligo (TV);
La Taverna, Via Vittorio Emanuele II n. 51/8, Vittorio Veneto (TV);
Le Veneziane, Via San Florenzo 1, San Fior (TV);
Locanda 31, Via Campolongo, Conegliano (TV);
Long Play Bar c/o Antica Osteria Zanatta, Via Borgo 61, Varago di Maserada (TV);
Marcopolo Cafè, Via L. De Nadai, Vittorio Veneto (TV);
New Life Pub, Via Borin 4, Zona Porto di Fiera (TV);
Osteria Sa Di Tappo, Via Bornia 69, Lutrano di Fontanelle (TV);
Panno Club, Via Postumia 133, Levada di Ponte di Piave (TV);
Pergola Imperiale, Via Ferracini 14, Codognè (TV);
Petin & Petee, Via Vela 8/10, Sant'Anastasio di Cessalto (TV);
PKAP, Via Reggimento Italia Libera 11, Treviso;
XXL Extra Extra Lounge, Via degli Alpini 3, Fontanelle (TV);
Break and Beer, Via dell'Artigianato 31, Musile di Piave (TV);
Fuorigiri, Via Kennedy 39, San Donà di Piave (VE);
Statale 14, Via Triestina 23, Musile di Piave (VE).

Segnalo i seguenti, a cui abbiamo recentemente inviato e-mail o lettere:
Osteria Al Rustico - Prodolone di San Vito al Tagliamento (PN)
Cafè Alla Crose - Palse di Porcia (PN)
Osteria Da Mina - Brugnera (PN)
Circolo Zoo (ex Pabitele) - Udine
Circolo Vecchia Quercia - Cormons (GO)
Taverna Franz - Lignano Sabbiadoro (UD)
Small Pub, Via Trieste n. 1, Marsure di Aviano (PN)
Ristorante L'Oasi, Via Asilo di Rorai n. 11, Pordenone
Hostaria Vega, Via Cappuccini n. 58, Pordenone
Pizzeria Al Corsaro, Viale Venezia n. 76, Casarsa della Delizia (PN)
Bar Friends, Via Montelieto n. 1, Fanna (PN)
Birreria Elle Quadro, P.za San Tommaso n. 7, Loc. Cosa, San Giorgio della Richinvelda (PN)
Hotel Bologna - Musica Continua, Via Piave 214, Mestre - Venezia
Fucina Controvento, Via Colombara 123, Malcontenta, Venezia
Birreria La Fata, Via Abate Adelbero n. 11, Summaga, Portogruaro (VE)
Osteria Da Copo, Via della Chiesa n. 3, Sant'Anastasio di Cessalto (TV)
Birreria Acquachiara, Via dell'Industria, Coseano (UD)
Pizzeria Galigia, Via A. Malignani n. 3, Precenicco (UD)
Birreria Pharo, Via Lignano Nord n. 151, Latisana (UD)
Birreria Re Leone, Via Lignano Nord n. 103, Latisana (UD)
Oblivion Pub, Via Stock n. 2/2B, Trieste
Gran Bar, Via G. D'Annunzio, Muggia (TS)

Ci è ritornata indietro la lettera inviata a:
Inferno Rock Pub, Via San Francesco n. 74, Trieste

Siamo venuti a sapere che la Birreria Fairyland di Rivignano (UD), a suo tempo contattata senza esito, ha chiuso i battenti.

Lista di altri locali che hanno ricevuto lettere, e-mail, telefonate o visite, senza che gli INTER NOS abbiano finora cavato il classico ragno dal buco:
Al Lago, Via del Lago n. 12, Alesso (UD) - apr. 2007
Al Re di Denari, Borgo San Gottardo n. 33, Portogruaro - mag. 2008
Alla Staffa, Via Pordenone n. 32, Poincicco di Zoppola (PN) - gen. 2008, mag. 2008
Antico Burchiello Osteria, Corso Garibaldi, Pordenone - mar. 2007, mag. 2008
Arhena 5, Via Villastorta, Portogruaro (VE) - sett. 2008
Baviera Bar, Via Roma n. 108, Cinto Caomaggiore (VE) - mag. 2008
Biluga Bar, Strada del Mobile, Cecchini di Pasiano (PN) - sett. 2006, apr. 2007
Black Eagle, Via E. Fermi, San Giorgio di Nogaro (UD) - apr. 2007
Bus del Colvera, Loc. Fornasatte, Frisanco (PN) - ott. 2007
Country Road, Via Villanova, Villanova, San Daniele del Friuli (UD) - apr. 2007
Da Germano, Via Aquileia n. 69, Percoto, Pavia di Udine (UD) - mag. 2008
Fairyland, Via Mazzini n. 43, Rivignano (UD) - mag. 2008, attualmente chiusa
Funny Town, Cinestar, Fiume Veneto (PN) - apr. 2007
La Casa Matta, Via Codroipo n. 4, Biauzzo, Codroipo (UD) - apr. 2007
Limousine Bar, Via Centro n. 25, Saletto, Morsano al Tagliamento (PN) - ott. 2007
Lizard, Via Roncuz n. 1, Capriva del Friuli (GO) - apr. 2007
Locanda dello Sbilf, Largo Castelvecchio n. 8, Sagrado (GO) - mag. 2008
Mangiopoli, C. Comm. Le Tabacchine, San Vito al Tagliamento (PN) - apr. 2007
Manzoni Birreria, Via Manzoni n. 92, Mariano del Friuli (GO) - apr. 2007
Metrò Birreria, S.S. 13, Pordenone - mag. 2008
Moby Dick, Piazza Unità n. 5, Fiumicello (UD) - apr. 2007
No Fun Circolo Arci, Via Palmanova, Udine - mar. 2007
Pieffe Factory, Via Marega n. 14, Lucinico (GO) - apr. 2007
Riva Balaton, Loc. Galli n. 14, San Giorgio di Nogaro (UD) - apr. 2007
Sedici Cafè, Via Cavallotti n. 16, Pordenone - ott. 2007, mag. 2008
Stop Music Live, Via San Giorgio n. 33, Carlino (UD) - apr. 2007, mag. 2008
Studio 15, Via La Pira n. 10, San Donà di Piave (VE) - apr. 2007
The Black Stuff, Via Stiria n. 36, Udine - apr. 2007
W la ..., Via San Paolino, San Mauro, Premariacco (UD) - mag. 2008
Whiskeyagogo, Via Organari, Camino al T.to (UD) - mar. 2007, mag. 2008
Zion Rock Club, Via Vazzoler n. 30/b, Conegliano (TV) - apr. 2007

Lista dei locali sconsigliati da musicisti che ci hanno avuto a che fare; decliniamo ogni responsabilità in quanto noi non li abbiamo mai contattati, tranne dove diversamente indicato; i nominativi sono tratti dai forum di FROCK e ROCKNOTES e li troverete là, se i messaggi non sono stati cancellati:
Attenti a quei due (Provincia di Udine) - fa saltare le date pochi giorni prima del concerto; noi, se non erro, ci avevamo suonato parecchi anni fa assieme ad altri gruppi, quando il posto aveva un altro nome, e ci eravamo trovati bene.
Al Fungo (Gemona del Friuli - UD) - fanno saltare le date pochi giorni prima dell'evento.
Al Maialotto (Gradisca d'Isonzo - GO) - pagano quel che vogliono.
Bliss Pub (Lucinico - GO) - pagano quel che vogliono.
Ciupa Ciupa (???)- fanno saltare le date pochi giorni prima dell'evento.