INTER NOS Band, Italy





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Benvenuto nel sito del gruppo musicale INTER NOS.


Questo sito è attivo dal 25 agosto 2007.
Abbiamo riportato, in queste pagine, le informazioni essenziali sul gruppo; ci auguriamo che i visitatori possano apprezzare questo nostro sforzo.
In questa pagina trovate: la biografia, i testi di alcune recensioni, un'intervista, e infine un articolo giornalistico.
L'ultimo aggiornamento risale al giorno 03 settembre 2017.
Grazie per la visita, e buona lettura.
Claudio e Paolo Faggion


Contatti:
INTER NOS c/o Claudio Faggion, Via Ferruccio Soliman n. 23, 30028 San Michele al Tagliamento (VE)
Email: internospienne at libero dot it



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BIOGRAFIA


Il gruppo musicale INTER NOS si forma nel 1996 a Pordenone.

I componenti sono:
Claudio Faggion, basso elettrico/voce e Paolo Faggion, percussioni elettroniche/voce.



Produzioni e apparizioni discografiche:

a) nell'estate 1996, brano "Lamp" (cantato in lingua friulana);
b) nel 1997, demo tape "Transizione" con i brani "Non può andare meglio", "Sapevi", "Viaggiatore", "Differenti percorsi", "Transizione". Durata: 25 minuti.
c) il brano "Viaggiatore" è stato inserito in A.K.O.M. Sampler 5 (tape compilation pubblicata dalla fanzine A.K.O.M. - Rosolina, Rovigo); i brani "Non può andare meglio" e "Transizione" sono stati inseriti in MOONSTONE (tape comp. pubblicata dall'etichetta BLISS & Aquamarine 'zine - U.K.); il brano "Transizione", in una versione leggermente diversa da quella inclusa nel demo, è stato inserito in RIFF RAFF COMPILATION (tape & CD compilation pubblicata dalla fanzine RIFF RAFF - Marsala, Trapani).
d) nel 1999, MC/CD "Futuro Calpestato" con i brani "Tra noi", "Lamp", "Una vecchia chitarra", "Voglia di pensare", "Abbandono", "Frasi", "1999,5". Durata: 23 minuti.
e) il brano "Lamp" (versione contenuta in FUTURO CALPESTATO) è stato inserito in A.K.O.M. Sampler 17.
f) nel 2000, i brani "Lamp" e "1999,5" sono stati inseriti in SILVER STARS (tape compilation pubblicata dall'etichetta BLISS & AQUAMARINE 'zine - U.K.).
g) nel 2000, il brano "1999,5" è stato inserito in APNEA (CD compilation).
h) nel 2000, il brano "Occhi e voci" (versione dal vivo) è stato inserito in GIUBIROCK 2000 (CD compilation).
i) nel 2001, il brano "Voglia di pensare" è stato inserito in REALITY IMPAIRED RECORDINGS 2001 COMPILATION # 2 (CD compilation pubblicata dall'etichetta REALITY IMPAIRED RECORDINGS - U.S.A.);
j) nel 2002, CD "Deforme" con i brani "Piccolo G.", "Magia", "Immagini vuote", "Occhi e voci", "Sospesi", "Miraggio". Durata: 23 minuti.
k) nel 2002, il brano "Attraverso valli e monti" è stato inserito in PROVE TECNICHE DI RESISTENZA (CD compilation);
l) nel 2002, il brano "Tra noi" è stato inserito in H. POTTER E IL MISTERO DI COGNE (tape compilation);
m) nel 2002, i brani "Magia" e "Sospesi" sono stati inseriti in BLISS VOLUME 108 (tape compilation - U.K.).
n) nel 2002, i brani "Loco", "Attraverso valli e monti" (versione da studio) e "Lamp" (versione del 1996) sono stati inseriti in IL GENERALE WESTMORELAND (CD compilation).
o) nel 2002, il brano "Tra noi" è stato inserito in RADIATION NOISE COMPILATION VOL. 2 (tape compilation pubblicata dall'etichetta RADIATION NOISE - Rep. Ceca).
p) nel 2003, i brani "Immagini vuote" e "Miraggio" sono stati inseriti in WAVES COMPILATION (2CD compilation).
q) nel 2003, il brano "Miraggio" è stato inserito in SURLITY CD COMPILATION VOL. 1 (CD compilation pubblicata dalla fanzine SURLITY - Thailandia).
r) nel 2004, i brani "Piccolo G." e "Miraggio" sono stati inseriti in CANTI PARTIGIANI (CD compilation).
s) nel 2006, il brano "Tra noi" è stato inserito in UNDERGROUND WARRIOR COMPILATION 5 (CD compilation - Malesia).
t) nel 2006, il brano "Magia" è stato inserito in "BORBEROCK SUMMER FESTIVAL 2006" (CD compilation - Italia).
u) nel 2007, i brani "Piccolo G." e "Miraggio" sono stati inseriti in "UNDERGROUND WRECKS VOLUME TWO" (tape compilation - U.S.A.).
v) nel 2009, CD "Produzione Propria" (Fronte - Retro) con i brani "Tacere", "Terre", "Getta lo scettro", "Prima del tempo", "Porta", "Ingannare", "Voltare pagina", "Differenti percorsi". Durata: 26 minuti.
w) nel 2014, il gruppo prog DJANGO ha inserito, nel proprio demoCD "Django 3", una versione del nostro brano "Miraggio" suonata da Marco Baldi (chitarra elettrica, voce), Lorenzo Gioelli (tastiere, violino), Paolo Faggion all'epoca componente del gruppo (percussioni elettroniche, cori), Claudio Faggion (basso elettrico, voce).



RECENSIONI:
A.K.O.M. (I), Amshada (I), Atropos (Spagna), Aquamarine (Inghilterra), Darkness Attack (I), Earquake (Francia), Golgotha (I), Korova Milkbar (I), Psyche Out (I), Rockit (I), Screaming Sheep (I), Katobasileia (I), Esseri Rock (I), 5 Starlife (I), Temple of Eternity (Grecia), The Original Sin (Belgio), Hiddinkulturz (Scozia), Vision Thing (Inghilterra), Hell And Damnation (Inghilterra), Bizarre (Inghilterra), Romantic Outsider (Inghilterra), De Profundis Clamavi (Brasile), Shrunken and Mummified (Ungheria), Beyond (Belgio), Abysmal Sculptures (Singapore), Quintessence Webzine (U.S.A.), Rockbottom (U.S.A.), Metal Warpage (Malesia), The Phiz (Malesia), Atmospheric (Polonia), I don't give a fuck (Sudafrica), Fly Kintal (Brasile), Nessuno Schema (I) ed altre.

SCAMBI CON:
a) GRUPPI:
--- dall'Italia: Vortice Cremisi, Juglans Regia, Post Fata, Nowhere, Ilaria Si Fa Tesa, Madrigali Madri, Hiroshima Mon Amour, Meridiano Zero, Uncork, Cadabra, Perverse, Shears, Anello Magnetico Rotante, Frozen Child, Visionoir, Point Break, Sadium, Barrock, Putrid Flesh, Pan Pipes, State O' Mind, Atestabassa, Iconoclast, Enemynside, Big Anal, Alba Caduca, Vegetebol, Promo, Nikotina, Il Canemacchina, Anatrofobia, Kingcrow, Heartfield, Link, La Cacca Intorno, The Brusarja, Rosaluna, Mindflower, Degheio, Fabricio Alvarez, Reverie, Notturno Concertante, Blueprint, Luigi Bianco, Dr. Catrame, Spacciatori di Musica Stupefacente, Born in Orn, Bhangra Beat, Fiascodegama, Dis/Funzioni Mentali, The Bonnie Parkers, Chronic, Klown, Escapism, Ali di Vetro, Cum Fragore, Gargantha, Sat 11, Headroller, Claudio Cappelli, Wojtyla Express, L'Ottava Reale, Ottomani, Shine, Free Apn Combo, Vapurella, Percezione Distorta, Passover, Kalashnikov, Sintomi di Gioia, Elkann Henudo, So What, Freedom Jailers, The Rebus, An Handful Of Dust, Flordesangre, Passion for Bleeding, Mig-29 Over Disneyland, Sidus Tenebrarum, David's Lodgers, Fuser, Scrimshank, Franz Merkalli & Tellurika, Titor, Gradinata Nord, Bava, Il Rebus, Caligo, Fake Healer, Ines Lee;
--- dall'estero: Barton Dean (Olanda), Stardrowned (Grecia), Seraphin (Scozia), Artemiy Artemiev (Russia), Nitchevo (Francia), Unholy Death (U.S.A.), De Madeliefjes (Olanda), Mythopoeia (Rep. Ceca), Caress (Rep. Slovacca), Naked Scarecrow (Francia), Forgotten Silence (Rep. Ceca), Carlo R. De Shouten (U.S.A.), Hematocele (Brasile), Moongarden (Polonia), Thorn (Polonia), Shadeworks (Belgio), Repressao Social (Brasile), Mytra (Ungheria), Do Rady! (Rep. Ceca), Dream Weaver (Grecia), Beast Petrify (Singapore), Saboth (Rep. Ceca/U.S.A.), Imperfection (Brasile), Awakening (Ungheria), Constantinopolis (Turchia), Kaos Social (Brasile), Dead Chretiens (Canada), Rashit (Turchia), Litham (Algeria), Au Revoir (Malesia), Kurasakuasa (Malesia), Venusian Death Cell (Irlanda), Crystal Tears (Grecia), Antacid (Malesia), Skitsofrenia (Malesia), Farasu (Malesia), Hereafter (Malesia), Glaukom Synod (Francia), Tiran (Russia), Gut Bucket (U.S.A.).
b) DISTRIBUZIONI: A.K.O.M. (I), En Negro (Spagna), General Rock Company (I), Metal Zone (I), Nailed (I), No Brain Rec. (I), Sottovuoto (I), Whitness (I), Sottosopra (I), A.T.B. (I), Aaargh (I), Bastian Kontrario (I), Spacciatori (I), Bar-H (I), Kaw (G.B.), Evil Hell (U.S.A.), Father (Lituania), View Beyond (Rep. Ceca), Fallon (Rep. Ceca), Underground Ecstasy (Rep. Slovacca), Reality Impaired Rec. (U.S.A.), Rock Express (Yugoslavia), Secret Port (Grecia), Kroket Records (Olanda), Sukk (Turchia), Yousns Rec. (U.S.A.), Corrupted Harmony Musick (Turchia), Metal Jeers (Polonia), Les Disques Stauropygial (Russia), Nervous Tongue (U.S.A.), Wee Rock Records (U.S.A.).

GENERE MUSICALE: rock progressivo sperimentale.

ALTRE ESPERIENZE MUSICALI: Claudio e Paolo suonarono nei POLIPHONIX, gruppo hard-prog, dal 1987 al 1996 (vedi l'apposita sezione, nella pagina NEWS - LINKS). Claudio suonò nei LITTLE WINGS, gruppo rock, dal 1988 al 1991. Dal 1996 in poi, sia Claudio che Paolo hanno suonato anche in altre formazioni, per periodi più o meno lunghi.

PREZZI PER L'ITALIA (spedizioni a mezzo posta prioritaria): una copia del demo "Transizione" costa 5 EURO (s.p.i.); le copie in cassetta sono esaurite, invieremo una versione in CDr. Una copia del CD "Futuro Calpestato" costa 8 EURO (s.p.i.); una copia del CD "Deforme" costa 8 EURO (s.p.i.); una copia del CD "Produzione Propria" costa 8 EURO (s.p.i.). Spedizioni all'estero: aggiungere 5 EURO per ogni copia di ciascun titolo desiderato. Pagamento anticipato in contanti, da spedire ben nascosti in busta chiusa. Si accettano scambi di demo tape e CD con altri gruppi.

INDIRIZZO STRADALE: Claudio Faggion, Via Ferruccio Soliman 23, 30028 San Michele al Tagliamento (VE) - Italy.

E-mail: internospienne (at) libero (dot) it



BRANI PRESENTI SU:

http://www.cantine.org
- Frasi
- Immagini Vuote
- Miraggio
- Occhi e Voci
- Sapevi
- Tra Noi

http://www.reverbnation.com/internos
- Tacere
- Voltare pagina
- Immagini vuote
- Occhi e voci

https://myspace.com/internosrock
- Tra Noi
- Immagini Vuote
- Miraggio


TESTI: vedi qui per i testi dei lavori "Transizione", "Futuro Calpestato" e "Deforme"; vedi qui per quelli di "Produzione Propria". Per le traduzioni in inglese, vedi qui




FOTO: alcune sono presenti nel vecchio sito degli Inter Nos; altre sono visibili nella pagina Myspace del gruppo; altre ancora sono inserite nella pagina dedicata al gruppo, nel portale musicale "Cantine"; altre in http://www.reverbnation.com/internos.
Foto del concerto al Circolo ArtPort di Palazzolo dello Stella (UD), il 19 ottobre 2013: cliccare qui.


VIDEO:
- concerto al SERIO ROCK FESTIVAL 2011 (manca metà del primo brano), tenutosi il 9 luglio 2011 a Cologno al Serio (BG).
- concerto al Circolo ARCI EventualMente (mancano alcuni brani), tenutosi il 27 febbraio 2016 a Cormòns (GO).
Vai a http://www.youtube.com/user/stetrak1967; per il SERIO ROCK FESTIVAL, grazie ad Alfio Cicuto per averci prestato la macchina fotografica/telecamera, a Daniele Federicis per le riprese.
- brano MAGIA dal vivo, Rivignano (UD), Ex Osteria Le Piramidi, 14/11/2009; brani MIRAGGIO e NUOVA ALBA (quest'ultimo composto dai Poliphonix negli anni '90), San Michele al Tagliamento (VE), Bar Al Falco, 13/07/2013; vedere il canale Youtube sopra indicato.
Ringraziamo Stefano Tracanelli per l'inserimento dei video nel proprio canale Youtube.

RESOCONTO DELLE ATTIVITÀ: per quelle del 2005 e 2006, vai qui.
Per leggere le "news" dal gennaio 2006 ad ora, vai qui.






TESTI DI ALCUNE RECENSIONI



Demo tape "Transizione" (1997)

Questo progetto è formato da due ex Poliphonix, i fratelli Claudio e Paolo Faggion. La musica che fuoriesce dal lavoro non è il solito metal che molti di noi sono abituati a sentire; infatti con molto coraggio i due ragazzi di Pordenone ci propongono una struttura di basso, batteria e voce che definire coraggiosa ed originale è ancora poco. E' un lavoro che sicuramente non piacerà a molti, ma che in fatto di tecnica e fantasia sa dire la sua.
[A.K.O.M. 'zine - n. 5, Italy]

Duo prog (?) costituito dai fratelli Faggion. Il punto interrogativo è presente in quanto se è vero che in alcuni brani la componente prog è ben delineata, sovente accade che i due si lascino andare a (interessanti!) spazi di ricerca più numerosi. Anche loro se ne sono accorti, dicendomi che in futuro toglieranno dal logo la dicitura prog-rock, visto la componente rumorosa che sta prendendo campo. Ottimo lavoro ad ogni modo, bravi.
[PSYCHE OUT 'zine - summer 1997, Italy]

INTER NOS, forse perchè Claudio e Paolo Faggion fanno tutto tra loro. E devo dire che ci riescono benissimo. Claudio (basso e voce) e Paolo (percussioni e cori) nel demo "Transizione" parlano di emozioni e stati d'animo (insicurezza, solitudine), destino, tempo che scorre. I testi sono poco cantati, quasi parlati su un'ottima base musicale, che potrebbe vivere benissimo anche da sola, come un buon rock energico. Il pezzo di punta è proprio "Transizione", personalmente però punterei su "Differenti percorsi", la cui musica è quella che, dopo un primo ascolto, si ricorda meglio. E il primo ascolto non tradisce mai...
[A.K.O.M. 'zine (Cinzia Donati) - n. 10, Italy]

Originale e personale: ecco come si presenta il demo di questa band di Pordenone composta da due elementi, o meglio da due fratelli (ex Poliphonix) che hanno deciso di intraprendere un proprio sentiero musicale al di fuori delle mode del momento; lo stile del gruppo è al di fuori da ogni possibile catalogazione, in quanto si basa su due strumenti principali quali il basso (in alcuni casi molto effettato) e le percussioni (con alcune sporadiche intrusioni di chitarra e tastiera), il tutto condito da un cantato "clean" in italiano. Ma ciò che stupisce sono le stonature volute dal cantante Claudio ed è proprio questo che rende particolare la musica degli Inter Nos. Non è un demo facilmente assimilabile, ma anzi ci vogliono ripetuti ascolti in modo da poter apprezzare lo stile del gruppo: particolarmente significativo il testo di "Sapevi" dedicato ad una ragazza, e la voce nel brano "Differenti percorsi", effettuata per mezzo di un "ping pong delay". Lay-out in b/n completo di tutte le informazioni, compresi testi e foto della band; registrazione impeccabile. Ora dipende da voi: se siete alla ricerca di qualcosa di strano e difficile da comprendere, allora fate vostro questo demo, altrimenti girate alla larga in quanto potreste rimanerne delusi!
[AMSHADA 'zine - n. 4, Italy]

Sicuramente degno di nota il lavoro realizzato dagli Inter Nos, duo di Pordenone formato dai fratelli Claudio (basso e voce) e Paolo (percussioni e cori) Faggion. "Transizione" contiene 5 canzoni cantate in italiano (strani e affascinanti i testi); la prima cosa che si nota è la buona registrazione. La loro musica va assimilata a poco a poco. La band friulana propone uno stile molto strano e personale che alla fine risulta proprio essere il loro punto di forza: non credo ci siano in Italia altri gruppi come loro, mi sono sforzato di trovare qualche somiglianza con altre bands e l'unica che ho potuto riscontrare, anche se lontana, è con alcuni tratti dei CSI. L'effettistica molto pronunciata dà una vaga sensazione "industriale" ma, in realtà, il loro "rock" (?) sfugge da ogni tipo di classificazione e non ha niente a che fare con nessun gruppo/stile/filone all'infuori degli INTER NOS. Molto interessante la parte strumentale; il primo impatto con la voce è come un pugno nello stomaco ma poi ci si rende conto che quella voce è l'unica che potrebbe stare in un lavoro come questo ed è caratterizzante. "Transizione" rasenta il grottesco. I fratelli Faggion o sono pazzi o sono geniali, non c'è una via di mezzo.
[GOLGOTHA 'zine (Francesco Radicci) - n. 2, Italy]

Allora, cinque pezzi per questo lavoro interamente suonato dai due fratelli Faggion, di un genere difficilmente definibile: un misto di hard e sperimentazione, cantato in italiano, abbastanza strano e stravagante, da ascoltare con cura. Cinque pezzi dicevo, si inizia con "Non può andare meglio" , un invito a non arrendersi mai, vari tipi di sonorità, una musica che parlerebbe anche senza le parole, non ho termine di paragone (principalmente perchè non è il mio genere, secondariamente perché probabilmente non esiste un termine di paragone), forse il progressivo italiano anni '70 andrebbe bene, no? "Sapevi" è decisamente più sperimentale, un'onda di tastiera fa da sottofondo a tutto il pezzo, tempi inconsueti ed imprevedibili, mi danno un'atmosfera tipo CCCP di "Socialismo e barbarie", ma non è solo questo: è un maledetto viaggio in acido, caspita... il testo magari riporta un po' alla realtà. In "Viaggiatore" basso bene in evidenza un po' Primus, continua il progressivo viaggio nella sperimentazione, le liriche sono stavolta più in tono con la stranezza dei suoni, abbastanza visionarie... progressivo e sperimentale al massimo, impossibile da descrivere. Che roba stranissima! Il secondo lato si apre con "Differenti Percorsi", magari inizialmente ti trae in inganno e ti fa pensare che sia la solita ballad, poi pian piano si indurisce e al momento del cantato parte a girare nel vortice della follia musicale: voce distorta come in un sogno, ritmiche allucinanti (o forse allucinogene?) nel senso buono, per poi alla fine ritornare sulle sonorità più "umane" degli inizi. Infine la title-track "Transizione", decisamente più rockeggiante, tastierine e chitarre anni '70, cantata da entrambi, effetti sonori si intrufolano un po' per tutto il pezzo, ancora le liriche sono belle fuori... insomma, io adesso non vorrei che Claudio e Paolo se la prendessero, ma vi pigliate qualcosa prima di scrivere i pezzi? Altrimenti non mi spiego una musica così disumana... amanti della sperimentazione e della follia, fatevi sotto. Ah, un consiglino, lavorare un po' sulla voce, anche se già ve l'hanno detto e già lo sapete, ma che razza di recensore sarei se non trovassi mai il pelo nell'uovo (a qualcuno fischieranno le orecchie ora)??
[DARKNESS ATTACK 'zine - n. 1, Italy]

Mi trovo in seria difficoltà a dare un giudizio di valore su questo demo, peraltro registrato e confezionato ottimamente: la musica di Claudio e Paolo Faggion infatti mi ha messo a disagio fin dal primo ascolto e questa sensazione non mi ha abbandonato neanche in seguito. Secondo me il "problema" è questo: fondamentalmente il duo non compone e suona per gli altri, ma per esigenza personale, per liberare delle emozioni proprie. Gli elementi che mi hanno portato a questa conclusione sono in primis il nome e poi la voce, assolutamente inadeguata a coinvolgere l'ascoltatore, quasi slegata dal contesto delle varie canzoni, e che partecipa allo sviluppo dei brani solo quando sono presenti anche i cori, come in "Transizione". Vista l'esperienza che i nostri hanno alle spalle e la loro perizia con gli strumenti, non posso credere che si tratti di una svista, ma ritengo che tutto ciò sia frutto di una scelta precisa. Musicalmente i due fratelli producono un prog-rock cui sono affiancati elementi "spaziali" ("Sapevi") e accenni industrial (l'opener "Non può andare meglio" ricorda alla lontana i primi Killing Joke), più per le atmosfere di cui sono dotate le varie songs che per l'uso di effetti tecnologici. Personalmente ho trovato intrigante la proposta degli Inter Nos, ma mi rendo conto che non è facilmente comprensibile a tutti (era questo il vostro scopo?).
[KOROVA MILKBAR 'zine - n. 1, Italy]




CD/MC "Futuro Calpestato" (1999)

Gli INTER NOS provengono da Pordenone e mettono duramente alla prova la mia abilità di "criticone" con questa cassetta intitolata Futuro Calpestato... infatti la musica proposta dai nostri prende spunto da un progressive-metal molto ipnotico per poi dare libero sfogo creativo con composizioni e testi assolutamente fuori dal comune. Lunghe cavalcate oniriche figlie degli spettri di tutti i giorni dove le "storie" raccontate dai nostri sembrano come lame di acciaio fuso che si incastrano in una solida muraglia di cemento. La particolarità del tutto sta poi nel cantato quasi recitato che a tratti ricorda cose alla MASSIMO VOLUME e che, secondo me, è la vera piacevole particolarità del combo.
[RADIOSOTTOSOPRA 'zine - Gennaio/Febbraio/Marzo 1999, Italy]

Gli INTER NOS sono un duo costituito da due fratelli, proveniente dal nord-est dell'Italia. Descrivono la loro musica come rock progressivo sperimentale. Io vorrei ampliare la loro definizione e dire che è grindcore progressivo, carico di tonalità basse. La musica degli INTER NOS dà maggiore importanza all'armonia che ai passaggi musicali semplici e diretti. I testi sono tutti in italiano e sono espressi in maniera parlata, con molta enfasi. Se cercate un punto di riferimento per la loro musica, questo è leggermente più difficile da individuare: potremmo tentare indicandoli come una versione progressiva/grind degli Zerobranco! Se vi piace la loro musica, alquanto al di fuori della norma, allora provate ad ascoltare gli INTER NOS. Io apprezzo la musica degli INTER NOS e non vedo l'ora di sentire altre loro produzioni.
[traduzione da HIDDINKULTURZ 'zine n. 3 - summer 1999, Scotland]

Un gradito ritorno sulle pagine di Darkness Attack per gli INTER NOS, intervistati sul primo numero in occasione dell'uscita di "Transizione", che ora tornano con questo lavoro davvero interessante. Devo confessarvi che l'ascolto di "Transizione" mi era risultato un po' ostico, vuoi per le sperimentazioni, vuoi per il genere un po' a parte, ma devo ammettere che "Futuro Calpestato" mi è un po' più accessibile!! Oddio, la musica è sempre molto sperimentale, a tratti psichedelica ("Lamp" ne è un buon esempio... ha pure il testo in friulano stretto... non ci capisco un'acca), i testi - in italiano - sono sempre molto poetici e quasi filosofici, semplici ad un primo impatto, ma nascondono grandi significati. Tra tutti i pezzi i migliori sono sicuramente la già detta "Lamp", "Una vecchia chitarra" (un sogno in acido, con testo scritto originariamente in croato), "Voglia di pensare" un po' più pesante... ma a pensarci bene anche le restanti "Abbandono" (l'atmosfera è molto gelida), "Frasi" (un vero trip, anche con il cantato che segue una linea non del tutto ortodossa), "1999,5" (molto progressiva e "spaziale") e anche l'iniziale "Tra noi", anche se è così breve che quasi sembra un intro. Non è certo musica per tutti, ma a quei pochi che sapranno osare regalerà emozioni inaspettate.
[DARKNESS ATTACK 'zine n. 3, estate 1999 - Italy]

OK, siete dei tizi con problemi di nervi, finite dopo 25 anni la terapia dallo psichiatra, rientrate a casa e (magicamente) trovate una copia di "Futuro Calpestato" sul tavolo, lo ascoltate e che fate? Nove volte su dieci uscite e fate una carneficina, la volta restante cercate i fratelli Faggion e li menate di brutto! Se invece il vostro sistema nervoso funziona a dovere, potreste più semplicemente rimanere irritati, estraniati, disturbati e/o sconvolti dalle nuove tracce degli Inter Nos, che si rifanno vivi, dopo "Transizione" del 1997, con il loro "rock progressivo sperimentale" fatto di percussioni, voce e basso: non posso definire la loro musica "godibile", ma la trovo estremamente intrigante e sono certo che, nel bene o nel male, non può lasciare nessuno indifferente e che pochi potranno etichettarla come "già sentita". Avvertenza: se vi sentite coinvolti dalle canzoni di "Futuro Calpestato" avete bisogno di supporto medico!
[KOROVA MILKBAR 'zine n. 4, gennaio 2000 - Italy]




CD "Deforme" (2002)

Da sempre penso che la musica sia la forma d'arte per eccellenza, suoni si accompagnano a poesie (i testi) creando nella testa dell'ascoltatore immagini ogni volta differenti, a suffragare questa mia opinione concorre questo mcd autoprodotto dei pordenonesi Inter Nos. 6 piccole perle d'arte; musica che si può definire progressiva (nel senso che progredisce nota dopo nota verso lidi impensabili), testi importanti e mai banali si accompagnano alla perfezione in un mix incredibile. Sembra suonato quasi da un'orchestra da quanto risulta imponente il loro sound, invece sono solo in due: Claudio Faggion al basso e voce e Paolo Faggion alla batteria elettronica e voce. Quello che i due fratelli riescono a creare ha dell'incredibile, non riesco a descrivere a parole ciò che nasce dalle note di questo dischetto, di certo non è un disco per tutti, non aspettatevi melodie scontate o ritornelli immediati, questa è musica per palati fini, ma tranquilli che chi avrà il coraggio di avventurarsi nel mondo degli Inter Nos non ne rimarrà deluso.
[LETHE WARDEN Webzine, 2003 - Italy]

Il lavoro degli Inter Nos sfugge a facili definizioni. Ha infatti alcune caratteristiche proprie del prog-rock (specie nei pezzi Sospesi e Miraggio) che vengono però spesso contaminati da dissonanze e volumi tipicamente industrial. Di certo non vuol essere un disco accomodante e la massa sonora prodotta dai fratelli Faggion ben si adatta a testi crudi, ma tristemente attuali (vedi Piccolo G.). La voce spesso monotona e monocorde si lascia trasportare dalle sperimentazioni sonore che talvolta giungono in territori simili a quelli dei CCCP (quelli sperimentali di Epica Etica Etnica Pathos) e altre volte ricordano il basso effettato di Les Claypool dei Primus. Comunque, al di la' delle classificazioni di comodo un disco che disturba, fa pensare e non lascia indifferenti.
[Sito web www.narc.it, 2005 - Italy]

Caro lettore, ecco un CD che si distacca un po' dalla solita pseudo-musica da MTV. Stiamo parlando (stiamo scrivendo... 'gnurant! ndMarcio) di una musica un po' particolare diciamo (scriviamo...) "rock progressivo sperimentale"! Ecco gli INTER NOS! Fin dalla copertina si mettono subito le cose in chiaro, o li si ama o li si odia! (... bravo Marcio, questa frase è proprio originale! ndMarceffo). Il duo friulano suona basso (rigorosamente sempre distorto), percussioni elettroniche e voci e la miscela sembra decisamente personale. Mah, vi diremo, a noi (a me e a Marceffo) vengono in mente un po' i CCCP, in qualche tratto i Cop Shoot Cop, e anche i primissimi NIN per via di qualche tocco di elettronica anni '80 qua e là. Chi apprezza la musica senza schemi e paletti troverà sicuramente in questo miniCD degli spunti interessanti... ma purtroppo di gente così ho idea che ne sia rimasta poca. Interessanti sono anche i testi che, con un occhio di riguardo a ciò che succede ai giorni nostri, sputano il rospo senza troppi giri di parole (in italiano, bella lì!). Peccato che non sempre la voce è all'altezza della situazione per via della monotonia dovuta al cantato spesso solo parlato. Gli Inter Nos non sono facili da digerire, ma sicuramente dopo più ascolti si può entrare più in sintonia con la loro musica. Eh già, perché qui, al di là dei gusti personali, si sta parlando di musica, non di prodotti da classifica, ma di musica intesa come sfogo ed espressione di idee personali, infatti il CD risulta spontaneo e sincero. -- Rec. di Marcio & Marceffo --
[ESSERI ROCK 'zine n. 003, gennaio 2005 - Italy]

Loro sono un duo di Pordenone composto dai fratelli Faggion, uno dei quali mi ha gentilissimamente inviato pressochè tutta la produzione discografica della band, cioè tre albums su CD e un demo, spalmata fra gli anni 1997 e 2009. Volevo recensire “Produzione Propria”, il disco più recente (del 2009), ma non lo trovo più (ehm…) e sono quindi costretto a ripiegare su quello cronologicamente precedente, “Deforme” del 2002 (contenente sei pezzi in circa ventitré minuti). Particolarità di questo gruppo è l’essere composto da un cantante/bassista (col basso a produrre una doppia linea di suono: pulita ed effettata) e da un batterista elettronico (nella foto dal vivo sembra di vedere uno dei grandissimi Kraftwerk!) che si occupa anche della seconda voce e di effetti vari. Noto che spesso vengono sbrigativamente definiti Rock Progressivo, ma secondo me la loro musica è più un misto fra suggestioni di Alternative-Rock, con alcune parti strumentali effettivamente Prog. Tecnici e a loro modo artistici, ma allo stesso tempo pregni di spirito punk quasi hardcore. Difficile paragonarli a qualcuno, io butto lì una vaga rassomiglianza con due storiche bands canadesi, NoMeansNo e Voivod (quelli di “Nothingface” e volendo anche quelli immediatamente successivi, più rock, di “Angel Rat”) e ne aggiungo una per orgoglio nazionale, seppur meno udibile nella musica degli Inter Nos, cioè i CCCP-Fedeli alla Linea. La voce è monotona, ma non è da intendersi come una critica, anzi direi che si sposa alla perfezione con la proposta musicale del duo. I pezzi sono vari (nota di cronaca, l’inizio di “Miraggio” ricorda paurosamente un pezzo degli Iron Maiden dell’LP “No prayer for the dying”, non ricordo il titolo di preciso, comunque mi pare sia su quel disco lì) e l’ascolto scorre via benone. Grafica a colori: in copertina campeggia un doppio basso, all’interno testi e note, sul retro titoli e contatti. Provateli!
[NESSUNO SCHEMA 'zine – n. 10, giugno 2013 - Italy]



CD "Produzione propria" (2009)

I fratelli Faggion sono una vera forza della natura. Da anni ricercano nell'ambito del progressive una nuova strada, prima con prove non sempre convincenti (ricordo i Poliphonix), mentre ora, con gli Inter Nos, proseguono un progetto a due di una potenza indescrivibile. Soltanto basso, percussioni elettroniche ed un piccolo synth, che fanno più casino di un gruppo di metal. Cambi ritmici frequenti, un nervosismo tipicamente punk, melodie strane, sottolineate da un basso distorto, testi diretti ed urlati come slogan. Pezzi strani, ma dotati di fascino, giri quasi funk, assoli metallici, ripieghi che sanno molto di origine progressive, che si ritorcono nei pezzi di "Produzione propria", inno al fare da soli che parte dalla provincia pordenonese. E anche se qualche vuoto ogni tanto lo si avverte, la scelta di girare con una strumentazione davvero minima è stata vincente nell'economia del gruppo. Visti dal vivo hanno una potenza incredibile e si rimane affascinati da questo duo attempato che ha entusiasmo ed esperienza, entrambi ben distribuiti. Gli Inter Nos sono l'ennesima dimostrazione che le scelte di ripiego producono sempre risultati buoni soltanto se si sa interpretare la propria attitudine, senza scopiazzare nessuno, anche a rischio di risultare ripetitivi, come in qualche tratto di "Produzione propria". (M.M.)
[5 STAR LIFE, anno 1, n. 7, settembre 2009 - Italy]





Intervista rilasciata al sito www.musicologi.com - 5.09.2005


- Ho il piacere di avere qui di fronte gli Inter Nos, storico gruppo del pordenonese e uno dei pochi rimasti in piedi. Da quando siete sulla piazza?
Per prima cosa, ti ringrazio per l'intervista. La storia degli Inter Nos inizia nel 1996, dopo lo scioglimento del gruppo Poliphonix, attivo dal 1987 al 1996. Gli Inter Nos sono costituiti da Claudio Faggion (voce, basso elettrico), che risponde alle tue domande, e dal fratello Paolo Faggion (cori, percussioni elettroniche). Il primo brano fu "Lamp", in friulano, scritto per partecipare all'edizione 1996 del Premi Friul (concorso indetto da Radio Onde Furlane). Non sapevamo se gli Inter Nos sarebbero stati soltanto un gruppo da studio o avrebbero anche calcato i palchi: la seconda ipotesi, essendo solo in due, appariva alquanto difficile da realizzare. Nel febbraio 1997 è uscito il primo demo, "Transizione", con 5 brani; in esso ci sono varie sovraincisioni. Un vero lavoro da studio, con i suoi pregi e i suoi difetti. Ci fu proposto di tenere un concerto, proprio nel febbraio 1997: era l'esordio dal vivo, e si tenne a Cecchini di Pasiano (PN); ringrazio il gestore del locale, Riccardo Bagatin, per essere stato uno dei pochi ad aver dato fiducia ai Poliphonix prima e agli Inter Nos poi, quando questi ultimi erano all'inizio dell'attività ed erano "i signori nessuno". Una volta iniziato a fare concerti, abbiamo visto che riuscivamo ad arrangiarci anche essendo in due; i brani di "Transizione" sono stati riadattati in modo tale da poter essere eseguiti dal vivo in formazione a due, per i brani composti successivamente si partiva dal presupposto che sarebbero stati eseguiti dal vivo e dunque anche la registrazione, per quanto riguarda i CD "Futuro Calpestato" (1999) e "Deforme" (2002), richiama una situazione "live", con ben poche sovraincisioni. Quanto al fatto di venire da Pordenone: in realtà, ormai da circa 15 anni la mia presenza in città è sporadica, e ora risiedo altrove; dal 1991 in avanti i contatti con artisti della città o della provincia sono stati casuali; sono però nate ottime amicizie e anche progetti musicali paralleli. In generale, non mi risulta che esista attualmente un posto com'era alla fine degli anni '80 la sala prove presso la Parrocchia di San Giorgio, dove anch'io provavo con i Little Wings (saluto gli ex componenti, se stanno leggendo) e dove sono passati tantissimi ragazzi a suonare o semplicemente ad ascoltare. Con tutto il rispetto, il nome di Pordenone funge ora solo da comodo riferimento geografico per indicare la provenienza del gruppo. Affermi che gli Inter Nos sono uno dei pochi gruppi rimasti in piedi; spero che la situazione non sia così tragica! Se devo basarmi su quanto vedo fare dai miei coetanei, purtroppo confermo quanto dici. Capisco che i trentacinquenni appendano gli strumenti al chiodo perchè nella vita ci sono cose più importanti che fare il musicista amatoriale, ma so per certo che in giro per la provincia esistono varie sale prova in cui i ragazzi continuano a dare sfogo alla propria passione per le sette note.

- Dunque siete uno dei primi gruppi, diciamo, che ha "osato" sperimentare nuove sonorità. Cosa intendete oggi per " alternatività "? Pensate che l' " alternatività " musicale esista ancora o piuttosto è un filone su cui si stiano buttando molte band?
Qualcuno, preliminarmente, dovrebbe spiegarmi il significato di "alternativo"; ne sento parlare da sempre. Negli anni '80 gli Spandau Ballet erano alternativi ai Duran Duran, l'heavy metal era alternativo alla musica cosiddetta commerciale, l'hardcore era alternativo ad entrambi, o così pareva. Nel 1977 il punk si era professato "alternativo" a tutto quanto c'era allora. Negli anni '90, quando si è cominciato a parlare di "Seattle Sound", ecco che sono apparsi altri gruppi definiti "alternativi", Nirvana su tutti. Mi sfugge il termine di paragone per definire cosa sia alternativo a cos'altro, e non è solo un gioco di parole. E' un dato di fatto che anche la "musica di massa" passata con maggior frequenza su radio e TV, se vogliamo prendere questa come termine di paragone, non è uguale a se stessa; basti pensare che brani heavy metal si sentono sempre più di frequente come sottofondo sia a spot pubblicitari che a servizi giornalistici in onda su telegiornali. L'avreste mai detto, vent'anni fa? Venendo più appresso alla tua domanda, ciò che dici potrebbe essere vero nel momento in cui qualunque genere, nato come "nicchia", per qualche motivo comincia a suscitare l'interesse di produttori che spingono una o più bands musicalmente simili per creare un fenomeno di massa, e allora è possibile che parecchi cerchino di salire sul carro dei vincitori quando questo è ormai avviato. Come tutti i fenomeni alimentati artificialmente, il pallone ad un certo punto si sgonfia, dall'alto viene imposta una nuova moda, ed il gioco ricomincia. Posso inoltre dirti che, almeno a livello di gruppi musicali amatoriali, le diverse zone d'Italia hanno delle peculiarità: ricordo che nel 2002 e 2003, quando mi recai in provincia di Pavia ad un festival, scoprii l'estrema popolarità dello ska-punk in quelle aree; mi si diceva che là quel genere aveva stufato perché lo suonano in tanti; qui nelle nostre zone, sarebbe "alternativo". Quanto a noi: la formazione a due e gli strumenti utilizzati han fatto sì che la musica fosse percepita come "diversa". La linea del basso è "doppia"; una è relativamente pulita, con solo il chorus, l'altra passa attraverso il multieffetto (per chitarra), spesso impostato sulla distorsione. Le percussioni elettroniche (che si suonano con le bacchette, e "non suonano da sole" come qualcuno potrebbe pensare) hanno la possibilità di emettere suoni assai particolari e diversi fra loro; inoltre è possibile impostare un set di suoni in modo tale che, a seconda della forza con cui la bacchetta colpisce lo strumento, venga emesso un suono di un componente della batteria da solo o assieme ad un altro diverso suono (di tastiera, xilofono o altro). Si dice in giro che siamo molto rumorosi pur essendo solo in due, e la cosa ci fa piacere perché significa che il nostro principale timore, cioè l'esistenza di "buchi sonori", è fugato; il problema è che quando si è in due e uno dei due sbaglia, tutti se ne accorgono! Ma sappiamo ridere dei nostri errori, specie quando sono evidenti (e per fortuna ciò succede raramente). Anche degli Inter Nos si dice che siano "alternativi": a chi o a cosa non l'abbiamo ancora capito, ma non ci impegniamo più di tanto per trovare una risposta.

- Questa è una domanda un po' provocatoria. Oggigiorno ai più svariati concorsi nazionali si cerca di premiare l'originalità del sound di un gruppo; come mai secondo voi in radio o in tv si ascoltano pezzi tutt'altro che alternativi e continuano a venire fuori nuove promesse del pop?
Perché, nonostante i cambiamenti di cui parlavo sopra, l'Italia si porta dietro una tradizione melodica che non verrà sradicata mai, e anche i big nostrani definiti "rock" (Vasco Rossi e Ligabue, per capirci) hanno sonorità tutt'altro che ispide per " l'uomo comune " (questa l'ho già sentita da qualche parte). Una cosa è la critica, altra cosa è il pubblico. Il rock è estraneo alla scena italiana, sebbene ci siano validi artisti a cui piace cimentarvisi; dunque, continuiamo a sorbirci lagne ultramelodiche, con qualche spruzzo di chitarra elettrica annacquata e a basso volume, quel tanto che basta per poter rinfacciare ai criticoni come me che "non è vero che viene rifilata sempre la solita minestra". Si propone ciò che alla gente piace, e in Italia piace soprattutto musica melodica, da canticchiare sotto la doccia. L'industria discografica si adegua.

- Veniamo alla nostra piccola realtà locale. Spesso vi sarà capitato di essere chiamati a suonare in manifestazioni ampiamente pubblicizzate, apparentemente ben organizzate, ma poi ci si è trovati a suonare davanti a poche persone... cosa allora non funziona?
Vuoi che ti dica come la penso, vero? E allora ti rispondo che secondo me non è vero che c'è tutto questo interesse per la musica. Alle rassegne musicali un gruppo suona e ad ascoltare ci sono i musicisti degli altri gruppi, e pochi altri. Posson capitare là le fidanzate e qualche amico, ma in generale mi pare che la realtà sia ben diversa dalle convinzioni dei musicisti; costoro si illudono che ci sia, per l'appunto, interesse, da parte della "massa", verso le realtà artistiche amatoriali, siano esse musicali, teatrali o di altra natura. Le persone che vedi ai concerti sono, per l'80%, addetti ai lavori, nel senso che hanno a che fare, in un modo o nell'altro, con la musica. Di "semplici spettatori" puoi averne in casi eccezionali, ad esempio se i componenti del gruppo frequentano le scuole superiori: solitamente c'è discreta affluenza di compagni di classe e di genitori (eh già, mica tutti i ragazzi han la patente, e qualcuno li deve pur portare). Finite le scuole, ognuno va per la sua strada e, ammesso che il gruppo continui l'attività, il séguito di fans, anziché aumentare, cala inesorabilmente. Posso dirti, per quel che ho constatato, che i gruppi i quali suonano un genere poco popolare ma con uno zoccolo duro di appassionati riescono ad avere con sè un discreto pubblico di fedelissimi. Porto il caso dei Chronic Hate, gruppo brutal death metal di Bibione: quando hanno suonato a Lonca di Codroipo al "Summer Music" nell'agosto 2005 c'erano perlomeno una trentina di persone venute apposta per sentire loro. Non so se è stato un caso, ma la cosa non è passata inosservata. In pratica, credo che buona parte delle persone che ascoltano quel genere di musica in Regione siano arrivate là e di ciò rendo merito al gruppo e ai presenti. Nemmeno alle rassegne di una certa levatura quali "SpilimbergoMusica" e la citata "Summer Music" la situazione è particolarmente rosea, quanto a partecipazione di pubblico. Certo, magari i chioschi sono affollati, ma sai che soddisfazione suonare davanti a 20 persone sapendo che ce ne sono 200 al bar? Aggiungo inoltre, senza che ciò rappresenti una giustificazione, che tutto il modo è paese; il 14 maggio 2005 abbiamo suonato a Roma; c'eravamo noi, il gruppo prog L'Ottava Reale, e il duo chitarristico Massimo Alvisi-Rodolfo Maltese, quest'ultimo facente parte del Banco del Mutuo Soccorso. Nonostante la manifestazione fosse patrocinata da enti pubblici e ampiamente reclamizzata, nonché ad ingresso gratuito, ci saranno stati 200 spettatori a dir tanto. Una cosa simile è capitata nel 2000 quando suonammo a Collegno (TO) ad un concorso, e tra i partecipanti c'erano anche gli Alba Caduca e gli Amari che possono confermare quanto dico ora: struttura faraonica, organizzazione professionale, spettatori pochissimi. Tutto sommato, è meglio che non ci lamentiamo di quanto abbiamo qui. Cosa si possa fare per cambiare la situazione, proprio non lo so. Ogni volta si cercano le ragioni, e ogni volta c'è una scusa buona: d'inverno c'è la nebbia o il ghiaccio o il "grande fratello" o la partita di calcio (da vedere in TV), d'estate c'è il mare, il giro in bicicletta, la partita di calcio (da giocare), l'assenza perché si è in vacanza lontano da casa, o gli amici che non vedi mai e guarda caso capitano a casa tua proprio nel giorno meno opportuno. La verità è che c'è menefreghismo, o pigrizia, o tutte e due le cose assieme: ciò, prescindendo dal tipo di manifestazione, dalla distanza da percorrere, dal prezzo del biglietto (e questa, coi tempi magri che corrono, potrebbe essere una buona ragione per stare a casa) e da ogni scusa più o meno credibile.

- E prendere in considerazione eventi come il Music in Village?
Rispondo esaminando la situazione dal nostro punto di vista, e non in generale come nella risposta precedente. Personalmente non ho né preclusione né particolare interesse a suonare al Music in Village piuttosto che da un'altra parte. Non sono del tutto sconosciuto nell'ambiente, i curatori della programmazione di festival e locali dovrebbero essere a conoscenza dell'esistenza degli Inter Nos, ma noi non siamo le persone che vanno a mendicare concerti. Non so esattamente chi organizzi il Music in Village, ma se si tratta del noto negozio di dischi (che non cito per evitare contestazioni da parte della concorrenza), i gestori mi conoscono, e un nostro CD dovrebbe essere ancora in negozio; se vogliono chiamarci a suonare (non "aggratis", perché se loro pagano i gruppi professionisti, allora possono pagare anche noi, che chiederemmo molto meno) si facciano avanti e se ne può discutere. Idem dicasi per i locali di PN e provincia: visto che negli anni ho mandato decine di lettere, e-mail, e più di qualcuno ha anche ricevuto mie visite o telefonate, se costoro sono interessati sanno come rintracciarmi. Come del resto fanno dalle province di Udine e Gorizia, e, come detto, da Pavia e da Roma; ho chiesto di suonare con gli Inter Nos, mi han risposto, ci siamo accordati, e siamo andati. Se non ci sono richieste da Pordenone o provincia, evidentemente la musica degli Inter Nos qui non interessa oppure gli organizzatori sanno già chi chiamare. Per noi va bene ugualmente, i concerti possiamo organizzarceli anche da soli e, in ogni caso, proposte non ce ne mancano: anzi, a causa di impegni di lavoro e personali, in questo periodo siano costretti a dire di no praticamente a tutti. Due segnalazioni dal pordenonese: un locale ha avuto quantomeno l'educazione di risponderci dicendo che la nostra musica non rientrava nella linea della loro programmazione abituale; strano, visto che là si propone "dal rock in poi" e noi non suoniamo valzer. Non so chi abbia fatto ascoltare il CD a queste persone, ma prendo atto che hanno risposto, ed è già buona cosa. Il gestore di un altro locale, che aveva una nostra cassetta da tre mesi, quando all'ennesima mia visita ho manifestato legittimo disappunto per non avere ricevuto ancora risposta alla nostra richiesta di suonare là, mi ha detto che "se mi dà fastidio andare là a chiedere, posso anche non andarci". Complimenti per la professionalità! E difatti non ci ho più rimesso piede, sperando che certi posti chiudano quanto prima.

- Allora non sarebbe più sensato organizzarsi da sé insieme ad altre band del Friuli e coadiuvati da centri giovanili?
Qualcosa si fa, ma è sempre troppo poco. Le collaborazioni tra musicisti sono sporadiche, le iniziative di un certo impegno quali l'organizzazione di concerti in comune lo sono ancora meno. Non dipende solo da problemi economici e burocratici. La tendenza è quella di coltivare il proprio orticello: e pur di non veder crescere frutti più belli dei propri nell'orto del vicino, si fa in modo di rovinare il lavoro altrui senza portare avanti neppure il proprio. In altre parti d'Italia pare che funzioni diversamente. Ti faccio un esempio recente: un portale musicale ha organizzato un concorso tra i gruppi, con in palio la partecipazione ad un CD-compilation; avrebbero preso parte al CD i dieci gruppi i cui brani avessero preso il maggior numero di voti. Si votava connettendosi ad Internet e compiendo una semplice operazione: cliccare sul nome del gruppo, o di più gruppi. Guarda caso, nella classifica finale tra i primi dieci gruppi ce n'erano due di Benevento. Non mi risulta che Benevento sia la capitale italiana della musica, ed io scommetto che i due gruppi in questione hanno fatto un'alleanza per convincere i rispettivi fans, amici, conoscenti, nonni e zii, a votare per tutti e due.
Mi parli di centri giovanili, associazioni musicali o altro: discorso lungo e complicato. Non sono molto aggiornato sulla situazione attuale; non desidero che gli Inter Nos siano inquadrati in "scuderie", dunque non mi sono mai interessato più di tanto: certo è che molte iniziative le vieni a sapere solo perché "sei dentro" o perché qualcuno che è "dentro" permette anche a te di entrare nel giro, e non perché esista un "pubblico bando" che tutti possano conoscere. E' vero che i portali Internet dedicati alla musica dovrebbero servire anche a questo, ma per esempio già in Friuli ce ne sono parecchi, e i visitatori hanno poco tempo per consultarli; potrebbe accadere che un bando appaia in un solo sito web e sia omesso da tutti gli altri, e allora siamo punto e a capo: chi visiona abitualmente quel sito è a conoscenza del bando, tutti gli altri "musicisti navigatori" no. Poi, bisogna vedere se i buoni propositi si concretizzano. Esempio del passato: a Pordenone negli anni '90 per almeno due volte l'Informagiovani ha promosso un censimento dei gruppi all'epoca esistenti: ma nel momento in cui l'operatore che segue l'iniziativa cessa dall'incarico, il progetto si arena; ho ancora da qualche parte la fotocopia dei moduli che compilai per i Poliphonix. Che sappia io, l'ultimo censimento dei gruppi di Pordenone risale al 1988, ed i risultati sono contenuti in un "pieghevole". Se nemmeno iniziative di questo tipo vanno a buon fine, puoi immaginarti se può riuscire qualcosa di più impegnativo. A Sacile il Centro Giovani Zanca ha una sala prove e ogni tanto organizza concerti, e so che altrove in provincia si fa altrettanto: restano, purtroppo, episodi isolati, che nascono più per la passione di singoli operatori che non da un progetto complessivo di sviluppo delle potenzialità giovanili in ogni campo. Posso anche capire che i soldi pubblici sono pochi e ci sono cose più importanti da fare, ma il rapporto costi-benefici è comunque favorevole per chi organizza, quantomeno a livello di immagine e forse anche di consensi in cabina elettorale. Un esempio di iniziativa ben riuscita, sia pure con aspetti che potevano essere curati meglio, è il Giubirock, organizzato dalla Diocesi di Concordia-Pordenone nel 2000 con il patrocinio della Provincia di PN e di vari Comuni; dopo i concerti in alcune località delle province di Pordenone e Venezia, la serata finale del 17 giugno 2000 al cortile delle Scuole Gabelli di Pordenone ha riscosso un clamoroso successo di pubblico, come io da anni a Pordenone non vedevo, richiamando almeno un migliaio di spettatori. Come esempio negativo, potrei dire che se bastano una decina di manifestini pseudosatanici disegnati presumibilmente da ragazzini per far saltare un concerto "per motivi di ordine pubblico" (dicembre 2004, provincia di PN), allora è meglio che prendiamo gli strumenti e facciamo un bel falò. Oppure si noleggia un generatore e si va a suonare "in grava", perlomeno nella bella stagione.

- In effetti il fatto che i musicisti del Friuli anziché darsi una mano non perdono occasione per criticare ed insultarsi a vicenda, lodando esclusivamente il proprio lavoro, è cosa risaputa e l'ha fatto notare anche Mauro Missana. Un'ultima domanda. Progetti per il futuro? Nuovo demo in arrivo? Avete qualche iniziativa in cantiere?
I progetti, o sogni se li vuoi chiamar così, non mancano. Dopo una pausa dovuta a problemi che, si spera, siano in via di soluzione, abbiamo qualche idea per nuovi brani. Prima di vedere il successore di "Deforme" passerà ancora parecchio tempo. Per quanto riguarda le idee musicali, posso anticiparti che vorrei ridurre la durata dei brani, e cioè non superare i 3 minuti e mezzo di durata ciascuno. Ti sarai accorto anche tu che, da quando esiste il CD ed i suoi 74 minuti a disposizione, la lunghezza dei brani per supporto è aumentata a dismisura, ed anche il loro numero. Quando c'erano solo i vinili, i dischi a 33 giri duravano quasi tutti meno di 45 minuti e nessuno si sognava di dire che erano troppo brevi. Ora, visto che nel CD ci sono 74 minuti di tempo a disposizione, bisogna per forza occuparli tutti, con attacchi di sonnolenza per l'ascoltatore e senza che la maggior durata dei lavori comporti maggiore qualità dei medesimi. Se "Deforme" con 6 brani raggiunge 23 minuti, il prossimo lavoro dovrebbe avere minor durata. Bisogna però sentire cosa sta elaborando il fratellino, non vorrei mai che stesse componendo una "suite" ! Altre iniziative: oltre ai contatti con gruppi e fanzines in Italia e all'estero, stiamo tastando il terreno per suonare in Piemonte nel luglio 2006. Senza voler passare per megalomani, posso dirti che più di qualcuno ci ha chiesto di andare a suonare all'estero; però dovremmo andare là come turisti, dunque senza rimborso spese, e con l'occasione suoneremmo da qualche parte. D'accordo che siamo "amatori", ma al momento i soldini servono per altre cose meno divertenti, e non per giri turistici (a prescindere dal concerto, vero motivo dell'eventuale trasferta in terra straniera).

Questo è tutto, maggiori informazioni sugli Inter Nos potete trovarle al loro sito ufficiale http://www.internosrock.supereva.it.



ARTICOLO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO "MESSAGGERO VENETO" DEL 24.05.2006, PAG. 18

Inter Nos, col "progressive" nel cuore

Il duo formato dai fratelli Faggion ha saputo forgiare uno stile originale e incisivo

Nel panorama musicale locale, gli Inter Nos rappresentano certamente una delle più significative proposte di riferimento del genere progressivo sperimentale. Reduci dal positivo e mai dimenticato progetto dei Poliphonix, che tra il 1987 e il 1996 ha viaggiato attraverso il percorso più classico del progressive, gli Inter Nos rappresentano l'ideale prosecuzione di quell'idea, anche se con un indirizzo più sperimentale. Il duo formato dai fratelli Claudio (basso elettrico e voce) e Paolo Faggion (percussioni elettroniche e voce), nel suo decennio di attività, ha saputo sviluppare un progetto musicale che continua ad essere apprezzato anche al di fuori dei patri confini. L'esperienza degli Inter Nos parte nell'estate del '96 con la realizzazione di Lamp, brano composto per il concorso Premi Friul. L'anno successivo esce il demo "Transizione": 5 pezzi caratterizzati da un particolare lavoro di sovraincisioni necessarie per ottenere quella pienezza di suoni fondamentale soprattutto nel caso di un duo.
La produzione prosegue poi con l'album "Futuro Calpestato", del '99. Il lavoro evidenzia l'identità del duo, che, mantenendo fede al modello progressive, costruisce la propria musica come vera e propria forma di espressione, valorizzata fortemente dalla profondità dei testi, capaci di spaziare dalla pura fantasia alla cruda attualità. Col tempo, la produzione di questi musicisti si costruisce una specifica identità che emerge prepotentemente nel 2002 con "Deforme". Da allora, l'attività è proseguita con un proficuo lavoro di scambio e approfondimento con altre band quali Litham (Algeria), Kaos Social (Brasile) e Artemy Artemiev (Russia). Numerose, inoltre, le segnalazioni apparse su riviste specializzate.
MAURIZIO CAPOBIANCO



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